Ciappelletto: giornata 1 novella 1
Introduzione e temi religiosi
Raccontata da Panfilo. La novella in questione tratta i temi religiosi dell'epoca. Viene raccontata una storia paradossale: storia di Ser Ciappelletto, inviato da Musciatto Franzesi (consigliere di Filippo il Bello) a riscuotere debiti in Borgogna dato il suo carattere malvagio in grado di gestire situazioni del genere.
Il personaggio di Ser Ciappelletto
La novella inizia parlando di un altro personaggio: proprio Musciatto, per poi parlare di ser Ciappelletto. Ser Ciappelletto era omosessuale. Viene ospitato da due usurai fiorentini. Ad un certo punto ser Ciappelletto si ammala gravemente e le sue condizioni peggiorano a tal punto che egli arriva in punto di morte. I due usurai non sanno cosa fare perché sanno che egli, essendo peccatore, non riceverà le indulgenze e una degna sepoltura. Ma ser Ciappelletto si offre di riparare la situazione, e chiede ai due usurai di chiamare un confessore per confessarsi.
La confessione e la santificazione
In questo punto il registro cambia, da narrativo diventa teatrale. Paradossalmente egli risponde alle domande del frate in maniera innocente, ammette solo peccati di poco conto. Il frate gli chiede se ci sia qualcosa di più importante di cui si pente. Il mondo ecclesiastico ora viene rappresentato con una consuetudine che Boccaccio vuole tenere viva nella narrazione: una vera santificazione. Il predicatore sta indicando al popolo peccatore una figura buona, devota e positiva.
La venerazione di Ser Ciappelletto
La conseguenza di questa santificazione è che ormai, Ser Ciappelletto essendo adesso venerato come un santo, viene considerato un corpo da cui attingere una qualche reliquia della sua santità. I suoi abiti vengono infatti lacerati e ogni fedele ha il desiderio di portare con sé un pezzo. Si crea quindi una calca sul corpo di ser Ciappelletto pur di avere una reliquia della sua santità.
Conclusione
Il Decameron è iniziato con un tono predicatorio ma il suo senso profondo è un rovesciamento del principio comunicativo della predica cristiana. Il personaggio che ha tutta l’attenzione del popolo è in realtà un malfattore. Il popolo che adora ser Ciappelletto non conosce la verità dei fatti. Conclusione: Panfilo afferma che la misericordia di Dio abbia riconosciuto forse il suo pentimento al di là della sua vita scellerata, ma viene il sospetto che invece la misericordia di Dio non ha tollerato tutto questo e che ser Ciappelletto sia nelle mani del diavolo, e non in paradiso.
Frate Cipolla: giornata 6 novella 10
Introduzione e retorica fraresca
Raccontata da Dioneo. Novella di Frate Cipolla. La novella di Frate Cipolla rilancia il motivo comico della retorica fraresca e della satire sul culto delle reliquie. Frate Cipolla è il miglior brigante del mondo e un gran retorico, che va a Certaldo per mostrare ai contadini certaldini una santissima reliquia, ovvero una penna dell’Angelo Gabriele ricevuta in dono durante un viaggio nelle “sante terre d’oltremare”.
Lo scambio e la beffa
Questa novella ospita un gioco di specchi per quanto riguarda le beffe: due amici burloni di Frate Cipolla, Giovanni e Biagio, in un momento di distrazione del servo che dovrebbe sorvegliare la falsa reliquia, la sostituiscono con dei carboni. Nel giorno fissato per la predica, Frate Cipolla si accorge solo all’ultimo momento della sostituzione e, senza scomporsi, inizia il resoconto di un viaggio fittizio che giustifica la presentazione di una nuova reliquia: i carboni su cui è stato arrostito San Lorenzo.
La reazione del pubblico
Questo scambio deve essere necessariamente un segno divino, per organizzare una degna e tempestiva onoranza visto che mancando due giorni al dieci agosto. Il discorso di Frate Cipolla ha le credenziali di un trucco giullaresco recitato sulle movenze del dramma sacro; le parole sono saggiamente pesate nel racconto del viaggio in terre sconosciute, racconto che mischia termini inventati e volutamente ironici (i paesi di Truffia e Buffia) a frammenti della storia della vita dei santi, per legittimarlo. I contadini cadono nel tranello del Frate; la novella si conclude con una risata dei due burloni, che “celebrano” la bravata del frate e la sua mancata punizione.
