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Analisi finanziaria

Attraverso la contabilità le imprese rilevano i fatti amministrativi. Il fatto amministrativo, che si rileva in contabilità e troviamo in bilancio, ha due caratteristiche: vi dev’essere almeno un soggetto terzo coinvolto e vi dev’essere almeno un aspetto finanziario.

Bilancio consolidato

Fare un bilancio consolidato significa avere tante entità giuridicamente indipendenti che fanno il loro bilancio d’esercizio. L’azienda A (Srl) acquista merce dall’esterno per 80€ e le vende a B (Spa) per 100€. L’impresa B non le vende, A è proprietaria al 100% di B, nel bilancio d’esercizio di A e quindi si deve chiedere se le merci comprate per 80€ e vendute a 100€ (ricavi), di conseguenza l’utile è di +20€. Le rimanenze sono uguali a 0€. Il bilancio di B prevede che il C/E è composto da nessun ricavo e da un costo di -100€. Nel bilancio di A ho rilevato la vendita perché i due soggetti sono giuridicamente indipendenti. Il concetto di bilancio consolidato è di dimenticare che sono due soggetti, nella sostanza sono un unico soggetto economico. Il perimetro del bilancio del consolidato è AB, come se fossero la stessa impresa. La vendita tra A e B quindi non è più un fatto amministrativo e si rettificano, quindi nel bilancio consolidato non vengono rilevate le operazioni fra le due imprese (due stabilimenti della stessa impresa).

Debiti

I debiti rappresentano: uscite di denaro posticipate. Il debito altro non è che un’uscita di denaro posticipata al momento in cui ho comprato. Oggi nasce l’obbligazione a pagare una somma di denaro ad un altro soggetto, nasce un debito. Vi sono molte tipologie, ne analizziamo principalmente tre:

  • Debiti commerciali: debiti che nascono a fronte di acquisti di beni (deb v/fornitori)
  • Debiti finanziari: debiti che nascono perché mi hanno prestato dei soldi, debiti verso le banche
  • Altri debiti (né commerciali, né finanziari): ratei e risconti, es. debito verso dipendente per mensilità di dicembre che pagherò a gennaio

L’aspetto economico di un’operazione considerata: nessuna delle risposte precedenti costi e ricavi. L’impresa reperisce una serie di fattori produttivi dall’esterno (sono presenti in maniera limitata) e per poterli acquisire devo fare un acquisto. L’acquisto è acquisire un fattore produttivo dietro la corresponsione di un prezzo. Da un’operazione di acquisto ottengo una duplice operazione:

  • Uscita di denaro
  • Costo (altro non è che il valore del bene che entra in azienda di cui posso disporre)

Un’impresa che compra fattori produttivi vende prodotti/servizi finiti (trasferisco la proprietà di un bene con disponibilità limitata). Quando vendo ho un bene che esce (sorge il ricavo) e un’entrata di denaro (immediate o posticipate).

Entrate e uscite di denaro aspetto finanziario. Costi e ricavi monitora i beni, è l’aspetto economico. Il costo deriva dal fatto amministrativo. Sostengo un costo per acquisire la disponibilità di un bene o servizio che è presente in maniera limitata.

Costo di competenza

L’acquisto di un computer da parte di un’impresa informatica comporta il sorgere di un: dipende, dall’ipotesi alla base. Se un’impresa agricola compra la gallina e la mangia, esaurisce la sua utilità in una sola volta quindi abbiamo un costo d’esercizio (esaurisce l’utilità in una sola volta, CE). Se l’impresa agricola compra la gallina, la mantiene e la usa per vendere le uova allora quella gallina genera un costo pluriennale (fattore produttivo che viene detto ad utilità ripetuta nel tempo, gli investimenti, attivo SP). Il computer potrebbe essere un costo d’esercizio se lo compro per la rivendita ma diventa un costo pluriennale se lo uso più e più volte. Bisogna considerare l’utilità del fattore produttivo preso in considerazione. Il costo di competenza è il costo relativo all’annualità, l’ammortamento di un costo pluriennale è un costo di competenza.

L’IVA indetraibile sugli acquisti rappresenta: un costo indetraibile è un costo per l’azienda esattamente come se fossi un consumatore finale, perché lo sono.

Operazioni di chiusura

Le operazioni di chiusura vengono effettuate per: rilevare in contabilità tutte le operazioni di competenza dell’esercizio amministrativo. Vengono fatte per rispettare due principi: il principio di competenza e per il principio di prudenza.

