TESSUTO EPITELIALE
Il tessuto epiteliale è generalmente formato da cellule strettamente
unite fra di loro tramite tight-junction e scarsa presenza di matrice
extracellulare. Le funzioni del tessuto epiteliale possono essere di:
1. Protezione e isolamento termico (cute);
2. Scambio di sostanze fra altri tessuti (epiteli interni);
3. Produzione di secrezioni (nel caso degli epiteli ghiandolari).
I tessuti epiteliali possono essere:
DI RIVESTIMENTO
Solitamente presenti nella cute, mucose, sierose e vasi sanguiferi.
Hanno propriamente funzione di copertura di organi delicati e
sopportano stress termici e meccanici. Sono costituiti da uno o più strati
di cellule, che formano come una barriera per i tessuti sottostanti;
questo perché le cellule aderiscono strettamente le une alle altre grazie
alla scarsa, quasi assente, presenza di matrice extracellulare. Una
superficie, detta POLO BASALE, poggia sulla MEMBRANA BASALE, uno
strato di cellule indifferenziate che nutre e sostiene il tessuto e che lo
separa dal tessuto connettivo sottostante (è quest’ultimo ad essere
vascolarizzato, mentre lo strato più superficiale della cute esposto
all’esterno (epidermide) è costituito da cellule morte).
Un’altra superficie, detta POLO APICALE, è sempre esposta o verso
l’esterno (cute) o verso una cavità interna (es. lume di un organo cavo).
La forma della cellula epiteliale risulta essere asimmetrica: il nucleo è
dislocato al polo basale, circondato dal reticolo endoplasmatico;
l’apparato di Golgi si trova in posizione intermedia e le vescicole, che
fuoriusciranno per esocitosi, si accumulano al polo apicale.
SPECIALIZZAZIONI DELLA MEMBRANA APICALE: ogni
membrana della cellula epiteliale può specializzarsi in determinate
funzioni e presentare strutture specializzate per svolgerle. Le due
più importanti sono:
CIGLIA: Sono estroflessioni mobili della membrana
plasmatica che contengono 9 coppie di MICROTUBULI
disposti circolarmente e una coppia centrale. La zona di
ancoraggio alla cellula è detta CORPO BASALE e possiede
solo 9 coppie di microtubuli.
La loro funzione è quella di spostare i fluidi di membrana
come muco e secrezioni qualora il muco vecchio, per
esempio, debba lasciare spazio al muco nuovo. Si trovano ad
esempio nei BRONCHI o in generale nelle VIE RESPIRATORIE;
MICROVILLI: A differenza delle ciglia, non sono immobili.
Sono comunque rigidi grazie alla presenza interna di
MICROFILAMENTI. Sono presenti nell’intestino e formano il
cosiddetto orletto a spazzola, per aumentare la superficie di
assorbimento;
STEREOCIGLIA: Sono ciglia che tuttavia rimangono immobili,
presenti nell’epididimo e nei primi tratti del dotto deferente.
SPECIALIZZAZIONI DELLA MEMBRANA BASALE:
LAMINA BASALE: Sono presenti glicoproteine e filamenti
proteici, è solitamente monostratificata e lega alcuni fattori
di crescita utili al differenziamento cellulare;
LAMINA FIBRORETICOLARE: Ricca di sostanza fondamentale
densa e di fasci di fibre connettive reticolari (di solito di
collagene IV).
SPECALIZZAZIONI DELLE MEMBRANE LATERALI:
Esistono proteine che si occupano di formare saldi o blandi legami fra
le cellule, favorendo in un caso l’isolamento e nell’altro l’interazione
fra le cellule.
CLAUDINE, OCCLUDINE E JAM: sono proteine che si associano
con le proteine periferiche nella GIUNZIONE OCCLUDENTE (o
ZO (Zonula Occludens) o tight-junction) e permettono
l’ancoraggio fra i filamenti di actina del citoscheletro delle
cellule. La mancanza di JAM è stata riscontrata nei pazienti con
il morbo di Crohn: questa mancanza o deficit comporta una non
efficace adesione fra le cellule della mucosa gastrica;
CAM (Cell Adhesion Molecule): proteine di membrana che
permettono la formazione di giunzioni GAP o ANCORANTI.
