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Istituzioni di diritto romano: obbligazioni

Cosa si intende con obbligazione?

1) L’obbligazione è un vincolo giuridico, per effetto del quale un soggetto, detto debitore, è tenuto ad una certa prestazione nei confronti di un altro soggetto, detto creditore.

Qual è l'origine storica delle obbligazioni?

2) All’origine della storia delle obbligazioni vi sono varie pratiche sociali dalle quali originariamente non nasceva un vincolo giuridico ma un vincolo materiale in forza del quale colui dal quale altri si aspettava un determinato risultato veniva fisicamente assoggettato al potere di una persona. Quando cominciò a formarsi una specie di catalogo di comportamenti considerati delittuosi, l’ordinamento giuridico non aveva ancora la forza di imporre ai consociati il rispetto dei principi che andava stabilendo.

Tutto quello che poteva fare, e che fece, fu di riconoscere alla vittima di alcuni comportamenti delittuosi un potere su chi aveva tenuto questo comportamento, autorizzandola a infliggere all’offensore il male che la civica riteneva che costui avesse meritato. A questo punto la vittima non agiva più come un “privato vendicatore” ma più come un “agente socialmente autorizzato”.

Secondo le leges regiae e le XII Tavole, i poteri riconosciuti a questo “agente” erano diversi a seconda del tipo di offesa ed esso poteva uccidere l’offensore, infliggergli un male proporzionato al delitto commesso o tenerlo presso di sé in condizione di fatto di schiavitù. Da questo deriva la vendetta privata e le ipotesi segnalano le tappe fondamentali del progressivo percorso della civica che sottopose a controllo l’uso della forza privata stabilendo che solo a lei spettava decidere quali erano i comportamenti che legittimavano una reazione fisica e che il potere di determinare la misura della reazione non spettava più alla parte lesa, la quale poteva reagire solo nella misura stabilita dalla civica stessa.

Inoltre, si stabilì che coloro che accettavano una composizione pecuniaria a seguito della pactio (le XII Tavole consideravano l’uccisione del ladro legittima e non obbligatoria quindi il ladro poteva offrire una compensazione che chi lo sorprendeva poteva accettare o meno) non erano più sottoposti al potere della parte lesa di infligger loro un male fisico o privarli della libertà e infine si decise che la composizione pecuniaria era obbligatoria e che, di conseguenza, le parti lese non potevano più usare la forza fisica.

Dal comportamento individuato dalla civica come delitto non nasceva più un vincolo materiale dell’offensore, ma il suo obbligo di pagare una somma di denaro a titolo di pena. A questo punto era nata la obligatio nascente da atto illecito. Il processo di “catalogazione” dei comportamenti riguardò anche quello degli accordi spontaneamente conclusi per regolare interessi privati. Alcuni di questi accordi vennero valutati in modo positivo, e, qualora comportassero l’assunzione di un impegno, si ritenne socialmente utile che questo impegno venisse mantenuto.

Quindi, a chi aveva interesse che l’impegno venisse rispettato si attribuì un potere materiale su colui che lo aveva assunto. E questi si trovò ad essere assoggetta a un “vincolo” materiale e questo che gravava su chi aveva assunto un determinato impegno in alcuni casi era attuale in altri era eventuale e in altri ancora il “vincolato” era sottoposto immediatamente al potere di chi si aspettava il rispetto dell’impegno assunto. Esso veniva liberato da questo vincolo solo se e quando l’impegno veniva rispettato, e diventava concreto solo in questo caso.

Coloro che venivano sottoposti a vincolo immediato erano i nexi, i vades e i prades.

I nexi erano oggetti di un solenne atto chiamato nexum. Essi erano uomini liberi che, se filiifamilias, erano stati oggetto una mancipatio o, se sui iuris, si erano essi stessi mancipati a colui al quale il loro pater o essi stessi dovevano del denaro. A seguito della mancipatio i nexi prestavano attività lavorativa gratuita a vantaggio di costui fino a concorrenza del debito.

I vades erano dei garanti e garantivano che una persona si sarebbe effettivamente presentata innanzi al magistrato o ad altro organo giudicante. Nel momento stesso in cui garantivano, essi diventavano degli ostaggi e consentivano al garantito di rimanere libero fino a quel giorno. Ai vades si ricorreva sia in occasione dei processi privati sia in occasione dei processi pubblici.

