Splancnologia generale
Il corpo umano si dice sia caratterizzato da una simmetria bilaterale, la quale è piuttosto un’apparenza esterna che una realtà
anatomica. Durante i primi mesi di vita embrionale, la simmetria è perfetta e poi con lo sviluppo del feto, alcuni organi si
spostano lateralmente e pertanto la simmetria con il passare del tempo non sussiste più. I reni, che sono due organi pari, non
sono simmetrici; infatti, non si trovano alla stessa altezza, ma il rene destro si trova più in basso rispetto al rene sinistro, a causa
del fegato che occupa la regione destra della cavità addominale che dovrebbe essere occupata dal rene. La simmetria bilaterale
può essere vittima di anomalie, infatti talvolta alcuni organi possono essere dislocati o soprannumerari. Ad esempio, il cuore,
anziché essere proiettato a sinistra, può essere proiettato a destra e in questo caso si parla di situs inversus. Quindi quando le
alterazioni non interessano la fisiologia dell’individuo, si parla di anomalie; quando invece le alterazioni incidono sulla fisiologia e
comportano delle patologie, si parla di malformazioni.
Come abbiamo anticipato, alcuni organi sono:
pari, come i reni e i polmoni
impari, tra i quali alcuni si trovano sul piano mediano e altri sono dislocati rispetto ad esso, come il fegato che è posto
lateralmente nella cavità addominale
È possibile raggruppare gli organi in due tipi principali: organi cavi e organi pieni.
Gli organi cavi Gli organi cavi, i quali presentano una parete, che circonda una cavità detta lume dell’organo ed è costituita da
strati sovrapposti di differenti tessuti, detti tonache. Esempi di organi cavi sono lo stomaco, la trachea, i vasi sanguigni. Negli
organi cavi, procedendo dall’interno (lume) all’esterno, si possono trovare i seguenti strati:
una tonaca mucosa, costituita da un epitelio di rivestimento che, con l’interposizione di una membrana basale, si appoggia
sopra una lamina propria formata da tessuto connettivo lasso contenente vasi sanguigni e, a volte, ghiandole, la quale a sua
volta trova talora appoggio (organi cavi del sistema digerente) sopra una muscularis mucosae, cioè un sottile strato di
muscolatura liscia.
una tonaca sottomucosa, formata anch’essa da tessuto connettivo lasso contenente importanti vasi sanguigni e linfatici,
fibre nervose e, talora, ghiandole.
una tonaca muscolare, formata di solito da due strati di tessuto muscolare liscio perpendicolari tra loro, di cui quello più
interno con cellule a orientamento circolare e quello più esterno con cellule a orientamento longitudinale. Questi strati sono
generalmente due, ma possono essere anche 3 o di più e possono essere disposti in maniera irregolare.
una tonaca avventizia, costituita da tessuto connettivo denso o lasso.
una tonaca sierosa, strato avvolgente presente sulla superficie del cuore (dove prende il nome di pericardio), dei polmoni
(dove prende il nome di pleura) e di alcuni visceri cavi situati nell’addome e nella pelvi (dove prende il nome di peritoneo),
dove sostituisce la tonaca avventizia.
Gli organi vascolari, dunque vene e arterie, presentano una suddivisione della parete simile. La parete è formata da tre strati
concentrici che, dall’interno del vaso all’esterno, sono:
la tonaca intima, analoga alla tonaca mucosa
la tonaca media, formata da tessuto connettivo elastico e da cellule muscolari lisce
la tonaca avventizia
Gli organi pieni Gli organi pieni, o organi parenchimatosi, sono costituiti dal parenchima, la parte funzionale costituita da
cellule che conferiscono all’organo le sue caratteristiche strutturali e funzionali (nel fegato gli epatociti). L’organo pieno è
circondato da una capsula di rivestimento di tessuto connettivo denso, da cui si originano setti che si portano in profondità nel
parenchima, suddividendolo più o meno completamente in lobi e lobuli, e costituendo così lo stroma di quell’organo. Lo stroma
riveste principalmente la funzione di supporto meccanico per il parenchima, ma non va dimenticato che in esso sono presenti
anche i vasi sanguigni e linfatici, i nervi, nonché gli eventuali dotti escretori dell’organo. Generalmente lo stroma connettivale
contiene una quantità variabile di fibre elastiche. A livello della capsula è spesso possibile identificare una regione attraverso la
quale passano, in entrata e in uscita, vasi, nervi e condotti escretori di quell’organo: questa zona è detta ilo o porta. Le strutture
che attraversano l’ilo e irrorano l’organo vengono generalmente raggruppate sotto il nome peduncolo. Alcuni organi, come il
surrene, vengono divisi in due parti: una zona corticale periferica e una zona midollare centrale. Anatomia 2 - Appunti di Giulia Peis
Possiamo individuare nel corpo umano una serie di cavità. Considerando come punto di riferimento la colonna vertebrale, è
possibile individuare una cavità dorsale e una cavità ventrale.
