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due mammelle caudali, quindi probabilmente è poco importante un’irrorazione nella

parte craniale.

Vene

Sono satelliti delle arterie. Si ricordano le vene epigastriche superficiali o mammarie

caudali nella vacca perché sono molto ben evidenti. Le epigastriche caudali diventano

craniali e il punto in cui scompaiono è dettofontana del latte.

Linfonodi

Linfonodi ascellari accessori e propri, quest’ultimi solo nei carnivori.

Linfonodi inguinali profondi o ileo femorali.

I linfonodi inguinali superficiali sono detti mammari nella femmina. Nel maschio sono

chiamati scrotali.

Linfonodo subiliaco o precrurale (davanti al tensore della fascia lata). Normalmente

questi ultimi linfonodi non sono esplorabili a meno che non siano ingrossati.

Nervi

I nervi più piccoli sono i rami cutanei mediali che provengono dai rami dorsali dei nervi

toracici e lombari.

Inoltre si hanno anche nervi provenienti dal plesso lombo sacrale: i primi 4 nervi

lombari vanno alla regione ventro laterale dell’addome e sono lileoipogastrico, ileo

inguinale, genitofemorale e cutaneo laterale del femore.Gli altri due invece (4 + 2 = 6

come le vertebre lombari) raggiungono l’arto pelvico.

Rami che arrivano alla parete laterale dell’addome: il nervo lombare stacca un ramo

dorsale che stacca un ramo laterale che a sua volta stacca un ramo cutaneo laterale (si

trovano tra obliquo esterno ed obliquo interno). Il ramo ventrale si dividerà in tanti rami:

tra questo è presente il sottocutaneo. Questi rami ventrali non sono altro che i 4 nervi

citati prima e che scorrono sopra il muscolo trasverso dell’addome.

Nei carnivori i segmenti lombari sono 7 ed esistono anche 7 nervi lombari. Quelli che

interessano la regione ventro laterale dell’addome sono 5 (ileo ipogastrico craniale,

ileoipogastrico caudale, ileo inguinale, genito femorale e cutaneo laterale del femore).

REGIONE INGUINALE (pari)

Limiti

Cranialmente: linea che dal tendine prepubico, 6-7

cmcranialmente al pube(Cavallo) raggiunge la piega

della grassella.

Caudalmente: piega dell’inguine.

Medialmente: tendine prepubico.

Lateralmente: piega della grassella.

In profondità: fino al peritoneo.

Rapporti

Cranialmente: sottoregione ipogastrica della

sottoregione sterno costo pubica della regione ventro

laterale dell’addome.

Lateralmente:regione ventro laterale dell’addome.

Caudalmente: regione della coscia e perineale.

Medialmente: regione inguinale controlaterale.

Ventralmente: in rapporto con regione mammaria nella femmina.

Muscoli

Muscolo trasverso dell’addome, tendine prepubico del muscolo retto dell’addome.

Muscolo obliquo esterno dell’addome: forma l’anello inguinale superficiale (parte

aponeurotica). 23

Muscolo obliquo interno dell’addome: delimita l’anello inguinale profondo. (parte

carnosa).

I due anelli non sono esattamente uno sopra l’altro ma sono sfasati. Il superficiale è

ovoidale mentre quello profondo è una fessura ed è più cranio mediale.

Anello femorale: escono arteria e vena femorale destinate all’arto pelvico.

Queste aperture possono dar luogo a delle ernie.

Dall’anello inguinale superficiale passano arteria e vena pudenda esterna, nella femmina

anche il ramo genitale del nervo genito femorale. L’obliquo interno dell’addome forma una

fessura (anello inguinale profondo) in cui passano le stesse strutture.

Arterie

Dall’arteria iliaca esterna originano l’arteria profonda della coscia e iltronco pudendo

epigastrico. Dal tronco pudendo epigastrico originano l’arteria epigastrica caudale

profonda e la pudenda esterna che passa negli anelli inguinali.Nella regione inguinale la

pudenda esterna si biforca in arteria epigastrica caudale superficiale o arteria

mammaria craniale nei grossi animali e nel ramo labiale ventrale o arteria mammaria

caudale nei grossi animali (femmine).

Nel maschio è tutto uguale ma il ramo labiale ventrale viene chiamato ramo scrotale

ventrale.

Attraverso gli anelli inguinali passa anche il funicolo spermatico.

Nel maschioinoltre si stacca dal tronco pudendo epigastrico una piccola arteria, l’arteria

cremasterica.

Arteria circonflessa profonda dell’ileo: nel maschio e nella femmina arriva fino alla

regione inguinale. È importante e più grossa a livello di fossa nel fianco.

Vene

Satelliti

Linfonodi

Vasi linfatici drenati dai linfonodi inguinali profondi e superficiali.

Nervi

Primi quattro nervi lombari. Questi staccano dei rami cutanei ventrali destinati anche

alla regione inguinale. Come già detto nella femmina è presente il ramo genitale del nervo

genito femorale che esce dall’anello inguinale superficiale.

Anelli inguinali: costituiscono il passaggio o canale inguinale.

L’arcata inguinale olegamento inguinale (dalla tuberosità dell’anca all’eminenza

pubica) e ilmuscolo obliquo interno dell’addome (parte carnosa) delimitano l’anello

inguinale profondo.

Anello inguinale superficiale: delimitato dal m obliquo esterno dell’addome, porzione

aponeurotica.

I due anelli sono lievemente sfasati, solo un piccola parte coincide. Il profondo è a forma

di fessura mentre il superficiale è ovoidale diretto ventro cranialmente. Il superficiale

viene parzialmente coperto dall’obliquo interno dell’addome; stessa cosa avviene per

l’anello inguinale profondo, coperto parzialmente dal muscolo obliquo esterno

dell’addome. In pratica la sovrapposizione dei due anelli è ridotta e forma un piccolo

spazio, chiamatopassaggio o canale inguinale.

Nella femmina o criptorchide passano:

Connettivo e grasso (dalla cavità addominale)

- Arteria e vena pudenda esterna

- Ramo genitale del nervo genitogemorale

-

Nel maschio passano:

Funicolo spermatico (si porta nella

- regione scrotale)

Arteria e vena pudenda esterna

- 24

Ramo genitale del nervo genitofemorale

-

Solo nella cagna connettivo e grasso formano il processo vaginale del peritoneo. Il

peritoneo in cavità addominale evagina a formare questo sacchettino quando incontra

questi due fori.

Nel maschio il funicolo spermatico è coperto dal muscolo cremastere che esce dai due

anelli inguinali.

Nel maschio il peritoneo incontra i due anelli inguinali e quindi evagina. Una parte del

foglietto parietale viene coperto dal muscolo cremastere (volontario). Il peritoneo che

evagina attraverso i due anelli inguinali forma il canale

vaginale. Nel canale vaginale passa il funicolo spermatico che

andrà a essere in continuità con il testicolo. All’interno del

funicolo spermatico si trova il dotto deferente(proviene

dall’epididimo e risale in cavità addominale) e il suo meso

(foglietto viscerale del peritoneo), vasi deferenziali (arterie e

vene), arteria testicolare (andamento tortuoso perché il

sangue deve essere raffreddato), vena testicolare, arteria

cremasterica per il muscolo cremastere, vene cremasteriche,

il muscolo creamastere interno (liscio) e il mesorchio(meso che sostiene il funicolo e il

testicolo).

L’arteria testicolare deriva direttamente dall’aorta addominale, è un vaso grande e viene

legato per castrare l’animale. L’arteria cremasterica, molto più piccola, anche questa

deriva dalla cavità addominale.

Linfonodi

Inoltre sono presenti vasi linfatici che risalgono e vengono drenati dal linfonodo

testicolare (solo nel verro), dagli ileo femorali, dagli iliaci mediali e dai lombo aortici, tutti

in cavità addominale e quindi profondi.

Nervi

Lungo il decorso dell’arteria testicolare, passa un intreccio fine di nervi detto plesso

testicolare che avvolge l’arteria testicolare e arriva al testicolo. È presente una

componente simpatica e una parasimpatica. Questi nervi derivano dal plesso

mesenterico caudale e dai nervi splancnici (questo secondo Barone).

Cavità addominale

Si vedono bene vena testicolare e dotto

deferente passano tramite l’anello

vaginale, punto in cui il peritoneo incontra

l’anello inguinale profondo ed evagina.

Queste strutture sbucano a livello di anello

inguinale superficiale. Il funicolo

spermatico aperto lascia vedere il dotto

deferente, la vena testicolare e il muscolo

cremastere.

Discesa del testicolo

La gonadi ancora indifferenziate erano

presenti dietro ai reni in cavità addominale,

sospese tramite il legamento diaframmatico (che si attacca al polo craniale del testicolo)

alla regione sotto lombare. Il polo caudale del testicolo presenta una piega connettivale

detta gubernaculum testis che si sviluppa ventralmente tirandosi dietro il peritoneo e

arrivando nello scroto. Il gubernaculum testis va a costituire il legamento proprio del

testicolo (da polo caudale del testicolo a coda dell’epididimo) e inguinale del testicolo

25

(da coda dell’epididimo ad anello vaginale). Questi due legamenti sono ricordati come

porzione addominale o peritoneale del gubernaculum testis.

