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Anatomia

Livelli di organizzazione

Cellula

La cellula è la più piccola unità vivente e capace di produrre nuova vita. Le sue dimensioni possono variare da 5 a 200 micron e la vita di ciascuna cellula può oscillare da pochi giorni a tutta la vita dell'individuo.

Tessuti

Più cellule differenziate, fra loro aggregate, assieme ai loro derivati, costituiscono i tessuti, a loro volta componenti degli organi.

Categorie di tessuti

  • Tessuti epiteliali
  • Tessuti connettivi
  • Tessuti ossei
  • Tessuti muscolari
  • Tessuti nervosi

Organi

Entità anatomica separabile composta da più tessuti preposta a una data funzione. Gli organi possono essere:

  • Cavi, presentano pareti che limitano una cavità (lume), il quale comunica direttamente o indirettamente con l'esterno. In base a cosa c'è nella cavità ci dovrà essere un epitelio di rivestimento adatto: tonaca intima (mucosa con sottomucosa), media (muscolare in particolare liscia) e avventizia o sierosa.
  • Pieni/parenchimatosi, non hanno il lume, composti da uno stroma (impalcatura connettivale) e da un parenchima (tessuto caratterizzante e componente funzionale). Possiedono una capsula sierosa.

Sistema

Organi con derivazione embriologica, morfologia e strutturale comuni (solo sistema nervoso). Indica un gruppo di organi e tessuti che svolge una funzione comune, ma non necessariamente connessi tra di loro dal punto di vista anatomico.

Apparato

Organi con derivazione embriologica, morfologia e struttura diverse. Insieme di tessuti e organi diversi per struttura, funzione e origine, ma che cooperano per lo svolgimento delle medesime funzioni.

Terminologia anatomica e sezioni di riferimento per lo studio del corpo umano

Quando si descrive la posizione assunta da una parte o la localizzazione di un organo si predilige considerare il corpo in posizione anatomica: stazione eretta, viso rivolto in avanti, arti paralleli all'asse del corpo, palmi delle mani rivolti in avanti, piedi leggermente divaricati.

NB! Nel caso del cadavere per convenzione il corpo è supino, cioè con la pancia rivolta verso l'alto (posizione contraria: prona, pancia a contatto con il lettino). In questa posizione il corpo presenta due estremità: estremità rostrale (verso la testa) ed estremità caudale (verso i piedi); perciò "la testa è più rostrale del collo". Nella posizione del cadavere il corpo presenta due superfici principali: ventrale e dorsale.

Tipi di posizione

  • Posizione supina o prona
  • Cefalica o caudale
  • Ventrale o dorsale
  • Prossimale o distale
  • Mediale o laterale
  • Superficiale o profondo

Due porzioni del corpo: assile (lungo la linea mediana dove vi sono gli organi) e appendicolare (arti superiori e inferiori per far interagire la struttura assile con l'ambiente). Per descrivere le strutture può essere comodo proiettarle su tre piani ortogonali tra loro:

  1. Coronale
  2. Sagittale
  3. Trasverso

Termini direzionali: superiore (sopra) - inferiore (sotto). Cefalico (verso la testa) - caudale (verso il basso). Ventrale (anteriore) - dorsale (posteriore). Prossimale (più vicino) - distale (distante). Mediale (verso linea mediana) - laterale (lontano).

Approcci all'anatomia

  • Sistematica: studio degli organi per apparati quindi per funzione. Studio analitico della conformazione, i rapporti, la struttura e lo sviluppo degli organi dalla funzionalità similare, anche se le singole parti del sistema sono dislocate a distanza tra di loro.
  • Topografica: studio delle relazioni spaziali degli organi. Studio dei diversi organi a seconda della sede che occupano e dei rapporti che contraggono con le formazioni vicine.

Approccio alla struttura anatomica

  1. Descrizione: organo cavo o pieno
  2. Appartenenza all'apparato
  3. È impari o pari, mediano o laterale
  4. Dov'è situato: addome, perineo, loggia (struttura a C che accoglie un'altra struttura)
  5. Con che organi entra direttamente o indirettamente a confronto (cosa ci sta tutto attorno), eventuali connessioni distali.
  6. Anatomia macroscopica (ad occhio nudo) darò forma, colore e dimensione
  7. Anatomia al taglio es. rene
  8. Aspetto al microscopio: quali tipi cellulari sono presenti, vasi e nervi
  9. Senza struttura non ci sono funzioni (fisiologia)

Le cavità del corpo

  • Toracica: delimitata dalla gabbia toracica, chiusa caudalmente dal diaframma. È divisa in due parti, destra e sinistra, da una porzione intermedia, il mediastino (che contiene il cuore, timo, trachea, esofago ed altre strutture).
  • Addominale: delimitata dai muscoli addominali (contiene stomaco, intestino, fegato, milza, pancreas e reni).
  • Pelvica: delimitata dalle ossa della pelvi (contiene vescica urinaria, parte del grande intestino e gli organi riproduttivi).

