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SISTEMA NERVOSO CENTRALE

Presiede al controllo di tutte le funzioni dell’organismo. Il SNC è costituito dal midollo spinale e dall’encefalo. Questi sono

contenuti in un astuccio osseo rappresentato dalla serie di vertebre e dalla scatola cranica. Qui midollo e encefalo si trovano avvolti dalle

meningi, lamine di tessuto connettivo formate da pia madre, sottile e interna, aracnoide, di spessore intermedio, e dura madre, più

esterna. Lo spazio tra pia madre e aracnoide contiene il liquido cefalorachidiano: tale spazio comunica con il sistema di cavità interne

del SNC, consentendo al liquor di circolare tra l’interno e l’esterno del SNC. All’esterno della dura madre troviamo il periostio che

riveste internamente le strutture ossee

MORFOGENESI

Il SNC si origina dal neuroectoderma. Inizialmente la proliferazione delle cellule porta ad un ispessimento, placca

neurale, che si invagina formando la doccia neurale. I bordi esterni, le creste, si sollevano e si avvicinano

saldandosi lungo la linea mediana dando origine al tubo neurale (fase di neurula). Le

estremità aperte che si saldano poi prendono il nome di neuroporo anteriore e neuroporo posteriore. Le creste

neurali danno origine a strutture diverse: alcune rimangono annesse al tubo a formare i gangli dei nervi

spinali e quelli sensitivi dei nervi cranici; altre migrano verso la periferia costituendo i gangli del simpatico, la

midollare della ghiandola surrenale e le cellule si Schwann, responsabili della formazione della guaina

mielinica degli assoni periferici; infine altre cellule danno origine agli elementi pigmentati della cute (melanociti) e a numerose cellule

endocrine contenute nella compagine di alcuni organi (es. cellule del sistema endocrino diffuso). In seguito alla

proliferazione, la primitiva cavità del tubo neurale si riduce a un ristretto canale (canale neurale );

contemporaneamente alla periferia i prolungamenti assonici degli elementi nervosi interni al tubo neurale si

organizzano formando lo strato marginale esterno che, successivamente, darà la sostanza bianca del midollo

spinale. Nella regione craniale si ha la differenziazione della parete cefalica del tubo neurale (25° giorno). Si

formano le tre vescicole encefaliche primitive: vescicola proencefalica, mesencefalica e romboencefalica. Al 32° la proencefalica si divide

nella vescicola telencefalica e diencefalica, la romboencefalica dà origine alla metencefalica e alla mielencefalica. Si formano delle

curvature, flessure, l’ultima delle quali, quella telencefalica, è molto marcata.

Proencefalo telencefalo Corteccia cerebrale, sostanza

bianca telencefalica e nuclei Diencefalo Epitalamo, talamo, subtalamo,

ipotalamo, metatalamo

Mesencefalo Tetto, tegmento e peduncoli cerebrali

Metencefalo Cervelletto

Corteccia, nuclei e peduncoli cerebellari

Romboencefalo Ponte

Nuclei e sostanza bianca

Mielencefalo Midollo allungato

MIDOLLO SPINALE

È la porzione caudale assile del SNC. Ha l’aspetto di un cilindro, appiattito anteriormente, giunge fino alla II vertebra lombare.

Esternamente a questo c’è lo speco perimidollare che lo separa dalle pareti. Questo contiene le tre meningi e, tra la dura madre e il

periostio, troviamo il tessuto adiposo peridurale. Dal grande foro occipitale si continua rostralmente con il midollo allungato, il confine

con il quale è dato da un piano trasversale, tangente all’epistrofeo. Inferiormente si restringe nel cono midollare, dal cui apice forma il

filum terminale formato dalla fusione delle tre meningi, che si salda alla faccia posteriore del coccige mediante il legamento coccigeo.

Il midollo spinale presenta due dilatazioni: il rigonfiamento cervicale (fino a C1­C2) e rigonfiamento lombare (da T9 a L1).

Sono entrambi dovuti alla presenza di fibre nervose deputate all’innervazione degli arti. Inoltre il midollo spinale ripete le curvature

della colonna vertebrale.