Fuori dalla cavità addominale (porzione extra peritoneale) va a costituire il legamento

scrotale (da processo vaginale del peritoneo a pelle dello scroto). A questo punto il

peritoneo inizia a evaginare trovando i fori e si forma l’anello vaginale.

Il testicolo migra nello scroto ed è avvolto dal foglietto viscerale della tonaca vaginale e

dal foglietto parietale della tonaca vaginale. Tra i due foglietti si crea uno spazio detto

canale vaginale quando a forma di cilindro e più dorsale e cavità vaginale più ventrale.

Il legamento diaframmatico o legamento sospensore della gonade sparisce a livello di

anello vaginale.

Testicoli e cavità addominale sono quindi in comunicazione tramite il canale vaginale e

quindi un’infezione può propagarsi anche al testicolo.

Animale criptorchide: in questo caso il testicolo si è bloccato ed è rimasto in cavità

addominale o comunque non ha terminato la sua discesa nello scroto. Nel cavallo

bisogna ricordare il percorso che avrebbe dovuto fare il testicolo, e o prelevarlo e

asportarlo, o cercare di portarlo in posizione corretta.

Regione scrotale

Gatto e verro: regione scrotale nel perineo ventrale

Cane: tra regione peritoneale e inguinale

Cavallo: più craniale, ventralmente alla regione inguinale.

Orientazione del testicolo

L’asse maggiore del testicolo può variare a seconda della specie. Può essere obliqua,

verticale o quasi orizzontale.

Invogli testicolari

Si distinguono degli invogli superficiali e degli invogli profondi.

1. Scroto: pelle e tessuto sottocutaneo strato più superficiale.

2. Dartos: strato più profondo della cute che circonda completamente ogni scroto. Si

unisce al contro laterale per formare il setto dello scroto. Per Barone il Dartos è lo

strato profondo della cute, per altri autori è la tela sottocutanea e il muscolo

cutaneo (cioè il piano sottostante). Serve a contenere il testicolo.

3. Fascia spermatica esterna: è propria per ciascun scroto ed è costituita da due

foglietti, uno superficiale e uno profondo lassamente uniti tra loro. Il foglietto

superficiale per Barone è sottocute mentre per gli altri autori è il piano sottostante

cioè la tunica addominale. Il foglietto profondo per Barone è la tunica addominale

mentre per gli altri autori è una trasformazione dei muscoli obliquo interno e

trasverso dell’addome. Questa fascia dà mobilità alle strutture, ha azione

protettiva nei confronti degli eventuali traumi.

4. Muscolo cremastere: non forma un sacco completo attorno al testicolo ma

contorna la faccia dorso laterale. È un muscolo volontario. Per Barone questo

muscolo deriva dal muscolo obliquo interno dell’addome, per altri autori anche dal

muscolo trasverso dell’addome. Solo nel coniglio il cremastere avvolge

completamente i testicoli: in questo modo possono retrarsi i testicoli poiché i

maschi tendono a mordersi i testicoli tra loro. Attenzione quindi quando non si

vedono i testicoli a pensare subito che sia criptorchide.

26

Gli invogli testicolari più profondi originano dalla fascia spermatica interna o vaginale

comune. Questa fascia spermatica deriva dalla fascia addominale trasversa (rivestimento

connettivale interno dei muscoli della cavità addominale). Infine si ha la tonaca vaginale

o vaginale propria.

Questa tonaca non è

altre che peritoneo con i

suoi due foglietti; quello

parietale è quello che

tappezza la cavità

vaginale ed è l’ultimo

degli invogli testicolari

mentre il viscerale è la

parte di peritoneo che

riveste le strutture

all’interno della cavità

scrotale cioè testicolo,

epididimo e funicolo

spermatico lungo il

canale vaginale.

Conoscere queste

strutture è importante

perché esistono due tipi

di castrazione, a cielo chiuso e a cielo aperto. Nella prima non si arriva in cavità vaginale,

si legano le altre strutture con una legatura indiretta dei vasi ma con maggior sterilità

(soprattutto nel gatto). Nella castrazione a cielo aperto si arriva a livello di testicolo e si

legano direttamente i vasi. In quest’ultimo caso si è in comunicazione con la cavità

addominale per cui è importante fare attenzione ad eventuali infezioni batteriche.

Regione scrotale

Tonaca vaginale (o vaginale propria)

 Foglietto parietale: tappezza la cavità vaginale

 Foglietto viscerale: riveste testicolo, epididimo e funicolo spermatico.

Ernie inguinali: accadono quando strutture della cavità addominale passano tramite il

canale inguinale e arrivano in cavità vaginale. È un evento grave e acuto e bisogna

intervenire molto velocemente.

 Ernia inguinale vera: l’intestino si porta in cavità vaginale.

 Ernia inguinale vera con lacerazione della vaginale: si lacera il peritoneo e

l’intestino si porta negli invogli più superficiali, al di fuori della cavità vaginale.

 Ernia inguinale falsa: la lacerazione avviene all’interno della cavità addominale,

l’intestino si porta fuori dalla cavità vaginale, il testicolo rimane chiuso nel suo

involucro e l’intestino si pone di fianco.

Regione mammaria

Arterie e vene

Dall’arteria iliaca esterna si stacca il tronco pudendo epigastrico che a sua volta emette

l’arteria pudenda esterna che passa tramite gli anelli inguinali. La pudenda esterna in

seguito si biforca in un ramo craniale che raggiunge la regione ventro laterale

dell’addome che è l’epigastrica caudale superficiale o mammaria craniale e in un ramo

caudale detto anche arteria mammaria caudale o ramo labiale ventrale perché raggiunge

la vulva (questo avviene in cavallo e bovino).

Nel cavallo sono presenti due arterie e tre vene:

Mammaria craniale

- Mammaria mediale

- Mammaria caudale

- 27

Queste vene terminano nella vena femorale.

Nel bovino invece sono presenti due vene (mammaria craniale e caudale che si rendono

alla femorale) e tre arterie:

Mammaria craniale

- Mammaria caudale

- Mammaria media (deriva dalla mammaria craniale)

-

La vena mammaria craniale è quella che nel bovino passa attraverso la fontana del latte.

Nervi

 Rami cutanei (mammari) dai nervi lombari

Ileo ipogastrico

o Ileo inguinale

o Genito femorale

o

 Ramo mammario dal nervo pudendo

 Rami dal plesso mesenterico caudale. Dal ganglio mesenterico caudale (simpatico)

originano dei nervi che mischiandosi alla componente parasimpatica dei nervi

sacrali formano il plesso mesenterico caudale.

Ricordare che per operazioni alle ghiandole mammarie che si trovano nel sottocute non è

necessario entrare in cavità addominale.

Linfonodi

Linfonodi inguinali superficiali (più caudali) e linfonodi ascellari (più craniali).

I linfonodi inguinali superficiali sono subito al di sopra delle mammelle inguinali, di

fianco al processo vaginale del peritoneo che esce dall’anello inguinale superficiale.

Questi drenano le ultime due mammelle e quella intermedia (carnivori). Sono abbastanza

facili da identificare e rimuovere.

I linfonodi ascellari (proprio e accessorio) drenano invece le prime tre mammelle. Sono

posti sotto il muscolo grande dorsale e sono più difficili da individuare perché più piccoli.

Se le ghiandole mammarie hanno ad esempio un tumore è necessario verificare che i

linfonodi non siano stati colpiti da metastasi.

Cavità addominale carnivori

Aperta la cavità ventralmente si troverà subito il grande omento e

più cranialmente si intravede lo stomaco, il fegato e la punta

ventrale della milza. Caudalmente più o meno piena, la vescica.

Formazione del grande omento

È una trasformazione del mesogastrio, cioè del peritoneo che

inizialmente rivestiva lo stomaco. Il peritoneo avvolge la faccia

craniale dello stomaco, arriva ventralmente sia davanti che dietro. Il

peritoneo quindi si sdoppia a livello di piccolo omento (attacco

fegato- stomaco) rivestendo la faccia craniale e la faccia caudale

dello stomaco. Questi due foglietti si riuniscono ventralmente formandone di nuovo uno

solo, si porta prima caudalmente, si ripiega su se stesso poi torna di nuovo cranialmente

e si attacca sulla volta della cavità addominale. Prima di attaccarsi alla cavità

addominale si sdoppia nuovamente, come per lo stomaco, a livello di pancreas,

avvolgendolo cranialmente e caudalmente. Il peritoneo che si porta dallo stomaco fino al

pancreas è detto grande omento ed è diviso in un foglietto superficiale e uno profondo.

