Indici patrimoniali
Introduzione
Il primo importante insieme di indici che riguarda la lettura patrimoniale è quello che mette in relazione i singoli componenti rispetto al tutto.
Quozienti di autonomia finanziaria
Abbiamo i cd. “quozienti di autonomia finanziaria”: uno calcolato in maniera diretta, un altro in maniera indiretta. Sono molto simili al livello di indebitamento. Mettono in relazione i finanziamenti.
Quello che calcola il tutto in maniera indiretta mette in relazione i finanziamenti propri al capitale investito (o tot dei finanziamenti).
Autonomia finanziaria
L'autonomia finanziaria indica quanto sono autonomo nelle mie politiche di finanziamento e quanto invece dipendo da terzi (T). Questa tipologia di indicatori mi dice quanto sono autonomo nei miei finanziamenti.
- Uno lo definiamo indiretto perché ci mette in relazione quanta parte di tutti gli investimenti è coperta con finanziamenti propri: N/K —> indirettamente mi dice quanti sono i finanziamenti da terzi —> indirettamente mi calcola la mia autonomia finanziaria: quello che rimane mi dà l’effettivo valore dei finanziamenti da terzi. Questo indice ricorda molto l’indice di indebitamento nella scomposizione del ROE.
Rapporti percentuali e numerici
Quando mettiamo all’interno degli indici in relazione grandezze di C.E con grandezze di S.P. arriviamo a valori di tipo percentuale. Es: il ROI è pari al 15%; il ROE è pari all’11%.
Quando invece mettiamo in relazione valori dello stesso documento (di S.P.): N/K al massimo potrà essere uguale a 1 —> caso di Alfa. Quando mettiamo quindi in relazione grandezze di S.P. non le esprimiamo più in termini percentuali, ma le esprimiamo in numeri e ci fermiamo al 2° decimale.
Quoziente di autonomia finanziaria diretta
Oltre che in forma indiretta, il quoziente di autonomia finanziaria può essere espresso in maniera diretta, mettendo direttamente in relazione i fin. propri rispetto ai fin. da terzi —> relazione fra noi che siamo a numeratore e i terzi che sono a denominatore.
Quindi siamo forti nel nostro caso. Spesso la struttura dei fin. nelle aziende italiane è parecchio sbilanciata verso i finanziamenti da terzi rispetto ai finanziamenti propri. Il che non è per forza un elemento da leggersi negativamente ma espone a conseguenze.
Indici di copertura
Gli altri indici, che mettono in relazione le sezione dello S.P., sono i cd. “indici di copertura”.
Quoziente di auto-copertura delle immobilizzazioni
Relazione fra l’attivo immobilizzato e i finanziamenti propri. Quanta parte delle immobilizzazioni è coperta da capitale proprio. Nel nostro caso siamo in una situazione addirittura > 1. Se fosse < 1 andrebbe bene lo stesso.
Margine di struttura —> stessi valori: là come differenza; qui come rapporto. Un valore inferiore a 1 non è necessariamente un valore negativo: possiamo attingere ancora dalle passività consolidate per poter coprire le nostre immobilizzazioni rispettando l’equilibrio. Tant’è che c’è l’indice di copertura delle immobilizzazioni che somma al capitale netto i fin. da terzi a medio-lungo e li mette in relazione con le immobilizzazioni. Questo indice —> Margine di struttura allargato: stessi valori.
Copertura del magazzino
Sempre parlando di copertura c’è un indice che calcola la copertura del magazzino. Questo indice che calcola la copertura del magazzino parte sopra facendo N + P = ciò che dobbiamo rimborsare a lungo; prendo ciò che dovrò rimborsare oltre i 12 mesi successivi (a prescindere che siamo io o di terzi); a quello tolgo l’attivo immobilizzato. L’equilibrio perfetto vuole che le immobilizzazioni possano essere coperte solo con qualcosa che deve essere rimborsato oltre i 12 mesi. La parte sopra del nostro indicatore ci sta a dire ciò che è imprescindibile.
Dopodiché quello che mi rimane fra ciò che dev’essere rimborsato oltre i 12 mesi, una volta coperto l’attivo immobilizzato, lo posso usare per coprire il magazzino.
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