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Anatomia dell'apparato digerente, Appunti

Appunti di anatomia umana; lezioni frontali.

Ottimo per: preparare l'esame; ripassare per le materie precliniche.

Utile per: ripassare per l'esame di abilitazione ed il concorso per le scuole di specializzazione. Appunti basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Morini.

Esame di Anatomia umana docente Prof. S. Morini

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LINGUA.

È un organo mobile. Ha una struttura interna prevalentemente muscolare. Possiamo individuare un dorso e una faccia inferiore che

costituiscono il corpo. Abbiamo poi una radice che costituisce la parte posteriore che non vediamo. Abbiamo un punto di riferimento

dove finisce il corpo e inizia la radice che sono gli archi faringoglossi. La radice è occupata dalla tonsilla linguale. Il corpo invece è

formato da tanti piccoli rilievi che sono le papille gustative. Danno alla lingua un aspetto liscio ma allo stesso tempo un po' ruvido.

Internamente ci sono molti muscoli. Distinguiamo muscoli intrinseci ed estrinseci. I muscoli estrinseci sono per esempio il muscolo

genioglosso che ha la forma a ventaglio; il muscolo ioglosso, stiloglosso. Sono tutti muscoli che determinano i movimenti globali. I

movimenti della lingua servono per due cose:

• prendere il cibo

• facilitare la masticazione: le arcate dentali si chiudono e comprimono il cibo. Per fare questo, però il cibo deve essere

mantenuto sotto i denti. La lingua contribuisce a questo.

La lingua è un'espansione della mucosa della bocca. Ci sono tonache sovrapposte: mucosa, sottomucosa e tonaca muscolare. La

lingua è come un'espansione della tonaca muscolare formata da muscolatura volontaria. La tonaca muscosa si organizza a formare

delle papille, rilievi formati dalla lamina propria della tonaca mucosa. A seconda della forma di questi rilievi parliamo di papille

filiformi, vallate, fungiformi e così via. Le papille vallate sono al confine tra radice e corpo. Sono in numero variabile e sono

importanti perché sono formate da una papilla centrale fungiforme e poi una sorta di solco che le circonda intorno al quale c'è un

altro rilievo di forma circolare. Contengono in abbondanza calici gustativi. Questi sono sparsi un po' dappertutto sulla lingua. I calici

gustativi hanno un piccolo foro che guarda all'esterno e dentro questa stratificazione di cellule arriva un nervo. Quindi abbiamo una

comunicazione diretta con l'esterno in modo che le sostanze che vengono introdotte passano direttamente a contatto con il nervo. I

nervi provocano una sensazione che può essere il dolce, l'amaro, il salato e così via. La differenziazione dei sapori avviane con

l'aggiunta dell'olfatto. Se molto è dato dall'olfatto è chiaro che un cibo caldo è più saporito che un cibo freddo. Ecco perché i cibi

freddi sono speziati. Nel fondo di queste papille sono situate delle ghiandole particolari, chiamate ghiandole di Ebner, il cui secreto

viene rilasciato proprio nel vallo e la sua funzione è di evitare il ristagno delle sostanze.

GHIANDOLE SALIVARI MAGGIORI.

Dal punto di vista strutturale sono identiche a quelle minori, sono solo più grandi. Sono tre:

• Parotide: è situata dietro il ramo della mandibola. Si sviluppa dietro e sotto il padiglione auricolare. Il dotto passa tra i

muscoli perché il loro movimento lo spreme. È contenuta nella loggia parotidea. Ha la forma di una piramide. L'apice

arriva fino a toccare l'apice della faringe. Davanti abbiamo la mandibola e il muscolo massetere, in alto la base del cranio,

medialmente i muscoli pterigoidei, posteriormente lo sternocleidomastoideo, inferiormente il fascio vascolo-nervoso del

collo. Viene attraversata da carotide esterna, vena giugulare esterna e nervo facciale. La parotide contenuta in questa loggia

arriva in profondità fino alla parete ella faringe. Quando alla parotide si infiamma, si estende sono all'esterno e vengono

così gli orecchioni.

• Sottomandibolare: sta appoggiata al corpo della mandibola. Si sviluppa la di sotto del muscolo miloioideo e c'è un processo

che lo abbraccia. Ha una forma a ferro di cavallo che circonda il muscolo miloioideo.

• Sottolinguale: sta nel pavimento del solco. Ci sono tanti piccoli dotti che sboccano nel solco sottolinguale.

FARINGE.

