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Alpicoltura e coltivazioni erbacee in ambiente montano - Prati e pascoli

Appunti di Alpicoltura e coltivazioni erbacee in ambiente montano per l'esame del professor De Franchi riguardanti gli aspetti climatici della montagna, le caratteristiche chimico fisiche dei terreni alpini e appenninici, gli scopi delle lavorazione del terreno, le concimazioni per migliorare la fertilità dei terreni in collina, fino alla definizione e caratteristiche delle specie foraggere... Vedi di più

Esame di Alpicoltura e coltivazioni erbacee in ambiente montano docente Prof. S. De Franchi

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ESTRATTO DOCUMENTO

EFFETTI DELL’INTENSITÀ LUMINOSA

PUNTO DI COMPENSAZIONE

Punto in cui il processo Fotosintetico assorbe esattamente la stessa quantità di CO

2

prodotta della respirazione (compensa).

PUNTO DI SATURAZIONE LUMINOSA

È il punto in cui la Fotosintesi raggiunge la velocità massima. In questo punto,

nonostante l'intensità luminosa sia molto elevata, non si ha l’aumento della

fissazione della CO .

2 PIANTE ED ESIGENZE DI LUCE

ELIOFILE

100-40% di illuminazione

Piante che vivono solo in presenza di luce forte (massimo di illuminazione solare):

deserti, savane, steppe e alta montagna.

È questo il caso di numerose specie colonizzatrici di suoli nudi.

SCIAFILE

40-20% di illuminazione

Piante tolleranti dell’ombra.

SCIAFILE estreme

10-5% di illuminazione

Piante che non possono vivere se non al di sotto di una copertura vegetale densa,

(piante di sotto-bosco). FOTOPERIODO

I fenomeni connessi al variare dell'intensità luminosa durante le stagioni interessano

soprattutto la fioritura delle piante e sono indicati con il termine di

FOTOPERIODISMO.

Capacità di adattare le funzioni vitali di un organismo alla durata dell’illuminazione

del giorno.

BREVIDIURNE:

Fioritura autunnale o invernale, quando la durata del giorno è minore di 12 ore.

LONGIDIURNE:

Fioritura estiva.

INDIFFERENTI:

Fioritura indipendente dalla durata del giorno, più volte l’anno (Stellaria media)

oppure anche all’oscurità (patata). Filizzola

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ELEMENTI CHE DETERMINANO IL CLIMA

Gli elementi più importanti per la determinazione del clima sono la TEMPERATURA

e le PRECIPITAZIONI.

Dai diversi elementi che caratterizzano il territorio, si indica il tipo di Clima presente

in quella determinata area.

Dal tipo di Clima poi si può determinare la distribuzione della vegetazione.

L’osservazione tra la distribuzione della vegetazione e i fattori TEMPERATURA &

PRECIPITAZIONI ha portato all’elaborazione di indici climatici che possono

“sintetizzare” il rapporto tra clima e vegetazione.

GLI INDICI CLIMATICI

Gli indici posso dare “indicazioni” generali sulle caratteristiche climatiche di una

zona.

PLUVIO FATTORE DI LANG:

P: Piovosità media annua (in mm)

T: Temperatura media annua (in °C)

INDICE DI DE MARTONNE:

(Perfezionamento indice di LANG)

IA: Indice di Aridità

Risultati:

0-5 Arido estremo

5-15 Arido

15-20 Semiarido (Mediterraneo)

20-30 Subumido (inizio vegetazione forestale arborea)

30-60 Umido

> 60 Perumido

INDICE DI ARIDITÀ UNEP:

Adottato come indice ufficiale nell’ambito della convenzione delle Nazioni Unite per la

lotta alla siccità e alla desertificazione, sintetizza qualitativamente le caratteristiche

climatiche del territorio.

P: Piovosità media annua (in mm)

ET: EvapoTraspirazione potenziale

- Risultati

> 0,65 Umido

0,65-0,5 Umido Secco

0,5-0,2 Semiarido

0,2-0,05 Arido

< 0,05 Iper Arido Filizzola

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QUOZIENTE DI EMBERGER:

P: Piovosità annua (mm)

2

M : Temperatura Media massima del mese più caldo

2

m : Temperatura media minima del mese più freddo

- L'elemento fondamentale della classificazione bioclimatica di Emberger è il

Quoziente pluviometrico (Q), che esprime la siccità generale in clima

mediterraneo (“Q” < 7).