Possono essere:
1. CALCIO-DIPENDENTI: Caderine, Integrine e Selettine. Formano
giunzioni ancoranti legando e addensando i filamenti di actina. Le
caderine formano giunzioni ancoranti aderenti, le integrine
formano giunzioni ancoranti focali. Esperimenti sui topi con
mutazione per le caderine hanno confermato che essa porta alla
morte. Le selettine agiscono con le integrine e legano i neutrofili
lungo i vasi sanguigni fino a una lesione;
2. CALCIO-INDIPENDENTI: N-CAM (tipo immunoglobulinico).
Esperimenti sui topi con mutazione per N-CAM hanno confermato
che essa provoca difetti neurali, pur lasciando in vita i topi.
CONNESSINE: formano canali di comunicazione, detti
CONNESSONI, nelle giunzioni GAP (o GIUNZIONI COMUNICANTI o
macula communicans o nexus). Con basse concentrazioni di
Calcio, i connessoni restano sempre aperti e consentono il
passaggio di glucosio, amminoacidi, ormoni o cAMP. Si chiudono
con l’aumentare della concentrazione di ioni calcio, infatti si
trovano nel tessuto muscolare striato e cardiaco.
DESMOSOMA: O macula adherens. Sarà presente come ulteriore
rinforzo in tessuti sottoposti a stress meccanici. Filamenti di CHERATINA
sono tenuti insieme da caderina e una proteina laminare chiamata
DESMOPLATINA, che forma una placca di unione. È utile per esempio nella
cute.
Gli epiteli di rivestimento possono essere classificabili tramite queste
specializzazioni oppure tramite la forma che le loro cellule presentano
(pavimentosi, cubici, cilindrici) e in quanti strati si dispongono
(semplice o composto). Combiniamo queste due classificazioni:
EPITELI PAVIMENTOSI SEMPLICI (o squamosi)
In quanto monostratificato, è molto sottile e le cellule si
dispongono come le “mattonelle” di un pavimento. Ricopre le
sierose, che sono epiteli che ricoprono cavità interne del corpo:
questo strato, nella PLEURA, nel PERICARDIO e nel PERITONEO
prende il nome di MESOTELIO. Riveste anche il mesentere e forma
l’endotelio dei vasi sanguiferi e del cuore.
EPITELI CUBICI SEMPLICI (o isoprismatici)
Sempre monostratificato, ma le cellule sono cubiche e rigonfie e il
nucleo è situato in posizione centrale. Più che in protezione,
questo epitelio è più specializzato in secrezione o assorbimento
delle sostanze nutritive, infatti si ritrova nel TUBULO RENALE e
nell’OVAIO, ma forma anche lo strato superficiale del cristallino
(lateralmente, le cellule tendono ad assottigliarsi sempre di più).
EPITELI CILINDRICI SEMPLICI (o batiprismatici)
Non hanno propriamente forma cilindrica, ma l’altezza delle loro
cellule è maggiore della larghezza, quindi sarebbe più appropriato
definirla prismatica. Essendo il nucleo in posizione basale, il polo
apicale può essere differentemente specializzato:
CILIATO: Favorisce la secrezione e i movimenti del muco, utile nei
BRONCHIOLI o nelle TUBE UTERINE;
NON CILIATO: Adatto a secrezione e assorbimento di sostanze
nutritive, infatti presente in alcuni tratti del TUBO DIGERENTE (con
funzione di secrezione) o nello STOMACO e INTESTINO TENUE (con
funzione assorbente, nell’intestino presenta microvilli).
