ANATOMIA UMANA (20/04/2018)
Scienza morfologica che indaga:
• Forma
• Architettura
• Struttura
Fornisce una base morfologica per l’interpretazione funzionale.
L’anatomia studia:
• Sede e posizione degli organi
• Rapporti degli organi
• Descrizione delle caratteristiche macroscopiche: forma, colore, consistenza ecc.
• Descrizione della struttura, ovvero l’anatomia microscopica degli organi
Molto tempo fa gli studi venivano eseguiti su cadaveri di fortuna (anatomia fortuita), per poi passare alla
medicina alessandrina nel III secolo a.C con Ippocrate e Aristotele. Nel secondo secolo d.C, Galeno produsse
informazioni sul corpo umano a partire dalle ferite. Nel 1500 Versalio scrisse il primo scritto di anatomia: De
Humani Corporis Fabrica. Nel 1600 Malpighi si occupò di anatomia microscopica. Nel 1950 si giunge all’
ultrastruttura. Le autopsie erano pubbliche.
Il range di normalità è: altezza 170 cm e peso 70 kg.
L’uomo medio è studiato in una posizione di riferimento. Ogni movimento reciproco di parti del corpo
dev’essere riferito a una posizione di riferimento, detta anche posizione anatomica del cadavere. Questa
consiste in:
• Parte assiale (tronco) disposta in stazione eretta
• Testa sulla stessa linea dell’asse del corpo
• Arti inferiori sulla linea del tronco
• Arti superiori paralleli al tronco con il palmo della mano in avanti
L’anatomia utilizza le lame per sezionare il corpo, creando dei piani di taglio immaginari, che tagliano
l’individuo in vari modi:
• Piano cefalico: parallelo al piano su cui il corpo è poggiato.
• Piano podalico: i piedi poggiano a terra. Parallelo al piano cefalico.
• Piano frontale: verticale, tangente alla fronte
• Piano frontale 2: parte posteriore del corpo e parallelo al piano frontale tangente alla fronte.
Tangente ai glutei.
• Piani laterali (sagittali): diretti in senso anteroposteriore, perpendicolari al piano podalico, al piano
cefalico e ai due piani frontali. I piani sagittali sono infiniti, ma l’unico che taglia esattamente a metà
l’individuo è detto piano mediano di simmetria, il quale decorre in senso anteroposteriore,
verticalmente, dividendo il corpo in due metà dette antimeri. I due antimeri sono l’immagine
speculare uno dell’altro, sono quindi simmetrici ma non uguale e nemmeno sovrapponibili (simmetria
bilaterale).
I piani li uso per tagliare l’intero individuo per ottenere informazioni macroscopiche. Le stesse strutture
hanno aspetto diverso a seconda di come sono tagliate. Il piano posso usarlo anche sugli organi isolati.
ANATOMIA (24/04/2018)
Quando descriviamo posizioni di organi, si utilizzano in anatomia particolari termini:
• Craniale- caudale: vicinanza verso l’estremità craniale o al piano podalico. La testa è craniale rispetto
al ginocchio
• Superiore-inferiore: per strutture anatomiche localizzate superiormente o inferiormente rispetto a
qualcos’altro
• Mediale – laterale: il primo indica una maggior vicinanza rispetto al piano mediale di simmetria. Una
struttura laterale è piò lontana dal piano mediale di simmetria
• Ventrale – dorsale: maggior o minor vicinanza al piano frontale tangente alla fronte (frontale) o al
dorso (dorsale)
• Prossimale – distale: utilizzati quando si parla di strutture più o meno vicine al punto di origine di
qualcosa. La coscia è prossimale, il piede è distale (più lontano dal punto di origine)
• Interno: profondo
• Esterno: superficiale
• Orale – aborale: riferiti a strutture sulla testa. Aborale più lontano rispetto alla bocca; orale più vicino
rispetto alla bocca
Tale terminologia si applica anche all’anatomia microscopica, e non solo a quella macroscopica. Nell’albero
bronchiale, per esempio, si identificano ramificazioni fino ad arrivare agli alveoli terminali. Anche qui avremo
delle ramificazioni distali e prossimali.
È necessario considerare con che approccio vengono fatte le descrizioni in anatomia. Si riconoscono tre
regole:
1. Riferirsi sempre alla posizione di riferimento
2. Regola della geometrizzazione delle forme: paragonare quella struttura ad una forma geometrica con
cui la identifichiamo. Quando si fa una descrizione di una struttura anatomica, bisogna paragonarla a
una forma nota o quale oggetto noto (es. rene ha una forma di fagiolo; l’epifisi prossimale dell’omero
ha una testa a forma di frammento di sfera)
3. Regola della scomposizione in parti: l’individuo viene rappresentato con singole linee. L’arto
superiore viene suddiviso in 3 parti; arto inferiore suddiviso in coscia prossimale, gamba distale e
piede distale; la faringe viene suddivisa nei 3 segmenti di rinofaringe, orofaringe e laringofaringe.
