Anatomia
Anatomia: disciplina che studia le caratteristiche microscopiche e macroscopiche degli organismi.
Piani di simmetria
- Faccia mediale: rivolta sempre verso l'asse media sagittale.
- Arto prossimale: più vicino all'asse sagittale media del corpo.
- Arto distale: più lontano dall'asse sagittale media del corpo.
- Organo superficiale: a poca distanza dalla parte ventrale del corpo.
Organi
- Organi pieni: non presentano cavità (polmone, rene, fegato).
- Organi cavi: presentano una cavità (vasi sanguigni, stomaco). Gli organi cavi sono generalmente organizzati in tonache (strati) secondo la seguente struttura:
- Tonaca mucosa: epitelio di rivestimento (più interna), lamina propria (contenente ghiandole), muscolaris mucosae (responsabile della contrazione dei villi intestinali).
- Tonaca sottomucosa (può non essere presente): tessuti connettivi con vasi sanguigni e corpi ghiandolari.
- Tonaca muscolare: 2 file di fibro-cellule lisce (peristalsi intestinali).
- Tonaca sierosa (più esterna).
Sistema cardio-circolatorio
Sistema chiuso diviso in:
Grande circolazione
- Inizia nel ventricolo cardiaco sinistro.
- Arteria aorta (sistemica).
- Periferia.
- Vena cava inferiore e superiore.
- Atrio cardiaco destro.
Piccola circolazione
- Ventricolo cardiaco destro.
- Arteria polmonare (polmonare).
- Polmoni.
- Atrio cardiaco sinistro.
Vasi sanguigni
- Arteria: vaso in cui il sangue circola in direzione centrifuga (cuore → periferia).
- Vena: vaso in cui il sangue circola in direzione centripeta (periferia → cuore).
- Arterie e vene:
- Arterie elastiche: prevalenza di fibre elastiche nella tonaca media.
- Vene di grosso calibro.
- Arterie muscolari: prevalenza di fibre muscolari nella tonaca media.
- Vena di medio calibro.
- Arteriole.
- Venula.
- Arteriosclerosi: l'aorta perde di elasticità a causa del colesterolo.
Le arteriole si ramificano a loro volta in meta-arteriole e successivamente in capillari (reti capillari). Nelle fasi di digiuno gli sfinteri capillari e precapillari restano chiusi permettendo lo scambio di sangue direttamente da arteriole a venule, bypassando il letto capillare e risparmiando al cuore fatica inutile. I capillari (es. polmonari) schiacciano i globuli rossi facendoli passare al loro interno in fila indiana e mettendo quindi in diretta comunicazione la superficie cellulare del globulo rosso con l'aria negli alveoli polmonari, favorendo in questo modo lo scambio gassoso (O2 ⇆ CO2).
Tipi di capillari
- Capillari continui (polmone, cute): le cellule endoteliali non presentano punti di discontinuità, sono unite da sistemi giunzionali.
- Capillari fenestrati (ghiandole endocrine, intestino): le cellule endoteliali presentano fenestrature, la membrana basale è continua (passaggio di molecole dal sangue a tessuti circostanti e viceversa).
- Capillari discontinui (midollo osseo, milza): presentano discontinuità più ampie tra i due estremi endoteliali e discontinuità della membrana basale (passaggio non solo di molecole ma anche di cellule).
- Sinusoidi: presentano un lume variabile ampio ↔ stretto.
Successivamente alla cessione di molecole e ossigeno si ha un immediato riassorbimento di cataboliti e anidride carbonica dalle cellule. Il ritorno venoso ha bisogno di molte vene sopportando la fatica di un percorso contro la forza di gravità. Per ovviare a questo problema le vene presentano delle valvole "a nido di rondine" (ritrovabili anche nel cuore).
Aorta
- Arteria del tronco principale originaria dal ventricolo sinistro del cuore, da cui si diramano le varie arterie collaterali.
- Aorta ascendente: È il primo breve tratto dell'aorta; ha origine a livello della valvola semilunare aortica del ventricolo sinistro del cuore all'altezza del margine inferiore della terza cartilagine costale di sinistra. Si dirige verso l'alto, ventralmente e verso destra fino all'articolazione della seconda cartilagine costale con lo sterno. Poco sopra l'origine dell'arteria sono presenti i tre seni aortici di Valsalva, subito dopo i quali vi è un rigonfiamento detto bulbo aortico; una successiva dilatazione è rappresentata dal grande seno aortico, di forma ovale. Dalla base dell'aorta hanno origine gli unici suoi rami, le arterie coronariche destra e sinistra, che presiedono all'irrorazione arteriosa del cuore.