EPITELI CILINDRICI PSEUDOSTRATIFICATI
Apparentemente sembra formato da più strati di cellule, ma in
realtà è un singolo strato le cui cellule hanno nuclei ad altezza
diversa e cellule di diversa lunghezza. Ciò vuol dire che non tutte
le cellule giungono al lume dell’organo, ma sono comunque tutte
a contatto con la membrana basale. Hanno prevalentemente
funzione protettiva ma possono essere ciliati o non ciliati:
CILIATI: Anche in questo caso favoriscono il movimento dei muchi,
sono tipici delle VIE RESPIRATORIE;
NON CILIATI: Sono tipici dell’EPIDIDIMO e dei primi tratti del DOTTO
DEFERENTE; in questi due casi, presentano estroflessioni simili a ciglia
che però restano immobili e prendono il nome di stereociglia.
Questi i più frequenti tipi di epiteli semplici. Per quanto riguarda gli
epiteli composti abbiamo:
EPITELI PAVIMENTOSI COMPOSTI
Gli strati di cellule vanno appiattendosi via via che si procede verso
la superficie o il lume dell’organo. Hanno funzione protettiva e
ogni 15-30 giorni gli strati di cellule più superficiali muoiono e
vengono sostituiti da quelli più profondi. A questo proposito, lo
strato più superficiale può presentare una particolare
specializzazione chiamata CORNEIFICAZIONE (o strato corneo):
CORNEIFICATI: Ad esempio, l’EPIDERMIDE. Le cellule superficiali
morte sono riempite con glicolipidi e CHERATINA, che fornisce una
buona impermeabilizzazione del tessuto. Negli strati dell’epidermide
sono anche presenti MELANOCITI, cellule ricche di melanina (che si
accumulano formando i nei);
NON CORNEIFICATI: In questo caso le cellule superficiali sono vive,
senza strato corneo. Tipico caso della BOCCA, ESOFAGO e FARINGE.
EPITELI CUBICI COMPOSTI
È un tipo di epitelio molto raro, con funzione secretoria e protettiva.
Presente nelle GHIANDOLE SUDORIPARE, SALIVARI, DOTTI
ESCRETORI e nell’URETRA FEMMINILE. Tipicamente presente in un
embrione umano.
EPITELI DI TRANSIZIONE
Sono molto elastici e possono variare il proprio spessore. Riveste gli
organi che vanno incontro a frequenti e ingenti cambiamenti di
dimensione o capacità, come la PELVI RENALE (bacino di raccolta
dell’urina nel rene) o URETRA e URETERI o infine la VESCICA. Allo
stato rilassato, sono formati da cellule cubiche e rigonfie.
EPITELI CILINDRICI COMPOSTI
Sono molto simili ai cubici composti. Riscontrabili anch’essi
nell’embrione umano e nell’ URETRA MASCHILE.
GHIANDOLARI
Si organizzano in strutture chiamate ghiandole. Queste possono essere:
ENDOCRINE: In questo caso le secrezioni vengono riversate nel
flusso sanguigno, sostanze come ormoni o polisaccaridi riescono
così a raggiungere tutti i tessuti. La loro particolarità è quella di
agire “a distanza” rispetto alla zona di secrezione, individuando
cellule target che presentano recettori sulla superficie. Originano
da protuberanze di tessuto epiteliale che si differenziano e la
porzione secernente si distacca totalmente dalla membrana basale
(tuttavia continua ad essere diffusamente vascolarizzata);
ESOCRINE: Le sostanze vengono riversate all’esterno
dell’organismo oppure accumulate in un organo cavo. A differenza
delle precedenti, le secrezioni svolgono la loro funzione
localmente. La porzione secernente si approfonda nel connettivo
e prende il nome di ADENOMERO, che resta ancorato allo strato
sottostante da un dotto escretore.
I modi per classificare le ghiandole sono diversi e prendono in
considerazione dal numero di cellule coinvolte al tipo di secrezione.
Distinguiamo ghiandole:
UNICELLULARI: Una singola cellula secernente. È il caso della
cellula caliciforme mucipara che nell’apparato respiratorio e in
quello digerente predispongono il muco per scopi funzionali;
PLURICELLULARI: Gli epiteli ghiandolari si aggregano e
costituiscono veri e propri organi. A loro volta distinguibili in:
INTRAEPITELIALI: Come la mucosa nasale o l’uretra maschile;
EXTRAEPITELIALI: Possono essere intraparietali (o intramorali) se le
ghiandole sono entro la parete dell’organo, extraparietali (o
extramorali se sono situati al di fuori o se costituiscono veri e propri
organi (come fegato o pancreas).