Denuncia del carattere fraudolento
È una narrazione impegnata nella denuncia del carattere fraudolento dei fratelli antoniani; il culto delle reliquie false era molto comune nel Duecento e nel Trecento.
Messer Torello: giornata 10 novella 9
Valori della nobiltà e introduzione al Saladino
Giornata dedicata ai valori della nobiltà. Nella nona novella fa di nuovo figura un Saladino (già presente nella terza novella, nona giornata), protagonista di una storia che proporrà spunti di riflessione. La novella presenta due tempi diversi, con un intervallo, una cesura nel mezzo. È una narrazione che bisogna di un tempo lungo e uno spazio amplificato. Qui è presente una componente nuova, di stile fiabesco, che passa da una sequenza realistica ad un finale imprevedibile e fiabesco.
Il viaggio del Saladino
Siamo nel periodo di organizzazione della terza crociata (Federico Barbarossa, 12esimo secolo, 1189), evento drammatico che fa sfondo alla novella. Il Saladino decide di fare un viaggio in Occidente, travestito, arrivando in Italia, per conoscere meglio il grande avversario. Nei pressi di Pavia incontra un cittadino comune, messer Torello, e gli chiede informazioni su dove trascorrere la notte. Torello intuisce da subito di aver incontrato persone speciali e importanti e decide di dedicargli le sue attenzioni, anima e corpo per soddisfarne i suoi bisogni.
Accoglienza di Messer Torello
Torello decide perciò di accompagnarlo e Boccaccio fa risaltare l’essere discreto di Torello, senza eccesso di zelo, e messosi d’accordo con un suo familiare, accompagna il Saladino proprio a casa di Torello, che lo accoglie. Il Saladino si accorge della disponibilità che messer Torello voleva offrirgli col timore di un rifiuto, così sta al gioco e accetta di passare la notte a casa sua. Torello possiede la casa principale a Pavia, così il giorno dopo, tramite lo stesso inganno con il familiare, accoglie nella città il Saladino nella loro casa principale insieme a sua moglie, un’accoglienza ancora più imponente e organizzata, con un banchetto e pernottamento inclusi. La moglie decide inoltre di regalare al Saladino dei vestiti preziosissimi.
L'incontro tra i due mondi
Il Saladino si era presentato agli ospiti come un mercante di Cipro, in Italia per affari, perciò la moglie ironizza su come sia delicato per essere un mercante, alludendo al fatto che forse gli ospitanti si sono accorti della bugia del Saladino. Dopo il commiato, avviene la cesura della novella. Avviene la terza crociata, alla quale Torello partecipa lasciando la moglie in lacrime. Torello chiede alla moglie di essere fedele almeno per un anno e poi parte per la crociata. È passato del tempo e il Saladino intanto è tornato al suo paese senza dimenticare mai Messer Torello e la moglie e la loro grande gentilezza.
Prigionia e riconoscimento
Messer Torello intanto è stato reso prigioniero e portato alla corte del Saladino. La situazione è drammatica, Messer Torello vive in una terra straniera da schiavo e tenta più volte di fuggire inutilmente. Messer Torello è un buon falcatore e svolge da schiavo questo ruolo, ad Alessandria, in Egitto e viene convocato dal sultano per parlare di falconi. Il Saladino, vedendo le espressioni del prigioniero, si ricorda di Messer Torello, nonostante il tempo passato, così gli chiede la provenienza. Alla risposta del prigioniero, il Saladino sorride contento, ricordandosi totalmente della vicenda avvenuta a Pavia e mostra a Torello i vestiti regalati da sua moglie; Torello ricorda i vestiti regalati al mercante di Cipro. Così il Saladino rivela la propria identità, abbracciando messer Torello e finalmente ha l’occasione di ricambiare la grande gentilezza offertagli da Torello molto tempo prima.