Sulla sua superficie si trovano dei solchi rettilinei: la flessura longitudinale anteriore, divaricabile, il solco longitudinale

posteriore, sempre lungo la linea mediana, solco laterale poster iore e anteriore , due per antimero porzione di midollo tagliata

da un piano passante per i solchi longitudinali) formati dalle radicole che sono l’origine apparente dei nervi spinali. Questi sono in tutto

33 paia, d tipo misto (fibre sensitive e motrici/effettrici) ed anno due radici: una dorsale, avente funzione sensitiva, e una ventrale,

avente funzione motoria, che si uniscono per formare il nervo misto. Solo i nervi del tratto superiore decorrono in modo pressoché

orizzontale, gli altri si dirigono sempre più obliquamente, a formare poi la cauda equina. I nervi spinali vengono suddivisi in: cervicali,

toracici, lombari, sacrali e coccigei. I segmenti di midollo spinale dalla quale originano i nervi sono detti mielomeri: 8 cervicali, 12

toracici, 5 lombari, 5 sacrali, 3 coccigei.

ORGANIZZAZIONE STRUTTURALE

È costituito da sostanza grigia internamente e sostanza bianca esternamente Hanno un neurite che si biforca in un ramo ascendente e uno discendente,

che piegano ad angolo retto sinaptandosi con neuroni posti a livelli diversi

­ Neuroni funicolari dell’apparato di connessione, che costituiscono i nuclei

Ha la forma di H o farfalla. Ogni antimero ha due formazioni allungate dorsalmente e sensitivi, localizzati nel corno posteriore. I loro assoni entrano in uno dei

ventralmente, il cor no dorsale e il corno ventrale, connesse con le controlaterali cordoni e si fanno ascendenti fino all’encefalo. Si ricordano: nucleo

tramite la commessura grigia. La commessura è divisibile in una commessura grigia proprio del corno posteriore, la colonna intermedia mediale e la colonna del

anteriore e una commessura grigia posteriore. Il corno ventrale ha una parte distale Clarke

festonata rivolta in avanti e lateralmente, e un’estremità prossimale più ristretta, che si

continua con la base del corno dorsale. Il corno dorsale giunge con la sua estremità fin

quasi alla superficie del midollo spinale, dalla quale è separata tramite la zona

marginale. La sua testa presenta una sostanza gelatinosa, incappucciata da uno strato

di sostanza grigia contenente neuroni frammisti a fibre amieliniche, detto strato

zonale. Quindi le corna dorsali formano le colonne dorsali, le corna ventrali formano le

colonne ventrali. A livello dei rigonfiamenti la sostanza grigia è più sviluppata. È

costituita da neuroni raggruppati in nuclei, che sono:

­ Somatomotori= formati da motoneuroni che occupano la testa del corno

anteriore e forniscono fibre alla muscolatura striata scheletrica. Formano

un gruppo mediale che innerva i muscoli del tronco, e uno laterale che

innerva la muscolatura degli arti. Si distinguono in

o Motoneuroni innervano da poche a moltissime fibre

α:

muscolari striate. L’insieme del motoneurone e le fibre

muscolari si chiama unità motrice o Fascio spino­talamico: sensitivo, decorre nella parte laterale e

fa parte del lemnisco spinale, via della sensibilità tattile

In ciascun antimero è suddivisa in tre cordoni: uno anteriore compresa tra la fessura protopatica

longitudinale anteriore e il solco antero­laterale; uno poster iore compreso tra il solco Cordone laterale

longitudinale e il solco postero­laterale; infine uno laterale tra i due solchi antero­ e o Fascio piramidale crociato: di fibre della via piramidale che si

postero­laterale. All’interno di ogni cordone troviamo fibre mieliniche orizzontali e sono incrociate nella decussazione delle piramidi

verticali. Nel cordone anteriore troviamo vie mortici/effettrici; nel cordone posteriore o Fasci reticolo­spinale laterale, rubro­spinale laterale, tetto­

troviamo vie sensitive; nel cordone laterale entrambi i tipi di fasci. Fasci principali spinale laterale facenti parte della via motoria

