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Appunti di Anatomia Patologica I.
Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Esofago, Diverticoli, Lesioni vascolari, Infezioni, Patologia epatica, Vascolarizzazione, Struttura istologica dell’unita’ epatica, Endometrio, Utero, Neoplasie non epiteliali dell’ovaio,... Vedi di più

Esame di Anatomia Patologia I docente Prof. C. Pesce

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è anche vero che tumori a cellule della granulosa possono essere presenti nel maschio e si chiameranno

ginandroblastomi . sono le neoplasie che rispettivamente si chiamano mascolinizzanti e femminilizzanti. Questo

succede o perché è rimasto un germe indifferenziato della gonade contraria, o perché si può trovare una commistione

con altri tumori che sono definiti della linea germinativa (detti germinativi), con dei tumori di derivazione annessiale

intendendo con ciò gli annessi pedali, sono i tumori, di regola immaturi, che ricapitolano strutture proprie delle parti

extrasomatiche dell’embrione cioè del sacco vitellino, dell’amnios del villo coriale queste strutture in epoche molto

precoci dello sviluppo possono dar forma a tumori o possono presentarsi negli adulti con distribuzione in forma

singolare, ad esempio esiste il tumore del sacco vitellino che è un tumore di derivazione embriogenetica, embrionale

che si trova nell’uomo e nella donna adulti in forma pura ma, proprio perché la gonade indifferenziata ha in sé un

senso di totipotenza espansiva e di sviluppo dei tessuti, lo possiamo trovare in forma minima non caratterizzanti la

neoplasia in tutti i due tipi dei tumori delle cellule germinative del maschio e della femmina. Cioè un disgerminoma

può avere in sé delle aree di tumore del sacco vitellino, di coriocarcinoma ecc.. .

14\11 FULCHERI

LESIONI PSEUDO TUMORALI

In questa situazione c’è qualcosa che cresce ma che non è propria dell’ovaio. Grossa parte di queste lesioni è occupata

dai teratomi. Per teratoma si intende un tessuto normale che può però rappresentare vario grado di maturazione, cioè

formato o in forme immature proprie della vita fetale. Non sono altro che germi di tessuto embrionale rimasti silenti

per tanti anni e che ad un certo punto iniziano a crescere e crescendo raggiungono dimensioni notevoli mimando i

tumori ma che tumori in senso stretto non sono. Sono proliferazioni di tessuti eterotopici a vario grado di maturazione

che però ortologicamente possono già essere presenti in quell’organo. Se ho una proliferazione di vasi non

funzionanti, questi costituiscono un angioma, l’angioma nel fegato non può essere considerato un teratoma perché

viene mimato un solo tipo di tessuto, una sola differenziazione, questo prende il nome di amartoma . abbiamo delle

crescite neoplastiche (angioma) in un organo dove i vasi ci sono (nel fegato), però questo angioma è congenito fin

dalla nascita, allora lo chiamiamo amartoma; se invece questa neoformazione è costituita da un tessuto che non è di

regola presente in quell’organo, lo chiameremo coristoma , ad esempio il tessuto adiposo nel fegato non è

ortologicamente rappresentato, un lipoma (tumore benigno) congenito del fegato non è un amartoma ma un coristoma.

Gli amartomi sono tumori benigni presenti fin dalla nascita probabilmente derivati da un germe di cellule che si

sviluppa in modo abnorme presenti ortologicamente in quell’organo fin dalla nascita, sarà invece un coristoma se

quelle cellule non sono ortologicamente presenti in quell’organo. Ad esempio degli amartomi sono considerati quegli

angiomi bianchi cutanei che si trovano sul viso (macchie rosse). Se sommiamo più amartomi presenti nello stesso

soggetto e questi configurano delle sindromi amartomatose, queste sindromi prendono il nome di facomatosi , ad

esempio quelle macchie rosso vinose o degli angiomi piani cutanee sulla fronte ed altri angiomi in altre sedi. Spesso

sono localizzati alla retina e al cervelletto, sono le sindromi oculo-cerebello-facciali. Gli angiomi del fegato possono

essere dei tumori benigni del fegato insorti in un soggetto normale (che non presentava germi cellulari), ci può essere

anche la variante maligna, l’angiosarcoma. Di fronte ad un angioma epatico si deve ragionare e vedere se questo è lì

fin dalla nascita e quindi è un amartoma oppure se si è sviluppato successivamente sarà un tumore benigno o maligno

del fegato.