La cavità addominale e quella pelvica non sono fisicamente separate, tanto da essere definite come cavità addomino-pelvica.

Le membrane sierose

Rivestono le cavità del tronco e ricoprono gli organi al suo interno. Le membrane parietali e viscerali ricoprono gli organi di una cavità:

  • Pericardio viscerale ricopre il cuore
  • Pleura viscerale ricopre i polmoni che sono circondati da una cavità pleurale
  • Cavità addomino-pelvica ricoperta da peritoneo

Queste possono infiammarsi dando origine a: pericardite (inf. pericardio), pleurite (inf. pleura) e peritonite (inf. peritoneo).

Apparato tegumentario

Costituito da cute e annessi cutanei.

Funzioni della cute

  • Protezione: da abrasioni e radiazioni ultraviolette (grazie alla melanina). Previene l'ingresso di microrganismi (le ghiandole secernano sostanze che rendono l'ambiente inadatto allo sviluppo di microrganismi, la cute contiene componenti del sistema immunitario) e la disidratazione riducendo la perdita di acqua dal corpo. Protegge le strutture sottostanti dai danni meccanici (il derma fornisce consistenza strutturale). Peli e unghie fungono da sistemi di protezione.
  • Sensibilità: presenza di recettori sensoriali termici, pressori, del dolore.
  • Regolazione della temperatura: la temperatura corporea è regolata grazie al controllo della circolazione sanguigna attraverso la pelle e la regolazione dell'attività delle ghiandole sudoripare.
  • Produzione di vitamina D: se esposta alla luce ultravioletta la cute produce un precursore della vitamina D, fattore importante nella regolazione del calcio.
  • Escrezione: eliminazione di prodotti di rifiuto e secrezione delle proprie ghiandole.

Componenti dell'apparato tegumentario

  1. Cute: Come qualsiasi altro organo che si pone a confine tra corpo e mondo esterno. È formata da un epitelio superficiale: l'epidermide, e da uno strato sottostante di connettivo strettamente adeso all'epidermide: il derma. Sotto il derma è presente un tessuto connettivo lasso (che non è parte della cute): l'ipoderma (o strato sottocutaneo) che fissa i tegumenti alle strutture profonde (es. muscoli e ossa).
  2. Annessi cutanei: Peli, unghie, mammella, follicoli piliferi e ghiandole esocrine (sebacee e sudoripare). Si trovano nel derma e raggiungono la superficie attraverso l'epidermide stessa.

La cute

La cute è una membrana di spessore variabile da 0,5 mm a 4 mm, rappresenta circa il 16% del peso corporeo e ciò implica che la cute rappresenta l'organo più grande per dimensioni e peso.

In base allo spessore dell'epidermide si distinguono:

  • Cute spessa: possiede cinque strati e lo strato corneo è molto presente. Si trova in aree sottoposte a pressione o attrito (palmi delle mani, piante dei piedi e polpastrelli). La cute spessa è glabra. Presenta aree di ispessimento, se avviene su prominenze ossee viene chiamato callo.
  • Cute sottile: ricopre la maggior parte del corpo ed è più flessibile della cute spessa. Lo strato lucido è generalmente assente.

Epidermide

Strato più superficiale, composto da tessuto epiteliale pluristratificato e squamoso. La lamina basale separa l'epidermide dal derma. Non contiene vasi sanguigni, per questo le cellule dell'epidermide ricevono nutrienti ed eliminano prodotti di scarto per diffusione (per dispersione del calore e in caso di taglio minore emorragia).

L'epidermide è suddivisa in 5 strati:

  • Strato germinativo (o basale)
  • Strato spinoso
  • Strato granuloso
  • Strato lucido
  • Strato corneo

Strato basale

  • Strato più profondo ed è sostenuto da una membrana basale
  • Cellule cubiche o cilindriche con un'intensa attività mitotica: cheratinociti basali la cui divisione rimpiazza le cellule più superficiali perse o desquamate in superficie. Le cellule appena formate spingono quelle più vecchie verso la superficie esterna da dove verranno eliminate.
  • Presenta anche cellule di Merkel: coinvolte nella sensibilità cutanea. In seguito a compressione tali cellule sono in grado di stimolare le terminazioni nervose periferiche "trasducendo" informazioni di tipo tattile.
  • Presenta anche melanociti: responsabili del colorito bruno dell'epidermide, sintetizzano la melanina e proteggono il nucleo delle cellule germinative, dei cheratinociti, dei melanociti stessi e del derma sottostante dai raggi UV. (in sintesi i melanociti producono melanina che protegge dalle radiazioni ultraviolette).