Cordone anteriore extrapiramidale

o Fascio piramidale diretto: discendente, nella parte mediale del o Fascio vestibolo­spinale laterale: dai nuclei vestibolari del

cordone anteriore e contiene fibre che si originano dalle aree bulbo si porta al corno anteriore deputato al controllo e al

motorie della corteccia cerebrale mantenimento dell’equilibrio attraverso un’azione diretta ai

o Fascicolo longitudinale mediale: in profondità nel cordone muscoli del tronco e degli arti inferiori

anteriore, contiene fasci da diverse aree cerebrali o Fascio spino­talamico laterale e spino­tettale, fanno parte del

o Fasci discendenti da nuclei del tronco dell’encefalo che si lemnisco laterale, trasportano impulsi della sensibilità tattile

portano al corno anteriore (fascio tetto­spinale anteriore, protopatica, termica e dolorifica al talamo e alla lamina

fascio vestibolo­spinale anteriore, fasci reticolo­spinale quadrigemina

anteriore, rubro­spinale anteriore, olivo­spinale o Lemnisco viscerale, fibre dai nuclei viscerosensitive e

o Motoneuroni : controllano il tono muscolare. Il fine è

γ trasporta al talamo, formazione reticolare del tronco

quello di mantenere i muscoli pronti all’impulso encefalico e all’ipotalamo

­ Visceroeffettori= contengono neuroni effettori viscerali e si trovano o Fasci spino­cerebellare dorsale e spino­cerebellare ventrale,

alla base del corno anteriore. Determinano la formazione del corno trasportano impulsi al cervelletto

laterale nel tratto toracico, mandano le loro fibre tramite le radici anteriori o Fascio fondamentale laterale, con funzione associativa

ai gangli periferici da cui originano altre fibre dirette alla muscolatura intersegmentale

involontaria Cordone posteriore

Questi neuroni sono detti cellule radicolar i. I nuclei associativi e Fibre ascendenti e discendenti, prolungamenti dei neuroni

sensitivi sono costituiti da neuroni funicolari, i cui fasci mielinizzati sensitivi gangliari e che formano i fasci dei cordoni posteriori. I rami ascendenti

decorrono all’interno della sostanza bianca, si distinguono in: formano il fascicolo gracile, che occupano la porzione mediale del cordone posteriore. I

­ Neuroni funicolari dell’apparato intersegmentale, che fanno parte dei rami discendenti costituiscono il fascio ovale. I rami ascendenti provenienti dagli assoni

nuclei associativi. Si trovano nel corno posteriore della sostanza grigia. dei neuroni del tratto superiore del midollo formano il fascicolo cuneato, mentre i loro

rami discendenti formano il fascio a virgola. Il cuneato e il gracile terminano negli

omonimi nuclei del bulbo, mentre l’ovale e il fascio a virgola mandano fibre al corno

posteriore del midollo.

NERVI SPINALI

Ogni nervo risulta dall’unione di una radice anter iore e, motrice o effettrice, e una radice posteriore , sensitiva. Presenta

un’origine apparente e un origine reale, detta anche nucleo d’origine, costituita dai pirenofori dai quali originano le fibre del nervo. La

radice anteriore ha la sua origine apparente nel solco antero­laterale e l’origine reale nel corno anteriore, è costituita da fibre motrici

somatiche, dai motoneuroni alla muscolatura scheletrica volontaria, e dalle fibre effettrici viscerali, dai neuroni visceroeffettori dirette ai

gangli del sistema nervoso simpatico. La radice posteriore ha l’origine apparente nel solco postero­laterale e l’origine reale nei gangli

spinali, situati su ciascuna radice posteriore, quindi fuori dal midollo spinale. A sua volta è costituita da neuroni gangliari

pseudounipolari a T, con prolungamento periferico e uno centrale: quello periferico decorre nel nervo spinale fino ai recettori specifici,

quello centrale entra nel midollo spinale per andare a costituire i fasci ascendenti del midollo spinale

ARCHI RIFLESSI

Sono meccanismi involontari che si realizzano senza l’intervento dei centri sovrassiali, nella grande maggioranza dei casi quando lo

stimolo viene percepito come un pericolo per l’organismo e necessita quindi di una risposta veloce. Sono quindi circuiti nervosi

intramidollari che consentono di attuare una risposta motoria o effettrice automatica, rapida e involontaria in seguito a stimoli sensitivi

raccolti da fibre afferenti che decorrono all’interno dei nervi spinali. Il più semplice è quello costituito da un neurone pseudounipolare a

