INFERTILITA’
La procreazione è la base per l’esistenza dell’umanità. Nel 90% delle coppie in cerca di
progenie, la gravidanza avviene spontaneamente mediante il rapporto sessuale; nel
rimanente 10% delle coppie, tuttavia, per ottenere il concepimento si rende
necessario un supporto medico. L’infertilità è stata definita secondo i criteri dell’OMS
(Organizzazione Mondiale della Sanità) come l’incapacità di concepire dopo almeno 12
mesi di rapporti sessuali non protetti attuati con una frequenza congrua. E’ opportuno
distinguere tra infertilità primaria (riferita a coppie che non sono mai riuscite a
concepire) e infertilità secondaria (riferita a coppie in cui a una prima gravidanza,
indipendentemente dall’esito della stessa, non è conseguito nessun altro
concepimento). Stimare la percentuale di coppie infertili nel mondo e in Italia risulta
particolarmente problematico. Nonostante ciò, vi è un generale accordo che tale
problema coinvolga circa il 10-20% delle coppie nei paesi industrializzati. Negli ultimi
vent’anni l’incidenza di tale fenomeno ha subito un notevole incremento legato a vari
fattori fra i quali vanno segnalati l’inquinamento ambientale, la diffusone del fumo di
sigaretta, alterate abitudini alimentari, comportamenti sessuali, con il loro potenziale
di trasmissione di malattie infettive, fattori psico-emozionali. A tutto questo bisogna
aggiungere la nuova posizione assunta dalla donna nella vita lavorativa, economica,
culturale. Le donne sono, infatti, spinte ad accantonare la maternità per un certo
periodo in cui si dà la priorità alla realizzazione personale ed alla carriera, ma questa,
in termini biologici, non è una strategia vincente. Ad incidere sulla fertilità è anche
l’etnia: infatti, le donne appartenenti all’etnia degli indiani d’America risultano quelle
biologicamente più fertili. Le donne che vivono in aree urbane, inoltre, si riproducono
di più rispetto a quelle che vivono in campagna, perché nelle aree urbane c’è più
possibilità di incontro rispetto a quelle non urbane. La stabilità economica è un altro
fattore che influisce notevolmente sul tasso di crescita di una popolazione. Inoltre, va
considerata la presa di coscienza sempre più forte da parte della classe medica che un
problema di fertilità non può essere attribuito sempre e comunque alla partner
femminile, come accadeva in passato, ma vanno sempre considerati
contemporaneamente i due membri della coppia.
INFERTILITA’ MASCHILE
Classicamente le cause di infertilità maschile vengono divise in pre-testicolari,
testicolari e post-testicolari.
PRETESTICOLARI
CAUSE
Le cause pretesticolari (secretorie) sono rappresentate da quelle situazioni nelle quali i
testicoli sono potenzialmente normo funzionanti, ma è assente la stimolazione da
parte degli ormoni specifici ipofisari. Una condizione in cui si ha carenza di ormoni
ipofisari, quali le gonadotropine, prende il nome di ipogonadismo
ipogonadotropo congenito (CHH). Le gonadotropine sono una famiglia di tre
ormoni: FSH (o ormone follicolo stimolante); LH (o ormone luteinizzante); hCG
(gonadotropina corionica umana). Sono tutti degli eterodimeri, cioè costituiti da
due diverse subunità ed hanno in comune una catena di 92 aminoacidi che costituisce
la subunità beta. FSH ed LH sono prodotti dall’adenoipofisi; l’hCG, invece, è prodotto
dalla placenta nel caso in cui un embrione si impianti nell’utero. FSH ed LH sono
presenti sia nei maschi che nelle femmine; mentre l’hCG è presente solo nelle
femmine. Tutti questi ormoni vengono secreti in seguito a stimolazione da parte di altri
ormoni quali gli ormoni per il rilascio delle gonadotropine (ormoni GnRH).