- Arco aortico: L'arco dell'aorta fa seguito all'aorta ascendente, a livello della seconda articolazione sterno-costale destra e si porta quindi indietro e verso sinistra per raggiungere il margine sinistro del corpo della quarta vertebra toracica dove termina continuando con l'aorta discendente. L'arco aortico, nel portarsi dall'avanti indietro e da destra verso sinistra, descrive una curva a concavità inferiore che circonda il peduncolo del polmone sinistro. Il limite tra arco e aorta discendente è spesso segnato da un tratto ristretto, l'istmo aortico, cui fa seguito un tratto dilatato, il fuso aortico. Dalla faccia superiore dell'arco aortico prendono origine, dall'avanti indietro, il tronco brachiocefalico (o arteria anonima), l'arteria carotide comune sinistra e l'arteria succlavia sinistra. Queste arterie forniscono sangue alla testa, al collo, agli arti superiori e alla parte superiore del torace.
- Aorta discendente: Vengono distinte due porzioni dell'aorta discendente: toracica e addominale, il cui limite è dato dal passaggio nel diaframma al livello della dodicesima vertebra toracica. Da entrambe le porzioni originano rami collaterali che irrorano le pareti (rami parietali) o i visceri (rami viscerali).
- Dall'aorta toracica, che si origina verso la quarta vertebra toracica con un restringimento (istmo aortico), originano le arterie bronchiali (irrorano i tessuti nel polmone), le arterie pericardiche (irrorano il pericardio), le arterie mediastiniche (il mediastino) e le arterie esofagee (vascolarizzano l'esofago). Inoltre dall'aorta toracica originano le arterie intercostali e le arterie freniche superiori.
- Dall'aorta addominale, che inizia allo iato aortico del diaframma, originano il tronco celiaco (vascolarizza il fegato, lo stomaco, l'esofago, la colecisti, il duodeno, il pancreas e la milza), l'arteria mesenterica superiore (pancreas, duodeno, intestino tenue e crasso) e l'arteria mesenterica inferiore (porzione terminale del colon e retto). Inoltre l'aorta addominale dà origine alle arterie freniche inferiori (diaframma e porzione inferiore dell'esofago), alle arterie surrenali (i surreni), le arterie renali (i reni), le arterie genitali (arterie testicolari nell'uomo e arterie ovariche nella donna) e le arterie lombari (vascolarizzano il midollo spinale e la parete addominale). L'aorta addominale non termina biforcandosi nell'arteria iliaca comune destra e sinistra, che costituiscono collaterali, ma termina con l'arteria sacrale media posta sulla faccia anteriore del sacro.
Cuore
Il cuore è un organo muscolare cavo (forma conoide), che costituisce il centro motore dell'apparato circolatorio e propulsore del sangue e della linfa in diversi organismi animali, compresi gli esseri umani, nei quali è formato da un particolare tessuto, il miocardio ed è rivestito da una membrana, il pericardio. Si trova nella regione toracica del mediastino (spazio localizzato tra i due polmoni).
- Valvola (tricuspide e dicuspide): consente l'unidirezionalità del flusso impedendo che il sangue torni indietro. Vi sono altre valvole analoghe a livello dell'orifizio aortico e dell'orifizio polmonare.
- Fibre tendinee: impediscono che il lembo valvolare si ribalti nell'atrio a seguito della pressione esercitata dal sangue durante la sistole cardiaca.
Il cuore è un muscolo striato che si contrae in modo autonomo (tramite sistema di cellule pacemaker: generano l'impulso e lo propagano) ma regolato dal sistema neuro-vegetativo, è suddiviso in:
- Endotelio: parte più interna del cuore costituita da cellule endoteliali con lamina basale propria, che riveste pure i lembi valvolari.
- Miocardio: costituito da cardio miociti (tessuto muscolare) e suddiviso a sua volta in:
- Miocardio di lavoro: parte di contrazione.
- Miocardio specifico: sistema di conduzione del cuore (cellule pacemaker).
- Epicardio: parte più superficiale costituita da cellule mesoteliali e una lamina connettiva fibroelastica.