Strato spinoso

  • Strato spesso formato da cellule poliedriche date dalla divisione del sottostante strato germinativo
  • I cheratinociti risalgono gradualmente verso la superficie. I processi di fissazione del tessuto conferiscono alle cellule un aspetto spinoso. I filamenti di cheratina causano un progressivo appiattimento delle cellule. All'interno dei cheratinociti si accumulano fibre di cheratina ed organuli contenenti lipidi (corpuscoli lamellari).
  • Contiene le cellule di Langerhans, che derivano da un precursore nel midollo osseo e sono implicate nella risposta immunitaria.

Strato granuloso

  • I cheratinociti appiattiti contengono numerosi granuli di cheratoialina e hanno smesso di dividersi
  • La cheratina si accumula nella cellula stessa rendendola meno permeabile: ciò porta a una progressiva morte cellulare (apoptosi)

Strato lucido

  • Si trova solo nella cute spessa. È formato da cheratinociti ripieni di cheratina e strettamente adesi tra di loro, ormai privi di nucleo e organuli
  • Dispersione di cheratoialina attorno alle fibre di collagene. È costituito da strati di cellule morte, che appaiono trasparenti. Questo strato è presente solo in alcune aree del corpo. È vestigiale e ipofunzionale, perché la cute non può essere del tutto impermeabile, ma deve permettere la termoregolazione/sudorazione.

Strato corneo

  • È costituito da molti strati di cellule piatte e interdigitate tra di loro, generalmente morte tenute insieme da desmosomi. Quando i desmosomi si allentano, le cellule desquamano dalla superficie della pelle.
  • Le cellule più profonde sono unite tra loro, mentre le più superficiali (squame cornee), sono disgiunte e tendono a staccarsi per desquamazione.
  • Sono necessari 15-30 giorni affinché una cellula basale risalga in superficie; le cellule morte rimangono nello strato corneo per altre due settimane prima di desquamare o essere lavate via.
  • NB! Lo strato corneo è uno strato di protezione.

Cellule dell'epidermide

  1. Cheratinociti: (producono cheratina che rende le cellule più resistenti) sono i più abbondanti e conferiscono all'epidermide la capacità di resistere alle abrasioni e di ridurre la perdita d'acqua.
  2. Melanociti: cellule che secernono melanina. La melanina è un pigmento nero che assorbe i fotoni per evitare che arrivino nello strato sottostante e vi sia un'alterazione del patrimonio genetico. Conferiscono la colorazione alla pelle.
  3. Cellule di Merkel: cellule epidermiche innervate da terminazioni nervose sensibili al tatto e alle variazioni di pressione. (meccanocettori)
  4. Cellule di Langerhans: elementi del sistema immunitario cutaneo. Protezione elementi macrofagici che eliminano elementi esterni alla cellula, se sono presenti elementi esterni troviamo dei linfociti epiteliari.
  5. Linfociti interepiteliali: presenti in condizioni non fisiologiche, attivati dalle cellule di Langerhans.

Colorito della cute

Determinato da pigmenti (melanina) presenti nella cute stessa, dal sangue che scorre nel derma e dallo spessore dello strato corneo. La melanina protegge dalla luce ultravioletta ed è presente in grandi quantità in aree fortemente pigmentate (lentiggini, nei, capezzoli, areole mammarie, ascelle e genitali). Essa è prodotta dai melanociti nello strato basale.

Il derma

Si trova sotto l'epidermide ed è uno strato connettivale composto prevalentemente da collagene ed anche fibre reticolari ed elastiche, fibroblasti e altri tipi cellulari tipici del tessuto connettivo fibroso. È ben fornito di vasi sanguigni (permettono una maggiore termoregolazione), terminazioni nervose, ghiandole sudoripare e sebacee, contiene i follicoli piliferi e le unghie. È costituito da due strati:

  • Strato superficiale o papillare (lasso)
  • Strato profondo o reticolare (denso)

Strato papillare

  • Consiste di tessuto connettivo lasso. Si interdigita con estroflessioni dell'epidermide (creste epidermiche) formando le papille dermiche. Questo strato contiene i capillari sanguiferi e la rete nervosa sensitiva cutanea.
  • Contiene i vasi sanguigni che irrorano per diffusione l'epidermide e che contribuiscono alla termoregolazione. (nb! papilla = struttura che possiede un'escrescenza rispetto alla struttura di base)
  • Consente la mobilità dei leucociti per la difesa.

