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Oreste Vignone: Programma d'esame

Frequenza e argomenti

2 parziali su piattaforma con frequenza del 70%. Il programma d’esame tratterà i seguenti argomenti:

Allevamento cunicolo

  • Mercato di riferimento, selezione genetica, ricoveri
  • Gestione deiezioni, sistema ciclizzato di allevamento
  • Apparato digerente e nutrizione

Allevamento avicolo

  • Mercato di riferimento, genetica, razze
  • Organi sensoriali, filiera di allevamento, gestione deiezioni
  • Ricoveri avicoli
  • Riproduzione e incubazione artificiale
  • Allevamento del pollo da carne
  • Allevamento della gallina ovaiola
  • Allevamento dei riproduttori
  • Allevamento del tacchino
  • Allevamento del fagiano
  • Alimentazione

Allevamento cunicolo

Il coniglio domestico (Oryctolagus cuniculus) è un mammifero che non appartiene all'ordine dei Roditori, come comunemente si crede e com'è stato riportato fino a qualche anno fa in alcuni dizionari (Dizionario Garzanti, 2001), ma a quello dei Lagomorfi, che si differenziano principalmente per la presenza di quattro incisivi superiori, mentre i Roditori ne possiedono due. Il coniglio oggi allevato deriva dal coniglio selvatico europeo, appartenente al genere Oryctolagus, la cui specie O. cuniculus, così chiamata per la sua abitudine di costruire tane sotterranee, ha dovuto adattarsi alle necessità della domesticazione, modificando le proprie abitudini crepuscolari-notturne, la propria taglia, le proprie doti di velocità e di scatto.

Prime tracce di allevamento ad uso zootecnico risalgono al 27 a.C. in recinti all’aperto. L’allevamento in gabbia risale solo al 1700. In figura abbiamo una prima traccia risalente al 1583. Sul sito della FAO ci sono tutti i dati relativi all’allevamento zootecnico. La totalità dei conigli allevati è concentrata in Asia e a seguire Europa, Africa ed America. Il primo produttore al mondo è la Cina, a seguire la Repubblica Ceca, l’Egitto e l’Italia. L’Italia è il primo paese produttore di coniglio in Europa. Nel mondo dal 1995 ad oggi c’è stato un forte incremento nell’allevamento del coniglio. In Italia c’è stata una decrescita non importante a partire dal 2015 causata dalla chiusura della quasi totalità degli allevamenti familiari ed è rimasta solamente l’industria, quindi il numero attuale rimarrà stabile. In Italia nel 2003 c’erano 56mila aziende che allevavano 7milioni di capi, nel 2013 le aziende sono diventate 6mila ma il numero di capi allevati è rimasto quasi invariato, sintomo di specializzazione nell’allevamento del coniglio. La regione italiana dove si allevano più conigli è il Veneto.

Le industrie italiane che fanno conigli sono: AIA, Amadori, Fileni, Leucata ecc. Lavorano in un mercato di soccida, la proprietà di questi circa 6 milioni di capi appartiene a queste aziende e gli allevatori effettivi, pur percependo un utile, non ne sono proprietari. Il Veneto però è una regione particolare: qui ci sono ancora una serie di allevamenti che lavorano con mercato libero, allevatori che hanno la proprietà degli animali, ed è anche un buon numero.

Principali razze

La Bianca Di Nuova Zelanda: 4-5 KG è una razza biancoalbina con occhi rossastri, razza da carne con ottima attitudine materna, fecondità, prolificità e cura del nido.

Californiana: 3,7-4,4 KG: ha una pelliccia bianca con maschera, orecchie zampe e coda nera. Il corpo è tozzo e ha un’attitudine da carne con ottima prolificità. Questa razza ha una muscolatura forte e soda ed ha un’ossatura leggera con elevate rese al macello.

Fulvo Di Borbogna: 4-5 KG: razza media con muscolatura asciutta e soda. È di tonalità rossogiallastro, buona prolificità e rusticità, è un’ottima razza da incrocio.

