Linfonodi
Occhio nudo: la sezione appare come un organo pieno parenchimatoso con una colorazione più chiara internamente ed una più scura esternamente; il margine appare irregolare.
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Partendo dall’esterno vediamo una struttura esterna di rivestimento che appare staccata e che sembra inviare piccoli setti verso il centro dell’organo. Il parenchima appare disomogeneo, mostrando una parte più scura esternamente ed una più chiara internamente, probabilmente dovuto alla diversa intensità cellulare. All’interno della zona scura sono presenti delle strutture tondeggianti che mostrano una struttura più chiara all’interno ed una più scura all’esterno e delle strutture allungate che si portano verso il centro dell’organo. Nella zona centrale si osservano delle strutture più scure. Si individua una parte dell’organo in cui non è presente la corticale, probabilmente un ilo.
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Si osservano meglio le strutture descritte in precedenza. Lo strato esterno, per la bassa densità cellulare e la quantità di matrice extracellulare, risulta essere tessuto connettivo denso da cui si dipartono delle trabecole che si approfondano nell’organo per una certa distanza. Il parenchima è costituito da molte cellule vicine ma non a mutuo contatto, con un nucleo ben colorabile che pare occupare tutta la cellula (linfociti). Tra la capsula ed il parenchima dell’organo è presente uno spazio ristretto, probabilmente un seno sottocapsulare. La zona corticale dell’organo mostra un certo numero di aggregati cellulari, i follicoli, di cui alcuni risultano essere primari e altri secondari (con il centro più chiaro). Al limite della corticale si individua una zona densamente popolata ma di colorazione più omogenea che va a costituire la paracorticale in cui non sono presenti i follicoli. La zona midollare presenta una densità cellulare minore, è priva di follicoli, le cellule si dispongono in cordoni ramificati separati da uno spazio, probabilmente i seni midollari. Si individuano dei vasi che si dirigono verso l’ilo. Si individuano delle strutture cave con una parete moderatamente spessa.
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Si riconosce il tessuto linfoide che compone la sezione, si osservano bene le "fessure" del tessuto, le strutture tondeggianti con la zona mantellare esterna e il centro germinativo interno. Le strutture vascolari si presentano con un endotelio più spesso nelle arterie e minore nelle vene. Si tratta di un linfonodo con una capsula, un seno sottocapsulare che si approfondana nel parenchima con trabecole (fessure più chiare), una zona corticale esterna con follicoli linfatici secondari (strutture tondeggianti – linfociti B) e una interna; una zona midollare interna con seni della midollare delimitati da tessuto linfoide.
Milza
Occhio nudo: sezione compatta colorata pressoché omogeneamente con piccole zone più chiare.
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Si osserva un parenchima compatto, abbastanza omogeneo, che non risulta suddiviso in strati ma nel quale sono contenute zone di colorazione diversa, alcune più chiare ed altre più scure; si osservano spazi otticamente vuoti da osservare a maggior ingrandimento. Sembrano presenti dei noduli.
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Si osserva una colorazione molto eterogenea ma distribuita omogeneamente; sono maggiormente osservabili strutture apparentemente connettivali, derivanti probabilmente da quella che sembra una capsula connettivale sottile, contenenti spesso spazi otticamente vuoti. Si osservano meglio zone di colorazione più scura, soprattutto nel centro. Si individuano delle corte trabecole che penetrano nell’organo. Le cellule sono molte, con scarso citoplasma (linfociti). Ci sono vasi sparsi molto chiari.
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Si osservano molti citotipi diversi, distribuiti in zone di colorazione più rossa e in altre più scure contenenti strutture simili a vasi, contenute anche nelle trabecole provenienti dalla capsula. In alcune zone il parenchima appare spugnoso, grazie ai seni venosi, qui le cellule si dispongono in cordoni. In queste zone il parenchima risulta occupare un’area minore dei sinusoidi definiti da un sottile epitelio di cellule allungate e fusiformi (cellule a doga). Si possono trovare dei macrofagi e sotto la membrana basale dei vasi si possono osservare delle fibre reticolari. In altre zone è possibile individuare delle strutture cave con una spessa parete e cellule dal nucleo tondeggiante circondate da un parenchima molto fitto di linfociti. In prossimità delle arterie sono visibili dei follicoli con un centro chiaro ed uno esterno scuro. Si tratta di una sezione di milza, organo pieno parenchimatoso linfoide con una capsula connettivale che si approfondana con corte trabecole e dove si osserva la polpa splenica costituita da polpa bianca (più scura) e dei noduli linfoidi, contenenti le arterie centrali provenienti dalle arterie trabecolari che decorrono nei setti connettivali della capsula, e da polpa rossa costituita da cordoni di cellule linfatiche e da seni venosi di raccolta del sangue (colorazione più rossastra per gli eritrociti presenti).