Più è basso il valore di “Q” più il Clima è arido e secco.

DIAGRAMMA DI BAGNOLUS & GAUSSEN

Questa classificazione si esprime con un grafico: il periodo di aridità rappresenta il

numero di giorni nei quali la curva della pioggia si trova al di sotto della curva della

temperatura.

Però non è valida in aree con temperature medie mensili troppo fredde.

Filizzola

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DIAGRAMMA DI WALTER & LIETH

Questo diagramma consente il confronto grafico tra temperatura e piovosità annuali.

Notare che la scala delle precipitazioni

è il doppio di quella delle temperature

Cioè i valori delle temperature sono

riportati a scala doppia rispetto a quelli

di precipitazioni

(1°C = 2 mm).

Così elaborati, i diagrammi consentono

il confronto grafico fra il regime termico

e quello pluviometrico annuale.

Walther-Lieth nella zona del Lagonegrese

Filizzola

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ADATTAMENTI ALLE CONDIZIONI DI VITA IN QUOTA

Al crescere della quota altimetrica le condizioni ambientali divengono

progressivamente più severe. Il clima è caratterizzato principalmente da:

- Bruschi cambiamenti

- Temperature rigide (diminuzione della temperatura media dell’aria di circa 0.5-

0,6°C ogni 100 m, maggiore in primavera ed in estate e minore in inverno),

- Lunghi e frequenti periodi di gelo

- Elevate precipitazioni

- Maggiore ventosità

- Minore umidità e pressione atmosferica

- Forti escursioni termiche

- Irraggiamento complessivo e nell’ultravioletto più intenso ma inferiore nello

spettro fotoattivo a causa della maggiore copertura nuvolosa.

L’attività biochimica dei suoli è rallentata e la pedogenesi procede molto

lentamente, ostacolata spesso anche dall’instabilità dei versanti e dai continui apporti

superficiali di materiali rocciosi.

Ne consegue per le piante un accorciamento della stagione vegetativa (circa

una settimana ogni 100 m), una riduzione di tutti i processi vitali, una crescita lenta,

una scarsa capacità di utilizzo delle riserve per la fase riproduttiva ed un ritardo nella

maturazione sessuale. Filizzola

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LE ANOMALIE FISICO-CHIMICHE

DEI TERRENI DI MONTAGNA

Occorre tenere conto dei caratteri fisici, chimici e biologici del suolo.

LA FERTILITÀ CHIMICA

Nella fertilità chimica sono presenti i principali parametri di fertilità dei terreni

(granulometria, pH, capacità di scambio cationico, contenuto di elementi nutritivi,

ecc.). Grande rilievo è dato alla sostanza organica del suolo, costituita da molecole

più o meno complesse e che si originano dall’interazione tra componenti biotiche e

abiotiche del suolo.

PROCESSO DI UMIFICAZIONE E MINERALIZZAZIONE

La sostanza organica del terreno è costituita dai residui vegetali e animali in fase di

decomposizione, l’elemento chimico di cui è costituita per la maggior parte è il

carbonio. REAZIONE (pH)

La reazione distingue il pH del suolo in terreni ALCALINI (8), NEUTRI (7) e

ACIDI (4-5) poveri di elementi nutritivi.

Pertanto conviene EVITARE sempre i terreni alcalini e dare la preferenza a quelli

Acidi con pH intorno a 5-5,5. Infatti è più facile ridurre l'acidità del suolo, che

aumentarla. CORREZIONE & AMMENDAMENTO

La correzione del pH del suolo si ottiene con mezzi diversi a seconda che si debba

abbassare o innalzare il valore del pH.

Per ACIDIFICARE IL TERRENO si può ricorrere a Torba acida, Acido solforico,

Solfato di Alluminio, Solfato di ferro, ecc. Efficace anche l'impiego di concimi

potenzialmente acidi come Solfato e Nitrato d'ammonio.

La CORREZIONE DEI TERRENI ALCALINI è spesso lunga, difficile e costosa,

infatti occorrono diverse somministrazioni di correttivi.

I risultati migliori sono stati ottenuti con l'uso di Acido solforico. La quantità

necessaria per portare il pH a un livello accettabile (cioè a circa 5,8) dipende

dall'alcalinità iniziale e dalla tessitura del suolo. Di regola comunque si rende

necessario applicare da 200 a 400 cc/m2 di Acido solforico del commercio, che va

somministrato in soluzione diluita al 2% in volume.