Le ghiandole sono anche classificabili in base alla FORMA
DELL’ADENOMERO:
GHIANDOLE ALVEOLARI: dette anche “a sacco”;
GHIANDOLE ACINOSE: hanno forma sferoidale con lume ristretto;
GHIANDOLE TUBULARI: a tubo;
Combinando queste forme si descrivono ghiandole tubulo-acinose.
Per quanto riguarda la classificazione in base alle RAMIFICAZIONI DEI
DOTTI ESCRETORI, abbiamo:
SEMPLICI: Quando sono formate solo da un adenomero e un dotto
escretore;
RAMIFICATI: Quando ci sono più adenomeri ancorati a un solo
dotto escretore;
COMPOSTI: Quando più adenomeri si ramificano in più dotti
escretori (e talvolta confluiscono in uno più grande).
Per quanto riguarda il MECCANISMO DI SECREZIONE, si classificano in:
1. SECREZIONE MEROCRINA o ECCRINA: Il secreto viene rilasciato
per esocitosi, mentre la cellula secernente resta integra. I tipi di
secrezione sono:
SIEROSE: La secrezione è fluida e ricca di sali minerali, acqua e
proteine. Tipica del PANCREAS ESOCRINO, GHIANDOLE LACRIMALI e
GHIANDOLA PAROTIDE;
MUCOSE: La secrezione è molto viscosa, ricca di proteoglicani e
glicosamminoglicani. Tipica delle GHIANDOLE SALIVARI MINORI,
GHIANDOLE ESOFAGEE e DUODENALI;
MISTE: La secrezione è siero-mucosa. Tipica della GHIANDOLA
SOTTOLINGUALE (in cui è abbondante la componente mucosa) e della
GHIANDOLA SOTTOMANDIBOLARE (in cui è abbondante la
componente sierosa).
2. SECREZIONE APOCRINA: Caso in cui, con la secrezione, le cellule
perdono parte del loro citoplasma. Tipica delle GHIANDOLE
MAMMARIE e SUDORIPARE (dello scroto, del pube e delle
ascelle).
3. SECREZIONE OLOCRINA: Caso in cui l’intera cellula si stacca
dall’epitelio, la membrana degenera e il secreto viene riversato
all’esterno, con conseguente morte della cellula. Questa viene poi
rimpiazzata da altre cellule per mitosi. Tipica delle GHIANDOLE
SEBACEE. TESSUTI CONNETTIVI
Ha il compito di connettere tessuti diversi fra loro nella formazione degli
organi. Hanno funzione di:
CONNESSIONE MECCANICA, in quanto ancora i tessuti fra loro e
fornisce sostegno e protezione agli organi;
CONNESSIONE FUNZIONALE, con funzione trofica, ovvero di
consentire il transito di sostanze nutritive o di cellule delle difese
immunitarie.
Una differenza sostanziale fra i tessuti connettivi e quelli epiteliali è che
i primi sono altamente vascolarizzati, le loro cellule sono meno aderenti
fra loro ed è molto abbondante la matrice extracellulare.
MATRICE EXTRACELLULARE
Composta da una parte solida, costituita da FIBRE e una parte liquida,
detta SOSTANZA FONDAMENTALE (o componente amorfa).
Partendo dalle fibre, distinguiamo:
FIBRE COLLAGENE: Lunghe, flessibili e resistenti alla trazione, utili
quindi in tendini, legamenti, cartilagini e ossa. Sono formate da una
proteina chiamata TROPOCOLLAGENE, formata a sua volta da un
avvolgimento a tripla elica di glicina, prolina e idrossiprolina. Tale
struttura viene chiamata MICROFIBRILLA; le microfibrille si associano
sfalsate di tre quarti in FIBRILLE, che proprio perché sfalsate
presentano una bandeggiatura scura ogni 64-70 nm. Infine, le fibrille
si assoceranno in FIBRE. Un deficit di collagene è una causa attribuita
alla SINDROME DI EHLERS-DANLOS, di cui ne soffriva James Morris,
conosciuto anche con il soprannome di “The Rubber Man”.