Genetica in allevamento

La genetica suddivide le razze in:

  • Pesanti -> 5-8 kg
  • Medie -> 4-5 kg
  • Leggere -> 2-3 kg
  • Nane

Durante gli anni ’70 si lavorava nella ricerca di nuove combinazioni genetiche -> eterosi. In particolare si ricercava i caratteri femminili di prolificità e cura della prole a causa di nidiate poco numerose e scarse cure materne.

Incrocio 2 vie: Incrociamo maschi e femmine con attitudine materna per ottenere una F1 con migliore numerosità della nidiata e cura della prole.

Incrocio a 3 vie: incrociamo due razze A e B con attitudine materna per ottenere una F1 con attitudine materna. I maschi F1 sono destinati al macello, mentre le femmine vengono incrociate con una razza C ad attitudine carne per ottenere un ibrido F2 destinato totalmente al macello e più pesante della F1.

Negli anni '80, invece, si lavorava per rafforzare la consanguineità per ottenere linee pure. NB: il coniglio non ha problemi derivati da consanguineità perché su base genetica non c’è conflitto e quindi possiamo avere un animale che massimizza un singolo carattere anche incrociando fratelli e sorelle. Questo concetto nel bovino non è applicabile perché l’incrocio fra parenti non rinforza il carattere latte ma il nascituro avrà problemi di distrofia ecc.

Quindi si parte da linee femminili, derivate da maschi e femmine con caratteristiche femminili (cura prole e numerosità nidiata) e da linee maschili derivate da maschi e femmine con caratteri maschili (peso). Ottengo un prodotto commerciale, che è l’ibrido F1, in cui le femmine possono essere riutilizzate per un successivo incrocio mentre i maschi sono destinati al macello. La F2 è totalmente destinata al macello.

I gran parentali sono detenuti dai centri di selezione genetica, non negli allevamenti. I parentali escono dai centri genetici e vanno nell’allevamento delle fattrici. Si passa a lavorare su un prodotto commerciale F2 per una questione di costi e di peso. Gli animali F1 vanno presi dai centri genetici e quindi costano tanto mentre nella F2 diminuiamo una parte degli acquisti e cioè quelli dei maschi perché lo sfruttiamo di nuovo, quindi acquistiamo solo le femmine.

L’ANCI: L’Associazione Nazionale Coniglicoltori Italiani detiene il libro genealogico e il registro anagrafico.

Libro Genealogico: rappresenta lo strumento per il miglioramento genetico delle razze cunicole ed ha la finalità di indirizzare, sul piano tecnico, con particolare riguardo alla valutazione genetica dei riproduttori, l’attività di selezione delle singole razze, promuovendone nel contempo la valorizzazione economica. Il libro genealogico è distinto in singole sezioni per le razze Argentata Italiana, Bianca Italiana e Macchiata Italiana. (Art. 2).

Ci sono solo le razze usate per gli incroci nell’allevamento industriale.

Registro Anagrafico: rappresenta lo strumento per la conservazione o la salvaguardia delle razze cunicole allevate sul territorio nazionale, con particolare riguardo al mantenimento del loro standard morfologico e della loro variabilità genetica promuovendone, nel contempo, la valorizzazione economica. Il registro anagrafico è distinto in singole sezioni e comprende tutte le razze previste dall’allegato B delle norme tecniche. (Art. 3) cioè razze minori non usate in industria.