Schematizzazione:
- Parte assile:
- testa e tronco (collo torace e addome)
- Appendici
-arto superiore (cintura: spalla + parte libera: braccio, avambraccio mano, gomito, polso)
-arto inferiore (cintura: anca + parte libera: coscia, gamba, piede, ginocchio, caviglia)
L’insieme dello scheletro e dei muscoli contribuisce a definire la forma esterna dell’individuo e delimita spazi
corporei in cui si collocano vari organi. Le pareti di alcuni spazi corporei sono formate prevalentemente da
muscoli, altre da ossa. Muscoli e ossa, quindi, delimitano le forme esterne. Vi sono spazi definiti dalle
articolazioni delle ossa del cranio, per esempio. Se guardiamo con piano sagittale, nel corpo umano vi sono
alcune cavità. Le cavità anteriori o ventrali sono osservate dal piano frontale.
Gli spazi corporei del corpo umano sono di tre tipi:
1. Spazi delle cavità dorsali o spazi neurali: contenuto all’interno di ossa, che ne formano le pareti.
Comprendono gli organi del SNC (encefalo e midollo spinale). Gli spazi neurali sono rivestiti da uno
strato di tessuto connettivo: le meningi.
2. Spazi delle cavità ventrali o spazi sierosi: le pareti sono rivestite da una membrana di copertura detta
sierosa, un sottile strato di connettivo + mesotelio in superficie. Comprendono le grandi cavità
corporee nel torace e nell’addome. Si localizzano nelle grandi cavità corporee: la cavità toracica e
nella cavità addominale. Come interagiscono gli organi con la tonaca sierosa? Gli organi possono
essere completamente o parzialmente rivestiti da tonaca sierosa, oppure non essere in alcun modo
a contatto con questa. Gli organi in spazi sierosi possono essere paragonati a sacchetti chiusi costituiti
da tonaca sierosa: la pleura ricopre le cavità pleuriche; il pericardio ricopre la cavità pericardica; il
peritoneo ricopre la cavità peritoneale. La tonaca sierosa è costituita da due foglietti diversi: l’organo
viene rivestito da un foglietto viscerale della tonaca aderente alla tonaca stessa (foglietto parietale).
Lo spazio tra i due foglietti è detto spazio sieroso.
3. Connettivali: le loro pareti sono costituite da setti di tessuto connettivo che si estendono dalla
superficie corporea in profondità fino alle leve ossee, tesi tra il tegumento e le formazioni ossee
profonde. Uno spazio connettivale contiene organi. Le logge muscolari contengono i diversi muscoli
e vedono estendersi al loro interno nervi e vasi sanguigni. Gli spazi connettivali non si trovano solo
negli arti, ma anche a livello del collo e della colonna vertebrale: tagliando il collo con un piano
trasversale notiamo una composizione simile a quella degli arti (all’interno vi sono spazi connettivali
in cui si collocano dei muscoli e dei visceri alcuni visceri si collocano entro spazi connettivali).
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Non tutti gli organi si trovano all’interno degli spazi sierosi, e non tutti sono rivestiti da tonaca sierosa.
Possiamo, infatti, definire tre tipi di organi. Taglio trasversale:
1. Organi retrosierosi: posti in profondità, si appoggia su muscoli posteriori all’addome e non hanno
alcuna continuità con la sierosa. Un esempio sono i reni.
2. Organi sottosierosi: sono ricoperti solo in parte dalla tonaca sierosa. Un esempio è il duodeno,
ricoperto solo anteriormente.
3. Organi intrasierosi: organi circondati completamente dalla tonaca sierosa. Si forma una struttura di
collegamento, detto meso, che collega l’organo intrasieroso alla parete e fa arrivare all’organo vasi
sanguigni e nervi. Esempi sono il colon trasverso e l’intestino mesenterico.
PRINCIPI COSTRUTTIVI DEGLI ORGANI
Ogni organo è fatto da più tessuti; più organi, anche con strutture diverse tra loro, collaborano per le funzioni
di un apparato comune.