Per RIDURRE L'ACIDITÀ è comune l'impiego di pietra calcarea in polvere, ceneri,

residui organici ricchi di basi, nonché di concimi potenzialmente alcalini, come ad

esempio il Nitrato di Potassio.

SOSTANZA ORGANICA (humus)

I colloidi di humus sono utili perché hanno un notevole potere di ritenuta per l'acqua

e per gli elementi nutritivi. Inoltre migliorano sensibilmente la struttura del suolo.

Anche la sostanza organica indecomposta può avere azione utile sulla struttura del

terreno in quanto sede dell'attività di molti microorganismi.

Nei primi 15 cm il terreno dovrebbe avere almeno il 4-5% di sostanza organica.

La decomposizione della sostanza organica può procedere abbastanza rapidamente

specialmente se il pH del suolo viene innalzato con calcitazioni.

Le lavorazioni del suolo, migliorano le condizioni di aereazione stimolando la

decomposizione biologica della sostanza organica. Via, via che questa procede

vengono liberati elementi nutritivi. Filizzola

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LA FERTILITÀ FISICA

Il suolo è un insieme di sostanze minerali ed organiche con quasi costante

predominio della sostanza minerale.

Con gli Ammendanti si riducono i difetti di natura fisica del suolo.

Lavorazioni del suolo condotte con somministrazioni ripetute di sostanza organica in

dosi opportune possono migliorare tutte le caratteristiche fisiche del suolo e in

particolare la Tessitura e la Struttura, da cui dipendono molte delle proprietà

importanti.

Se però il terreno è estremamente sciolto o peggio, molto compatto, si può rendere

necessario, supportando spese notevoli, il ricorso a rimedi drastici, cioè con

l'aggiunta di notevoli quantità di terreno con caratteristiche fisiche molto differenti

rispetto a quello da ammendare.

La STRUTTURA del terreno può essere definita come la complessa proprietà legata

alla disposizione spaziale delle particelle elementari e all’intensità e distribuzione dei

legami che le tengono unite o, più semplicemente, come la capacità del suolo di

formare aggregati fra le particelle che lo compongono (sabbia, limo, argilla, sostanza

organica).

La POROSITÀ è la percentuale del volume di terreno non occupato dal materiale

solido; maggiore è la porosità, minore sarà la densità apparente.

ha un’importanza fondamentale nel condizionare la fertilità del terreno, influenzando

la ritenzione idrica, il trasporto dell’acqua e dei principi nutritivi (soluzione

circolante), la circolazione dei gas (ossigeno, anidride carbonica, azoto elementare,

ecc.) e del calore.

La presenza di macropori (es. crepe, gallerie scavate dalla fauna terricola, ecc.)

rappresenta una via preferenziale di penetrazione delle radici, le quali possono

pertanto approfondirsi anche in condizioni di elevato compattamento.

Nel terreno l'acqua esiste sotto alcune forme:

- Acqua di Percolazione (gravitazionale)

- Acqua igroscopica

- Acqua capillare.

Si definisce PUNTO DI APPASSIMENTO il contenuto percentuale di umidità di un

terreno a livello del quale la pianta dovrà in uno stato di appassimento permanente.

L'acqua che si trova nel terreno al punto di appassimento non è infatti utilizzabile

dalle piante ed è costituita da acqua capillare e da acqua igroscopica assorbita dal

terreno all'interno dei micropori.

La CAPACITÀ IDRICA o

CAPACITÀ DI CAMPO DI UN

TERRENO è determinata dalla

quantità d'acqua che le forze di

capillarità riescono a trattenere.

Nei suoli sabbiosi si ha una

minore capacità di campo, in

quanto la prevalenza di

macropori permette una

maggiore infiltrazione di acqua e

ossigeno.

Nei Terreni Argillosi invece la

capacità di campo è eccessiva,

in quanto la prevalenza di

micropori non permettono

all'acqua e all'ossigeno di

penetrare in profondità. Filizzola

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- Tessitura:

Si esprime in % ed indica le dimensioni delle varie componenti

granulometriche.

In base alle dimensioni delle particelle il terreno viene detto: Argilloso, Sabbioso,

Limoso o a Scheletro Prevalente.

Un Terreno con Tessitura ottimale viene detto “Franco” o “A Medio Impasto”.

Per determinare questo si usa il Triangolo della Tessitura.

Il terreno non dovrebbe contenere più del 10% di argilla e del 15% di limo. Anche in

terreni sabbiosi con meno del 10% fra limo e argilla si possono ottenere buone

produzioni, ma bisogna fare molta attenzione in questo caso alle concimazioni.