Peptide natriuretico atriale (ANP): è un ormone di origine peptidica prodotto da cellule specializzate del miocardio. L'ANP è coinvolto nel controllo omeostatico di acqua, sodio, potassio e grasso presenti nell'organismo. Viene rilasciato in seguito ad un eccessivo aumento del volume ematico (alta pressione sanguigna) da particolari miociti, nell'auricola destra del cuore. L'ANP agisce a livello dei reni, per ridurre l'acqua, il sodio (il sodio si porta dietro acqua) e i carichi adiposi nel sistema circolatorio, abbassando per questo la pressione sanguigna.
- Il sistema parasimpatico: produce acetil-colina rallentando il battito cardiaco.
- Il sistema ortosimpatico: produce adrenalina accelerando il battito cardiaco.
Circolazione fetale
Nel feto la circolazione è leggermente differente da quella dell'adulto. Il feto non mangia, non beve e non respira, perché è immerso nel liquido amniotico che non contiene ossigeno né sostanze nutritizie, pertanto non ha bisogno del circolo portale e neppure del circolo polmonare. Ha però bisogno di sostanze nutritizie e d'ossigeno: questi provengono dalla madre mediante la placenta. Il sangue della madre entra nella placenta dove cede i nutrienti al feto per pressione idrostatica (lo stesso principio che lo fa cedere ai tessuti) che vengono riversati in una vena fetale, la vena ombelicale. L'ossigeno viene strappato ai globuli rossi della madre, dai globuli rossi del feto (che contengono emoglobina più affine all'ossigeno).
Questa vena risale il cordone ombelicale e raggiunge il feto immettendosi nella vena porta. Nel feto, il fegato è pronto a funzionare, ma non è necessario che processi il sangue perché lo ha già fatto la mamma, quindi, per saltare questa tappa, esiste un dotto: il dotto venoso, che collega la vena porta alla vena cava inferiore. Il sangue arterioso della madre entra nella vena cava inferiore e si mischia al sangue venoso proveniente dagli organi sottodiaframmatici; si forma quindi un sangue "arterovenoso" che raggiunge il cuore (atrio destro).
Per evitare che il sangue già misto 1:1, diventi 1:3, perché s'immettono nel cuore la vena cava superiore ed il seno coronario, la gran parte del sangue contenuto nell'arteria polmonare è dirottato, tramite il dotto arterioso di Botallo, direttamente nell'aorta; per preservare la migliore qualità del sangue per l'encefalo, il sangue dell'arteria polmonare viene immesso nell'aorta discendente, in modo che non "inquini" il sangue per l'encefalo. Al momento della nascita si verificano modificazioni fondamentali. La rimozione del cordone ombelicale provoca una caduta di concentrazione di ossigeno nel sangue innescando una zona cerebrale (centri respiratori) che manda l'impulso ai muscoli respiratori iniziando la respirazione subaerea. Ciò porta ad atrofizzazione della vena ombelicale, del dotto arterioso e chiusura del foro di Botallo.
Pericardio
- Pericardio fibroso: foglietto più esterno che ancora il cuore alle strutture circostanti (sterno, etc.).
- Pericardio sieroso: formato da un foglietto parietale e dal foglietto viscerale separati da uno spazio pericardico riempito con liquido pericardico (evita attrito durante la contrazione).
Apparato respiratorio
Vie aeree
Organi cavi per convogliare l'aria verso i polmoni e dai polmoni verso l'esterno. Tra queste la laringe è fondamentale anche per la produzione (non articolazione) dei suoni attraverso le corde vocali. Le vie aeree superiori sono naso e cavità, faringe e laringe.
Cavità nasale
- Vestibolo del naso: vi si accede per mezzo delle narici, ha uno scheletro cartilagineo, rivestito da cute con annessi dei peli robusti (vibrisse) che costituiscono un primo filtro per l'aria in entrata.
- Parete laterale: Inseriti più internamente vi sono le ossa delle cavità nasali, di cui uno notevole è l'osso etmoide, che si saldano con il cranio e sono rivestite da mucosa. I seni paranasali al livello dei meati, sono cavità scavate all'interno delle ossa circostanti, fungono da cassa di risonanza per la rimodulazione dell'aria. I turbinati scaldano l'aria in entrata attraverso l'elevata vascolarizzazione della mucosa.