La cavità dorsale è data dal canale
vertebrale e dalla cavità cranica.
La cavità cranica si trova nella testa;
ha la funzione di proteggere
l’encefalo ed è delimitata da un
involucro osseo rappresentato dal
neurocranio e dallo splancnocranio.
Il canale vertebrale, anche detto
cavità spinale o cavità midollare, è
formato dalla successione delle vertebre; ha il compito di proteggere il midollo spinale accolto all’interno.
La cavità ventrale, invece, è formata dalla cavità toracica e dalla cavità addomino-pelvica.
La cavità toracica è delimitata dalle coste, dalle vertebre toraciche e dallo sterno. È situata nella parte superiore del tronco.
Questa è divisa a sua volta in due logge pleuropolmonari, fra le quali è compreso il mediastino.
Le due logge pleuropolmonari sono due cavità sierose delimitate dalla pleura parietale che, intorno all’ilo polmonare, si
riflette continuando nella pleura viscerale, aderente alla superficie dei polmoni.
Nel mediastino è accolta un’altra cavità sierosa, la cavità pericardica. Il pericardio è un sacco fibrosieroso che accoglie il
cuore e il suo peduncolo vascolare: è costituito da uno strato esterno di tessuto fibroso (pericardio fibroso) e da una
membrana sierosa interna (pericardio sieroso), della quale il foglietto viscerale avvolge il cuore e il foglietto parietale
aderisce alle pareti della regione del mediastino.
La cavità addomino-pelvica, situata nella parte inferiore del tronco, è separata dalla cavità toracica mediante il diaframma.
La cavità addominopelvica è suddivisa in due sotto-regioni, la cavità addominale vera e propria, la quale è delimitata dalla
muscolatura addominale, e la cavità pelvica, delimitata dalle ossa del bacino.
La cavità addominale è una cavità sierosa, le cui pareti sono tappezzate dal
peritoneo parietale; il peritoneo viscerale si porta a rivestire la maggior parte dei
visceri addominali, che per questo vengono definiti organi intraperitoneali.
Tuttavia, nell’addome, non tutti i visceri sono intraperitoneali; alcuni organi
dell’apparato digerente (pancreas, parti dell’intestino), dell’apparato urinario (reni
e ureteri), dell’apparato endocrino (surreni) si trovano infatti dietro al peritoneo
che tappezza la parete addominale posteriore. Essi vengono detti organi
retroperitoneali e, secondo la posizione più o meno superficiale che occupano
nella parete addominale posteriore, possono entrare in rapporto con il peritoneo
parietale posteriore, talvolta sollevandolo, oppure possono non contrarre alcun
rapporto diretto con la sierosa, trovandosi accolti all’interno di logge connettivali.
Il peritoneo è irregolare e si organizza in strutture differenti che possono essere di
spessore variabile e possono avere la funzione di mettere gli organi in contatto tra
loro; determina una sepimentazione della cavità addominale in diverse parti che,
pur potendo comunicare fra loro, risultano tuttavia ben distinte. Una prima
suddivisione è operata dal mesocolon trasverso, una lamina peritoneale
orizzontale che lega il colon trasverso alla parete addominale, e che individua uno
spazio sovramesocolico e uno spazio sottomesocolico; questi sono, a loro volta,
ulteriormente suddivisi da altri dispositivi peritoneali. Un’altra struttura che ha
origine dal peritoneo è il mesentere, una lamina peritoneale vascolarizzata che ha
origine dalla parete posteriore della cavità addominale e che avvolge l’intestino tenue mesenteriale.
Tra le cavità menzionate, vi sono tre cavità sierose, che assumono questo nome poiché sono delimitate da membrane sierose,
ovvero delle membrane che avvolgono degli organi caratterizzati da una certa possibilità di movimento. Le membrane sierose
sono tutte formate da due foglietti in continuità tra loro, un foglietto viscerale, che aderisce strettamente all’organo, e un
foglietto parietale. Tra questi due foglietti permane una cavità, nella quale è presente un liquido (pleurico, peritoneale o
pericardico). Si tratta di una cavità, di uno spazio molto sottile che tuttavia consente ai due foglietti di scivolare uno sull’altro in
maniera tale da garantire la possibilità di movimento all’organo. Ognuno dei due foglietti è costituito da un mesotelio, epitelio
pavimentoso semplice di origine mesodermica, e da uno strato sottomesoteliale, costituito da tessuto connettivo lasso che
aderisce poi alla tela sottosierosa. Anatomia 2 - Appunti di Giulia Peis
Nella cavità addominale e nella cavità toracica è possibile individuare delle regioni che ci permettono di attribuire una posizione
agli organi. Si possono individuare quattro quadranti, di cui due superiori, destro e sinistro, e due inferiori, destro e sinistro.