Filizzola

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- Profondità:

Con profondità si indica la superficie coltivabile del terreno.

Corrisponde alla porzione di suolo che va dalla superficie alla Roccia Madre.

La sostanza organica utile alla pianta si stabilizza nei primi strati e le varie

lavorazioni hanno proprio lo scopo di Rimescolare il Terreno in modo da distribuire la

sostanza organica.

- Esposizione:

In montagna si deve scegliere fra il fondovalle e le pendici alla base dei monti.

Nel fondovalle esistono molti fattori favorevoli (presenza di acqua, terreno

pianeggiante e profondo, ecc), però si ha ristagno di aria umida e di neve, gelate più

frequenti e quindi maggiori danni da freddo.

Le pendici ideali sono quelle a inclinazione molto dolce con sufficiente gradiente

altimetrico per consentire il deflusso delle acque senza che si abbia erosione del

suolo.

Le località esposte a forti venti sono da

scartare, tranne sui litorali marini, dove

talvolta protezioni con siepi periferiche

possono risultare efficaci.

Per quanto riguarda l'esposizione rispetto ai

punti cardinali non vi è una piena concordanza

di opinioni. Da evitare nelle località fredde le

esposizioni a est sud-est in cui il disgelo

troppo rapido può determinare gravi danni.

LA FERTILITÀ BIOLOGICA

La fertilità biologica si basa soprattutto sull’incorporazione di residui organici nel

suolo, i parametri di attività degli enzimi responsabili della loro degradazione

possono fornire importanti indizi sullo stato di fertilità dell’ecosistema suolo.

Filizzola

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LE LAVORAZIONI DEL TERRENO

- Aratura profonda

- Erpicatura

- Rippatura

- Creano le condizioni favorevoli per le piante

- Migliorano la struttura del suolo e quindi le caratteristiche chimiche e fisiche

- Aumento dei macropori (terreno meno compatto e duro) e dei Micropori

(aerazione)

- Migliorano la circolazione dell’acqua: evitare ristagni idrici.

- Permettere lo sviluppo dell’apparato radicale

- Provocano “effetto coltivazione”: aumento della produttività delle piante

LAVORAZIONI EFFETTUATE

- Nell’estate precedente alla messa a dimora

- Terreno in tempera (50% capacità idrica massima - quantità massima di

acqua che il terreno può contenere quando tutti i pori sono occupati dall'

acqua)

- Su tutta la superficie (andanti)

- Su piccole porzioni (localizzati)

ANDANTI

- Da preferire alle localizzate (benefici estesi a tutto l’appezzamento)

- Favoriscono l’attecchimento nei primi anni, l’approvvigionamento idrico,

il drenaggio, lo sviluppo radicale, la riduzione della vegetazione spontanea.

- Su superfici poco acclivi (pericolo di erosione).

LOCALIZZATE

- Spesso in condizioni di elevata pendenza

- Evitano fenomeni di erosione

- Lavorazioni a strisce o piazzette

- Secondo massima pendenza o curve di livello

- Anche gradoni o terrazzamenti (+3 m) se necessario

- Assolcatura o gradoncini più economici dei gradoni

- Scelta del mezzo in base alla pendenza (piccoli trattori cingolati fino a 30-40%)

Filizzola

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ARATURA PROFONDA

- L’aratura consiste nel tagliare a fette e rivoltare gli strati superiori di terreno

1. Terreno sodo

2. Fetta in distacco

3. Fette rivoltate

4. Taglio verticale

5. Taglio orizzontale

6. Parete

7. Suola di lavorazione

8. Solco Filizzola

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EFFETTI POSITIVI DELL’ARATURA

Fisici - Aumento macropori

- Aumento del franco di lavorazione

- Terreno meno compatto e duro

- Aumento capacità idrica e drenaggio del suolo

- Aumento aerazione e circolazione dell’acqua

- Riduzione ristagno superficiale e ruscellamento

Chimici

- L’apporto di ammendanti quali letame, residui colturali, sovescio ecc., affiancato

all’aumento della aerazione permette una migliore ossidazione ed apporto di

elementi nutritivi (Azoto nitrico)

Biologici

- Aumento dello sviluppo radicale grazie anche alla rottura della soletta di

lavorazione (30-50 cm di profondità)

- Contenimento Piante infestanti

- Aumento dell’attività di microrganismi aerobi coinvolti nel ciclo del carbonio

Evitare lo SCASSO

In caso non si voglia portare in superficie gli strati più profondi (strati salini,

carbonato di calcio).