Un organo è definito come una struttura anatomica macroscopica costituita da più tessuti diversi tra loro, i
quali svolgono una propria funzione unitaria nell’ambito delle generali funzioni di un apparato. Gli organi si
classificano a seconda del loro piano costruttivo in:
a. Filamentosi: muscoli, tendini e nervi. Costituiti da unità elementari (fibre muscolari, fibre collagene e
fibre nervose), che poi si aggregano in fascetti, i quali possono essere ulteriormente raggruppati in
fascetti primari, secondari e terziari. Questi sono organizzati da tessuto connettivo.
b. Parenchimatosi: organi pieni o solidi. Non contengono cavità. Riconosciamo due componenti
principali: il parenchima, componente che svolge la funzione di quell’organo (es. epatociti nel fegato
formano il parenchima; i linfociti), e lo stroma, costituito da tessuto connettivo e impalcatura di
sostengo del parenchima. Frequentemente presentano un ilo (=”porta di ingresso”), punto di
ingresso di nervi e vasi sanguigni nel parenchima, dove poi si ramificano in modo specifico a seconda
dell’organo. La suddivisione in lobi e lobuli è frequente, ma non tutti gli organi parenchimatosi sono
suddivisi in tal modo. Presentano una capsula connettivale di tessuto connettivo che fornisce
l’impalcatura di sostegno del parenchima.
c. A tonache sovrapposte: prevedono una successiva suddivisione a causa di una successione di strati/
tonache. Questi possono essere: il tegumento, le sierose (considerate organi a tutti gli effetti), organi
cavi (contengono un lume o una cavità e hanno una parete costituita da tonache). Il tegumento, o
cute, è costituito da due tonache: l’epidermide, epitelio pavimentoso pluristratificato cheratinizzato,
che poggia su tessuto connettivo denso a fasci intrecciati detto derma.
Gli organi cavi possono essere vascolari, con vasi sanguigni e linfatici (es. cuore), o non
vascolari/viscerali (es. intestino). Entrambi i tipi hanno una parete formata da tonache, di
composizione però differente. La loro organizzazione è caratterizzata dalla sovrapposizione di
tonache. In sequenza troviamo:
- Tonaca mucosa: più interna. Costituita da epitelio + connettivo (lamina propria). Nel caso degli
organi interni dell’apparato digerente si collocano delle cellule muscolari lisce che costituiscono
la muscolaris mucosae.
- Sottomucosa: connettivo lasso ben vascolarizzato. In alcuni organi può ospitare ghiandole.
- Tonaca muscolare: può essere suddivisa in due strati, circolare e longitudinale. Nell’apparato
digerente lo strato circolare è; nelle vie urinarie è
- Tonaca sierosa: presente se l’organo è rivestito da sierosa, costituita da mesotelio + connettivo;
in caso contrario sarà sostituita dalla tonaca avventizia (di tessuto connettivo)
Questo è un piano costruttivo generale; è possibile che siano presenti tutti o solo qualche strato.
L’epitelio di transizione si trova nelle vie urinarie. L’epitelio cilindrico semplice è molto idoneo
all’assorbimento (es. villi intestinali).
Negli organi cavi vascolari troviamo un’altra successione di tonache:
- Intima: endotelio + connettivo
- Media: connettivo + cellule muscolari lisce
- Avventizia: connettivo
Tra la intima e la media troviamo la membrana elastica interna; tra la media e l’avventizia troviamo
la membrana elastica esterna. I vasi sanguigni, come le arterie, presentano questa configurazione.
Anche questa classificazione rispecchia una composizione generale; possono esserci eccezioni.
Indirizzi di studio degli organi:
- Definizione
- Caratteri organolettici: forma, colore, peso, dimensioni e consistenza
- Sede
- Rapporti
- Architettura e struttura (conformazione interna) - SISTEMA NERVOSO CENTRALE
APPARATO NERVOSO - SISTEMA NERVOSO PERIFERICO
- APPARATI E ORGANI DI SENSO
APPARATI DELLA VITA DI
RELAZIONE
(permettono l'interazione tra
l'individuo e l'ambiente) SISTEMA SCHELETRICO
APPARATO LOCOMOTORE -SISTEMA MUSCOLARE
-SISTEMA ARTICOLARE
APPARATO TEGUMENTARIO
SISTEMA ENDOCRINO - APPARATO DIGERENTE
- APPARATO RESPIRATORIO
APPARATO DELLA NUTRIZIONE - APPARATO CIRCOLATORIO
APPARATI DELLA VITA - APPARATI E ORGANI DI SENSO
VEGETATIVA
(permettono le funzioni basilari
per l'omeostasi corporea,
nutrizione e sopravvivenza) - APPARATO GENITALE
FEMMINILE
APPARATO RIPRODUZIONE - APPARATO GENITALE MASCHILE
APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO
Il cuore è un organo cavo che contiene quattro cavità: due inferiori (ventricolo destro e ventricolo sinistro) e
due superiori (atrio destro e atrio sinistro).