Il teratoma di regola non è composto da un solo tipo di tessuto ma dai tessuti propri di un foglietto embrionale,

tornando all’ovaio, una delle malformazioni più comuni è rappresentata dalla cisti dermoide. È una cisti di dimensioni

variabili, da 1 o 2 cm fino a 15 cm, di regola viene complicata da flogosi per cui si instaura un quadro di periannessite

(viene coinvolta la tuba e la superficie dell’ovaio). La cisti dermoide è un vero e proprio teratoma, a costituirla

partecipa solo uno dei foglietti, l’ectoderma e questo si differenzia producendo tutto ciò che nel feto l’ectoderma è

destinato a produrre: cute (che sfalda cheratine dello strato corneo e la cisti si riempie di lamelle cheratiniche), denti,

peli, ghiandole sebacee e sudoripare; è la secrezione delle ghiandole e lo sfaldamento delle cheratine che determina

quella poltiglia di sebo presente nella cisti che è poi l’unico vero pericolo della cisti perché se questa si rompe, peli,

sebo e cheratina si riversano nel peritoneo e danno un quadro di una grave peritonite. La cisti dermoide, molto

comune fra le patologie pseudo tumorali dell’ovaio, è di fatto un teratoma. I teratomi possono essere maturi o

immaturi a seconda che il foglietto embrionale si differenzi bene o non si differenzi affatto; se il teratoma è immaturo

noi abbiamo forti possibilità che i tessuti embrionali immaturi ad un certo punto della loro proliferazione delirino e il

loro delirio li porti a delle vere e proprie neoplasie maligne. Il teratoma dell’ovaio non deve essere quindi sottovalutato

sia perché può rompersià peritonite, sia perché potrebbe essere immaturo e non maturoà tumore. I teratomi possono

essere rappresentati anche da due foglietti o da tutti e tre. Così se nella cisti dermoide oltre a peli, denti, ghiandole,

cute, trovo ad esempio del tessuto adiposo, questo non sarà più un teratoma monofiletico, ma sarà bifiletico o

trifiletico. La presenza di tessuto immaturo in un teratoma è un rischio per una neoplasia maligna. Le altri sedi più

comuni dove si trovano i teratomi sono il retro peritoneo, il mediastino (pericoloso se di grosse dimensioni), e la

regione laterocervicale (perché a causa delle tasche branchiali è la regione che embriologicamente dà più problemi).

Possiamo ancora dire che nell’ovaio poiché ci sono gli oociti alcuni pensano che non siano altro che crescite parziali

quasi partenogenetiche, cioè che gli amartomi derivino dagli oociti. Queste sono tutte condizioni che non sono tumori

in senso stretto, mimano i tumori, ma che tumori possono diventare.

Tumori dei tessuti molli, sarcomi sono tumori di derivazione mesodermica. Un gruppo di tumori difficili da

classificare, è stato inquadrato nel capitolo dei tumori dei tessuti molli, i tessuti molli sono tutto ciò che non è

splancnico, tutto ciò che non è organo o apparato (esempio del paese che senza case rimane con tutto ciò che è

accessorio, fili della luce, tubi ecc..), quindi tumori dei tessuti molli sono quelli che si trovano nel retro peritoneo, nel

mediastino (organi esclusi), nei tessuti molli, fasce, aponeurosi, connettivo, tessuto adiposo ecc.. . In quelle stesse sedi

dove si trovano i tumori dei tessuti molli possiamo trovare facilmente anche i teratomi. Se ho un teratoma trifiletico,

maturo non sembra un feto? Ciò che gli manca è l’ordine strutturale, non si organizza in strutture organoidi, se ciò

avvenisse non si avrebbe più un teratoma ma una condizione estremamente rara a determinarsi che si chiama fetus in

feto (il gemello interno).