Si viene quindi a creare tra i due foglietti uno spazio, una cavità virtuale che prende il

nome di borsa omentale[COME LA BORSINA DELLA COOP].

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La borsa omentale ha un unico

punto di comunicazione con il

resto della cavità addominale

cioè il forame epiploico.

Forame epiploico: attraverso

questo foro possono passare

delle anse intestinali che

arrivano in borsa omentale

(ernia). Queste ernie sono molto

difficili da vedere anche tramite

diagnostica per immagini

perché l’intestino rimane comunque in cavità addominale e non si vede il passaggio

tramite il forame epiploico. È uno spazio delimitato dorsalmente dalla cava caudale,

ventralmente dalla vena porta, cranialmente dal fegato e caudalmente dal pancreas.

Formazione durante la vita fetale

La sierosa riveste prima milza, poi stomaco e infine il fegato.

Lo stomaco ruota in senso antiorario e allunga tantissimo il mesogastrio dorsale, molto

meno quello ventrale.

Mesogastrio dorsale: grande omento → sviluppo del pancreas

Mesogastrio ventrale: piccolo omento

Il grande omento è poco sviluppato nel cavallo, molto di più in carnivori e bovini. Il

grande omento è importante perché si trovano molti linfonodi che rispondono alle

potenziali infezioni. Nel cavallo quindi questa difesa attuata dal grande omento è più

ridotta.

Ricordare che la vescica non viene avvolta dal grande omento.

ORGANI

Esofago nei carnivori

Deborda di poco in cavità addominale. Questo piccolo tratto

presente in cavità addominale è però fondamentale perché

diventa una valvola (a causa della forti pressioni che lo fanno

collassare) che evita il reflusso gastrico. Nel torace infatti la

pressione è negativa mentre nell’addome è positiva e tale

pressione comprime una struttura relativamente piccola come

l’esofago. Questa valvola è chiamata sfintere esofageo

inferiore. (quello superiore?)

Il confine tra mucosa esofagea e mucosa dello stomaco può in alcuni casi variare.

A volte caudalmente al diaframma si può avere o mucosa esofagea o già mucosa dello

stomaco ma ad ogni modo la pressione addominale che evita il reflusso gastrico viene

comunque esercitata.

Altre volte il cardias, cioè il punto di passaggio tra esofago e stomaco avviene in cavità

toracica per cui la pressione addominale non si esercita e il soggetto avrà più probabilità

di subire reflussigastrici. In questo caso si possono avere delle ernie dello stomaco in

cavità addominale.

La condizione fisiologica comunque prevede almeno un centimetro di esofago in cavità

addominale.

Fegato

È posto nell’ipocondrio, spazio più craniale sotto le coste, addossato al diaframma.

L’ipocondrio è distinto in destro e sinistro. Nei carnivori e nell’uomo il fegato è presente

in entrambi gli ipocondri, distribuito uniformemente (lobo destra nell’ipocondrio destro e

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lobi di sinistra nell’ipocondrio sinistro). Aprendo la cavità addominale si vedrà subito il

fegato nella parte più craniale e ventrale della regione.

Lobi del fegato nei carnivori: lobo sinistro laterale, lobo caudato (diviso in processo

papillare e caudato), lobo quadrato, lobo destro (laterale e mediale).

Rapporti

Dorsalmente è in rapporto con l’esofago e più sulla destra con la vena cava caudale.

Cranialmente è in rapporto con il diaframma. Presenza di coledoco e cistifellea nei

carnivori.

Caudalmente è in rapporto a sinistra con la milza, con lo stomaco più al centro, con il

pancreas e il duodeno più a destra. Il processo caudato è in rapporto con il rene di

destra. Nei carnivori la parte più ventrale del fegato non ha rapporti, ma questo spazio

viene occupato dalla anse digiunali.

Irrorazione

Arteria celiaca: prima arteria che stacca l’aorta (impari) in cavità addominale. La

seconda è la mesenterica craniale (impari). In seguito arterie renali.

Dall’arteria celiaca originano i vasi che si portano a fegato, stomaco e milza (posti cioè

nell’ipocondrio).

L’arteria che si porta al fegato è l’arteria epatica (nutritizia), una delle tre diramazioni

dell’arteria celiaca, accompagnata dalla vena porta che drena il sangue venoso

proveniente dall’intestino e lo porta al fegato.

Vena porta:originata da vena splenica, mesenterica craniale e mesenterica caudale.

Vene epatiche: sono sul margine craniale del fegato, sono molto corte perché si gettano

direttamente in cava caudale. Si possono considerare come mezzi di fissità del fegato.

In questo caso le vene non sono satelliti delle arterie. Infatti la vena porta trasporta il

sangue al fegato e le vene epatiche drenano.

Vasi linfatici

Drenati dai linfonodi epatici, attorno alla vena porta (linfocentro celiaco).

Nervi

Doppia innervazione: la simpatica deriva dal ganglio celiaco e a livello di fegato si forma il

plesso epatico.

La parasimpatica dal tronco vagale dorsale e tronco vagale ventrale che raggiungono il

plesso epatico.

Il nome dei gangli deriva dal nome delle arterie per cui la vascolarizzazione va di pari

passo con l’innervazione (cioè l’arteria epatica deriva dall’arteria celiaca e anche il ganglio

per l’innervazione è il celiaco).

Stomaco

Si trova nell’ipocondrio ma se è pieno si può spingere anche caudalmente. È posto

caudalmente al fegato ed è strettamente correlato con la milza, a livello di grande

curvatura dello stomaco (a sinistra). È presente il legamento gastro splenico(che

corrisponde al grande omento) che tiene uniti questi due organi. È possibile che si

verifichi la torsione dello stomaco in cui il cibo rimane dentro allo stomaco, si chiudono a

causa della torsione cardias e piloro per cui il cibo fermenta, facendo espandere lo

stomaco e premendo sul diaframma. In questo caso la milza continua a mantenere la

torsione dello stomaco per cui va riposizionata.

È in rapporto anche con il pancreas e in continuità prima con l’esofago e poi con il

duodeno. Caudalmente lo stomaco è in rapporto anche con le anse digiunali (grosso

colon più dorsalmente e intestino tenue più ventralmente). I rapporti dello stomaco

variano comunque in base al suo stato di replezione: se lo stomaco è molto pieno può

spingersi anche dietro l’arco costale e andare in rapporto coi reni.

Arterie

Dall’arteria celiaca si stacca l’arteria splenica a sinistra che andrà alla milza; l’arteria

gastricasinistra più o meno al centro; l’arteria epatica a destra che andrà

30

prevalentemente al fegato. Tutte queste tre arterie daranno rami che andranno allo

stomaco.

L’arteria epatica si divide in due arterie di cui una si chiama arteria gastrica destra che

si porta nella piccola curvatura dello stomaco e si anastomizza con l’arteria gastrica di

sinistra, anch’essa nella piccola curvatura, formando un’ansa.

L’altra arteria derivante

dall’arteria epatica è la gastro

duodenale che a sua volta

emette l’arteria gastro

epiploica destra che si porta

nella grande curvatura dello

stomaco (scorre praticamente

dentro il grande omento).

Dall’arteria splenica origina

l’arteria gastro epiploica

sinistra che si anastomizza

con l’arteria gastro epiploica

destra sempre nella grande

curvatura dello stomaco.

Queste quattro arterie

emettono delle arterie

gastriche brevi che si

spingono verso l’interno della

parete dello stomaco.

Vene

Sono satelliti e si gettano nella vena porta.

Vasi linfatici

Drenati dal linfonodi gastrici nella piccola e nella

grande curvatura e linfonodi splenici (drenano

sia milza che stomaco)

È presente un linfonodo pancreatico duodenale a

livello di piloro.

Tutti questi linfonodi fanno parte di un unico

linfocentro detto celiaco.

Nervi

Doppia innervazione: i rami del simpatico

derivano dal ganglio celiaco e formano il plesso

gastrico.

Il parasimpatico deriva dal tronco vagale dorsale

e dal tronco vagale ventrale.

Milza

Si trova a sinistra della cavità addominale sotto alle coste. L’estremità ventrale può

debordare caudalmente alle coste.

Cranialmente è in rapporto col fegato, a destra con lo stomaco tramite legamento gastro

splenico, a sinistra con la parete costale, caudalmente con le anse digiunali. Se l’animale

è abbastanza grasso o se il fegato o lo stomaco sono ingrossati, la milza si spinge ancor

più caudalmente ed è più facile da individuare.

Arterie

Dall’arteria celiaca deriva l’arteria splenica che si porta alla milza prima di diventare

arteria gastro epiploica di sinistra. L’arteria non entra all’interno della milza ma scorre

lungo l’ileo ed emette tanti rametti che raggiungono l’organo: in seguito l’arteria splenica

continua. Se bisogna asportare la milza non si può interrompere il corso dell’arteria

31

celiaca perché va a irrorare anche lo stomaco, per cui bisogna legare tutti i singoli rami

(in un cane circa 20) che derivano dall’arteria splenica e che raggiungono la milza stessa.

