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Anatomia del sistema endocrino

Appunti di anatomia umana; lezioni frontali.

Ottimo per: preparare l'esame; ripassare per le materie precliniche.

Utile per: ripassare per l'esame di abilitazione ed il concorso per le scuole di specializzazione. Appunti basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Morini.

Esame di Anatomia umana docente Prof. S. Morini

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ANATOMIA DEL SISTEMA ENDOCRINO

Il sistema endocrino si sposa con il sistema nervoso perché ha correlazioni funzionali con esso. In fisiologia abbiamo imparato che il

sistema nervoso ed endocrino servono a mandare segnali a distanza con delle differenze: il sistema nervoso elabora dei segnali e li

manda rapidamente, mentre il sistema endocrino elabora lentamente dei segnali che però hanno effetto per più tempo.

Un impulso nervoso viaggia in pochi istanti, mentre il sistema endocrino funziona sulla base di cellule che in seguito ad un segnale

stimolano una molecola, che entra nel sangue e arriva all'organo bersaglio a cui si legano. Può regolare la omeostasi. Gli ormoni gli

abbiamo già trovati nell'apparato digerente. Da un punto di vista funzionale si sposano bene. Il sistema endocrino è organizzato in

modo che all'inizio di tutto la regolazione delle ghiandole è dovuta al sistema nervoso, a quelle parti del SNC che si trovano

nell'ipotalamo, che a sua volta controlla l'ipofisi. Questa regola le funzioni delle altre ghiandole endocrine. Regola le funzioni della

tiroide, del surrene, delle ghiandole annesse all'apparato genitale. In più ha anche delle funzioni omeostatiche più ampie: regola

l'accrescimento corporeo, regola tante altre funzioni. Ci sono anche degli ormoni che hanno una funzione più generale. Comunque

l'ipofisi è regolata dall'ipotalamo. Possiamo parlare di un apparato neuroendocrino.

Il timo è difficile considerarlo come una ghiandola endocrina; produce dei fattori di crescita dei linfociti, ma sono fattori che

agiscono a corto raggio.

IPOFISI.

L'ipofisi si trova nella sella turcica che è quella cavità scavata nella faccia superiore del corpo dello sfenoide. L'ipofisi confina

tramite un sottile diaframma osseo con il seno sfenoidale, che è uno dei seni paranasali. Questo ci dà la possibilità di accedere

all'ipofisi direttamente dal seno sfenoidale. Sulla faccia inferiore dell'encefalo è in contatto con il chiasma ottico. Il chiasma è una

parte delle vie ottiche, ma questo rapporto così stretto è importante perché i tumori dell'ipofisi fanno ingrandire l'ipofisi e vanno a

comprimere il chiasma e i centri ottici; questo comporta la perdita della vista.

Embriogenesi.

È una ghiandola endocrina nasce da un epitelio, il quale, però, formando la ghiandola, perde il contatto con l'epitelio d'origine.

Quando poi nell'embrione, intorno alla IV settimana, quando c'è l'accrescimento della parte cefalica dell'intestino. L'ectoderma va

sopra l'intestino (tutto il canale digerente). Nella parte superiore dell'intestino originario si forma una tasca di Ratke. Questa viene

rivestita internamente da epitelio. In seguito il neuro ectoderma, quello che forma l'abbozzo dell'encefalo, forma un diverticolo che è

l'abbozzo della neuroipofisi. La tasca e l'abbozzo sono molto vicine e si toccano. Poi la tasca si chiude e l'epitelio che la rivestiva va a

perdere il contatto con l'epitelio originario. Si è formato un abbozzo di ghiandola che si va ad addossare con l'abbozzo di

neuroipofisi. La parte anteriore, quella di origine ectodermica, si ingrandisce e circonda l'abbozzo del neuro ectoderma e alla fine

abbiamo una ghiandola formata da due parti, una anteriore di origine faringea e un posteriore di origine nervosa. In mezzo ci sono dei

residui di mesoderma. Parliamo quindi di adenoipofisi (anteriore) e una neuroipofisi (posteriore) e una parte intermedia, poco

rappresentata nell'uomo.

La neuroipofisi è una continuazione dell'ipotalamo.

Ci sono dei nuclei dell'ipotalamo. Il sistema nervoso è raggruppato un gruppo di neuroni che chiamiamo nucleo. Troviamo il nucleo

sopraortico e quello sopra ventricolare. Questi contengono neuroni i cui assoni si infilano o percorrono tutto il peduncolo e terminano

nella neuroipofisi. L'ipofisi anteriore, invece, non ha un collegamento diretto con l'ipotalamo, perché origina dalla faringe. Questo

collegamento si forma per via ematica. C'è una particolare organizzazione vascolare, per cui l'ipofisi viene irrorata da arterie

ipofisarie inferiori, che vengono dal basso, e arterie ipofisarie superiori che vengono dalle arterie che irrorano l'ipotalamo. A parte

questi due collegamenti vediamo che ci sono le arterie che irrorano l'ipotalamo, cioè formano un letto attorno ai nuclei dell'ipotalamo

attorno ai quali abbiamo neuroni che rilasciano un loro secreto in un plesso vascolare che si organizza in corrispondenza della parte

tuberale. Qui incontriamo delle vene. Queste si portano verso il basso e vanno a confluire formando un secondo letto capillare che è a

contatto con le cellule dell'ipofisi anteriore. Si è formato, così un sistema portale. Poi vengono fuori le vene ipofisarie. Il letto

vascolare capillare dell'ipofisi anteriore è sostenuto da vene che provengono dall'ipotalamo e che contengono dei meccanismi di

segnale. Questo si chiama asse ipotalamo-ipofisario che è nervoso e ormonale. Il controllo dell'ipofisi è dato dall'IPOTALAMO.

STRUTTURA.

Le due parti hanno una struttura differente.

La parte intermedia nell'uomo contiene qualche residuo di tessuto connettivo embrionari che si organizza in vescicole, la cui

funzione non è ancora nota. Nell'uomo c'è il fattore di crescita dei melanociti della cute.

Adenoipofisi.

L'organizzazione è cordonale. Un cordone è un capillare che è circondato da cellule che hanno una parte della loro superficie che

guarda verso il capillare. Massimo due strati.

Neuroipofisi.

A prima vista vediamo cellule sparse.

TIPI CELLULARI.

L'ipofisi ha fatto impazzire gli istologi. Il problema è individuare i citotipi dei preparati istologici. Ad un tipo diverso di cellula

corrisponde un diverso ormone prodotto. Ci sono delle cellule che si coloravano con coloranti acidi, cellule che si coloravano con

coloranti basici e cellule che non si coloravano. Per basofilia e acidofila si intende l'affinità del citoplasma delle cellule. Dopo questa

prima suddivisione si è visto che tra quelle acidofile si potevano individuare dei sottotipi e lo stesso con le cellule basofile.

Oggi tutto questo è superato perché si usano anticorpi che individuano l'ormone che viene secreto da ogni cellula. I sottogruppi che ci

sono tra le cellule acidofile e basofile non ha più molta importanza. Le cellule acidofile hanno dei granuli che contengono proteine, le


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gabriel_strife di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Campus biomedico - Unicampus o del prof Morini Sergio.

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