18\11 FULCHERI

TUMORI DEGLI ANNESSI EMBRIONALI

L’embrione si sviluppa formando alcune strutture che sono poi destinate a scomparire non solo nella vita adulta ma

già in quella fetale, sono il sacco vitellino e l’allantoide. Sono due strutture importanti perché, specialmente il sacco

vitellino fornisce il primo alimento all’embrione quando si forma la camera ovulare, intorno alla quale c’è il corion

laevae, dove poi la camera ovulare si annida il corion diventa frondoso, ricco arboreggiato e cresce, l’unico messaggio

biologico del corion è di crescere. All’interno della camera ovulare si forma l’embrione che deve organizzare una

struttura complessa prima di tutto, deve cioè fare la vascolarizzazione. A questo livello l’emopoiesi avviene nel sacco

vitellino, da questo sacco pieno di cellule emopoietiche primordiali si svilupperà tutto il complesso vascolare

dell’embrione. La camera deve poi infiltrare l’endometrio fin quando trova delle lacune vascolari, nelle quali con il

sangue in abbondanza, il trofoblasto continuerà a crescere e diventerà sempre più complesso, d’altro canto all’interno

della camera il sacco vitellino comincerà ad organizzare la propria vascolarizzazione, e si creerà quel flusso di sangue

dal corion che poi diventa placenta all’embrione. A questo punto l’endometrio diventa decidua, le cui caratteristiche

consentono al trofoblasto, che ci si infila, di pescare dentro laghi di sangue. La circolazione placentare non è della

madre ma del feto, la placenta non è madre ma feto, è un annesso fetale. Ad ogni annesso fetale (placenta, fatta di

cordone, membrane e disco coriale; sacco vitellino; allantoide), corrisponde un tumore detto degli annessi fetali. La

circolazione che si svolge tra la placenta e il feto è tutta fetale, nulla che ciò che è feto, se non per una disgrazia, viene

a contatto col sangue materno. I villi, che sono la metà terminale della placenta, scambiano col sangue contenuto nelle

lagune della decidua, ma i due circoli non vengono mai a contatto. In tutti i nove mesi, i villi , che sono formati da

uno stroma, dai vasi propri e rivestiti dal trofoblasto, hanno come input quello di crescere, ingrandirsi sempre di più

(la placenta a termine è di circa 500 gr.), è una grossa struttura che pesca su un’ampia superficie, porta sangue

attraverso una rete di vasi sempre più complessa al funicolo e dal funicolo all’embrione. Immaginiamo che l’embrione

non si sviluppi, non si formi; infatti a seguito di un’avvenuta fecondazione possono svilupparsi solo gli annessi e non

l’embrione. È una situazione destinata a non poter progredire, è una delle cause di aborto spontaneo, ma non c’è

l’embrione, quindi non c’è il cuore dell’embrione, non ci sono i vasi dell’embrione, quindi non ci sono i vasi nei villi e

nella placenta. In questa situazione il trofoblasto che ha come messaggio genetico di crescere, continua a crescere

forsennatamente sempre nel tentativo di garantire qualcosa che non può essere garantito perché non può funzionare e

si crea una situazione abnorme che si chiama mola vescicolare . Si va poi incontro inevitabilmente all’aborto, ma

queste cellule trofoblastiche, che sono cresciute afinalisticamente, possono, avvenuto l’espletamento, l’espulsione della

camera ovulare, rimanere nella decidua e continueranno a proliferare, a questo punto ci si trova di fronte ad un vero e

proprio tumore che prende il nome di coriocarcinoma. I tassi ematici delle gonadotropine corioniche permangono

elevati anche dopo l’aborto e queste cellule trofoblastiche, ancor più esautorate della loro funzione, continuano a

crescere. Questa è una delle neoplasie più aggressive che si conoscono, però è anche una delle più trattabili. È così

aggressivo perché continuerà a cercare vasi e tutto ciò che è sangue e quindi con estrema facilità si riverserà nel

circolo ematico, di qui le vie di metastatizzazione verranno percorse tutte e le localizzazioni saranno imponenti per

numero e per taglia. Andranno via cava inferiore, atrio destro, ventricolo destro, polmone. Di qui molto facilmente al

fegato e all’encefalo. Essendo un tumore molto sensibile e capace, sotto terapia, di regredire, la strategia consiste nella

diagnosi precoce e nella terapia a dosi corrette e non vi sarà più traccia di sé. Se la metastasi regredita coinvolge il

polmone, praticamente gli effetti sono nulli, così anche per gli organi splancnici, ma una metastasi di 10 cm colpisce

il cervello, anche se regredisce, avrà comunque comportato un danno.