Vene

La vena splenica è satellite dell’arteria e si getta in vena porta.

Linfonodi

Linfonodi splenici posti nel legamento gastro splenico.

Nervi

Innervazione simpatica: un ramo dal ganglio celiaco che va a formare il plesso splenico.

Innervazione parasimpatica: dai tronchi vagali rami che entrano nella costituzione del

plesso splenico.

Pancreas

Aperta la cavità addominale si toglie il grande omento e si sposta il duodeno. Il pancreas

è compreso soprattutto nel meso-duodeno. È composto da una parte a destra, una parte

centrale e una lobo sinistro trasversale nei carnivori.

È in rapporto cranialmente con lo stomaco, a destra col tratto discendente del duodeno,

col colon ascendente e trasverso a sinistra, ventralmente in rapporto con le anse

digiunali. Il rapporto col duodeno è molto stretto (è infatti posto nel meso duodeno): il

rapporto è anche funzionale perché sbocca a questo livello il dotto pancreatico. È in

rapporto con la milza a sinistra (rapporto minimo), con lo stomaco (soprattutto lobo

sinistro del pancreas) e con il duodeno. È in rapporto anche cranialmente col fegato.

È un organo poco mobile perché contiene succo pancreatico con azione proteo litica e se

danneggiato può causare danni anche molto gravi agli organi vicini.

Arterie

Dall’arteria celiaca origina l’arteria epatica che a sua volta origina l’arteria gastro

duodenale da cui deriva l’arteria pancreatico duodenale craniale. Inoltre dall’arteria

splenica originano dei rami pancreatici.

Dalla mesenterica craniale (seconde arteria addominale emessa dall’aorta) si stacca

l’arteria pancreatico duodenale caudale che va al duodeno eche risale e si anastomizza

con l’arteria pancreatico duodenale craniale. Staccano rami sia per il duodeno sia per il

pancreas.

Vene

Satelliti

Linfonodi

Pancreatico duodenale, gastrici e splenici (linfocentro celiaco).

Nervi

Componente simpatica: rami dal ganglio celiaco che formano il plesso pancreatico.

Componente parasimpatica: rami duodenali che derivano dal tronco vagale ventrale.

INTESTINO (carnivori)

Tenue: stomaco, duodeno

(curvatura craniale, tratto

discendente, curvatura

caudale del duodeno, tratto

ascendente, curvatura

duodeno digiunale), tutte le

anse digiunali e infine l’ileo.

Crasso: appendice ciecale

(coniglio, uomo, carnivori),

colon ascendente, trasverso e

discendente e retto. 32

Duodeno

Il tratto discendente del duodeno è in rapporto con lo stomaco, pancreas, cieco (a destra),

ileo e colon ascendente (a sinistra). Ventralmente sempre rapporto con anse digiunali. Se

la vescica è piena, può arrivare in rapporto con il duodeno. Il duodeno ascendente è in

rapporto con colon discendente. A destra sopra il duodeno è presente anche il rene

destro.

Digiuno

Anse digiunali: non hanno topografia fissa e si adattano allo

spazio tra gli altri organi. Forse l’unico organo con cui non sono

in rapporto è il fegato, anche se il rapporto è possibile se il fegato

è ingrossato.

Ileo

Ultimo tratto dell’intestino tenue. È in rapporto a destra con il

cieco ed è in continuità con il colon ascendente. Ventralmente

sono presenti le anse digiunali. Altro rapporto che contrae è con

il duodeno (ultima parte tratto discendente, curvatura caudale, a

sinistra col duodeno ascendente).

Arterie dell’intestino tenue

Duodeno: vasi che derivano dalla mesenterica craniale, da cui

derivano l’arteria pancreatico duodenalecraniale e caudale con i suoi rami. I vasi sono

posti nel margine mesenteriale (all’interno del meso) a cui corrisponde dalla parte

opposta il margine antimesenteriale. Lungo il margine mesenteriale del tratto

discendente del duodeno la pancreatico duodenale craniale e caudale si anastomizzano.

Digiuno: dalla mesenterica craniale si hanno anche le arterie digiunali che hanno un

andamento festonato. Ogni arteria digiunale arrivata in prossimità dell’ansa digiunale si

divide in due rami, uno craniale e uno caudale: quest’ultimo va ad anastomizzarsi con

l’arteria digiunale contigua (col suo ramo craniale). In questo modo se una delle arterie

digiunali si occlude, il digiuno non va in necrosi.

Ileo: dall’arteria mesenterica craniale, arteria ileo colica da cui origina il ramo ileale

mesenteriale.

Vene

Satelliti

Vasi linfatici

Drenati dai linfonodi pancreatico duodenale (duodeno) e dai linfonodi digiunali posti

all’origine del mesentere, nel meso digiuno (digiuno).

Nervi

Derivano dai tronchi vagali (parasimpatico) e dai gangli celiaco e mesenterico craniale

(simpatico).

Intestino crasso

Cieco

Nei carnivori come nell’uomo è poco sviluppato. Nell’uomo la patologia più comune che

interessa il cieco è l’appendicite. Nel gatto il cieco (a forma di virgola) è ancor meno

sviluppato rispetto al cane.

Rapporti

A destra tratto discendente del duodeno, a sinistra ileo e colon. Al di sotto in rapporto

con le anse digiunali. 33

Colon

È diviso in ascendente, trasverso e discendente. Il tratto ascendente è in rapporto con

ileo e con il cieco. A destra è presente il duodeno discendente. Tratto ascendente e

trasverso in rapporto con il pancreas. Il tratto discendente è in rapporto col tratto

ascendente del duodeno tramite un legamento. L’ultimo tratto del colon discendente si va

a posizionare sopra la vescica. Nella femmina il colon discendente entra in rapporto col

corno uterino di sinistra. I due tratti sono in rapporto dorsalmente anche con i reni.

Arterie

Colon ascendente: arteria ileo colica che stacca l’arteria colica destra che va proprio al

colon ascendente. Dall’arteria colica destra origina anche l’arteria ciecale per il cieco.

Il colon trasverso è irrorato dall’arteria colica media che deriva dall’arteria ileo colica.

Colon discendente: dall’arteria mesenterica caudale origina l’arteria colica di sinistra

che si dirige cranialmente e si anastomizza con l’arteria colica media.

Vene

Satelliti

Linfonodi

Linfonodi colici e mesenterici caudali (si vedono in prossimità dell’arteria mesenterica

caudale).

Nervi

Parasimpatico: derivano dai tronchi vagali o dal parasimpatico sacrale. Nei carnivori il

vago si spinge molto caudalmente fino ad innervare il colon: negli erbivori invece il vago

termina prima.

Simpatico: ganglio mesenterico craniale e mesenterico caudale.

Cavità addominale del cavallo

Fegato

È situato dietro al diaframma nella regione dell’ipocondrio. Asse maggiorenon è

orizzontale come nei carnivori ma obliquo: la parte prevalente di questo organo è sulla

destra.

Rapporti

Dorsalmente: esofago, vena cava caudale. Il lobo caudato ha un’impronta per il rene

destro. Nel cavallo è assente la cistifellea, la bile viene trasportata direttamente tramite il

dotto epatico.

Faccia diaframmatica e faccia viscerale

Il fegato presenta una faccia diaframmatica e una faccia viscerale. La faccia viscerale

presenta impronta gastrica, esofagea, duodenale, renale e colica. Rapporto con pancreas

e con milza.

Vasi

Vena porta e arteria epatica che origina dalla celiaca e sono presenti sulla faccia viscerale

ed entrano nell’ilo.

Sulla faccia diaframmatica rapporto stretto con vena cava caudale e sbocco vene epatiche

in cava caudale (vasi molto brevi).

La vena porta origina da splenica, mesenterica craniale e mesenterica caudale.

Milza

Rapporti

Tutta situata a sinistra sotto l’ipocondrio di sinistra, è nascosta dalle coste. Rapporto

stretto con lo stomaco tramite legamento gastro splenico (deriva dal grande omento) e

con il diaframma. 34

Stomaco

Stomaco avvolto dal grande omento, grande omento meno esteso rispetto a quello dei

carnivori. È abbastanza centrale in cavità addominale.

Rapporti a sinistra con milza, dorsalmente col pancreas, cranialmente col diaframma

(fondo dello stomaco) mentre il resto è in rapporto con il fegato. Continuità con esofago e

duodeno. Rapporto anche col rene sinistro. Dietro lo

stomaco rapporto col colon, curvatura diaframmatica

dorsale. Rapporto con apice del cieco nell’animale

giovane.

Pancreas

Forma un anello completo attorno alla vena porta.

Cranialmente rapporto con fegato, a sinistra con

stomaco, a destra col duodeno (rapporto molto stretto).

Rapporti in alto anche con aorta e vena cava caudale.