Parotide
Occhio nudo: sezione non compatta e costituita da strutture tondeggianti simili e vicine e da una striscia di tessuto più chiara.
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Il parenchima è omogeneo, si osservano molti spazi otticamente vuoti con un tessuto più chiaro sovrastante a cui si dipartono setti, e delle strutture tondeggianti più scure ravvicinate contenenti strutture cave irregolari. Il connettivo divide il parenchima in lobuli attraverso i setti di connettivo. Si riconosce un tessuto ghiandolare dovuto alle cellule a mutuo contatto, nel parenchima ci sono zone chiare e zone più scure. In alto, per la bassa densità cellulare si identifica uno strato di connettivo.
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Si osserva la capsula di connettivo fibroso dell'organo (quella più chiara) e si osserva un parenchima abbastanza omogeneo con spazi otticamente vuoti e strutture cave delimitate da una parete apparentemente analoga. Si conferma l’epitelio ghiandolare che risulta avere delle cellule piramidali a formare gli acini con un nucleo tondo alla base, che sarà quindi a secrezione sierosa.
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Si distinguono un parenchima di epitelio ghiandolare ad acini a secrezione sierosa, vasi sanguigni di diversa dimensione e strutture cave rivestite da epitelio cilindrico o cubico semplice, alcune delle quali possiedono delle striature alla base delle cellule. I dotti striati sono formati da cellule colonnari con un nucleo al centro. Si tratta dunque di una sezione di parotide, ghiandola salivare tubuloacinosa a secrezione sierosa pura, con dotti escretori striati.
Ghiandola salivare mista (Sottolinguale)
Occhio nudo: sezione compatta e dalla colorazione omogenea.
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Si osserva una struttura esterna molto chiara da cui si dipartono setti che si approfondano nel parenchima di questo organo apparentemente pieno; nel parenchima si osservano tantissime strutture chiare inserite in uno sfondo più scuro, e strutture apparentemente cave simili tra loro. Le cellule sembrano essere molto vicine tra loro e probabilmente formano un epitelio ghiandolare.
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Oltre al parenchima maculato, alla capsula e i setti apparentemente connettivali si osservano piccole strutture cave tondeggianti di diverso calibro, apparentemente rivestite da una parete scura; quelle più grandi sono accompagnate da un tessuto diverso. Le cellule a mutuo contatto confermano l’epitelio ghiandolare. Sono visibili delle parti più chiare e altre più colorate. Quelle chiare hanno una forma piramidale che paiono formare acini, mentre quelle più scure sono disposte in tubuli. Si individuano macchie spumose bianche, probabilmente adipociti.
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Si distingue un parenchima di epitelio ghiandolare a secrezione mista con prevalenza di acini mucosi (più chiari); immersi nel parenchima si osservano strutture cave di epitelio cubico o cilindrico semplice e nuclei in posizione centrale; quelle più grandi sono accompagnate da connettivo fibroso di natura simile a quello della capsula e dei setti; si osservano strutture vascolari. Si tratta di una sezione di sottolinguale, ghiandola salivare a secrezione mista prevalentemente mucosa, con dotti escretori di epitelio cilindrico o cubico semplice.
Ghiandola a secrezione mista (Sottomandibolare)
Occhio nudo: sezione compatta e colorata omogeneamente, con evidente spazio otticamente vuoto centrale e piccole fessure più chiare.
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Si osserva una struttura chiara di rivestimento con setti che penetrano nel parenchima dell'organo apparentemente pieno, il quale presenta una colorazione eterogenea con piccole strutture chiare ed altre apparentemente cave rivestite da due tessuti diversi; si osservano fessure apparentemente otticamente vuote.
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Si osserva il connettivo apparentemente fibroso che forma la capsula e si nota una colorazione a macchie del tessuto prevalente dove sono inserite le strutture sopradescritte. Si individuano delle componenti più scure e altre più chiare. I nuclei ben visibili delle cellule sono tondeggianti e appaiono tutti molto vicini, così che si può pensare ad un epitelio ghiandolare.
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Si distingue un parenchima di epitelio ghiandolare a secrezione mista con abbondante prevalenza di acini sierosi (più scuri) con la presenza di una componente mucosa; la parte sierosa va a formare anche le semilune sierose del Giannuzzi. All'interno del parenchima si ritrovano strutture cave rivestite di epitelio cubico o cilindrico semplice; si osserva bene il connettivo fibroso della capsula ed i suoi setti. Si tratta di una sezione di sottomandibolare, ghiandola salivare a secrezione mista prevalentemente sierosa, con dotti escretori di epitelio cilindrico o cubico semplice.
Ghiandola salivare mista
Occhio nudo: analizzando il preparato è possibile ipotizzare la natura dell’organo in sezione; sembra infatti avere un’architettura piena, non del tutto omogenea, caratterizzata dall’essere suddivisa in aree di diversa forma e dimensione.