  • Principio di competenza: ci dice il momento in cui dobbiamo scrivere un costo o un ricavo in bilancio. Qual è il momento in cui devo iscrivere un costo in bilancio? Tutte le operazioni dall’01/01 al 31/12 vanno contabilizzate. Esempio. Il 28/12/18 vendo della merce ma la fatturo il 6/01/2019, questo ricavo quando lo rilevo? Il principio dice che se si tratta di ricavi, la competenza la si ha nel momento in cui trasferisci tutti i rischi e benefici connessi al bene. Se sono beni mobili lo si fa con la consegna o spedizione del bene indipendentemente da quando emetti fattura. Se si tratta di un bene immobile, il ricavo è di competenza nell’anno in cui avviene il passaggio di proprietà. Per quanto riguarda i costi essi seguono la competenza dei ricavi, ovvero, vi è correlazione con quella dei ricavi.
  • Principio di prudenza: nel bilancio vuol dire iscrivere gli utili, ovvero i ricavi, solo se realizzati e le perdite, ovvero i costi, anche se presunti. È stata fatta questa scelta perché il bilancio è fatto per i creditori, che vogliono vedere la situazione peggiore.

Operazioni di chiusura: fine anno. Operazioni di gestione: Durante l’anno

  • Ammortamenti
  • Acquisti
  • Magazzino
  • Vendite
  • Ratei e Risconti
  • Incassi
  • Trattamento di fine rapporto
  • Pagamenti

Bilancio d’esercizio

Il bilancio d’esercizio disciplinato dal codice civile è composto da? Nessuna delle precedenti. Ci sono due modelli di bilancio, OIC e IAS. C’è stato un cambiamento molto consistente nel 2016, è stata recepita una direttiva Europea con D.lg. 139 del 2015, ma la sua prima applicazione è stata il 1 gennaio 2016, queste nuove norme hanno cambiato le regole del bilancio, a partire dal contenuto, ora comprende: stato patrimoniale, conto economico, rendiconto finanziario obbligatorio e nota integrativa. Il bilancio della quotata è diverso dal bilancio della non quotata, lo Ias inserisce pure il prospetto delle variazioni di patrimonio netto.

Nello stato patrimoniale vengono indicate? Grandezze stock. Al 31/12 effettui una “fotografia” dello stato patrimoniale. Quando invece leggiamo il conto economico, leggiamo dall’1/1 al 31/12, quindi stiamo leggendo il flusso dei costi e il flusso dei ricavi, ricapitolando abbiamo grandezze stock nello stato patrimoniale e grandezze di flusso nel conto economico.

I ratei passivi rappresentano? La contropartita finanziaria di quote di costo di competenza dell’esercizio in chiusura, la cui manifestazione numeraria avverrà nell’esercizio successivo. La differenza è che il rateo ha manifestazione finanziaria posticipata, il risconto ha la manifestazione finanziaria anticipata. Per esempio: un’impresa ha un affitto di 3.000€ a fronte di un affitto che permetterà di utilizzare l’immobile per 3 mesi, dal 1/11/2017 al 1/02/2018. Il primo di dicembre nel conto economico ho iscritto Affitti passivi (costo) 3.000€, nello stato patrimoniale ho iscritto un’uscita di denaro di 3000€. Arrivati al 31/12 io ho un costo che devo rinviare all’anno dopo, quindi io sconto, per avere solo costi di competenza. I 1000€ che io ho scontato li “posteggio” nello stato patrimoniale.

Conto Economico Stato Patrimoniale
Attivo Passivo Attivo Passivo
1000 Affitti passivi (3000) Banca 3000 2000 Risconto attivo 1000

Risconto attivo è la contropartita di una quota di costo e fondamentale di una quota di costo, che ha avuto la manifestazione finanziaria, ma che è di competenza dell’esercizio successivo. Considerare il risconto come se fosse un veicolo, che carica il costo e poi lo scarica. I risconti possono essere attivi o passivi, se stai togliendo un pezzo di costi, è un risconto attivo, se tolgo un pezzo di ricavo, lo chiamo risconto passivo. Se ragiono al contrario, il risconto diventa un rateo. Es. Il proprietario ci chiede di pagare l’affitto posticipatamente, se io arrivo il 31/12 in bilancio mi trovo 0€ come affitti, ma l’affitto del 1/11 fino al 31/12 ho un affitto di competenza, quindi devo scrivere un costo, imputare un costo di 2000€.

