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parte pelvica dell'ortosimpatico

il tratto sacro-coccigeo del tronco del simpatico presenta in genere 4 gangli sacrali, posti al davanti dell'osso sacro e un

ganglio coccigeo. I rami efferenti di tali gangli entrano nella costituzione del plesso pelvico. Il plesso pelvico, pari e

simmetrico é assai cospicuo e continua verso il basso col plesso ipogastrico. Dal plesso pelvico si dipartono i seguenti

plessi nervosi secondari, che fondamentalmente si accompagnano ai rami collaterali dell'arteria ipogastrica:

1. il plesso emorroidale medio che segue l arteria emorroidale media e si distribuisce all'intestino retto

2. plesso vescicale: per la vescica urinaria e per la parte terminale dell'uretere e quella iniziale dell'uretra

3. plesso vescicolo-deferenziale per la vescichetta seminale e il condotto deferente; il plesso uretro-vaginale per l

utero e la vagina

4. plesso prostatico

5. plesso cavernoso del pene e del clitoride nella donna. Tali plessi regolano l afflusso sanguigno ai corpi cavernosi

e hanno pertanto grande importanza nel meccanismo dell'erezione

PARASIMPATICO

il parasimpatico ha i suoi nuclei visceroeffettori nel tronco cerebrale e nella parte sacrale del midollo spinale. Sulla base di

differenti localizzazioni dei suoi nuclei si distinguono il parasimpatico encefalico e quello sacrale

parasimpatico encefalico

sono nuclei pertinenti ai seguenti nervi: oculomotore, faciale, glossofaringeo, vago e accessorio

parasimpatico dell'oculomotore

deputato all'innervazione motrice dei muscoli ciliare e sfintere della pupilla dell'occhio. Esso ha come suo nucleo

visceroeffettore il nucleo visceroeffettore del n. oculomotore (nucleo di Edinger e Westphal) situato nella callotta del

mesencefalo e ha come suo ganglio il ganglio ciliare che é posto nella cavità orbitale

ganglio ciliare: ha le dimensioni di una piccola lenticchia e si trova nella cavità orbitale in rapporto col contorno laterale

del nervo ottico. E' collegato al nervo oftalmico del trigemino per cui si considera come annesso al trigemino stesso

il ganglio ciliare riceve i seguenti rami afferenti:

1. radice breve del ganglio ciliare, proveniente dal ramo inferiore del nervo oculomotore. Reca al ganglio ciliare

le fibre pregangliari che sono nate nel nucleo di Edinger e Westphal del mesencefalo e che sono deputate

all'innervazione motrice del muscolo ciliare e del muscolo sfintere della pupilla

2. radice lunga del ganglio ciliare, proviene dal nervo naso-ciliare (ramo dell'oftalmico) ed é costituita da fibre

sensitive originate dal ganglio semilunare del Gasser e che provvedono alla sensibilità dell'occhio

3. La radice simpatica del ganglio ciliare viene dal plesso carotico interno dell'ortosimpatico ed é formata

pertanto da fibre post-gangliari originate dal ganglio cervicale superiore del tronco del simpatico. Tali fibre

hanno prevalentemente funzioni vasomotrice; alcune pero' probabilmente provvedono all'innervazione motrice

del muscolo dilatatore della pupilla anche se le fibre a cio' deputate sono accolte fondamentalmente nei nervi

ciliari lunghi del n. naso-ciliare

via del parasimpatico del nervo oculomotore

dal nucleo visceroeffettore del n. oculomotore, della calotta del mesencefalo nascono le fibre pregangliari, che entrano

nel nervo oculomotore e poi nel ramo inferiore di questo nervo. Esse passano infine a costituire la radice breve del

ganglio ciliare che mette capo al ganglio ciliare. Dal ganglio ciliare originano le fibre post-gangliari le quali fuoriescono

formando i nervi ciliari brevi che entrano nell'occhio dove innervano il m. ciliare e il m. sfintere della pupilla

parasimpatico del nervo faciale

appartiene in parte al faciale propriamente detto e in parte al nervo intermedio di Wrisberg.

1. il parasimpatico del faciale propriamente detto, é deputato all'innervazione eccito-secretrice della ghiandola

lacrimale e delle ghiandole palatine e nasali; ha come suo nucleo visceroeffettore il nucleo lacrimatorio sulla

callotta del ponte; ha come suo ganglio il ganglio sfeno-palatino del Meckel situato nela fossa pterigo-

mascellare.