Criteri della selezione delle razze del libro genealogico

I criteri di selezione sono costituiti dai caratteri produttivi e da quelli riproduttivi, con riferimento al primo parto. Per i caratteri produttivi vengono presi in considerazione:

  • Il peso della nidiata a 19 gg
  • Il peso individuale a 60 gg

Entrambi per valutare gli indici di incremento ponderale. Per i caratteri riproduttivi vengono presi in considerazione:

  • Il numero di nati vivi
  • La numerosità della nidiata a 19 gg
  • Il numero di mammelle della fattrice perché è correlato al numero di soggetti nati vivi

Criteri registro anagrafico Art. 23

Gli uffici periferici provvedono, in forma fiduciaria, alla raccolta dagli allevamenti iscritti al registro anagrafico delle informazioni relative a:

  • Variazioni anagrafiche degli allevamenti iscritti e delle razze allevate da ciascun allevamento
  • Data nascita
  • Padre
  • Madre
  • Sesso
  • Razza
  • Eventi vitali (date e tipologie di ingressi e uscite)

Essendo razze minori senza valore industriale non viene preso in considerazione il peso e l’incremento ponderale.

Strutture dell'allevamento

L-38 permette di progettare ricoveri come un geometra. In fase di progettazione:

  • Garantire le condizioni ambientali più adatte al fine di valorizzare al massimo le produzioni, il benessere è prerequisito della produzione
  • Garantire agli operatori comfort e sicurezza sui luoghi di lavoro
  • Evitare strutture che comportino inutili spostamenti e sofferenze di animali e mezzi
  • Limitare gli oneri di esercizio mediante soluzioni tecniche e organizzative che consentano di contenere le esigenze di manodopera e i fabbisogni energetici = ridurre i costi operativi (costo di ogni singola attività)
  • Ridurre entro limiti accettabili l'impatto ambientale dell'attività zootecnica

Isolamento termico

Acciaio e pannello sandwich (lamina di ferro inferiore, all’interno, materiale isolante, pannellatura gregata esterna). La lamina interna è di acciaio per non essere corrosa dall’ammoniaca delle deiezioni dei conigli: un investimento iniziale più alto che garantisce una maggior durata del prodotto. Originariamente il pannello veniva montato solo sul tetto, ora anche sulle pareti. Non si usa più la muratura perché più costosa. La pannellatura sandwich ha un altro vantaggio: l’acciaio riflette e quindi gli interni saranno meglio illuminati. Si vedono anche tendostrutture con parete laterale sandwich e tetto a tendone, ovviamente si possono vedere solo in zone a clima mite a causa del mancato isolamento termico.

Altezza struttura

Le strutture devono essere alte per evitare l’accumulo di gas.

Luce

Le strutture devono essere luminose. La luce può essere sia naturale sia artificiale. Nel coniglio in funzione del settore di allevamento dobbiamo usare o artificiale o naturale. La luce è importante per il benessere degli animali e per il benessere dell’operatore.

Controllo illuminazione

Le strutture alte sono sicuramente meglio illuminate e il pannello sandwich riflette la luce, quindi questi sono due accorgimenti importanti. La fertilità dei conigli è influenzata tanto dal fotoperiodo crescente, per questo si dà importanza all’illuminazione. Le gravidanze naturali sono in feb-ago con picco a maggio. In allevamento intensivo si ha la necessità di avere parti tutto l’anno quindi vado a controllare le ore di luce e l’intensità luminosa per controllare l’aspetto della fertilità. I maschi, l’ingrasso e le fattrici senza prole hanno 8-10 ore di luce con 10-20 lux. Le fattrici con nidiate e quelle che devono essere accoppiate 16 ore con 30-40 lux perché producono tante deiezioni (4 volte di un animale all’ingrasso) quindi devono mangiare molto, ok che hanno abitudini alimentari notturne ma ricordiamo che l’etogramma della specie non corrisponde all’allevamento industriale, il coniglio infatti si è adattato a questo e se garantisco luce, garantisco all’animale di orientarsi, di capire dove sta l’alimento e di mangiare di più. Troppa luce porta a difficoltà di accoppiamento, cannibalismo, abbandono nidiata, effetto negativo sull’accrescimento dei conigli. Se vado oltre le 10 ore di luce non ho abbastanza ore di sonno per assimilare tutto ciò che ho ingerito e quindi cresco meno.

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Scienze agrarie e veterinarie AGR/20 Zoocolture

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valentina.nuvolina di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Zooculture e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Teramo o del prof Vignone Oreste.
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