FIBRE RETICOLARI: Sono molto simili alle precedenti ma sono più
sottili, meno resistenti e più flessibili. Sono costituite sempre da
tropocollagene ma in forma meno aggregata e costituisce lo stroma
di sostegno di fegato, linfonodi e milza.
FIBRE ELASTICHE: Formate da microfibrille di 2 proteine, ELASTINA e
FIBRILLINA che si associano in làmine (se ricoprono le arterie o il
derma) oppure in fasci (quando si tratta del citoscheletro). La loro
lunghezza può variare fino al 150%.
La fibrillina e l’elastina conferiscono elasticità ai vasi sanguigni e alle
muscose polmonari. Una mutazione genetica riguardo alla fibrillina è
coinvolta nella SINDROME DI MARFAN, della quale ne soffriva la
pallavolista FLO HYMAN.
Dopodiché abbiamo la parte liquida, la sostanza fondamentale (o
componente amorfa). Risulta molto permeabile ai metaboliti o/e alle
cellule del sistema immunitario, formata da ACQUA,
GLICOSAMMINOGLICANI (GAG), PROTEOGLICANI e qualche
GLICOPROTEINA.
I glicosamminoglicani presenti sono:
CONDROITIN SOLFATO: Tipi A, B, C. Frequenti nel tessuto osseo;
CHERATAN SOLFATO: Frequente in cartilagine o nella cornea;
EPARAN SOLFATO: Frequente nelle membrane basali degli epiteli
o nei tessuti di sostegno;
ACIDO IALURONICO: È il componente quantitativamente più
presente e forma l’asse di legame per centinaia di proteoglicani,
formando macrocomplessi chiamati AGGRECANI. In particolare, i
proteoglicani sono molto idrofili e formano una rete-setaccio che
seleziona il tipo di molecole attraversanti;
Per quanto riguarda le poche glicoproteine, sono principalmente:
FIBRONECTINA: Viene prodotta soprattutto durante la
cicatrizzazione, essendo una proteina fibrosa presente nei tessuti
connettivi lasso e denso;
LAMININA: Presente nelle lamine basali, contribuisce al
differenziamento cellulare (soprattutto di neuroni e gangli).
laminina e actina interagiscono con la DISTROFINA. Una
mutazione di quest’ultima causa la DISTROFIA MUSCOLARE DI
DUCHENNE.
CONDRONECTINA: Abbondante nelle cartilagini.
N.B.: La fibronectina possiede un dominio RGD (Arginina-Glicina-
Aspartato) che media l’attaccamento di questa proteina alle INTEGRINE.
CELLULE FISSE O MIGRANTI
FIBROBLASTI: Sono le cellule più abbondanti, solitamente di forma
stellata. Secernono acido ialuronico ma possiedono tutti gli
organuli citoplasmatici di una cellula normale. Possono attivarsi
dallo stato latente in un qualsiasi momento (fibrociti) e in base alla
zona, prendono nomi diversi: CONDROBLASTI (condrociti) nella
cartilagine, OSTEOBLASTI (osteociti) nel tessuto osseo;
MACROFAGI (o ISTIOCITI): Originano per differenziazione dai
monociti del sangue, grazie alla abbondante presenza di matrice
extracellulare colonizzano l’intero tessuto. Esistono:
MACROFAGI MIGRANTI: Sono dotati di movimento ameboide,
perciò possono spostarsi, attratti dai siti di infiammazione. Hanno
grandi dimensioni perché si arricchiscono di LISOSOMI e, in presenza
di una cellula danneggiata/patogena, la fagocitano e gli enzimi la
lisano. Talvolta, riconosciuto il patogeno, i macrofagi espongono sulla
propria membrana gli ANTIGENI, così da
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