Conto Economico Stato Patrimoniale
Attivo Passivo Attivo Passivo
Affitti passivi 2000 Banca 0 Rateo passivo 2000

In Bilancio si chiama rateo passivo. Il rateo lo chiudo l’1/02. Il risconto lo chiudo al 31/12, invece il rateo devo aspettare di pagare la somma per chiuderlo. Esempio: uno stabilimento ingaggia la vigilanza, pago un canone annuale, dal 1/07/2017 al 1/07/2018, il problema è quando si paga, se paghi prima crei un risconto, se paghi dopo crei un rateo.

Capitalizzazioni e rettifiche di valore

Quali delle seguenti affermazioni è corretta? Nelle operazioni di capitalizzazioni, per stornare i costi, viene utilizzato il conto “incrementi immobilizzazioni per lavori interni”, anziché i costi di conto.

Nell’azienda Ferrero

Conto Economico 2017 Stato Patrimoniale
Passivo Attivo
Costi per MP 10000 Macchinari 11000
Costi per servizi 5000
Costi per personale 15000
Incremento immobilizzazioni per lavori interno +11000

Arrivati al 31/12 devo dire, quali sono quelli che mi sono serviti per il 2017? E quali quelli usati per produrre internamente immobilizzazioni?

Quali delle seguenti affermazioni è corretta? Le rettifiche di valore (in diminuzione) su investimenti strumentali sono rilevazioni contabili effettuate al fine di rettificare il valore di attività a causa del consumo o di eventi eccezionali. La rettifica del valore dovuto al consumo è un ammortamento. La rettifica del valore dovuto ad eventi eccezionali è una svalutazione.

Stato Patrimoniale
Attivo Passivo
F.do ammortamento 10

L’ammortamento lo faccio per scrivere a conto economico un costo di competenza, perché ho usato il dipendente, ho usato il macchinario ecc.

Beni in leasing

I beni in Leasing, nel bilancio civilistico di una società non quotata, vanno inseriti tra: nessuna delle precedenti. Non posso metterlo nelle immobilizzazioni perché non ne sei proprietario. I Leasing si iscrivono (canoni di Leasing). Nel bilancio civilistico devi fare vincere la forma giuridica, se non ne hai la proprietà non lo puoi inserire. Nei bilanci IAS invece è scritto nelle immobilizzazioni perché non importa la forma, ma conta la sostanza.

Redditività operativa della gestione

La redditività operativa della gestione è? È espressa dal ROI.

  • ROE = La misura della remunerazione degli azionisti
  • ROA = La misura della remunerazione del capitale globalmente investito nell’impresa

Un elevato incremento del capitale circolante netto può rappresentare? Nessuna delle precedenti.

  • Attività a breve termine – passività a breve
  • Se cresce vuol dire che ho meno liquidità

L’indicatore più rilevante per valutare la situazione patrimoniale dell’impresa è? L’indipendenza finanziaria. Vedremo sette modi per calcolare l’indipendenza finanziaria, per esempio: patrimonio netto/totale passivo.

Equilibrio dell'azienda

Valutazione delle performance per analizzare gli equilibri dell’azienda. Valutazione delle performance significa capire se un’azienda è dotata di continuità, continuità azienda che i principi contabili internazionali, quindi le quotate, definiscono come la possibilità di sopravvivere per i prossimi 12 mesi, questo è il concetto di liquidità. Bisogna capire se l’impresa è dotata di continuità. La dottrina dice che lo è quando è dotata di competitività (compra, vende, ecc...), a sua volta un’azienda è dotata di competitività quando presenta una situazione di equilibrio generale, che però per essere misurato, quantificato, valutato, si può spezzare in tre sotto settori: patrimoniale, finanziario, economico.

Per misurare l’equilibrio patrimoniale e l’equilibrio finanziario si utilizza il prospetto di bilancio che è lo stato patrimoniale, ma uno SP riclassificato, ci sono due modalità di riclassificazioni, una finanziaria e una funzionale, con obbiettivi e chiavi di lettura completamente diversi.

Per una valutazione della performance finanziaria, oltre allo stato patrimoniale riclassificato, si guarda il rendiconto finanziario, la differenza è che nell’analisi per indici si fa una valutazione della situazione finanziaria statica, perché l’indice calcolato sullo stato patrimoniale è al 31 di dicembre, con la lettura del rendiconto finanziario, si è in grado di fare una lettura un po’ più dinamica, perché si analizzano i flussi finanziari dall’1/01 all’1/12. Una non esclude l’altra, sono complementari.

