Tessuto muscolare
Cartilagine di coniugazione
La cartilagine di coniugazione è composta da varie zone:
- Zona quiescente - Cartilagine ialina normale.
- Zona proliferativa - Condrociti in rapida proliferazione che si dispongono in colonne parallele lungo l’asse longitudinale dell’osso.
- Zona della cartilagine ipertrofica - Grossi condrociti attorno ai quali è avvenuto il riassorbimento della matrice (aumento di volume nelle varie cellule che la costituiscono).
- Zona della cartilagine calcificata - In cui si deposita l’idrossiapatite sulle trabecole cartilaginee.
- Zona di ossificazione - Gli osteoblasti portati dal sangue invadono le cavità lasciate libere dai condroblasti. Il tessuto cartilagineo viene trasformato in tessuto osseo.
Riparazione delle fratture
Il tessuto osseo lesionato viene eliminato dai macrofagi. Periostio ed endostio iniziano a proliferare formando un manicotto connettivale. Questo si trasforma in cartilagine che a sua volta viene invasa da tessuto osseo primario (ossia senza la struttura lamellare) per ossificazione intramembranosa ed endocondrale formando il callo osseo. Sottoponendo il callo osseo ai normali stress meccanici, viene rimodellato e sostituito con tessuto osseo lamellare. A differenza di quanto avviene negli altri connettivi, in questo caso non si forma una cicatrice (in realtà il callo osseo rappresenta la cicatrice).
Contrazione
Il tessuto muscolare è specializzato nella contrazione - la sua struttura è fatta in modo tale da realizzare in maniera ottimale la sua funzione. Le cellule avranno infatti una forma allungata, per rendere efficace tale contrazione. Le cellule muscolari lavorano in gruppo: questa capacità è estremizzata nel tessuto muscolare scheletrico dove le cellule formano dei sincizi - lavorano così tanto insieme che si fondono l’una con l’altra in grossissime cellule multinucleari. La stessa organizzazione, ma meno estremizzata, avviene nel tessuto muscolare cardiaco. Nel tessuto muscolare liscio le cellule formano un sincizio funzionale e sono in comunicazione tra loro attraverso gap junction, in modo tale che stimoli che raggiungono solo una parte di queste cellule vengono rapidamente trasmessi a tutte le altre per lavorare all’unisono.
Tipi di muscolo
- Striato: Le striature sono il risultato di un citoscheletro ben sviluppato e organizzato, che porta alla formazione di piccole striature.
- Non striato: Il citoscheletro è sempre ben organizzato, ma non estremamente sviluppato per formare delle strutture che appaiono striate al microscopio.
Caratteristiche dei muscoli
- Scheletrico: Rappresenta la maggior parte della massa muscolare corporea. È un tessuto muscolare volontario, sotto il controllo attivo e cosciente del sistema nervoso - contrazione unidirezionale.
- Cardiaco: Presenta strutture di connessione trasversali tra una fibra e l’altra - si deve contrarre in tutte e tre le direzioni.
- Liscio: È una componente degli organi cavi, presenta una componente nei parenchimatosi (milza) e nella parete dei vasi intermedi per favorire la propulsione e regolare il flusso sanguigno. È presente anche sotto forma di cellule contrattili isolate.
Tessuto muscolare scheletrico
Formato da fibre parallele, ognuna delle quali è circondata da uno strato sottile di tessuto connettivo lasso. È importante che il tessuto muscolare sia riccamente vascolarizzato, poiché necessita di ricevere un buon apporto di ossigeno per la contrazione, che richiede molta energia (lavoro muscolare aerobio e anaerobio).
Fibra muscolare striata
La fibra muscolare striata è un sincizio multinucleato striato. Ognuna di queste fibre non è costituita da cellule, ma da un sincizio (queste cellule sono grandi da 1 a 40 mm), grazie all’altra componente molto abbondante di citoscheletro. I movimenti cellulari infatti dipendono dalla polimerizzazione e depolimerizzazione della tubulina nel citoscheletro. I nuclei sono posti in periferia, questo ci permetterà di distinguerle dalle fibre cellulari lisce, dove i nuclei sono posti al centro.
Organizzazione del muscolo scheletrico
- È organizzato in maniera modulare:
- Si parte dalla miofibrilla, che è la componente di base del citoscheletro.
- Numerose miofibrille riempiono il citoplasma della singola fibra muscolare.
- Singole fibre muscolari si raggruppano in fasci muscolari.
- Fasci muscolari si raggruppano in muscoli che formano la massa muscolare.
- L’inizio dal punto di vista subcellulare è la miofibrilla. L’ultima figura infatti non è una cellula, ma è un pezzettino del citoscheletro.
- L’unità funzionale più piccola del tessuto muscolare è il sarcomero, una componente del citoscheletro compresa tra 2 linee Z.
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