Vitruvio: “De Architectura”
Classificazione dei templi secondo l'intercolumnio
I templi vengono classificati secondo l’intercolumnio, che è in rapporto preciso con il modulo standard (il diametro misurato alla base della colonna). L’intercolumnio è lo spazio tra una base e l’altra delle colonne. Esiste un rapporto di modulazione anche tra colonna e colonnato (così come esiste tra colonna e intercolumnio). Il tempio assume l’importanza di ciò che ha un pubblico, poiché è visto dall’esterno: deve essere in perfetta armonia.
Classificazione dei templi
- La forma della pianta
- Il numero di colonne
- Il ritmo dell’intercolumnio
Il ritmo dell’intercolumnio non è casuale, ma è sempre strettamente legato al modulo rappresentato dal diametro della colonna: può essere o della stessa misura oppure multiplo o sottomultiplo. Stilos = colonna.
Classificazione secondo il ritmo dell'intercolumnio
- Picnostilo: a colonne molto ravvicinate
- Sistilo: a colonne ravvicinate
- Diastilo: spazi leggermente aperti
- Areostilo: a rare colonne
- Eustilos: a colonne bene disposte
Le commudalationes non sono determinate solo da criteri universali, ma determinati anche dal tipo di ordine (ionico, dorico o corinzio).
Dettagli sulla classificazione
Picnostilo: c’è lo spazio di larghezza di una sola colonna e mezza. Risulta stretto e alto, il ritmo è accelerato e teso e lo compatta verso l’alto. Tempio di Divo Giulio Cesare, nel foro romano. A Roma questo tipo di tempio grazie alla sua ritmica è adatto per celebrare Cesare come divinità (tende verso l’alto, quindi al dio). Raccontano una dinastia divina che sta per governare Roma.
Sistilo: c’è lo spazio nell’intercolumnio di due colonne. Lo spazio tra un plinto e l’altro è uguale alla larghezza di un plinto.
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