Vascolarizzazione dei visceri:identica a quella dei

carnivori.

Arteria celiaca che origina da aorta addominale e che

stacca arteria splenica che va a sinistra, gastrica di

sinistra e epatica che va a destra. Si ha arteria gastrica di sinistra al centro e arteria

splenica che emettono rami per il pancreas. Sulla destra arteria epatica dà la gastrica di

destra e arteria gastro duodenale che stacca la gastro epiploica di destra che si porta

nella grande curvatura dello stomaco. L’arteria splenica si continua nella gastro epiploica

di sinistra che emette arterie gastriche brevi per la parete dello stomaco. Il pancreas

riceve rami dall’epatica, dalla splenica e dalla gastro duodenale craniale.

Intestino nel cavallo

Intestino tenue

Duodeno, digiuno, ileo.

L’ileo termina nel cieco che è

molto grande (differenza con i

carnivori): si distinguono

apice, corpo e base del cieco.

Dalla base del cieco origina il

grosso colon (corrisponde al

colon ascendente).

Anche il colon è molto esteso e

rispetto ai carnivori si ripiega

più volte: colon ventrale

destro, curvatura diaframmatica ventrale, colon ventrale sinistro, curvatura pelvica,

35

colon dorsale sinistro, curvatura diaframmatica dorsale, colon dorsale destro, colon

trasverso (da destra si porta a sinistra), colon fluttuante (colon discendente).

Duodeno

Sul lato di destra si vede il duodeno discendente, in parte accolto nell’ipocondrio. È

situato caudalmente al fegato, dorsalmente in rapporto col rene di destra, ventralmente

rapporto con la base del cieco. Ricordarsi il rapporto stretto con il pancreas.

Veduta dorsale: è situato a destra, composto da

ampolla e parte craniale, curvatura craniale, parte

discendente posta sopra la base del cieco,

curvatura caudale e parte trasversa, parte

ascendente, curvatura duodeno digiunale.

Incrocia diverse strutture poste dorsalmente come

l’uretere di destro (struttura verde), la vena cava

caudale e l’aorta.

Nella femmina il duodeno è in rapporto anche con il

corno uterino destro.

La curvatura duodeno digiunale è ventrale al rene di

sinistra.

Digiuno 36

Il digiuno è collocato tutto a sinistra della cavità addominale, ventralmente, spinto in

basso dal colon ascendente e anche dal piccolo colon o colon fluttuante.

Ileo

L’ileo è un piccolo tratto rettilineo che si riconosce grazie alla piega ileo ciecale che lo

mantiene in relazione stretta con il cieco.

Arterie

Identiche ai carnivori.

Dall’arteria celiaca: arteria epatica, gastro duodenale e la pancreatico duodenale craniale.

Dalla mesenterica craniale provengono tutte le arterie digiunali. Stacca l’arteria

pancreatico duodenale caudale con stesso andamento dei carnivori.

Da arteria ileo colica origina arteria ileale mesenterica.

Intestino crasso nel

cavallo

Cieco

Grande base, corpo e apice.

È spostato a destra con base

posta dorsalmente in alto

che in parte raggiunge la

regione dell’ipocondrio

mentre la parte caudale si

proietta nella fossa del

fianco destro.

Il corpo ha direzione ventro

craniale tanto che l’apice del

cieco è spostato al centro,

alcuni centimetri dietro lo

sterno.

Rapporti

Base del cieco: rapporto craniale con fegato, colon dorsale destro e

colon ventrale destro, dorsalmente duodeno e il rene.

In dissezione ventrale (sterno pubica) la prima parte che si distingue è

proprio l’apice del cieco circondato dal colon (curvatura diaframmatica

ventrale).

Arterie del cieco

Derivano dalla mesenterica craniale che staccaarteria ileo colica da

cui originano due arterie

ciecali laterale e mediale che

scorrono nelle due tenie del

cieco. È un problema perché

l’irrorazione così modesta di

un organo così grande può

essere ostruita da parassiti

che determinano ischemia.

Colon

È molto sviluppato e si

ripiega più volte in cavità

addominale. 37

Colon ventrale destro: origina dalla base del cieco. Si dirige in direzione ventro craniale,

prosegue con una curvatura diaframmatica ventrale piegandosi da destra verso

sinistra, segue il colon ventrale sinistro con direzione caudale (corrisponde al colon

ascendente), piega da sotto a sopra (curvatura pelvica), poi prende direzione craniale

(colon dorsale sinistro), arriva dietro al diaframma, piega da sinistra verso destra (curva

diaframmatica dorsale) e prosegue con un tratto caudale nel colon dorsale destro.

Dopodiché breve colon trasverso e colon fluttuante che corrisponde al colon

discendente dei carnivori.

A destra si ha il colon ventrale destro in continuità col cieco e dorsalmente è presente il

colon dorsale destro.

A pancia in su si ha il corpo del cieco a sinistra in rapporto col colon ventrale destro. Il

colon ventrale destro continua con la curvatura diaframmatica ventrale. È presente il

colon ventrale sinistro a sinistra. Questi due colon non sono in rapporto proprio perché

in mezzo è presente la base e l’apice del cieco.

Il colon ventrale sinistro è in rapporto a destra con il cieco e a sinistra con le anse

digiunali.

Veduta laterale sinistra: si vede il colon ventrale

sinistro, le anse digiunali e il colon fluttuante.

Colon ventrale sinistro: in rapporto con anse digiunali,

col piccolo colon, con il colon dorsale sinistro

e con colon dorsale destro.

Colon trasverso: posto in alto a sinistra.

Colon fluttuante: quadrante sinistro e

dorsale.

Arterie

Dall’arteria mesenterica craniale originano

l’arteria colica destra che va a tutto il colon

dorsale (sinistro e destro). Ramo colico

dall’arteria ileo colica (dalla mesenterica

craniale) che va a tutto il colon ventrale

destro e sinistro. Queste due arterie (ramo

colico e arteria colica destra) si

anastomizzano tra loro (siamo a livello di

curvatura pelvica).

Dall’arteria mesenterica craniale si ha la

colica media che arriva al colon

trasverso.

Il colon fluttuante (piccolo colon) è

irrorato dall’arteria mesenterica caudale

che stacca l’arteria colica sinistra (che

nei carnivori andava al colon

discendente). Dalla mesenterica caudale

originano anche delle arterie

sigmoideecon andamento

festonato che giungono al

colon fluttuante. Da queste

derivano le arterie marginali

che scorrono dorsalmente al

tubo digerente (nel meso) e

staccano arcate secondarie

che lo circondano. 38

Vasi linfatici

Abbondanti, drenati dai linfonodi digiunali alla radice del mesodigiuno (sono tanti e

molto piccoli) e dai linfonodi ciecali posti a livello delle tenie del cieco e dai linfonodi

colici nel grosso colon. Sono presenti anche i linfonodi mesenterici caudali.

Nervi

I nervi derivano:

Parasimpatico: tronchi vagali (parti più craniali) o dal parasimpatico sacrale (parti più

caudali come grosso colon).

Simpatico: ganglio celiaco mesenterico (nel cavallo sono un unico grosso ganglio e non

sono presenti il ganglio celiaco e quello mesenterico) e mesenterico caudale (tratti più

caudali dell’intestino).

Intestino nel bovino

Regione dell’ipocondrio, al di sotto dell’arco costale,

coperto lateralmente dal diaframma.

Fegato

L’asse maggiore è perpendicolare ed ètutto a destra.

Lobo sinistro ventro craniale e lobo destro dorso

caudale. È lo sviluppo del rumine nell’emiaddome

sinistro che ha fatto ruotare l’asse del fegato di 90°

(asse perpendicolare) e che ha spostato la parte destra del

fegato dorsalmente e la parte sinistra ventralmente.

Rapporti

Cranialmente col diaframma, rapporto cranio dorsale con

la cava caudale.

Impronta renale (lobo caudato), impronta omasica al

centro, impronta reticolare (in basso a sinistra), impronta

abomasica (in basso a destra), impronta esofagea.

Vascolarizzazione: identica a quella nelle altre specie.

Arteria epatica, vena porta.

Innervazione: identica a quella delle altre specie.

Milza

Ènell’ipocondrio di sinistra subito dietro al diaframma (con

il quale ha un rapporto cranio laterale). È addossata al

sacco dorsale del rumine. Ha una direzione ventro craniale

e si estende tra le XII costa dorsalmente e la VII costa

ventralmente. È completamente accolta nell’ipocondrio di

sinistra, deborda caudalmente solo nei vitelli.

Pancreas

Situato a destra e dorsalmente, attorno alla vena porta e alla

mesenterica craniale senza però formare un anello completo. Il suo

lobo sinistro è spostato a destra per la presenza del rumine. Rapporti

col fegato e col duodeno. 39

Prestomaci

Reticolo (più craniale), rumine (più sviluppato), omaso (posizionato a destra).