- Mucosa respiratoria: epitelio cilindrico pluristratificato dotato di ciglia vibratili, produce a livello delle ghiandole tubulo acinose lisozima e IGA (antibatterici) poi inseriti nel muco prodotto da altri tipi di cellule dette calciformi mucipare. Inoltre la mucosa umidifica e riscalda l'aria in entrata poiché a livello polmonare devo avere un film liquido dove sciogliere i gas per poter fa avvenire lo scambio. La mucosa olfattiva tappezza la volta della cavità nasale, presenta un organo poco sviluppato nella specie umana, l'organo vomeronasale, che percepisce i ferormoni. L'epitelio olfattivo vero e proprio costituito da recettori primari (neuroni modificati) è in grado di recepire lo stimolo odoroso e trasportare l'informazione all'SNC Strato di muco. I neuroni olfattivi hanno recettori specifici che in presenza della molecola che si può legare ad essi vengono eccitati, provocando una depolarizzazione di membrana e la propagazione di quel particolare impulso fino all'SNC.
Laringe
Localizzata nel collo compresa tra la quarta e la sesta vertebra cervicale, via da seguito alla faringe, è formata da cartilagini, legamenti e muscoli intrinseci (tra le varie componenti dell'organo) ed estrinseci (tra l'organo e gli organi vicini). È rivestita da tonaca mucosa che aderisce alle cartilagini oppure a delle membrane elastiche. L'epitelio della mucosa respiratoria è cilindrico pseudo-stratificato ciliato, ma sulle corde vocali l'epitelio è pavimentoso pluristratificato non cheratinizzato (più robusto in grado di sopportare il movimento delle corde vocali).
La cavità interna della laringe è costituita da:
- Zona sopraglottica: va dall'adito laringeo finta alle pieghe ventricolari (corde vocali false).
- Zona glittica: va dalla piega ventricolare alla piega vocale.
- Zona ipoglottica: va dalle pieghe vocali fino al margine inferiore della cartilagine cricoidea.
Cartilagini nella laringe
- Cartilagine tiroidea: impari, a forma di scudo, costituita da due lamine che occupano le parti superiore, anteriore e laterali della laringe, dall'angolo della cartilagine tiroidea viene determinato un timbro di voce diverso tra maschio e femmina (determina la lunghezza delle corde vocali).
- Cartilagine cricoidea: impari, a forma di anello, posta subito sopra la trachea.
- Cartilagini aritenoidee: pari, a forma di piramidi, situate posteriormente al di sopra della cricoide, sono un altro punto di inserzione delle corde vocali, oltre la tiroidea, che ne regola la dimensione.
- Cartilagine epiglottide: impari, a forma di foglia, sovrasta l'apertura superiore della laringe, va ad inserirsi nell'angolo interno della cartilagine tiroidea. La sua funzione è quella di chiudere l'adito laringeo durante la deglutizione, impedendo a particelle di cibo di andare nella laringe (problemi nella chiusura dell'adito laringeo si hanno quando va di traverso qualcosa).
La fonazione avviene attraverso il movimento muscolare delle cartilagini aritenoidee e tiroidea che essendo i punti di attracco delle corde vocali, ne determinano l'allungamento o l'accorciamento emettendo suoni più o meno acuti. Il suono emesso verrà poi modulato dai muscoli facciali e dalla lingua. La rima della glottide permette il passaggio dell'aria ai polmoni anche mentre parliamo.
Vie aeree inferiori
- Trachea: è un viscere cavo tubulare costituito da semi-anelli cartilaginei (interposti tra loro da connettivo rivestito da mucosa). Va dalla laringe ai polmoni, dove si divide nei due bronchi principali (destro e sinistro) in un punto denominato carena, sfocianti nei rispettivi polmoni. La sua funzione primaria è di trasferire l'aria dall'esterno verso i polmoni.
- Bronchi: i grossi bronchi arrivati all'ilo del polmone cominciano a suddividersi riducendosi progressivamente di calibro fino a diventare bronchioli terminali, i quali continuano nei bronchioli respiratori continuati a loro volta nei condotti alveolari. Gli alveoli costituiscono il parenchima polmonare e sono organizzati in sacche. I bronchi di medio calibro cominciano ad avere la frammentazione del semi-anello con la comparsa di placche cartilaginee. Nei bronchioli la placca cartilaginea è assente e sostituita da uno strato di fibrocellule muscolari con la possibilità di aprire e chiudere il dotto del bronchiolo. L'apertura è garantita da una sostanza surfattante (sostanza tensioattiva lipidica) prodotta dalle cellule di clara.
In trachea e bronchi abbiamo:
- Tonaca mucosa (epitelio cilindrico pseudo-stratificato ciliato con intercalate cellule caliciformi mucipare e cellule con orletto a spazzola). Le 300 ciglia dell'epitelio hanno il compito di espellere il muco prodotto.