T di un ganglio spinale che riceve l’impulso periferico e tramite l’assone lo scarica direttamente sui dendriti di una cellula radicolare del

corno anteriore. L’assone di quest’ultima uscendo dal midollo con la radice anteriore del nervo spinale, invia l’impulso agli organi

effettori

CANALE CENTRALE

È un sottile condotto che decorre per tutta la lunghezza del midollo spinale. In alto si continua nel midollo allungato per aprirsi poi nel

IV ventricolo, inferiormente termina a fondo cieco, dove forma il ventricolo terminale. È rivestito da cellule ependimali, al suo interno è

contenuto i liquido cefalorachidiano, prodotto per filtrazione del sangue a livello dei plessi corioidei

ENCEFALO

È costituito da Tronco encefalico

o ­ Struttura= si trovano i centri preposti all’innervazione somatomotrice e

somatosensitiva della testa, da cui originano i nervi cranici. È inoltre sede di

importanti centri del sistema parasimpatico. Qui la sostanza grigia non è raccolta in

un’unica formazione, ma si suddivide in vari nuclei. In tutti i suoi segmenti

distinguiamo una porzione ventrale bianca, piede, e una dorsale grigia, calotta. Nel BULBO le fibre della via

piramidale e una porzione dei nuclei olivari inferiori appartengono al piede, mentre i nuclei propri e dei nervi

encefalici fanno parte della calotta. Nel PONTE il piede è formato dalle fibre che decorrono nei peduncoli cerebellari

medi, dalle fibre della via piramidale e da formazioni grigie, mentre nella calotta troviamo nuclei propri e nuclei dei

nervi encefalici e vari sistemi di fibre ascendenti e discendenti. Infine nel MESENCEFALE il piede è percorso dalle

fibre discendenti della via piramidale, mentre la calotta si trovano sistemi di fibre ascendenti sensitive che proiettano

ai nuclei talamici, e fibre dirette o provenienti dal cervelletto. Inoltre vi si trovano i nuclei rossi. Piede e calotta

mesencefalici sono separati dalla sostanza nera

Bulbo: inizia in corrispondenza del piano trasversale passante per il dente dell’epistrofeo e arriva al solco

 bulbopontino, tra il midollo spinale e il ponte. Ha una forma all’incirca piramidale, con la base superiore e

l’apice tronco inferiore. La faccia anteriore è percorsa dalla fessura mediana anter iore . Ai suoi lati si

trovano le due piramidi bulbar i, più sporgenti in alto, dovute al passaggio delle fibre della via

piramidale, la via motrice primaria. Inferiormente troviamo la decussazione delle piramidi , dove tre

quarti delle fibre piramidali che provengono dall’emisfero destro si portano a sinistra e viceversa.

Superiormente la fessura mediana termina in una depressione detta foro cieco. Al di sopra delle piramidi si

ha l’emergenza del nervo abducente. Lateralmente alle piramidi troviamo i solchi laterali anteriori, da

cui emergono fascetti di fibre radicolari che vanno a formare il nervo ipoglosso. Sulle facce antero­laterali

troviamo i cordoni laterali, che superiormente presentano le olive bulbari delimitate posteriormente dal

solco retroolivare. In dietro troviamo il solco dei nervi misti, da cui emergono il nervo glossofaringeo, il nervo

vago e il nervo accessorio. Dietro l’oliva bulbare troviamo nella fossetta retrolivare il nervo statoacustico,

mentre dalla fossetta sopraolivare si ha l’emergenza delle radici del nervo faciale propriamente detto e del

nervo intermedio. Sulla faccia posteriore troviamo il solco longitudinale posteriore che termina

nell’obex. A questo livello i cordoni posteriori divergono e si portano indietro verso il cervelletto, costituendo

i peduncoli cerebellar i infer iori . Tra questi troviamo il triangolo bulbare che rappresenta la parte

inferiore del pavimento del IV ventricolo. È sovrastato dal tr iangolo pontino uniti a formare la

cosiddetta fossa romboidale. Ciascun cordone posteriore del bulbo appare solcato dal solco intermedio

posteriore, che segna il confine tra la parte mediale (fascicolo gracile) e quella laterale (fascicolo cuneato)

Struttura: la sostanza grigia è costituita da nuclei propri del bulbo e nuclei dei nervi encefalici

Nucleo del nervo ipoglosso (nel pavimento del IV Nucleo del fascicolo gracile e del fascicolo cu­