Possiamo individuare però nella medesima area nove regioni:
l’ipocondrio destro e sinistro, assumono
questo nome perché si trovano al di sotto
delle cartilagini costali
l’epigastrio, la regione che si trova sopra
lo stomaco
il mesogastrio
la regione lombare destra e sinistra
l’ipogastrio
la regione inguinale destra e sinistra
Grazie a questa suddivisione, si possono
facilmente posizionare gli organi, ad esempio
il fegato occupa l’ipocondrio destro,
l’epigastrio e una piccola porzione
dell’ipocondrio sinistro, mentre lo stomaco
l’occupa l’epigastrio e l’ipocondrio sinistro. Anatomia 2 - Appunti di Giulia Peis
I 12 nervi cranici: caratteristiche generali
Per classificare i nervi cranici si usano diversi criteri, ad esempio utilizzeremo un criterio anatomico perché analizzeremo le
strutture innervate, da dove entrano o escono le radici, dove si trovano i rispettivi nuclei nell’encefalo, ecc.. Si può seguire anche
un criterio embriologico, ad esempio quando si parla di nervi brachiomerici, oppure si possono suddividere i nervi per omologie
(ad esempio, l’innervazione dell’occhio è garantita dal nervo oculomotore, dal nervo trocleare e dal nervo abducente).
Si faranno delle distinzioni tra i nervi cranici anche in base al loro ruolo funzionale.
I nervi spinali, come abbiamo già studiato, sono misti e completi, nel senso che contengono tutti e quattro i tipi di fibre (motrici
somatiche, effettrici viscerali, sensitive viscerali e sensitive somatiche); i nervi cranici e i nervi spinali contengono tipi di fibre
simili, come ad esempio le fibre nervose deputate alla raccolta della sensibilità cutanea. I nervi cranici però contengono anche
fibre deputate alla sensibilità speciale, che non si ritrovano nei nervi spinali, come le fibre gustative, uditive, dell’equilibrio, ecc.
Molti dei nervi cranici sono nervi misti come quelli spinali, ad esempio il nervo trigemino e il nervo vago, ma ve ne sono
altrettanti che contengono invece solo alcune delle componenti funzionali (possono essere nervi solo motori o solo sensitivi ad
esempio). Le componenti funzionali sono infatti i diversi tipi di neuroni che danno origine alle fibre contenute nei nervi cranici.
Un altro elemento di distinzione tra nervo spinale e nervo cranico consiste nel fatto che tutte le fibre effettrici viscerali
appartengono al sistema parasimpatico. Esse nascono come fibre pregangliari da nuclei parasimpatici annessi ad alcuni nervi
cranici (III, VII, IX e X), ma i gangli parasimpatici cui esse sono destinate sono di norma annessi al V paio e le fibre postgangliari
raggiungono l’organo da innervare mediante rami periferici del V. Diverso è il caso delle fibre parasimpatiche del X paio che
pervengono come pregangliari sino in prossimità o all’interno degli organi da innervare, ove sono collocati i loro gangli.
Ogni nervo motore avrà la sua origine reale nel nucleo motore del nervo. Ogni nervo sensitivo avrà origine reale nel ganglio
sensitivo che si troverà sempre vicino all’organo da innervare o all’interno dell’organo di senso stesso. I nervi che possiedono
gangli sensitivi sono i nervi misti VII, IX, X, V e l’VIII nervo cranico, il nervo vestibolococleare, che è sensitivo puro e che
possiedono più precisamente due gangli sensitivi: il ganglio vestibolare di Scarpa e il ganglio cocleare di Corti. I nuclei sensitivi
invece contengono i deutoneuroni (neuroni funicolari) che danno origine a fasci ascendenti per la trasmissione degli stimoli ai
neuroni di III ordine.