Con riferimento alle legis actiones si sa con certezza che i vades intervenivano per garantire la presenza del convenuto qualora il dibattimento venisse rinviato a un’udienza successiva. La comparsa alla prima udienza era assicurata dalla in ius vocatio. Qualora la persona per cui i vades avevano garantito non si fosse presentata, questi potevano liberarsi versando una somma di denaro, il cui ammontare era stato fissato al momento in cui avevano assunto la garanzia.

I praedes erano dei garanti ma intervenivano in modo più ampio rispetto ai vades. Essi intervenivano nelle legis actiones quando si discuteva della appartenenza di una cosa e garantivano che al termine del processo la cosa e i suoi eventuali frutti sarebbero stati restituiti al vincitore. In materia di processi pubblici essi garantivano anche che chi era stato condannato a una pena pecuniaria versasse questa somma al populus romanus, e sempre nei confronti del populus garantivano la restituzione dei prestiti da questo concessi.

Essi intervenivano anche nei pubblici appalti e garantivano sia per il populus romanus sia per gli altri enti. Il vincolo che gravava sui praedes in età storica era eventuale ma originariamente esso era immediato.

In quale ambito sorse la prima figura dell’”obbligato”?

3) La sponsio fu il primo contratto romano liberamente concluso tra le parti contraenti al quale l’ordinamento ricollegò come conseguenza la nascita del vincolo giuridico cioè l’obbligo di una parte di tenere un determinato comportamento nei confronti di colui al quale era stata fatta la promessa. Originariamente la sponsio aveva un carattere religioso in quanto si pensa che fosse un giuramento agli dei, prestato ripetendo la solenne formula pronunziata dal pontefice.

Questa ipotesi spiega anche la struttura della sponsio che consiste in un’interrogazione e una “congrua” risposta. La sponsio subì un processo di laicizzazione e secondo le XII tavole essa consisteva in un’interrogazione (fatta al futuro creditore) e una risposta (del debitore) che per essere vincolante e congrua doveva essere la ripetizione della formula usata dall’interrogazione. Tra il IV e il III secolo a.C., si ammise che il verbo usato dall’interrogante potesse anche essere diverso da spondere.

Questo rimase riservato ai cittadini romani così che il contratto concluso con questo verbo tra peregrini non aveva valore. Anche in questa fase rimase fermo il concetto di congruità. La trasformazione più importante della sponsio si verificò quando essa divenne un’assunzione di obbligazione autonoma oltre alla garanzia del fatto del terzo. Le XII tavole stabilirono che non si potesse procedere alla esecuzione personale sullo sponsor (il debitore) nella forma allora prevista della manus iniectio, se il suo debito non era stato giudizialmente accertato, e a questo scopo fu istituita la legis actio per iudicis arbitrive postulationem.

Come si classificano le obbligazioni?

4) Le obbligazioni si possono classificare in: civili, onorarie e naturali. Le obbligazioni civili derivano dallo ius civile e sono caratterizzate dal termine oportere. Le obbligazioni onorarie derivano dal diritto onorario e danno luogo ad azioni in factum mentre le obbligazioni naturali sono tali di fatto più che in diritto e manca l’azione. Le obbligazioni naturali danno luogo solo a soluti retentio.

Cos’è la prestazione?

5) La prestazione è il comportamento che il debitore deve tenere nei confronti del creditore in forza del rapporto obbligatorio che esiste fra loro e l’obbligazione affinché sia valida, deve avere una serie di requisiti: la prestazione deve essere possibile cioè deve avere come oggetto una cosa esistente in natura e rientrare nella categoria delle res in commercio (possibilità giuridica); la prestazione deve essere lecita quindi non contraria alle norme del diritto o del buon costume; la prestazione deve essere determinata, cioè quando le parti precisano il contenuto della prestazione, o determinabile quando per stabilire a cosa sia tenuto esattamente il debitore si fa riferimento a elementi esterni al negozio; infine la prestazione deve essere economicamente valutabile e questo è necessario nel caso in cui la prestazione non adempiuta deve essere sostituita con il suo equivalente in denaro, in quanto la condanna deve essere pecuniaria.

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Scienze giuridiche IUS/18 Diritto romano e diritti dell'antichità

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher silviuandreidamian di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Buzzacchi Chiara.
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