Si trova posteriormente alla bocca dalla base del collo fino alla VI vertebra cervicale. Possiamo riconoscere una parte anteriore,

rinofaringe, una parte intermedia, orofaringe, e una parte inferiore, laringo-faringe. È un cilindro appiattito in cui la parete anteriore è

ampiamente incompleta. Qui abbiamo a partire dall'alto il velo del palato, l'istmo delle fauci, il corpo della laringe e i due recessi

piriformi che si trovano ai lati delle aritenoidi. Al di sotto comincia l'esofago. È presente una tonsilla alla base del cranio che è la

tonsilla faringea. È quella che quando si ipertrofizza, soprattutto nei bambini, va a ostruire e coane. Ai lati delle coane c'è un piccolo

rilievo che è dovuto allo sbocco della tuba uditiva interna, che mette in comunicazione la faringe con l'orecchi interno. Permette di

equilibrare la pressione che c'è ai due lati del timpano. Questa apertura della tuba uditiva interna, che è un canale delimitato da

cartilagini, proprio all'apertura presenta l'inserzione dei muscoli del palato. Basta muovere la bocca per aprire questo condotto. La

struttura della faringe è con una tonaca mucosa, simile a quella della bocca cioè epitelio pavimentoso stratificato. Questo perché ci si

deve proteggere dal cibo. La sottomucosa comprende ghiandole a secrezione mucosa. C'è infine una muscolatura striata. Nella

faringe ci sono muscoli costrittori ed elevatori. I muscoli costrittori sono circolari, gli altri longitudinali. I muscoli costrittori

terminano posteriormente sul rafe faringeo che si fissa in alto al tubercolo faringeo. I muscoli convergono con un decorso obliquo

verso l'alto. Possiamo distinguere tre muscoli costrittori:

• superiore: origina dalla lamina mediale del processo pterigoideo e si inserisce nel rafe pterigomandibolare e mandibola. Le

fibre convergono verso l'alto.

• medio: è il più piccolo e origina dal corno posteriore dell'osso ioide e si porta in alto.

• Inferiore: origina sotto l'osso ioide dalla membrana tiroioidea.

Abbiamo poi i muscoli elevatori.

Tutti questi muscoli servono per deglutire. La deglutizione viene iniziata dalla lingua che spinge il bolo all'indietro. Per riflesso il

movimento comporta la contrazione dei muscoli della faringe. L'epiglottide si chiude e il cibo può andare nell'esofago. La

contrazione dei muscoli costrittori spreme il cibo nell'esofago.

Abbiamo parlato della faringe. Concludiamo il discorso. I rapporti esterni. Posteriormente alla faringe si trova la colonna vertebrale

da cui è separata tramite un piano di tessuto connettivo lasso, che è importante perché la faringe è un organo mobile, quindi non può

aderire strettamente alle vertebre. Lateralmente abbiamo il fascio vascolo-nervoso del collo. Al di sotto abbiamo la ghiandola tiroide.

La parotide pone il suo apice in prossimità della parete laterale della faringe. È innervata da rami del nervo vago. Per quanto riguarda

l'irrorazione, è irrorata da rami della carotide esterna. Le vie linfatiche della faringe vanno ad organizzarsi intorno a stazioni di

linfonodi che si trovano intorno ai grossi vasi. I linfonodi sono in alto molto vicini alla base del cranio, procedendo verso l basso si

trovano sulla carotide e sulla giugulare. Anche i linfatici della lingua vanno nella catena laterocervicale dei linfonodi. Quando

abbiamo tumori alla lingua e alla faringe, che sono tumori legati al fumo, metastatizzano per via linfatica in modo drammatico. Si va

a colpire zone molto profonde. In questi casi quando si può operare la chirurgia è demolitiva. Se c'è un tumore bisogna svuotare tutte

le zone i cui passano vasi linfatici.

ESOFAGO.

È un organo situato nel mediastino, ma in realtà si estende dal collo fino all'addome. Si trova appoggiato alla colonna vertebrale. Nel

tratto inferiore del torace si sposta davanti perché l'aorta gli passa davanti. Sbuca nell'addome continuando poi nello

stomaco. Presenta 4 porzioni:

• tratto cervicale: è la continuazione della faringe. Sta tra la colonna vertebrale e la trachea. Lateralmente si dispone il fascio

vascolo-nervoso del collo; il rapporto diretto è con la carotide comune. Abbiamo rapporti con la tiroide, che si trova

intorno alla trachea: il margine posteriore dei lobi della trachea sono in rapporto con l'esofago; così come le paratiroidi. La

trachea è completata dai fasci muscolari dell'esofago. Ha rapporto con il bronco sinistro. Incrocia l'arco dell'aorta. A destra

troviamo la vena azigos.

• tratto toracico o mediastinico: è in rapporto con i linfonodi, le vene polmonari, l'atrio sinistro anteriormente. Il rapporto

diretto ci permette di fare diagnosi. Possiamo attraverso l'esofago introdurre delle sonde ecocardiografiche o elettrodi che

stimolano il cuore per studi elettrofisiologici. Il rapporto con l'aorta cambia: si porta indietro spostando davanti l'esofago.

Dietro l'esofago c'è anche il dotto toracico, che è il principale condotto delle vie linfatiche.

