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Il parlamento europeo di Strasburgo

Premessa

5 maggio 1949: con il Trattato di Londra dieci paesi europei istituiscono il Consiglio d’Europa, stabilendo la sede a Strasburgo (città fulcro della seconda Guerra Mondiale);

1958: entra in vigore la comunità europea istituita da 6 paesi: Belgio, Francia, Italia, Lussemburgo, Germania e Paesi Bassi.

1962: la Comunità Economica Europea prende il nome di Parlamento Europeo;

1979: viene eletta con suffragio universale da 9 paesi membri (ai 6 iniziali si sono aggiunti: Danimarca, Irlanda e Regno Unito) l’assemblea parlamentare;

1981: aderisce la Grecia;

1986: aderiscono Spagna e Portogallo;

1989: dopo la caduta del muro di Berlino, sapendo che ci sarebbero state nuove annessioni, viene commissionata la costruzione di una nuova sede a Strasburgo;

1990: si bandisce un concorso internazionale per la costruzione della nuova sede;

1991: il francese AS. ARCHITECTURE STUDIO si aggiudica il concorso;

gennaio 1999: dopo 8 anni di lavori l’intera struttura è completata;

luglio 1999: inaugurazione della nuova assemblea composta da 15 stati;

2009: decennale del parlamento europeo allargatosi a 27 paesi.

Tesina

Entrando nel quartiere delle istituzioni europee di Strasburgo, percorrendo i vari viali da cui si può raggiungere il palazzo intitolato a Louise Weiss, la decana che pronunciò il discorso di apertura della prima sessione del Parlamento, si nota già l’enorme studio urbanistico effettuato da AS Architecture Studio per adattare la struttura all’ambiente circostante.

Raggiungendo infatti la struttura dai viali secondari come Allée du Printemps o Rue du Romarin, uno dei primi esempi di edilizia sociale in Francia, costruita nel 1924 dagli architetti Rutte e Sorg, il fogliame rado degli alberi lascia trasparire la silhouette del Parlamento Europeo la cui torre cilindrica sembra svuotarsi da questa parte come in segno di rispetto per la vicina zona residenziale.

Percorrendo invece la Boulevard de Dresde, si arriva all’ingresso principale del Parlamento Europeo su Rue du Levant, in cui sullo slargo monumentale si irradia una doppia fila di 28 bandiere degli stati membri, preceduta da quella Europea. Appena dietro troviamo la struttura, che con i suoi 220.000 metri quadrati ci vuole far ritrovare l'essenza dell’architettura europea. Il cerchio e l’ellisse dominano l’edificio: all’esterno la costruzione ha una parte a forma di arco che ospita le sale per le assemblee e una torre riservata agli uffici dei deputati. La facciata orientale, con la sua particolare architettura “incompiuta”, si rifà contemporaneamente sia all’immagine della Torre di Babele, sia a quella del Colosseo.

Il simbolismo evocato appare quindi evidente: riunificare quel popolo che nella Genesi si era frammentato, creando una nuova era, una nuova umanità, guidata da un’istituzione comunitaria capace di operare per una nuova unità, quella Europea.

Oltrepassando il portico, si arriva alla piazza ellittica, dove l’asse maggiore misura circa 70 m e la pavimentazione bicolore riprende l’ombra proiettata dai pilastri della facciata parzialmente traforata, immergendo il visitatore in un universo geometrico simile a quello dell’incisore Escher. L'idea dell'Architecture Studio è che il visitatore si trovi di fronte a uno spazio aperto, una sorta di agorà, la piazza dei dibattiti dell’Atene antica, simbolico richiamo alla culla della nostra tradizione democratica.

Passando all’ala parabolica che ospita l’emiciclo, zona adibita alle postazioni dei giornalisti e dei canali televisivi, la vetrata di 13.000 m2, alta 26 m e lunga 360 m che si affaccia sul fiume, riflette con incessanti cambiamenti di luce i continui mutamenti del clima, delle stagioni e delle ore del giorno, oltre a fungere da comunicatore sociale.

All’interno dell’ala parabolica troviamo un ampio corridoio, dotato di scomparti in cui quotidianamente sono distribuite le 21 traduzioni degli ordini del giorno, dei testi e degli emendamenti discussi in assemblea planetaria e uno dei quattro bar facilmente individuabili per la loro moquette di lana decorata con papaveri e ranuncoli, da cui si innervano per ben 200 m e su 6 livelli l’insieme degli spazi collettivi dell’edificio Louise Weiss.

L’atrio centrale è scandito da una doppia fila di colonne metalliche, il cui profilo a croce ne alleggerisce l’impatto visivo, che fanno da supporto all’aggetto dei corridoi laterali sovrapposti, ma anche alle batterie di ascensori panoramici, alle passerelle arcuate e alle rampe di scale che le collegano verticalmente e trasversalmente.

Simile ad una cattedrale piranesiana e percorsa per tutta l’altezza da liane che si arrampicano dal suolo lungo cavi che percorrono paralleli i tubi per l’umidificazione automatica dell’aria e per l’illuminazione con fibre ottiche, questo veliero si trasforma quasi in un sottobosco amazzonico. Seguendo a strapiombo l’inaccessibile parterre composto da lastre di scisto disposte a squame.

Intorno al paraboloide rivestito di quercia, solitamente affollato da cameramen, troviamo come disseminato di incredibili forme a cono simili a calle, rivestite di cuoio blu, dei divanetti che servono a preservare l’intimità delle conversazioni dei parlamentari.

Oltre agli ascensori panoramici, i vari livelli del paraboloide possono essere raggiunti dall’elegante scala a doppia elica in acciaio e vetro, che nella forma ricorda la scala elicoidale dello stadio comunale Artemio Franchi (in passato Stadio Comunale Giovanni Berta) progettato da Pier Luigi Nervi come esempio di razionalismo italiano.

Al crepuscolo l’edificio si offre in una inquadratura dal basso verso l’alto con una prua cristallina e affusolata che seguendo il profilo del meandro aumenta gradualmente in volume e trasparenza. In realtà la sua crosta di vetro si frattura in un primo tempo al livello della passerella che spunta dalla via interna e in un secondo livello all’altezza dell’abitacolo ovoidale dell’emiciclo, sulla cui sommità si ritaglia una falce di luna crescente.

Sul prolungamento dell’asse della corte d’onore, la sopracitata passerella leggermente ricurva supera i 60 m del fiume e raggiunge gli edifici Winston Churchill e Salvador de Madariaga, costruiti negli anni ’80 per ospitare gli uffici dei funzionari e dei parlamentari che si riunivano nel vicino Palais de l’Europe. René-Henri Arnauld, architetto associato di Architecture-Studio che ha trascorso tre anni a dirigere il cantiere, torna nell’edificio regolarmente, per controllare l’evoluzione del sito in funzione dei vari ampliamenti e dei nuovi bisogni. In effetti gli 800 posti previsti inizialmente nell’emiciclo avevano precorso l’allargamento dell’Unione avvenuto nel 2004, a 27 membri: cioè 785 eletti, al posto.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher serena.summa.17 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi critica dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Cruciani Paolo.
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