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Introduzione allo studio

Riassunto di anatomia

Giunzioni

Il primo sistema di adesione di due o più cellule sono le proteine transmembrana definite molecole di adesione cellulare (MAC). Le membrane adiacenti possono essere tenute insieme da un sottile strato di proteoglicani contenenti molecole di zucchero azotate che prendono il nome di glicosamminoglicani, il più importante è l'acido ialuronico.

Poi esistono delle strutture chiamate giunzioni divise in due tipi principali:

  • Giunzione comunicante o gap junction, possiedono canali proteici detti connessoni, che si aprono in risposta a determinati segnali chimici quali modificazioni del pH o della concentrazione degli ioni calcio, consentendo il passaggio di ioni o molecole di basso peso molecolare (fino a 1 kDa) tra due cellule. Sono composti da un anello di sei monomeri di proteine integrali transmembrana, per faccia ogni lato cellulare, dette connessine.
  • Giunzioni aderenti che a loro volta si suddividono in:
    • Giunzioni serrate
    • Giunzioni ancoranti che a loro volta si suddividono in:
      • Giunzioni ad actina
        • Zonula o zona di adesione
        • Contatti focali
      • Giunzioni a filamenti intermedi
        • Macula di adesione o desmosoma
        • Emidesmosoma

Giunzioni serrate o occludenti

Le giunzioni occludenti (giunzioni strette o tight junction o Zonulae occludentes) impediscono il passaggio dei fluidi tra le cellule andando a formare attorno al perimetro cellulare una cintura continua detta zonula. Sono particolarmente presenti negli epiteli di rivestimento (es. pelle) e negli epiteli intestinali per far sì che non vi sia il passaggio di sostanze tra i vari ambienti nei due sensi. Nelle giunzioni occludenti gli spazi interstiziali sono annullati in corrispondenza dei punti nodali: punti in cui i lembi di membrana che si affrontano sono saldamente coesi. I lembi di membrana appaiono anastomizzati tra loro. Due sono le principali proteine integrali di membrana coinvolte: Claudina e Occludina, che sporgono sulla faccia esterna delle membrane e sono tra loro unite da legami non covalenti. Queste due proteine formano una cintura intorno alla cellula che nemmeno le proteine di membrana possono attraversare, dividendola quindi in due o più domini.

Giunzioni ancoranti

Le giunzioni ancoranti, sono giunzioni molto forti in grado di resistere allo stiramento e alla torsione. A livello di una giunzione ancorante ogni cellula contiene un complesso proteico stratificato noto come area densa. Tale tipo di giunzione sfrutta i filamenti actinici, differenziandosi in due tipi: le zone di adesione o cintura di adesione o zonula adhaerens; le macule di adesione o desmosomi.

  • Le zonule d'adesione sono collegamenti che si stabiliscono tra una cellula e l'altra adiacente, grazie alle Caderine, proteine strutturali che sporgono nello spazio interstiziale delle cellule e si uniscono intersecandosi fra loro, mentre dal lato delle membrane cellulari sono legati ai filamenti actinici del citoscheletro tramite proteine transmembrana che fungono da ponte, quali le vincoline, le beta-catenine e le alfa-actinine. Una zonula adherentis è una giunzione ancorante simile ad un foglietto che serve a stabilizzare cellule non epiteliali.
  • La macula di adesione o desmosoma, invece è costituita da piccole giunzioni ancoranti puntiformi localizzate che stabilizzano cellule di epiteli adiacenti. Sono collegamenti che si stabiliscono tra una cellula e l'altra adiacente, grazie alle Caderine, proteine strutturali che sporgono nello spazio interstiziale delle cellule e si uniscono intersecandosi fra loro, mentre dal lato delle membrane cellulari sono legati ai filamenti intermedi o filamenticitocheratinici attraverso complessi proteici chiamati desmoplachine.

Altri due tipi di giunzioni ancoranti sono stati individuati nella zona in cui il tessuto epiteliale poggia sul tessuto connettivo della lamina basale, tali giunzioni si distinguono in contatti focali ed emidesmosomi.

  • Gli emidesmosomi, come nei desmosomi, le desmoplachine si legano principalmente ai filamenti intermedi, ma le proteine di membrana coinvolte non sono caderine, bensì integrine che, mediante altre molecole-adattatore, si legano con le fibre della lamina basale ancorando e incollando il tessuto epiteliale alla lamina basale.
  • Contatti focali, o adesioni focali, contengono integrine che si connettono ai filamenti di actina mediante proteine di connessione (talina al posto della beta-catenina), la vinculina, l’alfa-actinina).

