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DESCRIZIONE ANATOMICA DI UN ORGANO

In anatomia per descrivere un organo ci possono essere due modelli

1) Macroscopico, che nota la posizione e l’orientamento dell’organo, oltre che i rapporti

che quest’ultimo ha con gli altri organi circostanti

2) Microscopica, che nota la composizione tissutale e cellulare dell’organo

Abbiamo tre piani di riferimento per descrivere un organo

 Piano sagittale, che decorre in senso antero-posteriore e divide un corpo in due parti, il

piano ha quindi iuna faccia mediale e una laterale

 Piano frontale, che decorre parallelo alla fronte e divide il corpo in parte anteriore e

posteriore è chiamato anche “coronale” perché parallelo alla sutura coronale del cranio

 Piano trasverso, che divide in parte superioire e inferiore il corpo ed è chiamato anche

“orizzontale” o “assiale”.

Il piano che divide esattamente il corpo a metà è detto “mediano”

TERMINI DI MOVIMENTO

Asse sagittale, situato sll’intersezione tra il piano trasversale e quello sagittale

 Abduzione, ovvero l’allontanamento dal piano sagittale

 Adduzione, ovvero l’avvicinamento al piano sagittale

Asse verticale, situato all’intersezione tra il piano frontale e il piano sagittale

 Torsione, per quanto riguarda la testa e il collo

 Rotazione, per quanto riguarda gli arti

 Pronazione/supinazione, per quanto rigurda l’avambraccio + il braccio

Per studiare il corpo umano abbiamo bisogno di oggetti, in questo caso i MICROSCOPI e di

questi ne esistono di vari tipi che svolgono varie funzioni.

 Microscopio ottico dritto, che serve per l’osservazione dei vetrini istologici

 Microscopio invertito, che serve per l’osservazione dellle catture cellulari

Il microscopio ottico può essere di tre tipi

 Stereomicroscopio, che serve per osservare la dissezione degli organi e tessuti

 Microscopio a luce trasmessa, che serve per l’osservazione delle colorazioni visibili

 Microscopio a fluorescenza, che serve per l’osservazione delle proteine fluorescenti

COLORAZIONE

Ematosillina (blu) è un colorante basico che colora gli acidi come il DNA, RNA

Eosina (rosa) è un colorante acido che colora i basici come il citoplasma e il collagene

Golgi è ottenibile per le razioni del tessuto con il dicromato di potassio e il nitrato di argento,

colora casualmente i singoli neuroni e permette di colorare anche le strutture più piccole.

ORGANIZZAZIONE DEL CORPO

  

Cellule Tessuti Organi Sistemi e Apparati

Organi, unità anatomica, fiosiologica e funzionale che adiempi a compiti specifici in un

organismo animale o vegetale

I sistemi sono un insieme di organi morfologicamente e funzionalmente omogenei

Gli apparati è un insieme di organi morfologicamente e funzionalmente diversi

I tessuti sono costituiti da cellule simili che cooperano nello svolgere le loro funzioni

Tipi di epitelio

 Pavimentoso stratificato: alveoli, vasi sanguigni e linfatici che permettono gli scambi

 Pavimentoso liscio: esofago, bocca che fanno da protezione antiabrasiva

 Cubico: dotti secretori e tuboli renali con funzione di secrezione e assorbimento

 Cubico stratificato: ghiandole sudoripare, salivari, mammarie con funzione protettiva

 Cilindrico: cellule ciliate (bronchi e utero), cellule non ciliate (tratto digerente e vescica)

con funzione di secrezione e assorbimento

 Cilindrico stratificato: faringe e congiuntiva

 Cilindrico pseudostratificato: trachea e tratto respiratorio superiore con funzione di

secrezione e movimento muco

Funzioni dell’epitelio

 Protezione

 Assorbimento

 Secrezione

 Scambi gassosi

Tipi di organi

 Cavi o membranosi: stomaco e intestino

 Pari: polmoni e reni

 Impari: cuore e cervello.

TESSUTO EPITELIALE: è costituito da cellule contigue tra loro, con scarsissima sostanza

intracellulare amorfa, esso forma lamine cellulari. Il tessuto epiteliale può essere diviso in:

 Epitelio di rivestimento ( che ricopre la superificie esterna e le cavità interne del corpo,

per esempio la cute o l’epidermide)

 Epitelio ghiandolare (costituisce le ghiandole esocrine e endocrine)

 Epitelio sensoriale ( è costituito da speciali cellule intercalate tra le cellule degli epiteli

di rivestimento le quali intervengono nelle reazioni agli stimoli, es le papille gustative e

acustiche)

EPITELIO DI RIVESTIMENTO: gli epiteli di rivestimento riposano sopra il tessuto

connettivo tramite la membrana basale, questa ha la funzione sia di sostegno per l’epitelio, sia il

compito di regolare gli scambi nutritizi fra l’epitelio e il tessuto connettivo . La membrana

basale è in realtà costituita da due strati

1) Superficiale che è posto subito sotto le superifici basali delle cellule epiteliali

2) Profondo che è pertinente al tessuto connettivo Ả

Lo strato superificle detto Lamina Basale ha uno spessore di 500-1000 ed è formato

principalemente di mucopolisaccaridi neutri e ha struttura reticolare.