Ritorno a Pavia
A Pavia Torello è dato per morto e la scadenza della richiesta del messere alla moglie sta per scadere. Mancano pochi giorni alla scadenza e la moglie si sta preparando alle nuove nozze. Il Saladino vuole che Torello rimanga a corte con lui, ma sa della tristezza del messere per via della moglie, perciò lo invita a tornare a Pavia, chiedendogli di venire e visitarlo e di scrivergli lettere; tramite un artificio poi provvede che messer Torello ritorni a casa entro il tempo rimasto alla scadenza. Il sultano, infatti, dona a Torello un letto magico volante, ottenuto dal negromante di corte.
Riconoscimento e ricongiungimento
Torello riesce a tornare a casa in tempo e decide di partecipare in incognito alla festa di nozze come un ospite, diverso da quando era partito per la crociata per saggiare i contegni di sua moglie, fingendosi un importante uomo arabo. Chiede a un giovinetto di riferire alla sposa di farsi portare una coppa di vino, come è tradizione fare nel suo paese d’origine e la sposa, credendolo un uomo molto importante, obbedisce. Torello, che aveva l’anello della moglie in bocca, lo lascia nella coppa mentre beve il vino e la moglie, ricevendo la coppa, rivede l’anello e sconvolta ricorda il defunto marito, riconoscendolo nel misterioso uomo arabo. Prendendogli il viso riconosce Messer Torello e i due, commossi, si abbracciano. La novella di Messer Torello tratta in modo positivo il tema della fede, con la fortuna che possiede un grande ruolo. Nel caso di Messer Torello in modo positivo, con l’incontro fra due mondi, quello islamico e mediterraneo, indifferenti alle differenze poiché uniti dall’amicizia.
Alatiel: giornata 2 novella 7
Introduzione e metafora del desiderio
Raccontata da Panfilo. La vicenda ha inizio con un piccolo cappello, proposto da Panfilo che sta raccontando. Dice di raccontare una vicenda che vede protagonista una musulmana, sventuratamente bella, alludendo al fatto che sarà la sua bellezza a determinare una catena di vicende incredibili che caratterizzeranno la sua avventura esistenziale e che la porteranno a convolare nove volte a nozze. La bellezza di Alatiel è una bellezza che porterà sventura. Alatiel cioè rappresenterà per tutta la vicenda, un incredibile oggetto di desiderio per tanti uomini che le capiterà di incontrare. Tutta la storia di Alatiel si svolge sul mare. Questo racconto è una metafora del desiderio represso in occidente di una bellezza orientale: quella di Alatiel.
Componente parodica e cronotopo
Una prima componente di natura parodica si nota nel fatto che Boccaccio, nel concepire questa storia, che vedrà Alatiel alle prese drammatiche con tante storie diverse e rapporti con uomini che vogliono sempre averla come oggetto di desiderio e come compagna di vita, pensa ad uno schema che già circolava in alcuni racconti dell'Oriente che vedevano come protagonista un sovrano capace di avere come sue compagne tante donne, mogli diverse, come prerogativa di una certa regola del mondo orientale. Agisce quindi con un'intenzione di capovolgimento: elemento parodico.
Partenza e svolgimento della storia
All'inizio viene presentato il cronotopo, ciò che ci consente di vedere in una chiave realistica la storia che ci viene proposta. In questo caso, però, Boccaccio sembra preferire una partenza che ha delle componenti fantastiche. Si parla di un tempo remoto che sembra un po' perdersi nella storia precedente. Siamo a Babilonia, nel Cairo, il centro più importante del mondo arabo visto dall'Occidente. Il sultano di cui si parla ha un nome di fantasia, non di un reale personaggio storico, quindi Boccaccio colloca questa narrazione in un contesto di tipo fantastico: Beminedab.
La promessa di matrimonio
Il Sultano di Babilonia, per averla vinta in guerra, aveva avuto un aiuto dal re del Carbo (parte sud della penisola europea, nella penisola iberica e costa nord dell'Africa) e come ricompensa per questo aiuto militare gli promette sua figlia Alatiel in moglie. Una nave con la fanciulla parte da Babilonia e, viaggiando lungo il Mediterraneo, ha come destinazione il Carbo.
Tempesta e naufragio
Ben presto succede un episodio, che già rappresenta il primo ostacolo al destino di Alatiel: scoppia una tempesta che mette in difficoltà l'equipaggio che viaggiava sulla nave di Alatiel e a Maiorca, la tempesta semina morte sulla nave, la nave si sconquassa e la ciurma viene decimata. La nave danneggiata, con le sole donne ancora in vita, verrà battuta sulla costa e si arenerà su una spiaggia di Maiorca.