Epiteli

Le cellule che costituiscono il tessuto epiteliale svolgono funzioni di rivestimento, di secrezione, di trasporto e di assorbimento. Nei vertebrati questo tessuto costituisce, in particolare, il rivestimento interno ed esterno della maggior parte delle superfici corporee. In qualunque posto si trovino, i tessuti epiteliali, sono separati dai sottostanti tessuti mediante una membrana basale non cellulare, di natura fibrosa. L'epitelio, a differenza del connettivo sottostante, non è vascolarizzato.

Struttura

Gli epiteli si dividono in:

  • Epitelio pavimentoso semplice e epitelio pavimentoso stratificato in cui le cellule sono appiattite.
  • Epitelio cilindrico (o batiprismatico) semplice e cilindrico stratificato in cui le cellule sono esagonali e allungate come un cilindro, rispetto alle cellule cubiche, non sono di forma allungata.
  • Epitelio cubico (o isoprismatico) semplice e cubico stratificato in cui le cellule hanno una forma di cellette esagonali.
  • Epitelio pseudostratificato semplice, cellule cilindriche con aspetto stratificato, anche chiamate cellule caliciformi mucosecernenti, appoggiate sulla membrana basale, possedenti ciglia sulla superficie apicale.
  • Epitelio di transizione, (detto anche epitelio tessuto epiteliale urinario, urotelio o uroepitelio) è un tipo di elastico, costituisce il rivestimento interno della vescica e delle vie urinarie.
  • Cellule ghiandolari, costituiscono il tessuto ghiandolare, è una tipologia di tessuto epiteliale specializzata nel produrre e secernere sostanze fra le quali diversi tipi di proteine, enzimi, lipidi, polisaccaridi e ormoni. Esso contribuisce a formare tutte le ghiandole dell'organismo umano.
  • Neuroepiteli o epiteli sensoriali specializzati come il gusto, l'olfatto, la vista, l'equilibrio e l'udito.

Epiteli ghiandolari

Gli epiteli ghiandolari possono essere classificati in diversi modi; in base al secreto:

  • Sierose
  • Mucose
  • Miste, sierose e mucose

Classificazione in base alla struttura al riversamento del secreto:

  • Esocrine: ghiandole che riversano il loro secreto in cavità comunicanti con l'esterno del corpo o direttamente all'esterno del corpo. Le ghiandole esocrine generalmente sono composte da un dotto escretore e da una porzione secernente detta adenomero. Possono essere semplici come le ghiandole mucipare caliciformi.
  • Endocrine, versano il loro secreto in cavità comunicanti con l'interno del corpo.

Classificazione in base alla modalità di secrezione:

  • Merocrina, la cellula secerne solamente il secreto che può essere sieroso, mucoso o misto.
  • Apocrina, insieme al secreto la cellula perde parte del materiale citoplasmatico.
  • Olocrina, la cellula riempitasi di secreto esplode, distruggendosi.

Struttura

  • Tubulare semplice: ghiandole intestinali.
  • Tubulo-ramificata: ghiandole gastriche, ghiandole mucose dell'esofago, della lingua, del duodeno.
  • Tubulare composta: ghiandole mucose della bocca, ghiandole bulbouretrali, bulbi seminiferi del testicolo.
  • Alveolare o acinosa semplice: via intermedia delle ghiandole ramificate semplici.
  • Alveolare o acinosa composta: ghiandola mammaria.
  • Alveolare ramificata semplice: ghiandole sebacee.
  • Tubulo-alveolare composta: ghiandole salivari, ghiandole del tratto respiratorio, pancreas.
  • Tubulo spirale semplice: ghiandole sudoripare.

Tessuti connettivi

Viene definito come vari tipi di tessuto che hanno in comune la funzione di provvedere al collegamento, al sostegno e nutrimento di altri tessuti dei vari organi.

Classificazione dei tessuti connettivi

  • Tessuti connettivi propriamente detti: tessuto connettivo denso
    • Tessuto connettivo denso regolare
    • Tessuto connettivo denso irregolare
  • Tessuto connettivo lasso
    • Tessuto connettivo lasso areolare
    • Tessuto connettivo lasso irregolare
    • Tessuto connettivo lasso adiposo
  • Tessuti connettivi liquidi:
    • Il sangue
    • La linfa
  • Tessuti connettivi di sostegno:
    • Osso
    • Cartilagine, che a sua volta si suddivide
      • In cartilagine ialina
      • Cartilagine elastica
      • Cartilagine fibrosa