Lo strato profondo detto Lamina Reticolare è costituito di sostanza fondamentale amorfa del

tessuto connettivo con fibre reticolari.

Gli epiteli di rivestimento sono divisi tra semplici e composti a secondo del numero di strati di

cellule

EPITELI SEMPLICI, hanno uno strato di cellule e in base al tipo si distinguono in,

 Epitelio pavimentoso semplice, è formato da un singolo strato di cellulle piatte con il

nucleo centrale e con contorni irregolari uniti da giunzioni, lo si trova nei polmoni e

riveste le pareti degli alveoli, inoltre riveste le capsule sierose da cui prende il nome di

mesotelio. Lo si trova nei vasi sanguigni e linfatici dove è detto endotelio

 Epitelio isoprismatico semplice, ha un solo strato di cellule di forma cubica e si trova

nella superficie delle ovaie, nei condotti escretori di molte ghiandole e nelle superfici dei

plessi corioidei

 Epitelio batiprismatico semplice, è costituito da una fila di cellule prismatiche e

dipendono dal tipo di funzione che devono eseguire, come per esempio quelle nella

onaca devono assorbire e mostrano in superficie un orletto, esse si distinguono in due tipi

-Ciliato, che sta nei bronchi, tromba uterina e nell’utero

-Non ciliato, che sta nello stomaco, intestino, molti tratti dei condotti escretori

Questa particolarità dipende dalla presenza o meno delle ciglia sulla superficie libera

delle cellule

Tra le cellule dell’epitelio batiprismatico semplice troviamo anche cellule calciformi

mucipare, in particolare nell’intestino e nei bronchi. Esse elaborano gocce di muco che

prima di essere espulso si riunisce nella parte apicale della cellula e la rigonfiano

Cellula mucipara calciforme

 Epitelio pluriseriato, è costituito da cellule prismatiche di diversa altezza, hanno le basi

tutte allo stesso livello della membrana basale mentre possono raggiungere altezze

differenti, possono essere ciliati (nella trachea e nei grossi bronchi) o non (condotto

deferente e canale epididino)

EPITELI COMPOSTI, sono formati da due o più strati di cellule e in base alla forma della

cellula più superficiale sono distinti in,

 Epitelio pavimentoso composto, è formato da molti strati di cellule, quello dello strato

profondo sono cubiche ed hanno un’attività proliferativa e metabolica cosa che non è

presente negli strati superiori perché mal nutrite, quelle degli strati intermedi sono

poliedriche e quelle negli starti superficiali sono piatte. Questo tipo di epitelio si divide in

-Epitelio pavimentoso composto cheratinizzato e non cheratinizzato

 Epitelio batiprasmatico composto, è costituito da pù strati di cui quelle superficiali

hanno forma prismatica mentre quelle profonde hanno una forma poliedrica. Si trovano

nella parete nasale della faringe e laringe, possono essere ciliate e non.

 Epitelio pluriseriarto: è costituito da cellule prismatiche di diversa altezza e anche i

nuclei sono posti a diversa altezza sembra quindi formato da più strati di cellule

 Epitelio di transizione, dove il numero degli strati e l’aspetto mutano secondo il grado

di distenzione della cellula. È tipico degli organi delle vie urinarie ed è un epitelio

composto che può essere definito plastico. Il suo numero di strati dipende dallo stato di

contrazione e distenzione dell’organo. Quando ad esempio la vescica urinaria è contratta

le cellule degli strati profondi hanno forma cubica, quelli intermedi poliedrica e quelli

superficiali sono grandi e convessi. Quando la vescica è distesa per accumulo di urina le

cellule si appiattiscono.

 Epiteli ghiandolari, entrano nella costituzione della ghiandole che sono organi deputati

per la secrezione, ossia a produrre e liberare sostanze varie (muco, enzimi ecc..).

L’epitelio ghiandolare forma il parenchima delle ghiandole che è la parte deputata per la

secrezione, il tessuto connettivo invece formerà lo stroma che ha la funzione meccanica e

quella di accogliere i vasi sanguigni

Le ghiandole si suddivisono in:

Esocrine, provviste di condotti escretori, esse versano il loro secreto sulla superficie esterna

del corpo, come quelle sudoripare, sebacee oppure in cavità interne come quelle salivari.