Il ventricolo sinistro comunica con l’atrio sinistro, tra i quali vi è un sistema di valvole. Il ventricolo destro
comunica solo con l’atrio destro. Identifichiamo, quindi, cuore destro e cuore sinistro, tra i quali non vi è
comunicazione fisiologica. Il cuore destro contiene sangue refluo povero di ossigeno, ma ricco di CO . Il cuore
2
sinistro contiene, invece, sangue ossigenato. Dal ventricolo sinistro origina un’arteria di grosso calibro detta
aorta, la quale durante il suo percorso forma diversi rami e si occupa di rifornire di sangue i vari distretti
corporei. Si ramifica a formare un letto capillare, in cui avvengono gli scambi e in cui il calibro delle vene cave
aumenta per portare sangue refluo al cuore che si inserisce nell’atrio destro.
Il tronco polmonare è una grossa arteria che va ai polmoni, si ramifica in un letto capillare in cui ogni capillare
circonda singolo alveolo.
Il termine “vena” e “arteria” è riferito alla direzione (centripeta o centrifuga), e non al contenuto. Un’arteria
si allontana dal cuore; una vena porta il sangue al cuore.
Il tronco polmonare e le quattro vene polmonari che portano il sangue ai polmoni perché questa venga
ossigenata costituiscono la piccola circolazione o circolazione polmonare.
L’altra circolazione è detta circolazione sistemica o grande circolazione.
Medialmente ai due polmoni i è uno spazio detto mediastino, che anteriormente contiene il cuore.
Quest’ultimo, posto nel torace, è rivestito da una tonaca sierosa ed è inserito in un sacco pericardico per
mezzo del quale aderisce al muscolo diaframma. Il cuore è disposto obliquamente, come se fosse sdraiato
su un fianco. Forma a tronco di piramide con l’apice rivolto verso il basso e la base rivolta verso l’alto. L’asse
del cuore è orientato da superiore verso inferiore, da destra verso sinistra, e da posteriore verso anteriore.
Il cuore non è esattamente sul piano mediano di simmetria, ma verso sinistra. Il cuore pesa circa 300g nel
maschio e 250g nella femmina. La misura dall’alto verso il basso è di 12 cm. Se rimuovo il cuore si possono
vedere strutture poste nella parte posteriore del mediastino e vasi.
Si può individuare una superficie sternocostale, in continuità con le costole e lo sterno, e una faccia
diaframmatica, posteriore con cui il cuore si adagia sul muscolo diaframma. Nella prima faccia si trova un
solco con importanti vasi per vascolarizzare il cuore (coronarie e arterie). Vi è un solco longitudinale anteriore
in cui si estendono le ramificazioni dei vasi che vascolarizzano il cuore e che decorre in corrispondenza del
setto che separa gli atri dai ventricoli. Si vedono principalmente l’atrio e il ventricolo destro e una piccola
porzione del ventricolo sinistro. Vi è un solco longitudinale posteriore. Si vedono bene le vene cave che
arrivano all’atrio destro e le quattro vene polmonari che raggiungono l’atrio destro. Il seno coronario
contiene il sangue refluo del cuore che arriva all’atrio destro, poiché il sangue deve andare ai polmoni.
In prossimità della base del cuore vi sono grossi vasi, due orifizi regolati dalla presenza di valvole. Sono
l’origine dell’aorta e del tronco polmonare.
CONFIGURAZIONE INTERNA
Facendo una sezione longitudinale distinguiamo un ventricolo destro e sinistro e un atrio destro e sinistro.
La superficie interna dei due atri è prevalentemente liscia, mentre la superficie dei due ventricoli è molto
irregolare con sporgenze costituite da miocardio dette trabecole carnee. I muscoli papillari, collegati a
strutture biancastre sottili dette corde tendinee, si contraggono quando si contraggono i ventricoli. Le corde
tendinee, di tessuto connettivo, sono a loro volta collegate a lembi valvolari che fanno parte delle valvole
atrio-ventricolari. Quando l’atrio si contrae il sangue va nel ventricolo. Quando il ventricolo comincia a
contrarsi le valvole si chiudono in modo che il sangue non torni indietro nell’atrio ma vada nell’arteria. Lo
spessore delle pareti dei due atri è minore rispetto a quella dei ventricoli e la parete del ventricolo sinistro è
più spessa rispetto a quella del ventricolo destro, poiché quest’ultimo pompa il sangue nella circolazione
polmonare dove la pressione sanguigna è minore.
VI sono dei fori che sono il punto di ingresso di vasi che si estendono ai due atri. I vasi portano il sangue refluo
nella circolazione sistemica (vene cave superiore e inferiore). All’atrio di sinistra, invece, arrivano le quattro
vene polmonari (si vedono gli orifizi).
Nel cuore di destra i lembi valvolari sono tre e la valvola si chiama tricuspide. Nel cuore di sinistra i lembi
valvolari so
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