Ventricolo), nucleo ambiguo (è il nucleo motore neato (parte inferiore e dorsale del bulbo,

Somatico dei nervi accessorio, vago e glossofa­ sono le prime stazioni sinaptiche delle fibre

Ringeo), nucleo motore dorsale (nucleo parasim­ che costituiscono i fascicoli gracile e cuneato)

Patico visceroeffetore dei nervi accessorio e nucleo cuneato accessorio (lateralmente al cu­

Vago), nucleo salivatorio inferiore (parasimpatico neato che riceve afferenze propriocettive

Visceroeffettore del glossofaringeo), nucleo dell’ incoscenti), nucleo arciforme (sulla faccia an­

Area cinerea (di terminazione dei nervi vago e teriore della piramide bulbare) e nucleo oliva­

Glossofaringeo), nucleo del tratto solitario (por­ re inferiore (determina la sporgenza dell’oliva

Zione caudale del nucleo dell’area cinerea, rag­ bulbare, rappresenta una stazione delle vie

Giunto da fibre del ganglio nodoso, petroso e ge­ extrapiramidali, emergono fibre al cervelletto

Nicolato), nuclei vestibolari (distinti in nucleo ves­ e al midollo spinale e afferenze dal nucleo ros­

Tibolare laterale, mediale, superiore e inferiore, so, corpo striato e dalla formazione reticolare

rappresentano i nuclei di terminazione delle fibre

che originano dal ganglio di Scarpa), nucleo della

radice discendente del trigemino (da cui origina la

via trigeminale centrale diretta al talamo

La sostanza bianca è costituita da fasci intrinseci e fasci che decorrono nel bulbo per portarsi ad altre

regioni sel SNC, come il fascicolo longitudinale mediale, longitudinale dorsale (da ipotalamo a nuclei

somatici e viscerali tronco encefalico), fascio centrale della calotta, lemnisco mediale, via piramidale e

extrapiramidali, ecc…

Ponte: è delimitato inferiormente dal solco bulbo­pontino e superiormente dal solco pontino. La faccia

 anteriore risulta convessa e presenta medialmente il solco basilare, su cui poggia l’arteria basilare.

Lateralmente a questo solco troviamo i tori piramidali , dovuti al passaggio delle fibre della via

piramidale. La faccia anteriore continua lateralmente con i peduncoli cerebellari medi . Tra i tori e i

peduncoli troviamo l’origine apparente del nervo trigemino. La faccia posteriore è occupata dal triangolo

pontino, dove si descrivono i due tubercoli acustici e i due collicoli faciali. Sopra i tubercoli acustici ci sono

due zone pigmentate di azzurro, il locus coeruleus, nucleo formato da neuroni noradrenergici. I margini

laterali del triangolo pontino sono delimitati da due formazioni di sostanza bianca, i peduncoli

cerebellar i superiori

Struttura: sostanza grigia costituita da nuclei propri del ponte e nuclei pontini dei nervi

encefalici

Nucleo del nervo abducente (determina la compar­ Nuclei basilari del ponte (ricevono fibre dalla

Sa della collinetta sul pavimento del IV ventricolo), corteccia cerebrale e danno origine a fibre

nucleo motore del trigemino (da cui originano fibre per il cervelletto), nucleo olivare superiore,

che innervano i muscoli masticatori, tensore del pa­ nucleo del corpo trapezoide, nucleo del lemni­

lato molle, tensore del timpano, milo­ioideo e il ven­ sco laterale

tre anteriore del muscolo digastrico), nucleo motore

del nervo facciale, nucleo salivatorio superiore (ecci­

to secretore del nero intermedio di Wrisberg), nu­

cleo muco­lacrimo­nasale (innervano la ghiandola la­

crimale e la mucosa nasale) e nucleo sensitivo del tri­

gemino (nucleo di terminazione di fibre centrali pro­

venienti dai neuroni del ganglio semilunare del Gasser

La sostanza bianca è formata da molte delle fibre del bulbo e da altri fasci come il lemnisco trigeminale,

laterale e la via gustativa centrale e fibre trasverse del ponte che si incrociano formando il rafe pontino