Questi ultimi vengono prodotti dall’ipofisi e dall’ipotalamo. Nel maschio, l'LH stimola la
produzione di testosterone; l’FSH, invece, attiva la produzione della proteina
legante gli androgeni (ABP), che è importante nel legare il testosterone e
permettere la sua localizzazione a livello dei tubuli seminiferi dove induce la
maturazione degli spermatozoi. Venendo meno ormoni come FSH e LH, come accade
nell’ipogonadismo ipogonadotropo, verrà meno anche la produzione degli
spermatozoi. Un esempio di ipogonadismo è rappresentato dalla sindrome di
Kallmann. Questa patologia si caratterizza dall’associazione fra la carenza
dell’ormone rilasciante gonadotropine (ormone GnRH) e la mancanza di senso
dell’olfatto, definita anche come anosmia. La sindrome di Kallmann è provocata da
modificazioni di geni come il gene KAL1 (nella maggior parte dei casi è questo il gene
ad essere interessato da mutazioni causando l’insorgenza di questa patologia), il gene
FGFR1, il gene PROKR1, il gene PROK2, il gene CH7 ecc. Normalmente il gene
KAL-1 (localizzato sul cromosoma X) codifica per una proteina, detta anosmina. Tale
proteina permette ai neuroni GnRH secernenti di aderire ai neuroni olfattivi durante lo
sviluppo embrionale e, lungo di essi, migrare fino a raggiungere la loro sede
ipotalamica definitiva. La presenza di mutazioni sul gene KAL-1 comporta l’assente
produzione di anosmina o una sua profonda alterazione, causando un arresto della
migrazione dei neuroni olfattivi e GnRH secernenti e il conseguente duplice difetto di
ipogonadismo e anosmia. Quando ad essere mutato è il gene KAL-1, quindi, si parla di
ipogonadismo anosmico; quando ad essere mutati sono gli altri geni prima citati si
può avere una ridotta capacità di percepire gli odori (ipogonadismo iposmico) o una
normale capacità di percezione degli odori (ipogonadismo normosmico). Dato che
ormoni come FSH ed LH sono implicati anche nello sviluppo degli organi riproduttori,
gli individui affetti da questo tipo di patologia sono caratterizzati da piccole dimensioni
dell’organo genitale e da una mancata discesa dei testicoli (condizione che prende il
nome di criptorchidismo). Nel corso dell’adolescenza, la maturazione sessuale e lo
sviluppo dei caratteri sessuali secondari sono alterati: ad esempio, non si ha la
caratteristica modificazione del tono della voce, la massa muscolare è ridotta rispetto
alla norma, la distribuzione dei peli è alterata.
Molto spesso, la carenza di gonadotropine può essere causata anche da tumori
cerebrali che compromettono il rilascio di gonadotropine; esiste, inoltre, un numero
crescente di individui con ipogonadismo ipogonadotropo da abuso di anabolizzanti.
Altre condizioni croniche e acute, quali la tubercolosi, la cirrosi epatica ecc. possono
determinate quadri più o meno gravi di ipogonadismo.
TESTICOLARI
CAUSE
Nelle cause testicolari sono le strutture testicolari a essere alterate a causa di
patologie di vario tipo, quali malattie genetiche; criptorchidismo; orchiti infettive e
post-traumatiche; flogosi o infezioni del tratto genitale (prostatiti, vescicoliti ed
epididimiti); varicocele; radiazioni; immunità anti-spermatozoo; malattie metaboliche;
neoplasie; stress ossidativo ecc.
Il rappresenta la causa testicolare più comune di infertilità maschile.
VARICOCELE
Con questo termine si fa riferimento a un'alterazione patologica delle vene testicolari,
che hanno la funzione di drenare il sangue dai testicoli. Tale alterazione consiste,
sostanzialmente, in una dilatazione delle vene, che spesso provoca un gonfiore in
corrispondenza del testicolo interessato. Sembrerebbe che il varicocele sia causato da
un malfunzionamento del sistema di valvole presente sulla parete interna delle vene.
In condizioni normali, questo sistema di valvole obbliga il sangue a viaggiare in
un'unica direzione, che è verso il cuore; in caso di varicocele, il loro malfunzionamento
permetterebbe al sangue di tornare indietro, modificando l'anatomia dei vasi venosi in
cui ristagna. L’infertilità associata al varicocele è dovuta proprio al ristagno di sangue
nelle vene spermatiche. Questo ristagno di sangue causa un anomalo aumento della
temperatura attorno ai testicoli; aumento della temperatura che, a lungo andare,
pregiudica la formazione dello sperma e le capacità di movimento degli spermatozoi.
L’ORCHITE è un infiammazione di uno o entrambi i testicoli e si associa, in un
quarto dei casi, alla parotite (o comunemente conosciuta con il nome di orecchione).
Tranne alcuni casi particolari (per lo più orchite secondaria a parotite), il disturbo è
quasi sempre associato ad un interessamento infiammatorio
dell'epididimo (epididimite) e pertanto prende, più correttamente, il nome di orchi-
epididimite. L’orchite causa sterilità solo quando interessa entrambi i testicoli.
Un’altra causa testicolare che provoca infertilità è la DEL FUNICOLO.
TORSIONE
Innanzitutto, il funicolo spermatico è una struttura di forma tubolare che dal margine
posteriore del testicolo risale fino a livello della cavità addominale dove termina. Al
suo interno corrono dotto deferente, vene spermatiche, nervi e vasi linfatici. Gli spazi
vuoti sono occupati dal muscolo cremastere che si estende fino a rivestire i testicoli
contenuti nello scroto. In campo medico, la torsione testicolare indica una particolare
ed evidente rotazione del testicolo attorno al proprio asse. Sebbene l'appellativo
“torsione testicolare” dia un'idea immediata del disturbo in esame, sarebbe più
funicolo spermatico:
corretto parlare di torsione del infatti, è proprio la torsione di
questo cordone che origina la cosiddetta torsione testicolare. Nella maggior parte dei
casi, la torsione del testicolo è un'anomalia che colpisce i neonati, gli infanti e gli
adolescenti; solo di rado si manif
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Istologia 5
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Il limite è -inf quando x tende a + inf o a - inf
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Meccanica 5
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Il limite +inf quando x tende a +inf o a -inf