Quando parliamo di tumori distinguiamo i maligni dai benigni, questo però non può essere un concetto assoluto,

dobbiamo pensare alla malignità o alla benignità biologica di una neoformazione, sia esso benigno che maligno. Ad

esempio nell’anziano uno dei tumori più comuni della cute è il basalioma, che è un tumore maligno per definizione

però non dà metastasi se non in uno stato più avanzato, ulcera la cute, di solito è visibile sul viso, tende a recidivare, è

un tumore maligno che è poco maligno biologicamente parlando. Un altro esempio sono le meningi dove il

meningioma può essere sia maligno che benigno, la forma benigna cresce, non infiltra, non dà metastasi, però siamo

nella teca cranica e una massa all’interno della teca cranica bene non fa, e quindi sarà importante vedere qual è la sede

precisa del meningioma, è quindi un tumore benigno che però biologicamente è maligno. L’adenoma dell’ipofisi è per

definizione benigno (sarà maligno il carcinoma), non dà metastasi, non infiltra, si accresce nella sella turcica, la

deforma e quindi non posso considerarlo biologicamente benigno. È il medico che deve valutare il comportamento

biologico del tumore, un benigno può essere molto più pericoloso del maligno. L’adenocarcinoma dell’endometrio è

maligno, infiltra, dà metastasi, oggi con la diagnosi precoce, con adeguata chirurgia, e terapia post chirurgica, la

guarigione è assoluta. Il coriocarcinoma è un tumore che dà tanto danno biologico perché dà grosse metastasi e grosse

emorragie, il fatto che possa essere trattato è un fatto secondario.

Per lo sviluppo del coriocarcinoma è necessario l’evento dell’aborto perché non si hanno i vasi, non c’è il feto. Una

percentuale più bassa, ma da non trascurare, deriva da gravidanze a termine, nelle quali c’era il feto, che è nato, la

placenta non è stata espulsa completamente, residuano piantati nella decidua dei gruppi di villi che continuano a

proliferare. Quando si fa partorire una persona si deve togliere tutta la placenta.

Tumore del sacco vitellino a differenza del tumore trofoblastico non è correlato con la gravidanza, si trova nel maschio

e nella femmina (gravida o meno),lo si trova in sede gonadica ma anche in sede extragonadica, in quelle stesse sedi

che coinvolgevano i teratomi (laterocervicale del collo , mediastino, retro peritoneo, pelvi); è un tumore di grosse

dimensioni, essendo un tumore degli annessi embrionali ha enorme capacità di crescita, metastatizza molto è

apparente maligno.

Questi tumori possiamo trovarli in forma pura in sede gonadica o extragonadica, oppure in forma mista in tutti i

tumori della gonade maschile o femminile, ad esempio in un seminoma posso trovare delle isole di coriocarcinoma, in

un disgerminoma posso trovare delle isole di coriocarcinoma; ciò vale a dire che i tumori della gonade maschile e

femminile si possono trovare puri o misti dove con misti s’intende una compartecipazione dei tumori degli annessi

embrionali (oltre che misti Sertoli-Leydig).

19\11 FULCHERI

MALFORMAZIONI

Bisogna innanzitutto capire se sono su base genetica o no, e poi si devono capire le cause che la determinano, si deve

tenere anche conto delle interferenze dell’ambiente. Ci possono essere delle mutazioni nel genoma, ma questo fa parte

del complesso sistema di microevoluzioni. Oggi a causa dell’interazione dell’ambiente le malformazioni congenite

sono sempre più in aumento, dobbiamo quindi comprendere il fenomeno, qual è la cosa fatta male, qual è il gene che

codifica questa cosa, e poi si deve stabilire a quale momento dello sviluppo avviene la malformazione per capire

esattamente la maggiore o minore ingerenza dell’ambiente sulla malformazione e quindi potere fare prevenzione.

Oltre il danno del singolo è molto grave anche la ricaduta sociale. Per normale intendiamo tutto ciò che è variabile

rispetto ad un concetto di funzionalità di base, intorno al quale ci possono essere appunto delle variabili ma tutte

nell’ambito della funzionalità (ad esempio variazioni sulla forma del naso di ognuno di noi). Per anomalia si intende

un’alterazione che non impedisce la funzione ma la altera (ad esempio la deviazione del setto nasale), queste

alterazioni avranno poi molte cause. Gli Incas credevano che chi nasceva con la fronte alta e l’occipitale verso l’alto

fosse destinato alla vita del sacerdote, quindi con delle tavolette facevano in modo che alcuni bambini eletti

crescessero con l’occipitale in alto creando così dei mostri. Questi crani a torre, oppure schiacciati orizzontalmente,

