Anatomia topografica
Nell’anatomia topografica si studiano organi e apparati considerando la sede, i rapporti e l’orientamento.
Regioni profonde e spazi topografici
- Spazi o cavità: contengono organi o apparati tenuti insieme da connettivo lasso e tessuto adiposo, delimitate da sierose, ad esempio la cavità mediastinica e lo spazio viscerale del collo.
- Logge muscolari: i muscoli avvolti dalle fasce formano le logge. Fra una loggia muscolare e un’altra passano vasi e nervi, un esempio è la loggia anteriore del braccio, che è delimitata dalla fascia antibrachiale.
Regioni e spazi
- Testa: cavità cranica, nasale e orale, spazio intermandibolare.
- Collo: spazio viscerale del collo.
- Torace: spazio mediastinico.
- Addome: spazio esoperitoneale.
- Dorso.
- Bacino o pelvi: cavità pelvica.
- Arto toracico e loggia ascellare.
- Arto pelvico.
Stratigrafia
- Cute: epidermide, derma.
- Sottocute o ipoderma: cambia da una regione all’altra, nelle regioni con abbondante ipoderma ci sono piani vascolari abbondanti e, inoltre, consente anche il movimento della cute sugli strati sottostanti.
- Fascia superficiale: insieme all’ipoderma possono accogliere muscoli. Nel cane, se tolgo cute e sottocute, trovo un muscolo chiamato platisma, che si trova nella fascia superficiale.
- Muscolatura superficiale (m. pellicciai).
- Fascia profonda: delimita muscoli e forma le logge, molto evidenti negli arti.
- Muscolatura profonda (m. scheletrici, muscoli inseriti sullo scheletro).
- Scheletro.
- Cavità.
Cavità toracica e addominale
La cavità toracica e addominale sono avvolte da due sierose (pleure e peritoneo) nei quali si riflettono a livello della cavità pelvica. La cavità pelvica presenta i quattro sfondati ed è divisa con il diaframma pelvico, ovvero una serie di muscoli (anale, vaginale, vulvare, radice del pene) che chiudono completamente la cavità ed è sede di patologie.
Punti di repere
I punti di repere sono punti a cui si fa riferimento per valutare la normalità.
Testa
Stratigrafia: cute, sottocute e fasce, dove ci sono muscoli mimici ci sono fasce superficiali e profonde, dove non ci sono le fasce aderiscono al periostio sottostante. Nella regione del massetere fascia superficiale e profonda sono fuse e la fascia profonda è completamente adesa al muscolo stesso.
Punti di repere nei carnivori
- Base del padiglione auricolare il cui movimento è dato da determinati muscoli.
- Arcata zigomatica più o meno pronunciata, formata da processo zigomatico di mascellare e temporale.
- Angoli o canti esterni dell’occhio; nei carnivori la cavità orbitale e temporale sono divise da una struttura fibrosa.
- Margine craniale del massetere.
- Processo caudale della mandibola (nei carnivori) e il condilo della mandibola dell’articolazione temporo-mandibolare.
- Foro infraorbitario nell’osso mascellare, che è lo sbocco di un canale, dove passa il nervo infraorbitale (ramo del quinto nervo cranico) - punto per anestesie.
- Fori mentonieri (unico in bovino e cavallo) per il nervo mentoniero nell’osso mandibolare, che innerva muscoli della regione e denti.
- Creste sagittale e nucali, più o meno pronunciate a seconda delle specie nel cane.
- Nervi e vasi superficiali, radici della giugulare (linguofacciale e mascellare interna, superficiali alla ghiandola parotide).
La ghiandola parotide, mandibolare (stretto rapporto con biforcazione della giugulare; nel gatto è molto grossa), linfonodi mandibolari (cranialmente alla ghiandola mandibolare).
Punti di repere in cavallo e bovino
- Base padiglione auricolare.
- Arcata zigomatica.
- Processo condiloideo della mandibola.
- Margine craniale del massetere (posso apprezzare anche i vasi - arteria, vena e nervo mandibolare e dotto di Stenone - che passano dall’insicura mandibolare).
- Angolo nasale-incisivo (cute, sottocute, cartilagini nasali).
- Rima orale.
- Foro infraorbitario.
- Foro mentoniero unico.
- Ghiandola parotide, mentre la mandibolare è più profonda e non è palpabile. Anche i linfonodi mandibolari non sono molto evidenti, ma si possono comunque sentire (più nel bovino rispetto al cavallo, infatti i linfocentri del bovino sono meno numerosi ma più grossi, mentre nel cavallo sono numerosi e piccoli).