Incontro con Pericone
I sopravvissuti cercano di riprendere vita sulla spiaggia. Con la luce del giorno si ha la scena inquietante delle conseguenze della catastrofe. In quel momento passa sulla spiaggia un gentiluomo, Pericone da Isalgo, il quale si premura nel dare primi soccorsi alle donne e decide di offrire ospitalità nel suo castello. La prima cosa che colpisce Pericone è la presenza di questa donna stupenda, che nonostante le condizioni fisiche di grande prostrazione e di debolezza, è pur sempre una donna molto affascinante.
L'evoluzione del rapporto con Pericone
La presenza nel suo castello di queste donne e in particolare quella di Alatiel, incomincia a far camminare la fantasia e i sentimenti di Pericone, il quale è molto attratto da Alatiel. La sua intenzione è quella di averla come moglie o nel peggiore dei casi, averne almeno l'amicizia. Pericone è un uomo molto affascinante, e dopo che Alatiel si è ripresa dalla tempesta, vedendola riacquistare tutta la bellezza che era propria, è dolente per non riuscire a farsi capire da Alatiel dato che parla un'altra lingua (ostacolo di carattere tecnico tra i due). Pericone cerca di sopperire a questo ostacolo cercando di ingegnarsi in modi tali da farsi comprendere da Alatiel, cerca di sedurla.
Consapevolezza e avvertimenti di Alatiel
La donna si rende conto di essere in una situazione in cui sembra che prima o poi i desideri di Pericone avranno un certo esito, anche per una certa psicologia dell'ospite, che in questo momento è l'elemento debole. Alatiel dice quindi che prima o poi avverrà ciò che è prevedibile, cioè che Pericone voglia soddisfazione per questo suo focoso desiderio che lo sta prendendo. In questa situazione, dà delle raccomandazioni molto ferme alle sue donne, cioè Alatiel raccomanda alle sue donne di non rivelare mai a nessuno la loro identità, salvo che non si determini una situazione, che in vista della loro libertà, allora sarà diverso. Raccomanda di conservare la loro castità, così come farà lei, che si ripromette di godere dell'amore soltanto col suo legittimo marito.
Pericone e l'ebbrezza di Alatiel
La linea con la quale Pericone pensa di scardinare la porta del desiderio che Alatiel tiene chiusa: Pericone offre diversi vini mescolati e cresce l'ebbrezza in Alatiel che rinuncia al divieto di bere vino e l'euforia cresce al punto che lei si dà alle danze. Pericone approfitta dell'ebbrezza di Alatiel e consuma con lei il rapporto d'amore. Alatiel si sente quasi in colpa per non aver ceduto prima alle lusinghe di Pericone. Inizia un amore fatto di poche parole e tanti fatti.
Il tradimento del fratello di Pericone
Anche il fratello di Pericone si invaghisce di Alatiel e ordisce uno stratagemma per sottrarre Alatiel dal fratello. Con l'aiuto di certi complici, Marato, procura che oltre l'assassinio di suo fratello, ci sia anche un furto in casa di Pericone e alla fine Alatiel viene portata via su una nave e parte. Alatiel comincia a diventare una donna merce, nessuno sa che lingua parli e nessuno sa la sua identità e i due giovani padroni della nave son protagonisti nuovi nella vicenda ed essi stessi hanno delle mire su Alatiel e avranno esito che comincia ad essere cruento. I due giovani, infatti, butteranno in mare Marato e questo consentirà loro di diventare padroni della situazione e si divideranno Alatiel. Alatiel è nel pieno sgomento per questa svolta violenta della situazione.
Conclusione temporanea
A Chiarenza, hanno un momento di sosta il padrone della nave che è riuscito a sopprimere l'altro e Alatiel. Col principe di Morea Alatiel riesce a trovare una certa serenità e ha la possibilità di continuare la sua avventura, ma le vicende successive restano da esplorare.
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Raccontare novelle. Il Decameron di Giovanni Boccaccio.
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Novelle del Decameron, Letteratura italiana
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Analisi II
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Riassunti Analisi 2