potrebbero essere considerati delle malformazioni, ma così non è, questa la chiamiamo deformazione, perché io ho

modificato la forma. Le deformazioni sono molto comuni, come ad esempio i piedi delle giapponesi che credevano che

il piede lungo fosse sexy e così lo inguainavano in gambali di ferro; gli occhiali portano ad una deformazione delle

ossa del naso; l’artrite è deformante. Ammettiamo che in vita fetale esista una riduzione marcata del liquido

amniotico, situazione patologica detta oligoidramnios, il feto si troverà, anziché libero di nuotare nel sacco amniotico,

chiuso, la posizione che assume nello sviluppo resta statica e gli arti che crescono durante lo sviluppo si deformano, ad

esempio i piedi vari o valghi che non sono liberi di muoversi nel liquido ma sono costretti, in questo caso non c’è

alterazione genetica, e quindi non c’è diversità tra il piede valgo da oligoidramnios e il cranio schiacciato degli Incas.

Il meccanismo patogenetico è lo stesso e parleremo sempre, quindi, di deformazione.

Altra cosa sono gli errori di sviluppo. L’embrione si forma, passata la vita embrionale, dopo il terzo mese diventa feto

e in questa fase cresce solo, a questo punto possono verificarsi degli errori di sviluppo, vuol dire che le parti ci sono, i

nuclei formativi anche, e a questo punto una causa, quasi sempre estrinseca, agisce e l’organismo si sviluppa male.

Errori di sviluppo possono essere considerati ad esempio la mancata chiusura del canale embrionale, i nuclei ci sono,

il tessuto sarebbe in grado di formarsi normalmente, per qualcosa che capita dopo la formazione dei campi principali

di formazione si ha uno sviluppo scorretto (pur essendosi formato). In questi errori di sviluppo cadono gran parte delle

malformazioni, generalmente intese, malformazione è un termine generico usato impropriamente. Per malformazione

si intende quell’errore di formazione di un campo primario, per campo primario intendiamo quel gruppo di cellule che

sviluppandosi darà luogo ad un organo, un apparato ecc.. . Esempio di errore di prima formazione è l’agenesia del

rene, mancano cioè le cellula dalle quali i reni devono formarsi. Errore di sviluppo sarà invece il rene dipartito, a ferro

di cavallo; la vera malformazione, recando un grave danno è incompatibile con la funzione. Malformazioni sono

quindi quei difetti di forma incompatibili con la funzione. Per anni si sono classificate determinate malformazioni

come tali, le amputazioni di utero; un feto si sviluppa normalmente e poi nasce privo di un segmento (dito, mano,

ecc..) o con una palatoschisi, questa è una delle più comuni malformazioni ritenuta tale, ma che tale non è.

ultimamente si è visto che la genesi di gran parte di queste amputazioni era dovuta ad una malattia del liquido

amniotico, la cosiddetta sindrome da bande amniotiche; il feto che nuota normalmente nel liquido per una strana

evenienza cioè la formazione delle cosiddette bande nell’amnios, bande di tessuto che separano a mo’ di festoni, e il

feto nei suoi movimenti va ad urtare contro queste briglie di fibrina e lavori sperimentali hanno dimostrato che

l’effetto lesivo del contatto di un feto con una di queste bande è paragonabile all’impatto che avrebbe un adulto sparato

a 100 all’ora contro un cavo d’acciaio, il risultato è quello dell’amputazione netta. Tanto più precocemente si formano

queste briglie, tanto più grave è il difetto che il feto può avere. Queste sono sindromi non congenite ma acquisite

(anche se in vita fetale) e vanno quindi distinte dalle malformazioni genetiche.

21\11 FULCHERI

Distinguiamo negli errori di sviluppo, non dove ci sia un arresto o una non formazione del campo che comporterebbe

una non formazione di un organo, ma dove invece il campo formativo c’è e c’è poi un errore di sviluppo, quelli che

sono i difetti in eccesso e i difetti in difetto; per i primi intendiamo ad esempio l’esadattilia (mano o piede con sei

dita), esempio dei secondi è la tetradattilia o la tridattilia, in altre parole si formano tessuti in eccesso o in difetto,

questa situazione si può avere anche nel caso degli organi splancnici o dei lobi polmonari ecc... Ci sono poi i difetti di

sedimentazione o di divisione e i difetti di fusione. Tutto l’intestino si forma per una divisione, nei difetti di divisione

si hanno malformazioni dell’intestino, con ad esempio l’intestino a doppia canna (a due lumi); l’ampolla rettale e la

vescica derivano da un’unica struttura embrionaria che in fasi molto precoci si strozza prima e poi si chiude, si

sedimenta, davanti diventa vescica e dietro retto, un’alterazione di questo meccanismo di divisine porta alla cloaca

comune (come negli uccelli), questo è un difetto di sedimentazione. Le malformazioni del cuore avranno questa base

d’origine. L’utero bicorne è un difetto di fusione, eccessiva fusione sarà invece la fusione anche delle tube ecc. .