Strato reticolare

  • Consiste di tessuto connettivo denso che circonda i capillari sanguiferi, i follicoli piliferi, le ghiandole sudoripare e sebacee nonché i nervi.
  • È più profondo e composto da connettivo irregolare denso, è in continuazione con il tessuto sottocutaneo attraverso fibre elastiche e di collagene organizzate in maniera irregolare e resistenti alla tensione multi-direzionale. Le fibre di collagene sono orientate in direzioni precise a formare le linee di clivaggio cutaneo importanti per determinare il posizionamento di punti di sutura: parallelamente alle linee vi è un'efficacia maggiore di sutura, mentre trasversalmente alle linee si otterrebbe una minor efficacia e una maggiore possibilità di separarsi.

Struttura del derma

  • Le fibre collagene intrecciate conferiscono allo strato reticolare una notevole resistenza alla trazione, così come la presenza di fibre elastiche rende il derma capace di accorciarsi e distendersi durante i normali movimenti.
  • I fasci di fibre collagene ed elastiche del derma hanno decorso parallelo: i fasci sono disposti in relazione alle forze applicate. La disposizione segue le cosiddette linee di clivaggio (di Langer) della cute.
  • Tali linee hanno un'importanza clinica in quanto un taglio parallelo alle linee di clivaggio potrà cicatrizzare perfettamente, mentre un taglio angolato rispetto alle stesse esiterà in una brutta cicatrice.

Strato sottocutaneo -> ipoderma -> strato di connettivo lasso. Non fa parte della cute, ma mette in comunicazione la cute ai muscoli o alle ossa sottostanti. Circa la metà dei lipidi del corpo è localizzata nel tessuto sottocutaneo. Le principali popolazioni cellulari sono i fibroblasti, adipociti e macrofagi.

Annessi cutanei

  • Follicoli piliferi
  • Ghiandole esocrine
  • Mammella
  • Unghie

I peli

Dal primo al sesto mese, nel feto appaiono peli privi di pigmento detti lanugine, che alla nascita si trasformano in peli terminali, lunghi, ruvidi e pigmentati.

Struttura: il pelo presenta un fusto e una radice. La base della radice è formata dal bulbo del pelo. La maggior parte è costituita da cellule epiteliali non vitali. Midollo: asse centrale dei peli, circondato dalla corteccia. Il follicolo del pelo è costituito da un'invaginazione dell'epidermide. È costituito da una guaina dermica e una guaina epiteliale.

Ghiandole

Ghiandole esocrine: si mantengono a contatto con la superficie epiteliale attraverso un dotto escretore.

Ghiandole endocrine: non possiedono un dotto escretore, e sono caratterizzate da una grande presenza di vasi sanguigni.

Ghiandole esocrine

  • Ghiandole sebacee: sono localizzate nel derma e secernono sebo nei follicoli piliferi a livello del bulbo pilifero. Mentre il follicolo sebaceo secerne sebo direttamente sulla cute, per evitare che lo strato corneo si sfaldi e protegge dai batteri.
  • Ghiandole sudoripare: servono per termoregolazione, espulsione, scarto e comunicazione.

Tipi di ghiandole sudoripare

  1. Apocrine: ghiandole tubulari semplici che si aprono nei follicoli piliferi al di sopra dell'apertura delle ghiandole sebacee. Si trovano nelle ascelle, nei genitali ed a livello perianale. I loro secreti contengono lipidi a lunga catena che al momento della secrezione sono inodori. Una volta metabolizzati da batteri, scaturiscono odore. La sostanza prodotta (es. sudore) è ricca di feromoni = sostanze chimiche non volatili e inodori, che servono per la comunicazione inter-specie e intra-specie. Questi modificano il comportamento sui membri della stessa specie es. richiamo sessuale, ricerca madre-figlio.
  2. Eccrine/merocrine: sono le ghiandole sebacee più diffuse. Sono ghiandole tubulari semplici che liberano direttamente il proprio secreto sulla superficie della cute attraverso i pori sudoripari.

Presentano due porzioni: una profonda a forma di spirale localizzata nel derma e un dotto superficiale. Producono sudore, liquido isotonico composto da acqua (99%), NaCl, ecc.

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher appunti__infermieristica di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia infermieristica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Brescia o del prof Fabene Paolo.
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