Lavorazione profonda inutile o dannosa in terreni sciolti e/o molto permeabili.

Filizzola

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OPERAZIONI COMPLEMENTARI ALL’ARATURA PROFONDA

L’aratura è sempre seguita da lavorazioni superficiali per il pareggiamento della

superficie e la preparazione alla piantagione o semina quali erpicatura o

frangizollatura. ERPICE A DENTI ERPICE A DISCHI

RIPPATURA o SCARIFICATURA

È un’operazione alternativa all’aratura profonda, consiste nella

fenditura verticale del terreno fino ad 1 metro di profondità. Non

riporta in superficie il terreno sottostante, ma rende solo

parzialmente gli effetti positivi dell’aratura profonda.

Si effettua con un solo passaggio o due, perpendicolari.

È seguita da lavorazioni superficiali con aratri o erpici, non

permette l’interramento di concimi e neanche il sovescio.

SPIETRAMENTO

- Eliminazione di pietrame prima o dopo le lavorazioni del terreno

- Eliminazione di pietre portate in superficie dalle lavorazioni che potrebbero

ostacolare altri interventi quali fertilizzazioni, pacciamatura ecc.

- Effettuata con: apripista con pala anteriore, pale gommate o cingolate

- Materiale allontanato o raccolto in scarpate

Filizzola

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LA DIFESA DEL SUOLO IN MONTAGNA E

LE SISTEMAZIONI IDRAULICO-AGRARIE

PROTEZIONE DALL’EROSIONE

L’Erosione è l’insieme dei processi naturali, fisici e chimici attraverso i quali i suoli e

le rocce vengono alterati e asportati. L’erosione è il risultato dell’attività combinata di

diversi fattori, tra cui un rilievo particolare hanno la temperatura, l’acqua, il vento.

Le terre vergini sono protette da un manto di

vegetazione; quando piove su una superficie

erbosa o alberata l’energia cinetica della pioggia

viene ammortizzata dalle foglie e quindi una parte

dell’acqua evapora prima di raggiungere il terreno.

Alberi e vegetazione erbacea ostacolano l’azione

del vento, mentre le radici fissano il suolo

impedendo che esso sia rimosso dagli agenti

atmosferici.

L’agricoltura e la silvicoltura, come pure l’edilizia, lo sviluppo

industriale e la costruzione di strade, comportando la distruzione

parziale o totale di aree boschive, accelerano l’erosione di certi

tipi di terreni.

Le quantità di terreno eroso hanno estrema variabilità, variando da oltre 700 kg/Ha

(su mais) ad appena 5 kg/Ha (su erba medica).

In pendenza l’acqua viene rallentata dai numerosi fusti dell’erba medica che in

questo modo costringe l’acqua a prendere un percorso tortuoso, evitando

l’incanalamento, che invece si innesca nelle colture cerealicole disposte a file. La

copertura vegetativa del terreno nei pascoli è assicurata durante tutto l’anno, mentre

nei cereali solo per poco tempo, infine l’erba medica, con le sue radici fascicolate

imbriglia il terreno aumentando la stabilità idrogeologica. Analizzando i dati medi per

coltura è da notare che il deflusso proveniente dall'erba medica è sempre più basso

rispetto alle altre colture (sia che si tratti di seminativi che di pascoli); le perdite di

suolo sono invece nettamente più basse nell'erba medica rispetto al mais, mentre il

quantitativo medio di terreno eroso è più basso nel pascolo che nell'erba medica.

Si può ipotizzare che le lavorazioni annuali del mais abbiano favorito il deflusso e le

perdite di suolo, mentre il calpestamento animale, compattando gli orizzonti

superficiali del terreno, ha favorito il deflusso trattenendo però in maniera migliore le

particelle di suolo, rendendolo cioè meno erodibile.

Filizzola

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LE SISTEMAZIONI IDRAULICO-AGRARIE

Le sistemazioni idrauliche agrarie si occupano della regimazione e dell'uso dell'acqua

in agricoltura. La disciplina comprende le basi teoriche dell'idraulica generale e ne

utilizza le conoscenze per la progettazione, organizzazione e gestione degli impianti

di drenaggio (superficiale e sotterraneo).