Sono classificate in ghiandole unicellulari e ghiandole pluricellulari e si possono

distinguere in:

 Ghiandole intraepiteliali, se restano comprese nello spessore dell’epitelio di

rivestimento da cui derivano

 Ghiandole esoepiteliali, se si sviluppano al di fuori dell’epitelio di rivestimento da cui

prendono orgine e ne rimagnono solo a contatto. Quest’ultime si possono distinguere in:

-Ghiandole intraparietali, se sono localizzate nella parete del viscere stesso dal cui

epitelio hanno tratto origine (gh. Gastriche intestinali)

-Ghiandole extraparietali, se si trovano fuori dalle vescire da cui l’epitelio hannp tratto

origine. Si sono sviluppate solo rimanendo a contatto con il dotto escretore (gh. Salivari,

pancreas, fegato)

Nelle ghiandole pluricellulari più semplici, tutte le cellule che compongono la ghiandola

hanno funzione secernente e contemporaneamente delimitano il condotto escretore.

Nelle ghiandole pluricellulari più complesse invece la parte di tubulo più prossima

all’epitelio di rivestimento costituisce la porzione eschetrice detta condotto escretore,

mentre la parte posta distalmente forma l’adenomero (può essere tubolare o avere forma

sferica chiamato quindi acino o alveolo).

Dal punto di vista morfologico le ghiandole pluricellulari possono essere

 Ghiandole tubolari semplici, che sono costituite da cellule secernenti, disposte a

formare una struttura tubolarerettilinea nel cui lume rivestono il loro secreto

 Ghiandole glomerulari, hanno un condotto escretore il quale riceve alcuni tuboli

ramificati, che ne costituiscono la parte secernente.

 Ghiandole tubulari ramificate, hanno un condotto escretore, il quale riceve alcuni

tubuli ramificati , che ne costituiscono la parte secernente es. ghiandole piloriche dello

stomaco

 Ghiandole alveolari composte, sono formate da piùadeomeri a forma di alveolo che si

aprono in un singolo condotto escretore es:ghiandole sebacee della cute, ghiandole delle

palpebre.

 Ghiandole tubolo-acinose composte, hanno il condotto escretore sempre ramificato le

cui diramazioni vengono dette condotti preterminali e terminano con applicato adenomeri

a forma di acini (alveoli) es:ghiandole salivari e pancreas esocrino

1) Endocrine, mancano di condotti escretori ed emettono i loro secreti, ovvero gli ormoni

nei vasi capillari sanguiferi. Maggiormente rappresentate sono le ghiandole a cordoni

cellulari solidi, formate da ammassi di cellule epiteliali intramezzati da vasi capillari. Un

altro tipo di ghiandola è quella a follicoli chiusi come quella tiroidea. I follicoli

contengono al loro interno una sostanza omogenea gelatinosadetta colloide, questo è il

prodotto di secrezione delle cellule epiteliali della parete del follicolo provvisoriamente

immagazzinato e destinato ad essere poi riassorbito. Un ultimo tipo di ghiandola

endocrina è la ghiandola diffusaa cui appartengono le ghiandole interstiziali del testicolo

e dell’ovaia. È rappresentata da cellule piccole o da piccoli gruppi cellulari sparsi nel

tessuto connettivo. IL TESSUTO CONNETTIVO

Ha il compito di connettere gli altri tessuti tra di loro. Esso consta di cellule che sono sparse tra

loro in un’abbondante sostanza intercellulare, fomata di fibre, sostanza fondamentale amorfa

(contiene il liquido tissutale o intestiziale)

Ha la funzione di sostegno di nutrizione e degli scambi ionici, esso può essere classificato come

 tessuto connettivo lasso, presenta un’abbondande sostanza fondamentale amorfa nella

quale le fibre sono intrecciate tra loro

 tessuto connettivo denso o connettivo fibroso, è caratterizzato da una grande

abbondanza di fibre collagene entro la sostanza intercellulare, queste possono formare

grossi fasci disposti disordinatamente (derma).

Le fibre presenti nel tessuto connettivo sono di tre tipi:

1. fibre collagene, costituiscono la categoria di fibre di gran lunga prevalente nel comune

tessuto connettivo. Appaiono come filamenti molto lunghi che decorrono in modo

ondulatorio e si presentano di colore bianco. Viste dal microscopio si nota che ogni fibra

è costituita a sua volta da un fascetto di fibrille e queste a sua volta da un fascetto di

microfibrille

2. fibre reticolari, sono una variante delle fibre collagene, dalle quali si distinguono per la

maggior sottigliezza, sono formate anch’esse dalle microfibrille e tropocollagene.