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Confermo l’ipotesi precedente di una sezione di organo pieno parenchimatoso ad organizzazione lobulare. È infatti evidente all’esterno del preparato una capsula di probabile natura connettivale. Quest’ultima invia setti di varie dimensioni che si portano all’interno del parenchima dell’organo e lo suddividono in lobuli. Nella maggior parte di tali setti sono presenti cavità in sezione, di dimensioni differenti, che sembrano avere pareti con caratteristiche diverse. Il parenchima dell’organo si presenta ad alta cellularità: vedo infatti numerosi nuclei di cellule basofili ben colorati; le cellule hanno colorazione diversa (alcune hanno un citoplasma molto chiaro, altre più colorato). Ipotizzo per il parenchima un epitelio di tipo ghiandolare.
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Analizzo innanzi tutto i setti connettivo-fibrosi e le cavità in essi contenuti. Si tratta di venule, con endotelio caratterizzato da cellule in un singolo strato e molto appiattite, circondate da un sottile strato di muscolatura liscia, e arteriole, con endotelio caratterizzato da cellule con nuclei aggettanti verso il lume e circondate da uno strato di fibrocellule muscolari lisce disposte in modo apparentemente poco ordinato. Analizzando il parenchima confermo l’ipotesi di epitelio ghiandolare e posso aggiungere esocrino, in quanto evidenzio all’interno del parenchima medesimo strutture cavitarie di varia forma e dimensioni (ma soprattutto tonde) dotate di parete propria (cellule cubiche, con nucleo in posizione medio-alta, alcune delle quali con striatura basale e disposte a delimitare un lume abbastanza evidente). Posso parlare di dotti escretori intralobulari. [La suddivisione del parenchima in lobuli consente di affermare che si tratta della sezione di una ghiandola esocrina composta]. Le cellule del parenchima appaiono disposte a delimitare strutture più tondeggianti, acini, e altre più allungate, ovvero tubuli, tagliati secondo vari piani di sezione. Posso parlare quindi di epitelio ghiandolare esocrino tubulo-acinoso. La colorazione non omogenea delle cellule mi fa pensare ad una secrezione mista, ma analizzo le cellule ad un ingrandimento successivo.
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Noto che le cellule delle formazioni tubulari hanno cellule con citoplasma chiaro e nucleo in posizione basale, tendenzialmente appiattito. Evidenzio però anche adenomeri acinosi e strutture all’estremità dei tubuli [semilune di Giannuzzi] con cellule caratterizzate da nucleo tondo e citoplasma più scuro. Posso confermare la secrezione di tipo siero (cellule scure)-mucosa (cellule chiare). Si tratta quindi di un preparato di organo pieno parenchimatoso di tipo ghiandolare esocrino, ad organizzazione tubulo-acinosa e secrezione mista. Posso fare diagnosi di ghiandola salivare mista. Poiché mi sembra prevalente la componente a secrezione mucosa, potrebbe trattarsi di ghiandola sottolinguale.
Fegato
Occhio nudo: la sezione appare come un pezzo colorato omogeneamente con piccoli spazi otticamente vuoti al suo interno.
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Si osserva un parenchima colorato omogeneamente in cui si ritrovano sparse strutture cavitarie di diverse dimensioni accolte in spazi otticamente vuoti. Le cellule sembrano disporsi, in alcuni punti, come a raggi di ruota di carro attorno a certe strutture cavitarie. Sembra presente una sottile striscia di connettivo.
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Si osserva il parenchima ad elevata cellularità costituito dallo stesso tipo di tessuto, e si riescono a distinguere diversi tipi di strutture cavitarie, alcuni vasi ed altre strutture dalla parete differente, alcuni isolati ed altri raggruppati; il parenchima non è suddiviso da setti connettivali ma le cellule sembrano assumere una disposizione particolare rispetto alle strutture cavitarie e si possono riconoscere quindi lobuli. Le cellule si dispongono in lamine che partono da una struttura cavitaria verso la periferia dove è possibile vedere delle strutture cave raggruppate.
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Si osserva meglio la disposizione a lamine delle cellule attorno a vasi sanguigni e si possono individuare lobuli poligonali con ai vertici triadi di strutture cavitarie, di cui due vasi di diverso calibro e una struttura costituita da epitelio cubico semplice, un dotto; le cellule hanno una forma poligonale con nucleo centrale tondeggiante; all'interno del parenchima si individuano anche strutture cavitarie più grandi dello stesso tipo. Tra una lamina e l’altra si vede uno spazio otticamente vuoto interrotto, circondato da un sottile epitelio di cui si possono intravedere i nuclei schiacciati, sono i sinusoidi che si portano alla vena centrolobulare. Si tratta di una sezione di fegato, con lobuli epatici aventi al centro una vena centrolobulare.
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