2. Il parasimpatico del Wrisberg provvede all'innervazione eccito-secretrice delle ghiandole sotto-mandibolare e

sottolinguale e delle ghiandole della lingua. Il suo nucleo visceroeffettore é il nucleo salivatorio superiore della

callotta del ponte; i suoi gangli sono il ganglio sotto-mandibolare e il ganglio sottolinguale situate medialmente

al corpo della mandibola in vicinanza delle due ghiandole omonime

ganglio sfenopalatino (di Meckel): grosso più o meno come il ganglio ciliare, é accolto nella fossa pterigo-palatina, di

contro al foro sfenopalatino. E' in rapporto col nervo mascellare del trigemino, e viene appunto considerato come parte

di questo.

I rami afferenti del ganglio sfenopalatino sono:

nervo del canale pterigoideo (unione de nervo grande petroso superficiale e nervo petroso profondo)

Il nervo grande petroso superficiale, é costituito dalle fibre pregangliari originate nella callotta del ponte dal

• nucleo lacrimatorio del n. faciale. Tali fibre pregangliari sono destinate a terminare nel ganglio sfenopalatino da

cui derivano le fibre post-gangliari per l innervazione eccito-secretrice delle ghiandole della fossa nasale e del

palato.

Il nervo petroso profondo é costituito da fibre post-gangliari dell'ortosimpatico originate dal ganglio cervicale

• superiore del tronco del simpatico. Hanno funzione vasomotrice e attraversano semplicemente il ganglio

sfenopalatino

I nervi sfenopalatini, rami del mascellare lo collegano al ganglio sfenopalatino; sono formati da fibre sensitive originate

dal ganglio semilunare del Gasser che percorrono il ganglio sfenopalatino e iu proseguono nei rami efferenti di questo

ganglio. Consegnano inoltre fibre post-gangliari eccito-secretrici per la g. lacrimale che, nate dal ganglio sfenopalatino si

portano al nervo mascellare per entrare nel n. zigomatico.

I rami efferenti del ganglio sfenopalatino sono i nervi nasali postero-superiori e i nervi palatini

I nasali postero-superiori si portano nella fossa nasale passando per il foro sfenopalatino. Si distinguono in

• laterali e mediali a seconda della parete della fossa nasale a cui si distribuiscono

i nervi palatini invece sono tre, anteriore medio e posteriore; l anteriore, il più' voluminoso, si porta

• inferiormente e percorre il canale palatino maggiore. Uscito da questo in corrispondenza dell'estremità

posterolaterale del palato duro, si dirige in avanti al di sotto della tonaca mucosa del palato duro medesimo, che

innerva; medio e posteriore entrano nei canali palatini accessori e si distribuiscono al palato molle

ganglio sottomandibolare (del Meckel)

ganglio delle dimensioni di una lenticchia situato entro la loggia sotto-mandibolare, al di sotto della ghiandola omonima.

Prende rapporto col n. linguale, ramo del n. mandibolare del trigemino, per cui il ganglio stesso viene considerato

annesso al nervo mandibolare.

Il ganglio sottomandibolare del Meckel riceve quattro o cinque filamenti del nervo linguale tramite i quali vi giungono

le fibre pregangliari originate dal nucleo salivatorio superiore situato nella callotta del ponte. Tali fibre infatti, fuoriuscite

dal nevrasse con il nervo del Wrisberg, passano prima nella corda del timpano e poi nel n. linguale; Le fibre postgangliari,

originate dal ganglio sottomandibolare, formano i rami sottomandibolari che si portano alla gh. sottomandibolare con

funzione eccito-secretrice; altre invece provvedono all'innervazione eccito-secretrice delle ghiandole della lingua

Ganglio sottolinguale: posto nella loggia sottolinguale di lato alla ghiandola sottolinguale; si considera come annesso al

n. mandibolare del trigemino essendo infatti in connessione col n. linguale del nervo mandibolare stesso. Analogamente

al ganglio sottomandibolare, il sottolinguale riceve le fibre pregangliari del nucleo salivatorio superiore della callotta del

ponte tramite il nervo linguale, che a sua volta le ha avute dalla corda del timpano del n. intermedio del Wrisberg. Cede

le sue fibre post-gangliari eccito-secretrice alla ghiandola sottolinguale e alle ghiandole linguali. La presenza del ganglio

sottolinguale é incostante, se é assente all'innervazione eccito-secretrice della sottolinguale provvede il ganglio sotto-

mandibolare del Meckel

via del parasimpatico del n. faciale propriamente detto.

Dal nucleo lacrimatorio, della calotta de ponte si originano le fibre pregangliari, che entrano nel n. faciale propriamente

detto per passare poi al n. grande petroso superficiale il quale, unendosi al nervo petroso profondo dell'ortosimpatico,

diviene il nervo del canale pterigoideo (o nervo vidiano). Quest'ultimo mette capo al ganglio sfenopalatino del Meckel

vie del parasimpatico del nervo intermedio del Wrisberg. Dal nucleo salivatorio superiore della callotta del ponte

nascono le fibre pregangliari che entrano nel nervo intermedio del Wrisberg e passano quindi alla corda del timpano che

le reca al nervo linguale; dal nervo linguale esse vanno al ganglio sotto-mandibolare del Meckel e al ganglio

sottolinguale, posti in vicinanza del nervo linguale stesso.