Struttura generale di un tessuto connettivo

  • Cellule di origine mesenchimale che dopo differenziazione secernono e tengono costante il livello delle sostanze della matrice extracellulare o MEC.
  • Matrice extra cellulare o MEC. A seconda della sua composizione la MEC può svolgere differenti funzioni come ad esempio quello di supporto delle cellule e del loro ancoraggio e di separazione tra i diversi tessuti. L'ancoraggio delle cellule avviene attraverso interazioni tra la MEC e proteine di membrana. La MEC è composta da due componenti:
    • Fibre proteiche extracellulari: tropocollagene, elastina, laminina, fibronectina, condronectina, e osteonectina. Queste subunità si combinano tra di loro a formare le tre fibre principali di tessuto connettivo:
      • Collagene
      • Fibre elastiche
      • Fibre reticolari
    • Sostanza fondamentale composta da:
      • Proteoglicani
      • Glicosamminoglicani o GAGs, in prevalenza, acido ialuronico
      • L'acqua è la rimanente parte il 60-65%

Il tessuto connettivo possiede tre tipologie di fibre, le fibre di collagene, le fibre reticolari e le fibre elastiche. A seconda della funzione del tessuto connettivo possiamo trovare una prevalenza di determinate fibre rispetto ad altre come nel tessuto connettivo denso regolare vi sono fibre di collagene disposte parallelamente tra loro acquisendo una peculiare resistenza alla trazione.

Tessuto connettivo propriamente detto

Classificazione del tessuto propriamente detto:

  • Matrice extracellulare
  • Parte cellulare, si divide a sua volta in:
    • Cellule fisse
      • Cellule mesenchimali a forma di stella, si differenziano in fibroblasti
      • Fibroblasti (attivi), assottigliati e a forma di stella, in grado di produrre le componenti della matrice extracellulare.
      • Fibrociti (inattivi), fibroblasti inattivandosi prendono il nome di fibrociti, sono più piccoli ed allungati, inoltre hanno un reticolo endoplasmatico ridotto, mantengono costante le concentrazioni di tessuto connettivo.
      • Macrofagi fissi, forma tondeggiante, sono cellule fagocitiche mononucleate
      • Adipociti, di forma tondeggiante, cellule deputate all'immagazzinamento di grasso.
      • Melanociti, di forma tondeggiante, sintetizzano melanina una sostanza che protegge dai raggi solari e da pigmento alla pelle.
    • Cellule migranti:
      • Macrofagi liberi, di forma tondeggiante
      • Mastociti, di forma tondeggiante intervengono nella genesi delle reazioni allergiche di ipersensibilità e anafilattiche (reazione allergica che può portare alla morte), producendo dei granuli che attivano la risposta chemiotattica dei granulociti.
      • Leucociti quali:
        • Linfociti B, di forma tondeggiante, coinvolti nella risposta umorale o dell'immunità acquisita
        • Linfociti T, di forma tondeggiante, coinvolti nella risposta cellulo mediata attivano le cellule NK
        • Plasmacellule, derivate dai linfociti B sono coinvolte nella risposta umorale.
        • Granulociti neutrofili, cellule fagocitiche attirate dai macrofagi e dai mastociti.
        • Granulociti eosinofili, di forma tondeggiante, cellule fagocitiche attirate dai macrofagi e dai mastociti.

Tessuto connettivo denso

Il tessuto connettivo denso si divide in:

  • Tessuto connettivo denso regolare, formato da fibre di collagene strettamente stipate, orientate nello stessa direzione, da cui si può intuire la resistenza alla trazione ne fanno parte:
    • Tendini, connette i muscoli alle ossa
    • Legamenti, collega due ossa, assomigliano ai tendini.
    • Aponeurosi, simili ai tendini appiattiti e ampi, ricoprono muscoli e altre strutture simili
      • Tessuto elastico, è caratterizzato da circa il 50% fibre elastiche ricche di elastina, può subire un'estensione del 150% rispetto alla lunghezza a riposo. Il tessuto elastico si trova sotto l'epitelio di transizione, nella parete dei vasi sanguigni e delle vie aeree.
  • Tessuto connettivo denso irregolare, i fasci di fibre collagene sono assai più voluminosi e più ammassati che nel connettivo lasso; gli elementi cellulari sono più scarsi e rappresentati quasi esclusivamente da fibroblasti e pochi macrofagi, le fibre di collagene formano una maglia intrecciata senza un preciso orientamento, offre sostegno e solidità ad aree sottoposte a sollecitazione da diverse direzioni. Situato nel derma, forma una spessa capsula fibrosa intorno ad organi interni come fegato reni e milza, delimita le cavità articolari come la cartilagine e l'osso.