Per quanto riguarda la lettura della performance economica, esattamente come per la finanziaria e la patrimoniale abbiamo bisogno del conto economico, ma riclassificato, noi ne vedremo uno particolare che prende il nome di “CE riclassificato a valore aggiunto”. Sul conto economico riclassificato andremo a calcolare gli indici di redditività, ovvero quelli che servono per valutare le performance economiche.

Equilibrio economico: un’impresa è in equilibrio economico quando il flusso dei ricavi è durevolmente in grado di fronteggiare il flusso dei costi. Questa definizione ci pone dei problemi, l’analisi non si deve limitare a guardare l’ultimo rigo del conto economico, ma devo capire se l’azienda deve fronteggiare durevolmente l’equilibrio!! Bisogna andare a spezzare il risultato netto in 3 aree, area caratteristica, area finanziaria e area straordinaria. È importante misurare il reddito operativo, e ancor più importante misurare il Margine Operativo Lordo, perché ci dicono la capacità dell’impresa di generare ricchezza dall’attività core dell’impresa.

Potrei però avere un’impresa che chiude in utile, che ha una gestione caratteristica perfetta ma potrei avere i soci che non sono contenti, allora la definizione di prima va avanti e dice: “Un’impresa è in equilibrio economico quando il flusso dei ricavi è durevolmente in grado di fronteggiare il flusso dei costi garantendo un’adeguata remunerazione anche ai fattori produttivi a remunerazione residuale. Quindi tu devi arrivare ad avere un utile e una gestione positiva ma devi anche remunerare il capitale portato dai soci in azienda. Se non remuneri i soci, questi se ne vanno, tolgono capitale dall’impresa e questo non va bene. Bisogna inoltre remunerare in maniera congrua i dipendenti. Gli ingredienti della definizione sono:

  • Attività caratteristica
  • Remunerazione di tutti i fattori produttivi
  • Remunerazione congrua dei soci

L’equilibrio finanziario riguarda entrate e uscite, quanto un’impresa è in equilibrio finanziario, la definizione dice: “un’impresa è in equilibrio finanziario quando il flusso delle entrate è costantemente in grado di fronteggiare il flusso delle uscite”. Le entrate devono fronteggiare le uscite in maniera tempestiva ed economica. Sarà fondamentale leggere il rendiconto finanziario per vedere se questa capacità è momentanea o ripetitiva o tendenziale.

L’equilibrio patrimoniale monitora le fonti di finanziamento, il capitale reperito dall’azienda, la definizione dice: “ci deve essere una relazione corretta tra patrimonio netto e il debito, noi possiamo dire che un’impresa è in equilibrio patrimoniale quando è finanziata allo stesso identico modo da capitale proprio e capitale di terzi, quando i terzi (banche e soci) conferisco in azienda uguale ammontare, l’azienda è in equilibrio patrimoniale, attraverso gli indici, sapremo quanto hanno messo i soci, quanto hanno messo i terzi e così via.

Esempio: sono un’impresa in equilibrio economico, ed ho tanti ricavi e pochi costi, vendo a clienti non solvibili, che non pagano, quindi non sono in equilibrio finanziario, e questa situazione penalizza pure l’equilibrio patrimoniale. Se sono in equilibrio patrimoniale, ho tanto patrimonio, ma non sono in equilibrio economico, cioè non riesco a vendere, quindi brucio ricchezza, ma se brucio ricchezza, brucio patrimonio netto, quindi la mancanza di uno distrugge l’altro. Se io non ho i soldi per pagare i debiti, mi indebito, aumentano gli interessi passivi e diminuiscono gli utili e se diminuiscono gli utili diminuisce l’equilibrio economico.

In sintesi

  1. Non è sufficiente guardare l’utile, equilibrio economico bisogna vedere la gestione caratteristica, essendo in grado di remunerare anche congruamente i soci. Garantendo un’adeguata remunerazione anche a tutti i fattori produttivi (lavoratori). N.B. Attività caratteristica: ciò che tira il processo Remunerazione congrua → Tutti i fattori produttivi → Soci
  2. Le entrate devono essere in grado di fronteggiare le uscite in maniera TEMPESTIVA (senza ritardi) ed ECONOMICA (senza gravare sul conto economico)
  3. Monitora le fonti di finanziamento. L’impresa è in equilibrio patrimoniale quando finanziato allo stesso modo da PATRIMONIO NETTO > Capitale apportato da soci, patrimonio di terzi

Se manca anche solo uno di questi equilibri, nel medio/lungo periodo si destabilizza l’intero sistema aziendale.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuliafossati95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Corporate Finance e Analisi Finanziaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Rizzato Fabio.
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