Rispetto ai nervi spinali, alle componenti:
- Afferenti somatiche generali
- Afferenti viscerali generali
- Effettrici viscerali generali
- Effettrici somatiche generali
si aggiungono le componenti:
- Afferenti somatiche speciali (vista, udito, equilibrio)
- Afferenti viscerali speciali (olfatto, gusto)
- Effettrici viscerali speciali (per la muscolatura branchiomerica)
Rispetto ai nervi spinali, a tutte le componenti somatiche e viscerali si aggiungono le componenti speciali, riservate agli organi di
senso e alla muscolatura branchiomerica. La laringe e la faringe sono visceri dotati di muscolatura striata scheletrica, dunque,
vengono innervati da questa componente funzionale; anche la muscolatura mimica e la muscolatura masticatoria derivano dagli
archi branchiali. La componente motrice somatica e quella motrice branchiale (viscerale speciale) innervano entrambe muscoli
striati scheletrici; le fibre hanno origine da motoneuroni situati in nuclei del tronco encefalico, dunque si tratta di motoneuroni
inferiori che ricevono impulsi dalla corteccia mediante le fibre corticonucleari. Le proiezioni corticali sono crociate, ad eccezione
di una parte del nucleo faciale e del nucleo ipoglosso.
La componente motrice viscerale generale costituisce la componente effettrice del sistema parasimpatico cervicale. I nuclei
coinvolti ricevono numerose fibre efferenti, tra le quali le vie discendenti dall’ipotalamo, a livello del quale si trovano i
motoneuroni superiori del SNA. Le fibre pregangliari della componente effettrice viscerale, come abbiamo già visto, hanno
origine dai seguenti nuclei: il nucleo di Edinger-Westphal, il nucleo lacrimatorio e i nuclei salivatorio superiore e salivatorio
inferiore; il nucleo motore dorsale del vago.
→
Archi branchiali Gli archi branchiali si sviluppano nella regione compresa tra
il primordio cardiaco e l’arco mandibolare all’inizio dello sviluppo embrionale.
Gli archi branchiali sono 6, ma nell’uomo non tutti portano ad uno sviluppo
completo. Il quinto arco branchiale non si sviluppa nell’uomo.
- il primo arco branchiale darà origine: alla cartilagine di Meckel o
processo mandibolare, dal quale ha origine la mandibola; agli ossicini
dell’udito, martello e incudine; a parte dello sfenoide. Il primo arco
branchiale è associato al nervo trigemino, in particolare alla branca
mascellare e a quella mandibolare. I muscoli derivati dal primo arco
branchiale e innervati dal nervo trigemino sono i muscoli masticatori, il
ventre anteriore del muscolo digastrico, il muscolo miloioideo, il muscolo
tensore del timpano e il muscolo tensore del velo palatino.
- il secondo arco branchiale darà origine all’arco ioideo e all’ossicino
dell’udito chiamato staffa. È associato al nervo faciale, che andrà ad
innervare i muscoli mimici, il ventre posteriore del muscolo digastrico, il
muscolo stapedio dell’orecchio medio che va ad agire sulla staffa. La staffa è l’ossicino che garantisce la trasmissione delle onde.
- il terzo arco branchiale è associato al nervo glossofaringeo, che innerva l’unico muscolo che deriva dal terzo arco branchiale, il muscolo stilofaringeo.
- il quarto e il sesto arco branchiale hanno a che fare con il nervo vago. Tutti i muscoli derivati dal quarto arco branchiale sono innervati dal nervo vago: tutti
i muscoli del palato (ad eccezione del m. tensore del velo palatino, innervato dal nervo trigemino), tutti i muscoli della faringe (ad eccezione del m.
stilofaringeo innervato dal nervo glossofaringeo), e tutti i muscoli della laringe.
→
I e II nervo cranico I primi due nervi cranici sono il nervo olfattivo (I nervo cranico) e il nervo ottico (II nervo cranico), i quali non fanno
parte del tronco encefalico, ma sono di pertinenza rispettivamente del telencefalo e del diencefalo.
Il nervo olfattivo è un nervo esclusivamente sensitivo, che raccoglie una sensibilità viscerale speciale, in particolare la sensibilità olfattiva. Il
nervo ottico, anch’esso esclusivamente sensitivo, raccoglie la sensibilità visiva, una sensibilità somatica speciale.
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I nervi dell’occhio: III, IV e VI L’occhio è probabilmente l’organo più innervato nel nostro organismo, infatti si occupano di questo e, in
particolare, del suo movimento, tre nervi motori: il nervo oculomotore (III nervo cranico), il nervo trocleare (IV nervo cranico) e il nervo
abducente (VI nervo cranico). Sempre in relazione all’occhio si devono ricordare: il nervo faciale (VII nervo cranico), il quale innerva la
ghiandola lacrimale; il nervo trigemino (V nervo cr
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