Il tessuto connettivo lasso si divide in:

  • Lasso areolare con una architettura delle fibre (prevalentemente di natura collagene e, in misura minore, elastica) alquanto irregolare. È caratterizzato da estensibilità ed elasticità, in modo da garantire i movimenti delle strutture tra le quali si interpone serve da imbottitura, ammortizza i traumi, si trova nello strato sottocutaneo assieme allo strato adiposo è noto come fascia sottosierosa, situato nelle fasce muscolari, permette movimenti e stiramenti senza che vengano influenzati gli organi circostanti, forma la lamina densa di vari tessuti.
  • Reticolare tessuto connettivo ricco in fibre reticolari, che formano una struttura intrecciata e ramificata, resistente ma flessibile, costituite da collagene di tipo III formano lo stroma di molti organi come fegato milza assieme alle cellule parenchimatose o di riempimento.
  • Adiposo, cellule tondeggianti dette adipociti deputati all'immagazzinamento dei grassi, possono essere uniloculari e pluriloculari. Uniloculari (con una sola cavità) nell'adulto servono per riserva energetica, multiloculari, di forma sferica, ricchi di mitocondri nel bambino dove c'è un forte metabolismo per l'autotermoregolazione.

Tessuto connettivo liquido

Struttura

  • Sangue, composto 55% di elementi figurati e dal 45% di plasma. Gli elementi figurati, il 55% del sangue è composto da:
    • Globuli rossi, o eritrociti, 99%, di forma di disco biconcavo, deputati al trasporto di ossigeno
    • Globuli bianchi o leucociti 0,1%, per la maggior parte tondeggianti, deputati alla risposta immunitaria
    • Piastrine 0,1%, di forma tondeggiante, deputate al tamponamento e la chiusura di una rottura di un vaso.
  • Il plasma, il 45% del sangue è composta da:
    • Proteine plasmatiche 7%
    • Grassi altri soluti 1%
    • Acqua 92%, deputata al trasporto degli elementi figurati, sostanze inorganiche e glioni, trasporto del calore.
  • Linfa
    • Acqua 90% e altri soluti
    • Globuli bianchi e linfociti, sono la componente dominante.
    • Grassi 7%
    • Proteine 1%

Tessuto connettivo di sostegno

Struttura

  • Cartilagine, composta da condroitin solfati (GAGs o glicosamminoglicani) e prodotta dalle cellule immature dette condroblasti, mantenuta da cellule differenziate mature dette condrociti. La cartilagine si accresce in due modi:
    • Accrescimento per apposizione (dall'esterno all'interno): le cellule dello strato interno del pericondrio vanno incontro a numerosi cicli di divisione e si differenziano in condroblasti. I condroblasti secernono sostanze fibrose (collagene ed elastina) e proteoglicani, fino a circondarsi di matrice extracellulare. Una volta avvolti dalla matrice, i condroblasti vanno in una fase di quiescenza riducendo la secrezione di MEC e il volume degli organuli deputati alla secrezione di tali sostanze, divengono cellule mature dette condrociti. Questo meccanismo, accresce gradualmente le dimensioni della cartilagine mediante apposizione a livello della superficie cartilaginea.
    • Accrescimento interstiziale (dall'interno): i condrociti generati vanno incontro a divisione formando gruppi di 2-4 cellule che prendono il nome di gruppi isogeni, le cellule figlie producono altra matrice, il processo accresce la cartilagine dall'interno come un pallone che si gonfia.

Composizione e tipi di cartilagine

A seconda della funzione, esistono tre tipi differenti di cartilagine, la cartilagine ialina, la cartilagine elastica e la cartilagine fibrosa.

  • Cartilagine ialina, la matrice contiene fibre di collagene di tipo II (20%) strettamente adese in forma reticolare, proteoglicani (10%) e la rimanente parte di acqua (65-80%), simile al tessuto connettivo propriamente detto è molto idratata. Ha un colore bianco opaco, è traslucida, nonostante sia resistente e flessibile tra i tre tipi di cartilagine è quella più debole. Alcuni esempi possono essere le cartilagini articolari e delle vie aeree. Compone lo scheletro dell'embrione, le superfici articolari, le cartilagini costali, naso, laringe, trachea e bronchi.
  • La cartilagine elastica ha un colore giallastro, dovuto alla presenza delle fibre elastiche (che sono anche definite fibre gialle), ha una prevalenza della componente fibrosa simile al tessuto connettivo elastico, è composta da molte fibre elastiche è molto resiliente e flessibile.
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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher study.time.92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Rumio Cristiano.
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