Mesencefalo: si estende sopra il solco pontino. La faccia anteriore è occupata interamente dai peduncoli

 cerebrali, formazioni cilindriche che divergono dal basso verso l’alto e delimitano in questo modo la fossa

interpeduncolare, che in alto presenta i corpi mammillari. La faccia posteriore è costituita dalla lamina

quadrigemina che presenta i quattro tubercoli quadrigemini . La lamina rappresenta uno dei tre centri

di integrazione del SNC. È separata dai peduncoli cerebellari per mezzo di un solco da cui si origina il nervo

trocleare. Lateralmente i tubercoli superiori si continuano con i corpi genicolati laterali, mentre quelli

inferiori sono collegati ai genicolati mediali. Sotto la lamina passa un sottile canale, l’acquedotto del

Silvio, che collega il IV ventricolo con il III ventricolo

Struttura: nella lamina quadrigemina troviamo sostanza grigia superficiale. I tubercoli superiori possiedono

sei strati alternati di sostanza bianca e sostanza grigia, mentre quelli inferiori sono costituiti da un nucleo

centrale di neuroni di varie dimensioni, circondato da uno strato di fibre. I superiori sono centri regolatori di

attività motrici riflesse che interessano occhi, testa e collo, mentre gli inferiori sono centri per attività che si

producono in seguito a stimoli acustici. Il peduncolo cerebrale si distingue in un piede (costituito da fasci

discendenti della corteccia che sono fibre fronto­pontine, temporo­parieto­occipito­pontine e fibre della via

piramidale) e in una calotta (costituita dalla formazione reticolare mesencefalica e dalla sostanza grigia

periacqueduttale, in essa troviamo in nucleo rosso, costituito da una porzione di cellule di grandi

dimensioni e da una di cellule di piccole dimensioni. Questo riceve fibre corticali e dal globus pallidus e

manda fibre al midollo, alla formazione reticolare, al nucleo olivare inferiore, al cervelletto e al talamo. Ha

un ruolo fondamentale nella regolazione del tono muscolare, della motilità volontaria, dei movimenti

automatici o semi­automatici) separati dalla sostanza nera , sottile striscia formata da neuroni e in cui si

distinguono una zona dorsale, ventrale e laterale. Quelle dorsale e laterale contengono neuroni

dopaminergici, la zona ventrale contiene neuroni GABAergici. Riceve fibre dalla corteccia cerebrale e dal

globus pallidus e si collega alla corteccia motoria

Cervelletto : occupa la fossa endocranica posteriore ed è situato a cavallo e posteriormente rispetto al tronco

o encefalico a cui è collegato per mezzo dei peduncoli cerebellari: inferiori (al bulbo), medi (al ponte), superiori (al

mesencefalo). Superiormente è in rapporto indiretto con la faccia inferiori dei lobi occipitali per mezzo del tentor io

del cervelletto. Consta di una porzione mediale a concavità anteriore detta ver me cerebellare e di due masse

laterali, gli emisfer i cerebellar i. Per la sua posizione delimita due regioni cerebrali:

• L’istmo cerebrale: delimitato in avanti e superiormente dai tubercoli quadrigemini inferiori, in

basso e posteriormente dal verme superiore del cervelletto

• L’angolo pontocerebellare: area triangolare, limitata in alto dai peduncoli cerebellari medi, indietro

dai due flocculi e in basso dalla faccia posteriore del bulbo.

Anteriormente troviamo l’ilo, e lateralmente a questo i due flocculi che rappresentano le formazioni

filogeneticamente più antiche. Infine troviamo due lamine di sostanza bianca a spiovente che entrano nell’ilo: il velo

midollare anteriore e il velo midollare posteriore, che costituiscono la volta del IV ventricolo. La loro

congiunzione forma un angolo acuto, il fastigium. La faccia superiore del cervelletto appare solcata da una serie di

scissure più o meno profonde. Al di sopra si trova il tentorio del cervelletto. La faccia inferiore si presenta fortemente

convessa e vi si descrive una depressione centrale detta vallecola cerebellare , da cui emerge il verme inferiore,

separato lateralmente dai due emisferi per mezzo dei solchi paramediani. I solchi e le scissure sulla superficie dividono

verme ed emisferi in lobi e lobuli. 5 scissure principali prendono il nome di scissura pr incipale, scissura


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in chimica e tecnologie farmaceutiche
SSD:
Docente: Gesi Marco
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pippo21"3 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia con elementi di istologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Gesi Marco.

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