L'interesse della disciplina si estende anche alle sistemazioni idraulico-agrarie, che

hanno lo scopo di salvaguardare il terreno coltivato dalle erosioni se in pendio, o dal

ristagno d'acqua se in piano. RITTOCHINO

La sistemazione a rittochino, è una sistemazione idraulico-agraria dei terreni declivi.

Scopo di questa sistemazione è quello di regimare il deflusso delle acque riducendo

contemporaneamente i rischi di erosione e quelli di smottamento. Si tratta

probabilmente della più antica sistemazione adottata in molte regioni collinari

dell'Italia.

Il nome della sistemazione deriva dal fatto che le

direttrici su cui si sviluppano le unità colturali e i

manufatti idraulico-agrari seguono le linee di massima

pendenza: le lavorazioni, i filari delle piante arboree e le

scoline (acquidocci) si sviluppano in senso ortogonale alle

curve di livello in modo da favorire il rapido deflusso

delle acque meteoriche evitando che si infiltrino in

quantità eccessive nel terreno.

Poiché questo sistema predispone il terreno all'erosione, la lunghezza degli

appezzamenti deve essere rapportata alla pendenza: in media si adottano lunghezze

di 60-80 m, per pendenze notevoli (20-30%), a massimi dell'ordine di 100-200

metri, per pendenze modeste (5-10%). Le testate di questi appezzamenti sono

servite da infrastrutture temporanee o permanenti, come scoline (capofossi), fossi

acquai, capezzagne, filari di piante arboree, dislocate a girapoggio, allo scopo di

interrompere il deflusso dell'acqua evitando che questa raggiunga velocità tali da

favorire l'erosione.

L'eventuale presenza di filari di piante arboree e di scoline con direzione secondo le

linee di pendenza dipende dalle consuetudini locali. Le sistemazioni più semplici

consistono in una lavorazione eseguita sull'intera superficie seguendo le linee di

massima pendenza, fermo restando l'approntamento di manufatti che interrompano

il deflusso dell'acqua in discesa.

Condizioni operative

Le lavorazioni che richiedono elevate forze di trazione,

come ad esempio l'aratura, si eseguono in generale

procedendo in discesa e con ritorno a vuoto in salita.

I presupposti per la lavorazione in salita, infatti, sono

sfavorevoli in quanto alla resistenza offerta dal terreno si

somma la forza di gravità. Le prerogative del rittochino

oppongono dei limiti di natura tecnica e di sicurezza e,

sotto un altro aspetto, di natura ambientale.

La lavorazione in salita richiede elevate forze di trazione,

ma soprattutto, la distribuzione delle forze in gioco

predispone il trattore al ribaltamento longitudinale in quanto la proiezione verticale

del baricentro può trovarsi dietro l'assale posteriore generando un momento. Questo

rischio è aumentato da tre differenti fattori:

- Pendenza del terreno;

- Sbilanciamento del peso sulla parte posteriore nei trattori a due ruote motrici;

- Tenacità del terreno dovuta a particolari condizioni di umidità e tessitura.

Filizzola

Tesina Esame di Alpicoltura prati e pascoli - - Scienze Forestali e Ambientali

Il limite di natura ambientale è dovuto al fatto che la lavorazione in discesa tende,

nel tempo, a spostare la massa del terreno verso valle, riducendo la potenza del

terreno sul pendio. D'altra parte questa lavorazione è stata sfruttata nel corso dei

secoli per la messa a coltura dei calanchi in alcune regioni appenniniche, riducendo la

pendenza media e aumentando la potenza del terreno nel fondovalle e nella fascia

pedemontana. Finalità, vantaggi e svantaggi

La sistemazione a rittochino si adatta probabilmente alle condizioni idrogeologiche di

molti ambienti italiani, dove frequentemente si rivengono suoli a tessitura argillosa.

Rispetto alle sistemazioni che, in misura più o meno marcata, seguono le linee di

livello (girapoggio, cavalcapoggio, ecc.), il rittochino presenta soprattutto dei

vantaggi operativi in quanto rende agevole l'esecuzione delle operazioni colturali se

eseguite in discesa. Questo problema si presenta in particolare con l'aratura.

Infatti, la lavorazione eseguita seguendo le linee di livello (aratura in quota) è

problematica: il ribaltamento della fetta verso monte è difficoltoso, se non

impossibile, oltre certe pendenze; d'altra parte, il ribaltamento della fetta verso

valle, oltre a spostare nel tempo la massa terrosa, predispone pericolosamente il

trattore al ribaltamento trasversale, a causa della forte inclinazione, se si esegue

l'aratura con le ruote nel solco.

