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Italiano - Analisi

Impegno civile: uno, dieci, cento, mille Alfieri

1) Gli elementi che dimostrano il successo riscosso da Alfieri alla fine del Settecento furono le sue tragedie che in seguito furono ristampate moltissime volte per tutto il secolo successivo.

2) Da entrambe le descrizioni di Ugo Foscolo e Leopardi scaturisce nella persona dell'Alfieri un animo combattivo, devoto alla patria, tanto che viene definito anticipatore del nazionalismo. Alfieri infatti ha sempre avuto un amore per l'Italia così forte da porsi come profeta della libertà e dell'indipendenza italiana, fu colui che con i suoi scritti riuscì a risvegliare la coscienza nazionale di un popolo dormiente da secoli.

3) A seguito della natura patriottica dell'Alfieri è stato da molti definito anticipatore del Risorgimento italiano. In quanto sia nei suoi primi scritti cospiratori del Risorgimento sia alla natura stessa dello scrittore, che potremmo definire libertino, possiamo affermare che egli fu un precursore del nazionalismo intollerante ed aggressivo che si ritroverà poi nel fascismo.

4) Mano a mano che si va avanti con la lettura del testo "Uno, dieci, cento, mille" di Belardelli, emerge come ognuno dei personaggi storici da lui citati abbia un'opinione personale nel descrivere il personaggio di Vittorio. Forse la persona dell'Alfieri in realtà era così complicata ma al contempo universale (a tutto tondo) che molti rispecchiavano i propri ideali politici in lui. Riassumendo quello che voglio dire è che, a suo parere, non c'è una descrizione più giusta o sbagliata nel descriverlo. Ma che, in realtà, lui stesso rispecchia tutte e quante le descrizioni.

5) Potremmo quasi dire che Alfieri viveva in un mondo a parte, molto lontano dal suo. Vittorio infatti, teorizzò delle idee e affermò cose che nell'epoca in cui lui viveva non sarebbero mai riuscite a divenire una realtà concreta. Dando una sensazione di astrattezza ad alcuni dei suoi lettori.

6) Il punto di vista dell'autore lo si può individuare delle ultime righe del suo testo dove emerge dalle sue parole, e non più citazioni di altri personaggi storici, il grande apprezzamento che Belardelli ha nei confronti di Vittorio Alfieri. E questo lo si può anche capire dagli innumerevoli aggettivi di elogio che egli li rivolge (straordinario successo, certe inclinazioni alle posizioni, certe pose teatrali). Secondo lui l'Alfieri ci ha lasciato una grande eredità, molto più vasta degli ideali di libertà e nazionalismo. Un'eredità che ha caratterizzato la vita politica e il discorso pubblico del nostro Paese.

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Analisi testo Alfieri uno dieci cento mille e Ugo Foscolo la vota e la morte Jacopo Ortis Pag. 1
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

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