Linfocentri del capo
- Parotideo: margine caudale del massetere, cranialmente alla parotide, apprezzabile alla palpazione solo se ingrossato in cane, bovino, cavallo, mentre è caudale alla parotide nel gatto.
- Mandibolare: tra i due rami della mandibola, si apprezza alla palpazione in carnivori e bovino (due linfonodi), nel cavallo relativamente perché sono posti a V e seguono la morfologia dello spazio intermandibolare.
- Retrofaringeo: sulla volta della faringe e medialmente alla ghiandola mandibolare (mediale), mentre nella fossa dell’atlante, caudalmente e medialmente al padiglione auricolare c’è quello laterale; apprezzabile alla palpazione in cane e gatto, mentre nel cavallo è posto caudalmente e medialmente alle tasche gutturali (diverticoli delle tube uditive presenti nella rinofaringe), accessibile lateralmente attraverso il triangolo di Viborg (regione topografica alla base dell’orecchio).
I linfocentri (=più linfonodi) del capo drenano allo stesso dotto, ovvero il tracheale (2). Linfonodi parotidei cranialmente alla parotide, linfonodi retrofaringei mediali e laterali in rapporto con la faringe. Linfocentro mandibolare in rapporto con l’arteria e la vena linguofacciale e in profondità con la mascellare interna. Linfonodi drenati da una serie di condotti, che arrivano allo spazio viscerale del collo e drenano al dotto tracheale.
Linfocentri del collo
- Cervicale profondo: diviso in craniale, medio e caudale.
- Cervicale superficiale: craniale all’angolo craniale della scapola, apprezzabile alla palpazione; molto sviluppato nel bovino, possono essere due, è sempre apprezzabile alla palpazione.
I linfocentri del collo, in particolare il superficiale, drenano anche la linfa dell’arto anteriore. La ghiandola tiroide è annessa ai primi anelli tracheali. La regione intermandibolare e sottoioidea sono separate da una linea passante per l’insicura dei vasi facciali. Ci sono: dotto sottolinguale sul pavimento e mandibolare. Il muscolo miloioideo è pari e si inserisce sui due rami della mandibola, sull’angolo della mandibola, sull’osso ioide caudalmente, è diviso da un rafe mediano ed è in rapporto con la lingua. Altri muscoli: sternoioideo, omoioideo, sternotiroideo (pretracheali), sternocefalico, brachiocefalico, massetere.
Angolo della mandibola: arteria, vena facciale, dotto parotideo che emergono dall’angolo della parotide.
Faringe
Condotto a forma di imbuto (allargato rostralmente e ristretto aboralmente con l’adito con l'esofago), sospeso dalle coane e all’istmo delle fauci. Oralmente confina con le fosse nasali e la cavità buccale; l’istmo delle fauci è delimitato dagli archi palatoglossi (piega della mucosa dove il velo palatino si inserisce sulla radice della lingua; tra i due archi c’è la tonsilla palatina, che nei carnivori è ricoperta da una piega della mucosa); dorsalmente (volta della faringe) confina con la base del cranio (pavimento del neurocranio, in senso rostro-aborale sfenoide, occipitale) e le prime due vertebre cervicali; ventralmente con la laringe (adito laringeo-ventrale) e con l’esofago (adito esofageo-dorsale); lateralmente con i muscoli pterigoidei (mediale, laterale), muscoli masticatori (occupano la fossa pterigoidea mediale della mandibola), muscoli masseteri (fossa laterale della mandibola), mandibola e osso ioide (delimitano due regioni: carotidea e pterigoidea). Nel cavallo volta e pareti laterali sono sovrastate dalle tasche gutturali.
Sottoregioni della faringe
Rinofaringe dorsalmente al palato molle, mucosa respiratoria; orofaringe ventralmente al palato molle, mucosa ingestoria; laringofaringe, continua con rino e orofaringe, dorsalmente con esofago e ventralmente con laringe; aboralmente a rinofaringe e orofaringe c’è l’adito con esofago e trachea. Nella laringe c’è mucosa ingestoria nell’epiglottide, mentre il resto è mucosa respiratoria.
Palato duro-rafe mediano, pieghe della mucosa più o meno pigmentata, palato molle con velo palatino, ostio ringofaringeo, porzione esofagea della laringe, soglia faringo-esofagea (olimen=piega della mucosa, passaggio a esofago). Il palato molle è rivestito da mucosa respiratoria dorsalmente e ingestoria ventralmente e tra le due mucose si interpone un’aponeurosi fibroelastica; il tono è dato dai muscoli palatini, che si inseriscono sul processo muscolare (zigomatico) dell’osso temporale e sull’aponeurosi fibroelastica della faringe e sul velo palatino; il velo palatino forma l’arco ipoglosso. Lesioni a carico dei muscoli palatini danno paralisi del palato molle e problemi di respirazione, ostruzione delle prime vie respiratorie.