Veduta laterale sinistra: si vede l’enorme sviluppo del

rumine col suo sacco dorsale e ventrale che spinge tutti gli

altri organi della cavità a destra: le uniche strutture che

rimangono a sinistra sono la milza (addossata al sacco

dorsale del rumine) e la surrenale di sinistra. Il rumine va

dall’ipocondrio fino a quasi l’entrata in cavità pelvica. Si

intravedono reticolo e abomaso.

Veduta laterale destra: si vede il reticolo cranialmente

sopra l’appendice xifoidea dello sterno, l’abomaso e sopra

l’omaso.

Rumine: è tutto situato in cavità addominale di sinistra,

dall’ipocondrio di sinistra fino all’entrata della cavità

pelvica. Contrae rapporti con tutte le strutture

addominali che vengono spostate a destra:

cranialmente a livello di T10 è in rapporto con i

prestomaci, più caudalmente a livello di L3 è in

rapporto con le anse digiunali e col colon.

Reticolo: è situato cranialmente al rumine e al centro

della cavità addominale, subito dietro al diaframma e a

destra è presente il fegato. Il rumine entra in rapporto

indirettamente tramite il diaframma col pericardio.

Questo rapporto è importante per la reticolo

pericardite da corpo estraneo. Per rimuovere il corpo

estraneo si entra dalla fossa del fianco e si arriva al

reticolo estraendo il corpo estraneo. Per distinguere la

parete del reticolo da quella del rumine si esegue

un’accurata palpazione (il reticolo è composto da

cellette mentre il rumine presenta papille).

Omaso:posto a destra, caudalmente al fegato, dorsalmente all’abomaso, in rapporto col

reticolo cranialmente a sinistra. Caudalmente in rapporto col duodeno. A sinistra è

presente il rumine.

Abomaso: è a destra, situato caudalmente al fegato, in rapporto cranialmente a sinistra

col reticolo, ventralmente all’omaso. È posto sul pavimento della cavità addominale,

dietro allo sterno. Si continua col duodeno. Il piloro è posto a livello di undicesima costa.

È in rapporto anche con le anse digiunali avvolte dal grande omento.

Arterie

Arteria celiaca che dà l’arteria splenica che va alla milza. Dall’arteria splenica originano

le due arterie ruminali sinistra e destra. La destra scorre nei solchi longitudinali.

L’arteria ruminale di sinistra stacca l’arteria reticolare. La gastrica di sinistra (emessa

dalla celiaca) va nella piccola curvatura dell’abomaso da cui si stacca la gastro epiploica

di sinistra. Nei monogastrici la gastro epiploica si stacca nella splenica. Il resto è

identico: l’arteria epatica che deriva dalla celiaca stacca la gastrica di destra per la

piccola curvatura dell’abomaso e si anastomizza con la gastrica di sinistra e stacca la

gastro duodenale che a sua volta dà la gastro epiploica di destra che si anastomizza con

quella di sinistra (per l’abomaso). In pratica l’abomaso riceve la stessa irrorazione degli

stomaci delle altre specie.

Vene

Vena porta: drena dai prestomaci il sangue venoso.

Innervazione

Simpatica: dal ganglio celiaco

Parasimpatica: tronchi vagali dorsale (rumine) e ventrale (prestomaci e abomaso)

40

Intestino nel bovino

Intestino tenue e crasso: duodeno (composto da

diverse parti), digiuno (molto sviluppato), ileo (con piega

ileo ciecale). Il digiuno è caudale, tutto schiacciato sulla

destra e avvolto dal grande omento. È situato

ventralmente al cieco. Il cieco nei ruminanti è molto

diverso dalle altre specie: non è a virgola, non ha l’apice

appuntito ma incurvato, ha disposizione diversa: nel

cavallo è posto ventro cranialmente dietro lo sterno, nel

bovino l’apice è dorso caudale, verso la cavità pelvica e

situato dorsalmente alle anse digiunali.

Il colon ascendente o spirale è disposto a giri centripeti

e termina al centro con una curvatura centrale e

prosegue con altrettanti giri centrifughi. Questa “girella” è

adesa al mesodigiuno ed è perpendicolare. Si continua

con un’ansa distale e col colon trasverso: queste due

strutture girano attorno all’arteria mesenterica craniale.

È presente anche il colon discendente molto semplice

che si continua poi col retto.

Rapporti: queste strutture sono in rapporto con tutte le

altre presenti in cavità addominale, soprattutto il digiuno

che è sempre avvolto dal grande omento e l’ansa spirale

del colon ascendente.

Arterie

Arteria mesenterica craniale. Duodeno: arteria pancreatico duodenale craniale e caudale.

Digiuno: arterie digiunali che originano dalla mesenterica craniale. Ileo: arterie ileale.

Dalla mesenterica craniale origina anche la ileo colica (o ileo cieco colica) che andrà

all’ileo, al colon e darà un’arteria ciecale per il cieco. Dalla ileo colica originano diverse

arterie dette rami colici che si staccano e vanno al colon spirale e dalla parte opposta

ma sempre originate dall’arteria ileo colica derivano le arterie coliche destre sempre per

l’ansa spirale del colon, che quindi ha una doppia irrorazione.

Regioni superficiali del bacino

Cavità pelvica: terza cavità splancnica

Regione sacrale

Più dorsale. Regione impari. Base scheletrica: sacro.

Limiti

Cranialmente: linea che unisce le due tuberosità della groppa

Lateralmente: dalla tuberosità della groppa alla base della coda

Caudalmente: linea che separa il sacro dalla prima vertebra coccigea.

Stratigrafia

Fascia glutea e muscoli glutei (soprattutto gluteo medio). Si arriva quasi subito all’osso.

Arterie

Dall’aorta addominale origina l’arteria iliaca interna. Dall’iliaca interna origina la

glutea caudale che stacca i rami sacrali. I rami sacrali passano dai fori sacrali verso

l’alto. Nel cavallo la terminazione della iliaca interna è un vaso molto sottile (arteria

41

sacrale mediana) da cui non originano rami sacrali come nelle altre specie. Dalla glutea

caudale origina anche la glutea craniale.

Nei carnivori e nel bovino si hanno vasi che originano dall’iliaca interna e dalla glutea

caudale che stacca la glutea craniale: dalla glutea craniale origina il primo o i primi rami

sacrali. Nel cavallo invece tutti i rami sacrali originano dalla glutea caudale. In queste

specie è molto sviluppata l’arteria sacrale mediana che stacca il maggior numero di rami

sacrali. L’arteria sacrale mediana è importante in carnivori e bovino perché diventerà

l’arteria coccigea mediana da cui si prenderà il polso (bovini).

Vene

Satelliti

Linfonodi

Linfonodi iliaci mediali (già citati per la regione inguinale) posti tra la circonflessa

profonda dell’ileo e l’iliaca esterna, poco prima che l’aorta si biforchi nelle due iliache.

Linfonodi sacrali: posti tra le due arterie iliache interne, quindi al centro dopo la

biforcazione dell’aorta.

Innervazione

Superficialmente si trovano i nervi cluniali medi (rami dorsali dei nervi sacrali). I rami

ventrali dei nervi sacrali vanno a costituire parte del plesso lombo sacrale, da cui partono

i principali nervi destinati all’arto pelvico come il nervo ischiatico.

Regione ischio pubica

Ventrale. Forma il pavimento della cavità pelvica. Corrisponde all’ischio e al pube. È una

regione superficiale anche se non è possibile la palpazione. È una regione pari che si

caratterizza per la presenza del foro otturato da cui passano vasi e nervi della regione.

Limiti

Rappresentati dai limiti delle ossa. Margine craniale del pube, margini laterali del pube e

dell’ischio, margine caudale dell’ischio e sinfisi ischio pubica.

Arterie

Dal foro otturato passa l’arteria otturatoria con direzione ventro caudale che deriva

dall’arteria glutea caudale. L’arteria otturatoria manca in carnivori e bovino, in cui

42

però è presente il ramo otturato che deriva dall’arteria circonflessa mediale della coscia

che a sua volta deriva dall’arteria profonda del femore. Il ramo otturato ha un percorso

opposto rispetto all’arteria otturatoria: passa infatti da sotto a sopra nel foro otturato.

Vene

Satelliti

Linfonodi

Linfonodi inguinali superficiali e profondi che drenano anche la regione inguinale

Innervazione

È presente il nervo otturatorio che raggiunge i muscoli adduttori della coscia che

attraversa il foro otturato.

Regione perineale

Delimita e chiude caudalmente il bacino. È a forma di rombo simile tra maschio e

femmina ma con importanti differenze. È suddivisibile in un triangolo dorsale (perineo

dorsale) e in un triangolo ventrale (perineo ventrale). Il perineo dorsale è comune a

maschio e femmina (ano) mentre il perineo ventrale è diverso (nel maschio sono presenti

le radici del pene mentre nella femmina è presente la

vulva).