Sirenomelia è una malattia in cui il soggetto è di sesso ambiguo e ha un unico arto che termina con un piede per lo più

malformato e che nel passato poteva evocare la coda di un pesce; quando faccio l’autopsia di un feto con questa

malattia, vado a vedere radiologicamente quanti femori ci sono, perché devo distinguere una malformazione da

agenesia di una gemma di un arto , da un errore di fusione, perché se io trovo i due femori ho un errore di fusione,

cioè ho due arti che si sono formati regolarmente ma che non si sono divisi sui piani cutanei, quindi il significato è

completamente diverso. Spesso i medici non distinguono le due malformazioni, per cui sono portati a dire tridattilia o

tetradattilia quando invece le dita sono tutte e cinque ma sono indivise. Ben diverso sarà infatti l’approccio alla

paziente che in un caso sarà mandata ad un esame genetico per vedere quale gene non ha funzionato nel codificare per

tutte le dita, se invece le ossa ci sono non si può parlare di tetradattilia e non ci sarà una malformazione importante

dal punto di vista genetico ma solo un errore di fusione.

Malformazioni dei mostri doppi, errori possono avvenire anche nei gemelli, specie quelli monovulari, dove la

divisione dei due embrioni in fasi estremamente precoci è essenziale per il corretto sviluppo dei due. Sono difetti di

formazione quando si avranno delle vere mostruosità estremamente complesse dove i due gemelli non riescono a

dividersi. Un caso è stato quello di una donna con parto a termine, non aveva mai fatto ecografia, all’ultimo fa

l’ecografia e si scopre che di due gemelli uno aveva il cuore e l’altro no, e poi c’era una sola testa, era un unico

soggetto con 4 gambe e 4 piedi con una sola testa che aveva due facce, questa testa non derivava dalla fusione di due

nuche ma dalla speculare fusione di due mezzi corpi, cioè l’emifaccia destra di un feto e quella sul lato opposto erano

la faccia, la fusione era avvenuta sul piano sagittale. Questo è il più grave difetto di rotazione e di fusione a cui si può

assistere nell’embrione. Da qui in poi vi è una gradualità di divisioni possibili.

In un altro caso si osservavano dei casi di gastroschisi, cioè apertura della pancia con fuoriuscita dei visceri

addominali, questo difetto può essere molto limitato con fuoriuscita di qualche viscere o con sventramento completo,

se è limitato viene corretto subito dopo la nascita, se è esteso è di difficile richiuderlo. Ne videro un caso, dopo 15

giorni un altro, e così via, nell’arco di un anno e mezzo vennero all’osservazione sei casi. Quando una malformazione

viene all’osservazione per un numero superiore alla media attesa, scatta l’allarme, si deve vedere cosa è capitato con

un anamnesi molto accurata. Tutti erano coppie giovani alla prima gravidanza con cariotipo perfettamente normale,

tutti con lavoro che non poteva essere correlato, tutti che non avevano assunto farmaci, insistendo si vide che in

comune avevano che si erano sposati da 5 o 6 mesi, la donna era rimasta gravida 4 o 5 mesi dopo le nozze, si erano

sposati in chiesa, e tutti avevano fatto il viaggio di nozze in Kenya o in paesi tropicali, e tutti avevano assunto lo stesso

farmaco antimalarico, che venne poi tolto dal commercio.

11\12 FULCHERI

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Sara F

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Appunti di Anatomia Patologica I.
Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Esofago, Diverticoli, Lesioni vascolari, Infezioni, Patologia epatica, Vascolarizzazione, Struttura istologica dell’unita’ epatica, Endometrio, Utero, Neoplasie non epiteliali dell’ovaio, ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - durata 6 anni)
SSD:
Docente: Pesce Carlo
Università: Genova - Unige
A.A.: 1997-1998

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia Patologia I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Pesce Carlo.

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