Nelle razze brachicefale è frequente la patologia BAOS (sindrome brachiocefalica) dove il muso è più corto a causa della selezione, mentre tutte le strutture interne sono lunghe, il velo palatino è molto lungo e ostruisce le vie respiratorie, si ha la stenosi delle narici, l’eversione dei ventricoli laringei e il collasso laringeo.
Le sottoregioni della faringe sono rinofaringe (dorsale al palato molle), orofaringe (ventrale al palato molle) e laringofaringe (continua con rino e orofaringe, dorsalmente con esofago e ventralmente con laringe).
La rinofaringe continua con l’estremità caudale delle cavità nasali mediante le coane, comunica con l’orecchio medio (cavità del timpano), tramite le tube uditive, attraverso l’ostio tubarico, mantenuto aperto da esili fasci muscolari; nel cavallo non è un ostio o una papilla (cane), ma una struttura allungata circondata da tonsille tubariche ed è sostenuta da una cartilagine tubarica. La rinofaringe è rivestita da mucosa respiratoria e presenta ghiandole mucose e tessuto linfoide diffuso o organizzato in tonsille, è adesa alla base del cranio e ai muscoli retti ventrali del capo. Intorno alla rinofaringe ci sono dei recessi, ovvero regioni topografiche ricche di tessuto adiposo, vasi e nervi, e sono i recessi laterali o piriformi e negli ungulati c’è anche un’evaginazione caudo-dorsale della volta della rinofaringe (recesso dorsale).
Orecchio medio si trova a livello dell’osso temporale; coane tra palatino, pterigoideo, che comprendono lo spazio su cui si inserisce il palato molle e che delimita il passaggio da faringe a laringe; bolla timpanica fa parte del temporale, tuba uditiva.
L’orofaringe è delimitata rostralmente dall’ostio intrafaringeo (velo palatino e archi palatofaringei), avvolta da una fascia connettivale rivestita da mucosa ingestoria ricca di tessuto linfoide diffuso nel cavallo e organizzato in tonsille negli altri animali, poste fra gli archi palatoglossi e palatofaringei e ricoperte da una plica mucosa nel cane e bovino.
La laringofaringe è ampia oralmente, si restringe in prossimità dell’esofago e della laringe con i quali si continua. Nel cane e nel gatto si osserva una piega circolare della mucosa (limen) nel passaggio tra epiglottide e faringe ed esofago. La laringofaringe a riposo è virtuale, accollata al pavimento posto sull’adito laringeo, formato dalle cartilagini aritnoidee, dall’epiglottide e dalle pieghe aritnoepiglottidee (accolgono le pieghe vocali). L’epiglottide è affiancata dai recessi piriformi (docce che accolgono i liquidi durante la deglutizione: ventricoli laringei).
Stratigrafia della faringe
- Mucosa: respiratoria e ingestoria.
- Aponeurosi faringea: lamina di tessuto fibroelastico che si fissa al presfenoide e continua con le cartilagini laringee; sul rafe mediano accoglie l’inserzione dei muscoli faringei.
- Muscoli costrittori (rostrale, medio, caudale), tensori e dilatatore.
- Fascia faringea: avvolge i muscoli esternamente e si inserisce sulle ossa mascellare, palatino e pterigoideo fino alla fascia profonda bucco-faringea.
Spazi faringei
- Laterofaringei: pari, spazi topografici ricchi di tessuto adiposo e tessuto connettivo lasso, posti lateralmente alla faringe e caudalmente ai recessi piriformi, fra faringe e muscoli pterigoidei. Accolgono i linfocentri retro-faringei mediali.
- Retrofaringeo (recesso faringeo): impari, evaginazione caudo-dorsale della volta della rinofaringe (solo negli ungulati).
Negli spazi faringei scorrono: arteria carotide comune (cane; inizia dall’arco aortico e va al collo), carotide esterna ed interna (perché la comune si dirama a questo livello), rami delle arterie linguali e facciali (derivano dalla mascellare), plessi venosi, nervi ipoglosso, glossofaringeo e vago.
Irrorazione e innervazione della faringe
- Arterie: derivano dalle arterie carotidi comuni ed esterna; arterie faringee, tiroidee e palatina.
- Vene: plessi perifaringei, che drenano il sangue nelle giugulari.
- Linfatici: linfocentri retrofaringei, mediale e laterale.
- Nervi: vago, glossofaringeo, ipoglosso e accessorio.