Parasimpatico del n. glossofaringeo

provvede all'innervazione eccito-secretrice della ghiandola parotide e delle ghiandole geniene e labiali. Ha come suo

nucleo visceroeffettore il nucleo salivatorio inferiore, posto nel midollo allungato e come ganglio il ganglio ottico

(dell'Arnold) che si trova nella fossa infra-temporale

ganglio ottico dell'Arnold: più' voluminoso del ganglio sfenopalatino o e del ciliare. Situato nella fossa infratemporale,

si trova presso il contorno mediale del nervo mandibolare del trigemino. Viene pertanto considerato come annesso al n.

mandibolare. Riceve come suo ramo afferente il piccolo petroso superficiale. Questo ultimo nervo é ramo del n. timpanico

del Jakobson del nervo glossofaringeo e reca al ganglio ottico medesimo le fibre pregangliari nate dal nucleo salivatorio

inferiore del midollo allungato. Le fibre post-gangliari che si originano dal ganglio ottico si portano in parte al n.

auricolo-temporale (ramo del nervo mandibolare del trigemino), seguendo il quale raggiungono la parotide a cui si

distribuiscono. Altre delle fibre post-gangliari risalgono nel nervo mandibolare del trigemino, passano poi nel nervo

temporo-buccinatore e nel nervo buccinatore tramite il quale arrivano alle ghiandole geniene e labiali

vie del parasimpatico del nervo glossofaringeo

dal nucleo salivatorio inferiore del midollo originano le fibre pregangliari che entrano nel nervo glossofaringeo e vanno a

finire dopo una curva nel nervo timpanico del Jakobson e poi nel piccolo petroso superficiale; tramite queste ultime esse

giungono al ganglio ottico dell'Arnold

dal ganglio ottico nascono le fibre post-gangliari, che si distribuiscono al n. auricolo-temporale seguendo il quale

arrivano alla ghiandola parotide, dove provvedono all'innervazione eccito-secretrice. Altre fibre post-gangliari originate

dal ganglio ottico passano nel nervo mandibolare del trigemino e poi nel nervo temporo-buccinatore, che ne é ramo.

Seguono quindi il nervo buccinatore e raggiungono cosi' la tonaca mucosa della guancia e delle labbra, dove presiedono

all'innervazione eccito-secretrice delle ghiandole

parasimpatico del nervo vago

rappresenta il settore più' esteso del parasimpatico encefalico; provvede infatti all'innervazione motrice della muscolatura

involontaria del cuore, della trachea e dei polmoni, dell'esofago, dello stomaco, intestino e vie biliari, delle vie urinarie e

della milza; presiede inoltre all'innervazione eccito-secretrice del fegato, del pancreas, del rene e delle numerosissime

ghiandole distribuite lungo il tubo digerente e lungo trachea e albero bronchiale. Il parasimpatico del n. vago ha come

suo nucleo visceroeffettore il nucleo motore dorsale del nervo vago, posto nel midollo allungato, in vicinanza del

pavimento del IV ventricolo. Ha i suoi gangli distribuiti in vicinanza dei diversi organi che ne vengono innervati.

Via del parasimpatico del nervo vago

dal nucleo motore dorsale del nervo vago, le fibre pregangliari passano nel vago e poi seguono i numerosi rami che il

vago emette per i diversi visceri, ovvero: i rami cardiaci superiori, medi (dal nervo laringeo inferiore) e inferiori, i rami

tracheali e bronchiali, i rami esofagei e gastrici, inoltre rami celiaci, lienali e renali (fondamentalmente dal vago di destra)

ed i rami epatici (principalmente dal vago di sinistra). Tali fibre pregangliari terminano nei vari gangli parasimpatici che si

trovano in prossimità o anche all'interno, dei diversi organi cui detti rami del nervo vago mettono capo. Da detti gangli

parasimpatici originano le fibre postgangliari che si addentrano e si distribuiscono negli organi i cui gangli stessi sono

annessi, svolgendo o un azione motrice per la muscolatura involontaria, o una funzione eccito-secretrice per le ghiandole


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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto di Anatomia IIISistema simpatico presi dal Cattaneo. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: differenze tra ortosimpatico e parasimpatico, parte cervicale dell'ortosimpatico, Il plesso carotico interno, parte toracica dell ortosimpatico, ecc.


DETTAGLI
Esame: Anatomia III
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Biotecnologie mediche e farmaceutiche
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia III e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Zecchi Sandra.

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