Il perineo è un setto fibro muscolare che chiude

caudalmente la regione pelvica, attraversato dal canale

anale (dorsalmente) e dal seno urogenitale (ventralmente).

La parte fibrosa è posta al centro tra le due aperture e

prende il nome di centro tendineo del perineo. La parte

muscolare invece è ai lati: si distinguono muscoli dorsali

(muscoli del diaframma pelvico) e muscoli ventrali

(muscoli del diaframma uro genitale). I muscoli più importanti sono quelli del

diaframma pelvico, coinvolti nelle ernie perineali. Lateralmente al diaframma pelvico è

presente la fossa ischio rettale che fondamentalmente è riempita di grasso e in cui si

trovano le terminazioni dell’arteria pudenda interna e della vena pudenda interna e il

nervo pudendo.

Muscoli del perineo dorsale (più importanti)

Muscolatura striata in senso caudo

craniale:

 Muscolo sfintere esterno

dell’ano: contiene i seni

paranali che contengono i

secreti di ghiandole.

 Muscolo elevatore dell’ano: in

realtà negli animali dovrebbe

essere chiamato retrattore.

 Muscolo coccigeo: più craniale

e laterale.

Questi muscoli chiudono dorso

caudalmente il bacino e sono presenti

in tutte le specie. Sono difficilmente isolabili. A questo livello è presente anche il

legamento sacro tuberoso (dal sacro alla tuberosità ischiatica). È un punto importante

per le ernie perineali. In questo caso la ghiandola prostatica va incontro ad atrofia,

43

l’animale non riesce a defecare, le feci sia accumulano nel retto e spingono contro i

muscoli del perineo dorsale che vanno in atrofia. Il retto devia e si creano dei

rigonfiamenti vicino all’ano.

Muscoli del perineo ventrale

Meno importanti dal punto di vista pratico. Nel maschio sono situati a livello di radice del

pene.

 Muscolo sfintere dell’uretra

 Muscoli trasversi del perineo

 Muscolo ischio uretrale: dalla tuberosità ischiatica all’uretra.

 Muscolo bulbo ghiandolare (assente nel cane).

Vascolarizzazione

Perineo dorsale:

 Maschio: origina tutto dall’arteria pudenda interna che stacca nel maschio

l’arteria del pene la quale stacca l’arteria perineale ventrale. Quest’ultima

arteria arriva al perineo ventrale ma stacca rami anche per il perineo dorsale

(come l’arteria rettale caudale). Si ha anche l’arteria rettale media che arriva al

perineo dorsale e che nel maschio origina dall’arteria prostatica, la quale deriva

sempre dalla pudenda interna. Quindi al perineo dorsale arrivano le due arterie

rettali media e caudale.

 Femmina: dall’arteria pudenda interna origina l’arteria del bulbo del vestibolo

che stacca l’arteria perineale ventrale che dà le rettali caudali. Inoltre l’arteria

prostatica assume il nome di arteria vaginale che stacca l’arteria rettale media.

Vene: satelliti

Linfonodi

Linfonodi ano rettali nei grossi animali mentre nei carnivori si hanno i linfonodi sacrali.

Innervazione

Deriva dal nervo pudendo che deriva dai rami ventrali dei nervi sacrali e dal nervo

rettale caudale, che deriva sempre dalla componente sacrale. Il nervo pudendo stacca

dei rami perineali profondi e dei rami cutanei prossimali e distali. I rami cutanei distali

giungono alla vulva: durante il parto se si creano lacerazioni da saturare si può eseguire

un’anestesia su questi nervi a livello di fossa ischio rettale.

Perineo ventrale

Situato tra le due regioni della coscia. Nel maschio

comprende i pilastri del pene (costituiti dai corpi

cavernosi rivestiti dai muscoli ischio cavernosi), al

centro il bulbo del pene ricoperto da muscolatura

liscia (muscolo bulbo spongioso), l’uretra perineale e

i muscoli del perineo ventrale.

Arterie

Dall’arteria pudenda interna (che deriva dall’iliaca

interna) derival’arteria del pene che si divide

inarteria dorsale del pene, arteria del bulbo del

pene e arteria profonda del pene.

Sempre dalla pudenda interna deriva l’arteria

perineale ventrale.

È presente anche l’arteria otturatoria nel cavallo che stacca l’arteria media del pene.

Tutte queste arterie si ritroveranno nella regione peniena.

Vene: satelliti 44

Linfonodi

Vasi linfatici drenati dai linfonodi sacrali e dal linfonodo iliaco mediale (tutti profondi) e i

linfonodi scrotali (superficiali).

Nervi

Innervazione scheletrica: deriva dal nervo pudendo e dal rettale caudale.

È presente anche la componente autonoma (muscolatura liscia e vasi): dal nervo

ipogastrico deriva la componente simpatica mentre dai rami che originano dal nervo

pudendo e dal rettale caudale deriva la componente parasimpatica. Tutti questi nervi

insieme formano il plesso pelvico: si ha quindi una doppia innervazione.

Sono presenti i nervi cluniali o cluni sensitivi in superficie.

Regione peniena

Divisibile in tre porzioni:

1. Tratto post scrotale (più caudale)

2. Scrotale (sopra)

3. Prescrotale(craniale)

Questa nomenclatura viene utilizzata dai

chirurghi in casi di interventi per calcoli.

Del pene si distinguono:

1. Radice: formata dai due pilastri del

pene costituito da tessuto erettile (corpi

cavernosi, che si attaccano sull’ischio ai

lati), rivestiti da muscoli ischio

cavernosi. Al centro è presente il bulbo

del pene, costituito dal corpo spongioso

e rivestito dal muscolo bulbo spongioso.

2. Corpo: è sostenuto dal legamento

sospensore che attacca l’inizio del corpo

all’ischio. Sulla parte dorsale del corpo

decorrono grossi vasi e nervi. L’uretra

(detta spongiosa) decorre ventralmente ricoperta solo da muscoli bulbo spongiosi.

Ventralmente sono presenti imuscoli retrattori del pene sviluppati nel cavallo e

importanti nell’accoppiamento: i muscoli sono normalmente contratti tranne

durante l’atto dell’accoppiamento in cui si rilassano e permettono lo sfoderamento

del pene.

3. Glande: rivestito da piega cutanea che si chiama prepuzio. L’apice del

glandepresental’ostio esterno dell’uretra cioè lo sbocco dell’uretra. Il glande è

rivestito da epitelio modificato glabro (non è mucosa che arriva fino all’ostio

esterno dell’uretra internamente). Presenti l’ostio prepuziale, apertura della cute

che dà accesso alla cavità prepuziale che contiene il glande. Tra glande e pelle

sono presenti le pieghe prepuziali.

Tessuto erettile

Il tessuto erettile del pene è dato da

 corpi cavernosi (più sviluppati al centro)

 corpo spongioso del pene (più

sviluppato verso la radice)

 corpo spongioso del glande (più

sviluppato a livello di glande).

Il pene può essere spongioso (erezione dovuta a

tessuto erettile e aumento delle dimensioni

dell’organo) come nel cavallo o fibro-elastico

come nel bovino e nel maiale, in cui più che

45

l’ingrossamento dell’organo ha importanza l’allungamento perché la fecondazione è più in

profondità (a livello di cervice).

Il tessuto erettile è formato da fasci di cellule muscolari lisce tra le cui maglie vi sono le

cavernule(capillari estremamente dilatati). Il tutto è rivestito dalla albuginea. È un

tessuto quindi costituito prevalentemente da capillari dilatati che ricevono sangue dalle

diverse arterie in parte viste nel perineo ventrale che si portano ad arteriole periferiche

del tessuto erettile dette arterie elicine, le quali a loro volta portano il sangue ad

arteriole ancora più piccole le quali si aprono nelle cavernule. Durante l’accoppiamento si

ha un aumento di afflusso di sangue che spinge sull’albuginea, si riempiono le cavernule

e vengono compresse le vene cavernose: si ha quindi un ristagno di sangue che provoca

l’aumento di dimensioni del pene. Dopo l’accoppiamento il sangue torna a defluire e

l’organo riacquista le dimensioni iniziali.

Il toro e il verro invece hanno un pene fibro elastico o

fibro muscolare: è caratterizzato dalla presenza di

un’inflessione sigmoidea trattenuta dai muscoli

retrattori del pene che sono costantemente contratti.

Durante l’accoppiamento questi muscoli si rilassano e il

pene si estroflette per l’accoppiamento. A livello di ansa

sigmoidea è possibile che si fermino dei calcoli, vengono

quindi tagliati i muscoli retrattori del pene.

Glande del montone e del becco (maschio

della capra): processo uretrale che si sviluppa

dal glande, compare con la pubertà. L’uretra

in questi animali non termina all’apice del

glande ma prosegue con questo processo di

alcuni centimetri.È una struttura fisiologica.

