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Analisi del film

La parola è convenzionale, l'immagine è specifica. La convenzione è facile perché comprendiamo cosa una persona vuole dire, ma un’immagine è difficile, poiché dobbiamo raccontare qualcosa di specifico con un linguaggio convenzionale. Entrare dentro le specificità. Bisogna stare attenti quando si pone sia l’immagine che la parola. Si creano delle tautologie; o vedo un volto bello oppure si usa la parola, è meglio indicare qualcosa con la parola, diciamo con delle metafore.

Settimo Sigillo - Bergman

La logica degli avvenimenti è mostrata come una necessità, l’impero della logica implicita (fare film in maniera classica, non destrutturata come Hitchcock). Se prendiamo tutti quei film della seconda metà del ‘900 dove era importante la sequenza degli eventi ed è forgiato su una forza implicita. Nella seconda metà del ‘900 la storia, il racconto, la struttura implicita degli eventi viene distrutta (come Godard, Truffaut). Il Settimo Sigillo si basa sulla logica implicita degli eventi. Quando andiamo su un film come Birdman, smontiamo la logica degli eventi perché la narrazione viene destabilizzata dai pensieri, dalle ombre dell’animo.

Nel Settimo Sigillo, la morte è personificata, in Birdman la questione sulla morte viene lasciata in sospeso.

Temi

  • Morte
  • Senso dell’esistenza (che cosa vuoi dalla vita?)
  • Tutto ottenuto dall’espediente legato al filone del teatro (Broadway e i girovaghi del teatro)
  • Amore (legato alla morte)

And did you get what you wanted from this life, even so? I did. And what did you want? To call myself beloved, to feel myself beloved on the earth. Sia Block che salva l’amore di Joe e di Mia, che la fine aperta come in Birdman sono espedienti della sceneggiatura ma non rispondono alle domande sopra citate.

Birdman or the unexpected virtue of ignorance

Rapporto convenzionale col deferente. Soglia enunciativa è il titolo. Ogni volta che vedo un film devo metterlo in rapporto con il titolo (didascalico, nominazione del personaggio). Tutto il film acquista l’andamento di un tempo già avvenuto o quindi di quell’atto ultimo.

Rapporto fra il bolide (tempo cosmico-atmosferico) e l’uomo in una stanza (spazio fisico la stanza, un altro tempo però sempre immaginario perché è sospeso). Evidenza dell’atto in centro campo. Figura in controluce della finestra, rapporto con la luce impedito dall’individuo. (luce e buio, il bolide che scende illumina, l’individuo invece ferma la luce). L’individuo è ambiguo perché è di spalle.

Le mutande creano una de-valorizzazione dell’atto della levitazione. Contrasto quindi tra la ricerca dell’affermazione e valorizzazione del personaggio e impossibilità causata da una mutande ovvero dalla sessualità per esempio. Lui non conta, la luce evince che lui non conta o che meglio conta quanto gli oggetti, e già dalla prima inquadratura il personaggio è inquadrato, l’eroe che farà la sua fine.

Il dramma del protagonista è segnato dalla voce “non si può vivere qui, è un posto di merda” e ci avviciniamo alla sua schiena che adesso conta di più, la fotografia rende eroico il protagonista. Non siamo liberi in questo buco di merda, perché? Per uno squillo di skype. Tema della libertà etc etc… che cosa mi viene presentato? (l’equivalente delle mutande) VALORE UNIVERSALE —> dato dalla posizione della luce in cui lui è, ovvero totale controllo del corpo - yoga (raccolta totale di fronte alla luce) —> MUTANDE” —> libertà—> prigione —> TRILLO

Se da un lato abbiamo la posizione e la libertà che sono valori universali positivi, dall’altro lato abbiamo dei particolari negativi di senso opposto. Orientamento deittico, orientamenti di indici che fanno capire che io per esempio voglio uscire, se poi io ricevo una chiamata ecco che inizia un momento deittico. Deittico è qualcosa che stai facendo vs per esempio un trillo che è l’orientamento anti deittico. Ne deriva l’ironia di tutta la storia. Anche il cavaliere Bloch soffre dell’ironia.

Ironia

IRONIA = VALORE UNIVERSALE contrapposta ad un PARTICOLARE NEGATIVO DI SENSO OPPOSTO. L’ironia blocca la comunicazione o comunque ferisce sempre.

Piano sequenza = movimento di macchina che mi offre una sequenzialità senza stacchi di macchina. In continuità di soggettiva vuol dire che non abbiamo stacchi quindi siamo comunque in piano sequenza anche se in realtà non è un piano sequenza perché la macchina si stacca. Lo spazio determina chi è lui.

Altro elemento: come si veste? È sciatto, casual. Comunque l’abito determina un tratto del personaggio. Non è una persona determinata, sicura, forte, non è virile né potente. La scena sul palcoscenico è importante perché ripete lo stesso discorso sull’amore che era in didascalia. Il piano sequenza mi mette insieme la realtà della vita e il palcoscenico. Vita e palcoscenico sono insieme.

Esca formale del racconto e il nostro protagonista rischierà molto. Il protagonista sarà esattamente il personaggio che lui odia. Il regista crea l’ombra del protagonista ovvero ciò che lui non sopporta. Lo specchio ha la funzione di creare il fanciullo, poi Dioniso viene distratto da uno specchio e poi viene acciuffato, in Amleto to be or not to be è enunciato allo specchio. Con lo specchio noi vediamo la realtà del doppio. La realtà della vita è quella le palcoscenico e viceversa. Poi può avere anche la funzione di riconoscimento.

Ingresso di temporalità che sembra totalmente fantastica. Lo snodo è dato dalla voce che parla ed è immaginaria, nella mente o comunque è il suo doppio. La rottura crea una valenza fantastica. Bergman rende il fantastico (temporalità fantastica), il non reale con degli stacchi. Quando abbiamo un fotogramma nero abbiamo la morte della comunicazione quindi in generale la morte nel cinema. Le composizioni diventano sempre specifiche: per esempio prima di tutto con la visione d.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

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