Il rittochino tende a favorire il deflusso superficiale veloce, perciò la lunghezza dei

campi deve essere contenuta in funzione inversa alla pendenza del terreno, ponendo

dei limiti alla meccanizzazione. D'altra parte il fronte dell'acqua in deflusso viene

suddiviso in più rivoli, che scorrono separatamente lungo i solchi lasciati dalle

lavorazioni e lungo gli acquidocci, limitando l'effetto erosivo di un fronte unico di

deflusso.

Nei suoli suscettibili allo smottamento, il rittochino si rivelerebbe la migliore

soluzione in quanto, favorendo il deflusso superficiale, previene l'infiltrazione di

eccessivi quantitativi d'acqua piovana nel terreno. Questi suoli, fondamentalmente

caratterizzati da una tessitura argillosa, da una discreta profondità e da particolari

condizioni di giacitura su strati sottostanti impermeabili, tendono ad appesantirsi

causando lo slittamento verso valle di intere masse di terra lungo gli strati

impermeabili.

Lo svantaggio principale del rittochino risiede nella predisposizione all'erosione

perché in ogni modo favorisce lo scorrimento superficiale dell'acqua in discesa.

Questo svantaggio si accentua notevolmente con pendenze rilevanti (20-30%), con

eccessive lunghezze dei campi e con la mancata predisposizione di opere di

intercettazione dell'acqua alle testate; d'altra parte queste sono le condizioni che si

presentano facilmente nell'ottica di una riduzione dei costi della meccanizzazione

nelle aree collinari, soprattutto dove il limite del 15-20% di pendenza rende

problematico il ricorso ad altre sistemazioni superficiali.

Per questi motivi i regolamenti agroambientali predisposti dagli enti locali si sono

spesso occupati negli ultimi decenni di questo aspetto, inquadrando la sistemazione

a rittochino in contesti specifici, nell'ambito di progetti di ristrutturazione e

riconversione settoriale e dei disciplinari di produzione integrata. L'orientamento

attuale è quello di promuovere tecniche di gestione del suolo a basso impatto, come

ad esempio l'inerbimento, o subordinare l'adozione del rittochino a rigidi vincoli

tecnici e operativi Filizzola

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GIRAPOGGIO

Il girapoggio è una sistemazione agraria del terreno che

consiste nello scavare le scoline (fossi di scolo) lungo le

curve di livello delle colline allo scopo di raccogliere le

acque di precipitazione piovosa e condurle in un fosso

aperto lungo la linea di massima pendenza. Ha lo scopo

di limitare il fenomeno dell'erosione, in quanto limita il

ruscellamento.

Di contro la forma dei campi, seguendo le linee di livello,

risulta irregolare ed ostacola le lavorazioni meccaniche.

Inoltre le macchine operatrici, dove i fossi sono più

ravvicinati, dovrebbero muoversi trasversalmente al

pendio, con gravi rischi di ribaltamento.

Riversando le acque in fossi perpendicolari, se la

distanza tra questi è eccessiva la forza delle acque

diviene incontrollabile, e i danni dell'erosione diventano

gravi. Per versanti dalle pendenze più irregolari i

coltivatori delle aree di collina, in particolare di quelle

toscane, elaborarono sistemi più complessi come il

cavalcapoggio, il rittochino e la sistemazione "a spina".

Il maggior ostacolo alla conservazione delle antiche sistemazioni collinari è la loro

incapacità di adattarsi alla meccanizzazione agricola fondata su grandi trattori e

grandi mietitrebbie. Per contro il paesaggio agrario toscano, così come lo conosciamo

e che ha un grande valore storico e culturale è legato a queste tecniche antiche, che

sono rimaste confinata quasi esclusivamente a qualche vigneto più tradizionale.

CAVALCAPOGGIO

Il cavalcapoggio è una sistemazione agraria (sistemazioni

di colle) che si attua su pendii non troppo inclinati né

eccessivamente irregolari che si pone come forma

intermedia tra il giropoggio e il rittochino.

Nel giropoggio le lavorazioni seguono le curve di livello, nel

rittochino sono perpendicolari ad esse e seguono le linee di

massima pendenza.

Il cavalcapoggio viene realizzato invece scavando fosse

camperecce che cavalcano i dossi (o poggi) e scendono sul

fondo delle vallecole e s'immettono in un collettore posto

nei punti di depressione.