Le fibre reticolari decorrono solitamente isolate dando luogo a reti tridimensionali, esse sono

presenti soprattutto nello stroma degli organi omopoietici

3. fibre elastiche, sono meno numerose delle fibre collagene, sono molto abbondandi nella

tonaca elastica delle arterie oltre che nei tendini e nei legamenti. Viste al macroscopio

appaiono omgenee e non striate longitudinalmente, solitamente non si aggregano in fasci

ma decorrono isolate formando un reticolo o lamine dette membrane elastiche. Le fibre

elastiche risultano formate di un materiale proteico omogeneo ed amorfo: l’elastina

Microfibrille: esse presentano lungo il loro decorso una regolare successione e ciascuna di esse

è costiuita da unità elementari dette tropocollagene, queste sono delle molecole filamentose

che sono formate da tre catene polipeptidiche avvolte ad elica. Le fibre collagene sono

flessibili ma assai poco estensibili, esse se sottoposte a bollitura danno luogo a gelatina.

La sostanza fondamentale amorfa, del tessuto connettivo ha la proprietà di essere una

sostanza colloidale molto vischiosa, con la capacità di legare quantità variabili di acqua ed i gas

disciolti in essa, si diffonde dai vasi capillari e rappresenta il liquido interstiziale.

l’acqua legata alle sostanze fondamentali serve come mezzo di diffusione delle sostanze

metaboliche e di gas, dai capillari alle cellule dei tessuti e viceversa. I componenti di ale

sostanza sono i mucopolisaccaridi acidi (è un particolare tipo di polisaccaride, costituito

dall’alternarsi di molecole di una esosammina (derivato di uno zucchero semplice come il

glucosio o il galattosio, in cui un ossidrile -OH, è sostituito da un gruppo amminico -NH )

2

e di molecole di uno zucchero semplice o di un suo derivato, unite per mezzo di legami

glicosidici a formare lunghe catene. Sono presenti in tutti i tessuti animali e sono uno dei

principali costituenti del tessuto connettivo, alla quale conferiscono viscosità e resistenza) in

particolar modo ialuronico. Altri componenti sono le glicoproteine.

LE CELLULE DEL TESSUTO CONNETTIVO

Le cellule del tessuto connettivo oltre che ad elaborare la sostanza intercellulare del tessuto

connettivo, assolvono altre importante funzioni come quella di difesa contro agenti esterni e la

produzione di anticorpi. I tipi di cellula maggiormente rappresentati sono:

 Fibroblasti, che sono le cellule fisse del tessuto connettivo, esse sono deputate ad

elaborare la fibre collagene reticolari ed elastiche, elaborano pure i micropolisaccaridi e

le glicoproteine della sostanza fondamentale. Non hanno una loro forma tipica e

dipendono dal ruolo che assumono

 Macrofagi, svolgono funzione di difesa mediante l’attività fagocitaria ingerendo cioè

agenti estranei all’organismo. Si possono distinguere i macrofagi fissi presenti nel tessuto

connettivo inn condizioni normali e i macrofagi migranti che compaiono nel corso di

processi infiammatori

 Mastociti sono cellule piuttosto grandi, mobili e sono presenti nel tessuto connettivo

lasso specialmente intorno ai vasi sanguiferi. Sono caratterizzati dalla grande presenza di

granuli nel citoplasma. Tali granuli contengono l’eparina ad azione anticoagulante e

l’istamina che ha la funzione di vaso dilatatore

 Plasmacellule, sono cellule rotondeggianti con nucleo circolare e con abbondante

citoplasma. Sono presenti nella tonaca mucosa e nolla sotto mucosa dell’apparato

digerente. Le plasmacellule derivano dai linfociti i quali entrambi sono capaci di

sintetizzare gli anticorpi, l’evoluzione dei linfociti a plasmacellule si manifesta con un

nitevole aumento dei ribosomi e del reticolo endoplasmatico granulare.

TESSUTO ADIPOSO

è una variante del tessuto connettivo lasso i cui elementi cellulari sono rappresentati da cellule

adipose, ossia cellule che accolgono nel loro citoplasma gocce lipidiche. Il tessuto adiposo ha il

ruolo di assicurare sempre un apporto costante di materiale energetico all’organismo, ha inoltre

la funzione di sostegno. Vi sono due tipi:

1) Tessuto adiposo bianco, il suo colore varia dal bianco al giallo e lo troviamo in varie

parti del copo come nella sottocute, nelle regioni ascellari ed inguinali, nelle logge renali,

nel mesentere e nelle orbite. Le cellule del tessuto adiposo sono molto grandi, hanno

forma globosa e sono occupate da un’unica grande goccia lipidica per cui il nucleo

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valedicap1997 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia e fisiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Piano Ilaria.
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