Nel cane il corpo spongioso, molto sviluppato, si è

trasformato nel corso del tempo in osso (osso

penieno) che serve per la riproduzione poiché nei

cani dura anche decine di minuti. L’uretra passa in

un solco formato dall’osso per poi sbucare

nell’orifizio esterno quindi è poco dilatabile. I calcoli

possono fermarsi a livello di perineo ventrale

quando l’uretra curva (intervento detto uretrotomia

alta) o a livello di solco, prima che l’uretra si

impegni nell’osso penieno (intervento detto

uretrotomia bassa).L’uretra non viene ricucita

perché struttura troppo piccola.

Regione peniena nel gatto: il pene si trova nel perineo ventrale. Sono presenti delle spine

che inducono l’ovulazione nella femmina e che però provocano dolore al maschio stesso.

Arterie

Stesse arterie viste nella regione perineale.

Origine dall’arteria pudenda interna che stacca l’arteria del pene che dà tre diverse

arterie, arteria del bulbo del pene, dorsale del pene e profonda del pene. La NAV fa

derivare l’arteria dorsale del pene direttamente dall’arteria pudenda interna e non

dall’arterie del pene. Sono presenti altri rami: l’arteria media del pene che deriva

dall’arteria otturatoria e l’arteria craniale del pene che deriva dall’arteria pudenda

esterna.

Vene

Per la maggior parte satelliti delle arterie, si trovano sulla faccia dorsale del pene e si

rendono alle vene pudenda interna, otturatoria, femorale, pudenda esterna.

46

Linfonodi

Linfonodi scrotali (o inguinali superficiali) e inguinali profondi (o ileo femorali).

Innervazione

Rami che provengono dal nervo pudendo che si dirama dorsalmente con il cosiddetto

ramo dorsale del pene. È presente anche il nervo perineale profondo.

Componente autonoma: deriva dal plesso pelvico (si forma dalla costituzione del nervo

ipogastrico per la componente simpatica e dei nervi sacrali per la componente

parasimpatica cioè nervi pudendo e rettale caudale).

Componente cutanea: rami cutanei dai nervi lombari soprattutto per il prepuzio.

Femmina

Nel perineo ventrale si trova la vulva che è costituita da due labbra e da due commessure

(dorsale e ventrale). Nella commessura ventrale è presente il “pene in miniatura” ovvero il

clitoride, formato anch’esso da una radice, un corpo e un glande. Nella cavalla la vulva

deve essere allineata con l’apertura anale: può succedere che questa conformazione

normale sia invece inclinata in senso ventro caudale. Questo determina che le feci

quando escono vanno a sporcare la vulva e si creano condizioni non sterili. È necessario

tramite un intervento ridurre la parte ventrale in modo da verticalizzare e allineare la

vulva con l’ano.

Arterie nella femmina

Sono le stesse presenti nel maschio ma alcune cambiano nome. Dall’arteria pudenda

interna origina l’arteria del bulbo del vestibolo da cui derivano l’arteria perineale ventrale

e labiale dorsale: origina anche un ramo vestibolare. L’arteria prostatica che origina dalla

pudenda interna è chiamata arteria vaginale. Nella cavalla l’arteria otturatoria dà una

serie di rami diretti al clitoride cioè alla commessura ventrale delle vulva. L’arteria

pudenda esterna stacca la labiale ventrale: nei grossi animali la pudenda esterna è

chiamata mammaria caudale.

Vene

Satelliti

Linfonodi

Linfonodi inguinali superficiali (nelle femmine anche chiamati linfonodi mammari), i

linfonodi iliaci mediali e sacrali.

Innervazione

Origine dal nervo pudendo che si ramifica a dare dei rami perineali superficiali e profondi

e sono presenti anche rami cutanei prossimali e distali.

Organi della cavità pelvica

È una cavità in continuità con quella addominale, perciò le strutture si continuano da

una cavità all’altra. Virtualmente la cavità addominale è separata da quella pelvica

immaginando di tracciare una linea verticale dal margine craniale del pube fino all’ala

dell’ileo. Tutto ciò che è caudale a questa linea è considerato appartenente alla cavità

pelvica.

Fondi ciechi 47

In cavità pelvica il peritoneo che avvolge i visceri e la parete della cavità addominale si

spinge caudalmente ma non

arriva fino alla fine ma si si

ripiega a circa metà della

cavità. Si formano dei fondi

ciechi che in base alle

strutture poste sopra e sotto

hanno diversi nomi:

 Fondo cieco sacro

rettale

 Fondo cieco retto

genitale

 Fondo cieco vescico

rettale

 Fondo cieco vescico

pubico

Nella femmina si hanno le stesse strutture ma si aggiunge la vagina e l’utero: il peritoneo

si adatta in base alla conformazione di queste strutture.

Organi pelvici del maschio

Retto

Il retto è distinto in un’ampolla e in un

canale anale, è completamente accolto in

cavità pelvica, è posto sotto la regione

sacrale e in parte della coccigea ed è situato

dorsalmente alla vescica con l’interposizione

però delle strutture annesse ai genitali

maschili, le ghiandole (nel cavallo sono

molto sviluppate le ghiandole vescicolari

trasformate in vescichette seminali che

sono appoggiate sopra la vescica interposte

appunto tra retto e vescica). Più

caudalmente è presente la prostata e ancor

più caudalmente sotto il canale anale si

trova l’uretra e le ghiandole bulbo uretrali.

Tra retto e vescica è presente anche il dotto deferente.

Arterie

Le arterie sono tre paia, le rettali, distinte in craniali, medie e caudali. L’arteria rettale

craniale è l’altra diramazione dell’arteria mesenterica caudale. La rettale media deriva

dall’arteria prostatica e la rettale caudale deriva dall’arteria perineale ventrale che si

porta al perineo dorsale.

Vene

Sono satelliti. Le vene rettali media e caudale si gettano direttamente nella vena cava

caudale, non passano quindi tramite le radici della vena porta che si getta nel fegato.

Questa caratteristica ha poca importanza a livello veterinario ma è importante nell’uomo

perché spiega l’assorbimento delle supposte: il farmaco non viene prima metabolizzato

48

dal fegato ma passa in queste due vene, arriva in vena cava caudale ed entra subito nel

grande circolo. Il principio attivo è quindi molto più efficace.

Linfonodi

Linfonodi anorettali se presenti o sacrali e iliaci mediali

Innervazione

Nervo rettale caudale destinato soprattutto all’ultimo tratto dell’intestino.

Vescica

Poggia sul pavimento della cavità pelvica

nel cavallo. È la struttura più ventrale della

cavità. Viene suddivisa in un apice, un

corpo ed un collo (più caudale). Nel cavallo

solo l’apice deborda incavità addominale

mentre corpo e collo sono in cavità pelvica.

La stessa cosa si vede nel bovino dove un

po’ più di apice deborda in cavità

addominale. Molto diversa la situazione nei

carnivori dove la vescica è tutta quanta

accolta in cavità addominale.

Rapporti

Cavallo e bovino

Dorsalmente: nel cavallo e nel bovino si ha il retto e le ghiandole annesse al genitale

maschile (ghiandole vescicolari e prostata). È presente anche il dotto deferente nel

maschio e l’uretere che si getta nella vescica.

Ventralmente: la vescica poggia sulla cavità pelvica.

Cane e gatto

Dorsalmente: sono presenti le anse digiunali avvolte dal grande omento.

Ventralmente: appoggia sul pavimento della cavità addominale.

Arterie

Sono sempre pari. Sono distinte in arteria vescicale craniale e vescicale caudale. La

vescicale craniale origina dall’arteria ombelicale la quale deriva dalla pudenda interna e

dall’iliaca interna. La vescicale caudale origina nel maschio dall’arteria prostatica.

Vene

Satelliti

Linfonodi

Linfonodi iliaci mediali (più grandi) e se presenti quelli sacrali.

Innervazione

Si trova il plesso pelvico che si forma dalla confluenza dei vasi simpatici che provengono

dal nervo ipogastrico e fibre dal parasimpatico sacrale che viaggiano tramite il rettale

caudale e il pudendo. Il simpatico riduce il tono mentre il parasimpatico lo aumenta.

Dal nervo pudendo è presente anche l’innervazione per il muscolo detrusore della

vescica che è volontario.

Uretra

Posta caudalmente alla vescica. È suddivisibile in

base alla posizione in:

 Uretra pelvica

 Uretra perineale 49


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DESCRIZIONE APPUNTO

Gli appunti comprendono i seguenti argomenti (sia piccoli animali sia grandi animali):
Regioni della torace (superficiali e profonde), regioni dell'addome (superficiali e prodonde), regione del bacino, cavità pelvica, annessi del perineo, collo, testa, coda.
Per ogni argomento vengono trattati limiti, rapporti, topografia, stratigrafia, vascolarizzazione, innervazione.
Gli appunti sono ordinati e presentano immagini e schemi.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina veterinaria (ordinamento U.E. - a ciclo unico) (magistrale europea)
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher indieniko di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia topografica veterinaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Grandis Annamaria.

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