I campi sono disposti in direzione normale alle linee di massima pendenza. Essi nella

rappresentazione cartografica hanno una forma rettangolare tuttavia presentano un

andamento sul terreno in relazione al fianco della collina. In terreni troppo

accidentati il cavalcapoggio non riesce ad eliminare i difetti del rittochino.

L'avvento della meccanizzazione agraria ha determinato il quasi totale abbandono

del cavalcapoggio perché i trattori lavorano in condizioni migliori sulle linee di

massima pendenza. Filizzola

Tesina Esame di Alpicoltura prati e pascoli - - Scienze Forestali e Ambientali

LE CONCIMAZIONI NELL'INCREMENTO DELLA FERTILITÀ

DEI TERRENI E DELLA PRODUTTIVITÀ DELLE COLTURE

Le concimazioni condizionano e influenzano le caratteristiche chimiche e fisiche del

suolo.

La fertilizzazione riguarda il terreno (concimazione di fondo). È un apporto al

terreno di quegli elementi di minore presenza, al fine di portare un equilibrio

all’interno del suolo (Analisi chimica rileva le quantità presenti di elementi chimici).

La concimazione riguarda la pianta (concimazione di produzione o di

mantenimento). Rappresenta l’integrazione degli elementi asportati dalle colture in

atto. I FERTILIZZANTI: CRITERI DI SCELTA

La pianta utilizza gli elementi chimici presenti nel terreno per realizzare la

formazione della propria biomassa vegetale. Esistono numerosi elementi chimici che

le piante possono utilizzare, questi sono presenti nel terreno in quantità diverse:

- ILLIMITATI: (In aria e acqua) Idrogeno, Ossigeno, Carbonio

- MACROELEMENTI: (Azoto, Fosforo e Potassio) quando sono presenti in quantità

adeguate, esercitano un sensibile effetto sull'accrescimento.

- MICROELEMENTI: (Ferro, Manganese, Rame, Zinco, Boro, Molibdeno e Cloro)

occorrono in quantità talmente piccole che raramente si trovano in carenza.

MACROELEMENTI

AZOTO (N): L'azoto esalta principalmente l'accrescimento del fusto e delle

foglie ed è alla base della produzione delle Proteine e della Clorofilla. Il rapporto di

assorbimento rispetto agli altri elementi è 3/1 ed è indispensabile per lo sviluppo in

altezza della pianta (Aumento biomassa, fogliosità), in quanto serve per la sintesi

delle Proteine.

- EFFETTI

Nelle Graminacee gli effetti vanno in relazione allo stadio di sviluppo (accestimento,

levata, ecc).

Concimazione precoce favorisce, incrementa l’accestimento.

Media favorisce il numero di cariossidi.

Tardiva incrementa la quantità delle cariossidi (proteine).

Carenza

Fenomeni di nanismo, scarso vigore e ingiallimento con fruttificazione precoce. La

carenza di Azoto si verifica soprattutto alla fine dell’inverno (concimazione di

copertura) prima della levata (Febbraio-Marzo).

Eccesso

Squilibrio tra fusto e radici, appaiono più sensibili alla siccità (maggiore

traspirazione). Troppe proteine e pochi carboidrati, con l’accumulo di sostanze

nitriche e produzione di proteine oltre a Sali di potassio (Dissalato di Potassio, che è

mediamente tossico per il bestiame).

Minore resistenza meccanica (allettamento), allungamento del ciclo vegetativo con

ritardi di produzione delle cariossidi che vengono generate nei periodi più caldi, dove

invece dovrebbe avvenire già la maturazione.

Può provocare anche un diradamento della coltura stessa (avvelenamento).

Filizzola

Tesina Esame di Alpicoltura prati e pascoli - - Scienze Forestali e Ambientali


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GPL1987

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Alpicoltura e coltivazioni erbacee in ambiente montano per l'esame del professor De Franchi riguardanti gli aspetti climatici della montagna, le caratteristiche chimico fisiche dei terreni alpini e appenninici, gli scopi delle lavorazione del terreno, le concimazioni per migliorare la fertilità dei terreni in collina, fino alla definizione e caratteristiche delle specie foraggere coltivate, in riferimento principalmente a Graminacee e Leguminose, per finire nella classificazione dei prati, dei pascoli e degli erbai con rispettivi metodi di utilizzazione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze forestali e ambientali
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GPL1987 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Alpicoltura e coltivazioni erbacee in ambiente montano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Basilicata - Unibas o del prof De Franchi Sergio.

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