• tratto diaframmatico

• tratto addominale.

In tutto il decorso l'esofago ha rapporti diversi. In tutto l'esofago è lungo 30-35cm.

La forma dell'esofago apparentemente è cilindrica. In realtà presenta dei restringimenti, è formato da una serie di fusi. Questi sono

situati all'origine dell'esofago ed è dovuto alla sporgenza all'indietro della cartilagine cricoide. Un secondo punto di restringimento è

dove l'esofago restringe l'aorta. Un altro punto è quello di origine del bronco. Un altro punto è in corrispondenza del diaframma. In

totale è formato da due strutture a forma di fuso con tre restringimenti. Queste parti sono importanti perché sono cose che possiamo

vedere con una tac o con una risonanza magnetica. L'esofago è in rapporto anche con i polmoni. Intorno all'esofago abbiamo un ricco

plesso nervoso. Formato dai due nervi vaghi.

L'esofago si forma per continuità dei muscoli della faringe. Si forma la muscolatura circolare dell'esofago. C'è un'area posteriore a

forma di V che è coperta solo da uno strato di muscolatura. I muscoli longitudinali nasce ai lati della faringe. Nell'espandersi indietro

lasciano libera questa area triangolare. Nella parte anteriore abbiamo i collegamenti con la trachea. Al livello del diaframma abbiamo

una particolare organizzazione dei pilastri che vanno a formare i due iati. L'esofago non ha alcun mezzo di collegamento con il

diaframma, c'è solo tessuto adiposo. Quindi in teoria potrebbe scorrere in alto e in basso. L'irrorazione dell'esofago proviene dalle

arterie rami dell'aorta o come rami esofagei o come rami mediastinici dell'aorta. Queste modalità di irrorazioni sono molto

importanti. In particolare è importante conoscere l'irrorazione venosa. È uno dei punti id collegamento tra la circolazione portale e

quella sistemica l di fuori di quella del fegato.

STRUTTURA DELL'ESOFAGO.

È u organo cavo. Per definizione la sua struttura è a tonache sovrapposte:

• tonaca mucosa: è la tonaca interna ed è formata da:

1. strato epiteliale: aggetta nel lume

2. lamina propria: connettivo

3. muscolaris mucosae: strato formato da muscoli lisci. È uno strato di tessuto che appartiene alla mucosa. Non è una tonaca a

sé stante.

• tonaca sotto-mucosa: è una tonaca che rappresenta il punto in cui nervi, vene, arterie e vasi linfatici si distribuiscono. È

formata da tessuto connettivo più o meno lasso.

• tonaca muscolare: è formata da due strati: uno circolare interno e longitudinale esterno. C'è anche uno strato di connettivo

che li suddivide. Nel primo tratto dell'esofago questi muscoli sono striati, ma progressivamente si trasformano in

muscolatura liscia. Ecco perché il movimento peristaltico inizia come movimento volontario e poi prosegue come

movimento involontario.

• tonaca avventizia o sierosa:

Il lume dell'esofago è stellato. Questo predispone e facilita la distensione dell'esofago e quindi non viene stirato, ma semplicemente

disteso. L'epitelio è pavimentoso stratificato non cheratinizzato, questo ci indica la sua funzione: deve resistere alla abrasione del

cibo che è grossolanamente sminuzzato. Per questo si formano strati piuttosto spessi. L'esofago non interviene nella digestione degli

alimenti. Le esofagiti molto spesso sono dovute all'allentamento delle giunzioni serrate che ci sono tra le cellule epiteliali, quindi

l'acido pian piano si fa strade e forma un'infiammazione o più grave un'ulcerazione. Soprattutto nella parte inferiore abbiamo

un'abbondanza di ghiandole a secrezione mucosa. Queste si espandono non solo nella mucosa, ma anche nella sotto-mucosa. Tutta la

parte terminale dell'esofago è ricoperto da uno strato mucoso che protegge i tessuti dal reflusso degli acidi gastrici. Una particolarità

è il punto di passaggio tra l'epitelio esofageo e quello dello stomaco. Questo si chiama linea Z e si può vedere anche

macroscopicamente. Per via endoscopica è chiarissimo.

STOMACO.

Siamo nella cavità addominale, all'interno della cavità peritoneale, ovvero quella parte della cavità addominale delimitata dal

peritoneo. All'interno della cavità peritoneale lo stomaco occupa una posizione ben precisa. Si trova nello spazio sopremesocolico, al

di sopra del colon trasverso. All'interno dello spazio sovramesocolico ci sono anche il fegato e la milza. Ci sono tre grandi logge:

gastrica epatica e splenica. La retro-cavità degli epiploon è lo spazio che c'è tra queste tre logge. Occupa due zone:

• parete del torace che corrisponde all'ipocondrio sinistro.

• epigastrio.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gabriel_strife di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Campus biomedico - Unicampus o del prof Morini Sergio.

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