Alvar Aalto (1898-1976)
Un paese come la Finlandia raggiunge l’indipendenza politica tardi, nel 1917, e comincia ad essere impegnata nella costruzione della propria identità. Un paese impegnato nella costruzione della propria tradizione dove l’architettura ricopre un ruolo molto importante. I committenti di Aalto fanno parte di quella borghesia impegnata nella costruzione dell’identità della Finlandia. Costruisce una grande quantità di edifici differenti ed è consapevole del suo ruolo. Appena laureato apre uno studio di “arte monumentale”, espressione di valori condivisi.
Nemo propheta in patria
“Nemo propheta in patria”, nessuno è profeta in patria. Da un lato la sua volontà di presentarsi come artista (colui che produce opere monumentali), un professionista artista. È un’immagine davvero forzata. Architetto che recupera il complesso rapporto con il contesto e con la natura. Non sembra interessato a contrapporre il proprio lavoro a quello dei grandi maestri come Le Corbusier.
Sede del “Turun Sanomat”, Turku, 1928-30
Sede di un giornale. Progetto molto importante per mostrare la strada scelta dal proprio paese. Riconosciamo una serie di stilemi diffusi (anni della costruzione di ville Savoye, padiglione di Barcellona). Finestre a nastro, indipendenza tra struttura e pelle, finestre ad angolo che ci fanno immaginare una struttura a pilastri. Finestre ad angolo, balaustre in acciaio/ferro. Sta mostrando il proprio paese come un paese moderno che tende la mano agli altri paesi Europei. Piano terra caratterizzato da grandissime vetrine dove pensa di mettere in mostra alcune pagine di giornale. Anche le macchine vengono esibite, e insieme alle macchine il materiale utilizzato per stampare, la carta visto il forte legame della Finlandia con la produzione della carta. Sottolinea la specificità della Finlandia.
Sanatorio di Paimio 1929-33
Accoglie malati che hanno bisogno di aria pura. L’ospedale si presenta come un insieme di unità che si aprono a ventaglio all’interno della foresta e che ricerca un rapporto con il contesto ed il paesaggio. Principio compositivo: suddivide i suoi edifici con una molteplicità di unità e ciascuna di queste parti ha una propria funzione. L’ospedale è pensato come una macchina perfetta pensata per funzionare nella maniera migliore. La preoccupazione non è il rapporto con la natura ma il suo funzionamento. Anche gli interni sono semplificati: materiali modernissimi, ogni dettaglio studiato in maniera sapiente in vista del suo corretto funzionamento, per il benessere psicofisico dei pazienti. Il linguaggio è estremamente moderno. C’è però qualcosa che sfugge… discontinuità rappresentata dall’ingresso. Pensilina che si piega come un’onda. Una forma curva che sembra accoglierci all’interno. Alcuni storici vogliono riconoscere questa forma nelle curve dei laghetti. I pilastri riprendono quelli di Stirling, dove cresce la sezione e si conclude con un capitello che funge da mensola dove Aalto inserisce l’elemento della lampada.
Fabbrica di cellulosa per Harry Gullichsen 1936-38
Costruirà un quartiere dove dovevano risiedere gli operai della fabbrica. Ripropone quel principio compositivo del sanatorio. Ciascuna di queste unità accoglie un’unità produttiva specifica. C’è un tentativo di prova.