Nell’equino si deve considerare lo sbocco delle tasche gutturali, l’ostio faringeo è una fessura circondata dalle tonsille tubariche. Le tasche gutturali sono poste lateralmente alla laringofaringe e ai muscoli pterigoidei, ventralmente alla base del cranio e alle vertebre, prendono contatto con l’osso ioide.
Tasche gutturali
Diverticoli della mucosa della tuba uditiva, poste sulla faringe (dorso-lateralmente) e sostenute dalle cartilagini (docce aperte ventralmente) medie e laterali della tuba, ricoperte da mucosa respiratoria. Le tube uditive sono due e a loro volta sono divise in comparti, mediale e laterale (divisione netta solo nella parte ventrale delle tube, in quella dorsale c’è un comparto unico), dallo stiloioiale (posto sul pavimento delle tasche). Ogni tasca ricopre l’articolazione temporoioidea, perché l’osso ioide si articola all’osso temporale ventralmente.
Limiti
- Dorsali: base del cranio e atlante.
- Ventrale: faringe e primo tratto dell’esofago.
- Laterale: muscoli pterigoidei.
- Mediale: dorsalmente muscoli mediali del collo, ventralmente sottile setto dato dallo stiloiale.
Rapporti
- Recesso laterale: carotide esterna.
- Recesso mediale: carotide interna, ganglio cervicale craniale, VII, IX, X e XI nervi cranici, accolti nelle pieghe della mucosa.
Le secrezioni mucose prodotte dalla mucosa respiratoria vengono drenate dall’ostio tubarico. Nelle pieghe della mucosa delle tasche gutturali scorrono due grossi vasi, ovvero carotide interna ed esterna: la carotide interna è molto superficiale, quindi sotto la mucosa, e va a irrorare l’encefalo, perciò il sangue viene raffreddato dall’aria che entra dalle tasche gutturali, in modo che arrivi all’encefalo a una temperatura corretta, ad esempio quando l’animale è sotto sforzo. La tasca gutturale può contenere al massimo 300-500 ml di esudato e il liquido che contiene viene drenato dalla rinofaringe quando l’animale si abbassa; se il drenaggio non avviene, nelle forme più gravi si ha un’infezione ed è possibile anche una calcificazione, si possono formare delle ulcere a livello della regione parotidea. Il triangolo di Viborg rappresenta l’accesso chirurgico alla tasca gutturale, dà accesso anche al condotto parotideo e agli spazi retrofaringei (linfonodi, vasi e nervi); limitato cranialmente dal margine caudale del ramo della mandibola, ventralmente dalla vena linguofacciale e caudalmente dal tendine del muscolo sternocefalico.
Regione parotidea
Ha un’estensione diversa in base alle specie, es. nel cane corrisponde alla proiezione della ghiandola parotide sulla superficie. Il rapporto tra ghiandola parotide e mandibolare è diverso nel cane rispetto al cavallo, perché nel primo caso la mandibolare è ventrale e craniale e ha una forma globosa, mentre nel secondo la mandibolare è mediale alla parotide. Limiti:
- Craniale: margine aborale del ramo della mandibola e articolazione temporomandibolare.
- Caudale: ala dell’atlante e margine craniale del muscolo brachiocefalico, ventralmente.
- Ventrale: ramificazione della vena giugulare esterna in vene mascellare esterna e interna.
- Dorsale: base dell’orecchio, meato acustico esterno (appartiene alla porzione petrosa del temporale).
Ghiandole salivari
Le ghiandole salivari maggiori sono parotide, mandibolare e sottolinguale. La parotide è la ghiandola più superficiale, occupa la regione retromandibolare; nel cane ha una forma a V, è posta alla base del padiglione auricolare; nel cavallo ha una forma più allungata; nel suino è molto sviluppata, produce litri di saliva. Il dotto parotideo (di Stenone) segue un percorso specie-specifico: nel cane passa sulla superficie del massetere con decorso orizzontale e arriva al vestibolo buccale a livello del 4PM superiore; nel cavallo dall’angolo e margine caudoventrale della mandibola passa per l’insicura vascolare (margine mostrale del massetere) e sbocca nel vestibolo a livello del 4PM superiore; nei grossi erbivori passa caudalmente alla mandibola, risale la mandibola a livello dell’insicura facciale e si apre al 2M nel vestibolo buccale; nel suino arriva al 4PM. La mandibolare si trova a livello dell'angolo della mandibola, nella zona del pavimento, il condotto di Wharton drena alle carrucole sottolinguali. La sottolinguale è divisa in monostomatica e polistomatica: la prima drena alle carrucole sottolinguali con il condotto di Bartolin.
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