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3 - Repubblica democratica, Referendum abrogativo, partiti politici, sistemi elettorali e legislazione italiana Appunti scolastici Premium

Appunti di diritto costituzionale su Repubblica democratica, Referendum abrogativo, partiti politici, sistemi elettorali e legislazione italiana basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Furlan dell’università degli Studi di Milano Bicocca - Unimib. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto costituzionale docente Prof. F. Furlan

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LA REPUBBLICA DEMOCRATICA:

E’ caratterizzata dalla sovranità popolare ovvero il

corpo elettorale, formato dal popolo (persone con

cittadinanza), ha la possibilità di decidere

direttamente su alcune questioni politiche. Avere la

cittadinanza porta infatti ad avere un vero e proprio

status giuridico ovvero una somma tra diritti e

doveri.

Ciò va contro la sovranità nazionale che era presente

nello stato liberale dove solo i borghesi votavano in

quanto unici rappresentati della volontà nazionale.

Nella democrazia lo Stato è uno strumento di questa

volontà popolare dato che Demos significa popolo e

Cratos governo; la democrazia è un principio non

revisionabile che nasce ad Atene dove gli uomini si

riunivano in assemblee per votare militari, giudici

ecc.

Nella Costituzione sono incorporate due modalità di

esercizio alla partecipazione:

DEMOCRAZIA INDIRETTA (O

 RAPPRESENTATIVA) : formata da un corpo

elettorale che elegge dei rappresentanti che

andranno a costituire il parlamento, il Presidente

della Repubblica e così via.

Dopo i 40 anni una persona può candidarsi per

essere senatore, dopo i 25 per essere deputato.

L’elezione può essere comunale, regionale

(Presidenti delle regioni e consiglieri regionali),

nazionale (deputati e senatori) o europea

(rappresentati del Parlam. Europeo).

DEMOCRAZIA DIRETTA : Il popolo, ovvero il

 corpo elettorale, vota senza la mediazione di

rappresentanti, attraverso 3 strumenti:

1) REFERENDUM: che possono essere :

- Costituzionali, per confermare una riforma,

promossi entro 3 mesi dalla pubblicazione di una

legge costituzionale. Ci sono i titolari che lo

richiedono (500mila elettori, 5 consigli regionali

e 1\5 di camera e senato) poi l’Ufficio centrale

che ne decide la legittimità e poi il Presid. Della

Repubblica che sceglie una data. Qua non è

previsto un quorum strutturale (si prende solo

una decisione e non si incide su una norma già

in vigore)

- Abrogrativi (Art.75) per abrogare totalmente o

parzialmente una legge o un atto avente forza

legge. E’ un referendum legislativo ovvero ha

valore politico poiché è stato creato al fine di

evitare che il Parlamento diventasse l’unico

organo sovrano; quindi è giuridicamente

vincolante ed ha un quorum previsto.

In realtà ci sono altri tipi di referendum che non

sono però disciplinati nella Costituzione ad

esempio: quello di Indirizzo, utilizzato nel 1992

previsto dagli stati regionali, o ad esempio quello

Consultivo dove si dà un giudizio su quella scelta

politica e si appoggia o no la volontà della

maggioranza; quindi non è giuridicamente

vincolante (temporale).

2) INIZIATIVA LEGISLATIVA POPOLARE: ovvero il

popolo può proporre la legge (50mila elettori).

Dopo di che procede con le firme e la legge

verrà inviata al Parlamento. L’iniziativa popolare

non è mai però diventata una legge a causa del

disinteresse del Parlamento; era entrata infatti in

vigore una legge che obbligava la presa in

considerazione di questa proposta legislativa con

un certo quorum, che poi è stata abolita.

3) PETIZIONE: (Art.50), consente ai cittadini di

inviare al Parlamento delle istanze (richieste).

IL REFERENDUM ABROGRATIVO:

Consiste in una votazione sulla base di un quesito

sottoposto alla valutazione del corpo elettorale. A

richiederlo sta volta possono essere solo 500mila

elettori e i 5 consigli regionali.

Nel 1974 ci fu il primo referendum sul divorzio; la

legge non fu abrogata e ciò ha contribuito in parte

all’atteggiamento laico; infatti la nostra Costituzione

accetta tutte le forme di religione. In quegli anni il

Cristianesimo era insegnato a scuola, c’erano

rappresentati negli eserciti e i sacerdoti erano pagati

dallo Stato. Dal 1984 la situazione è cambiata in

quanto non c’era più il Vaticano contro il divorzio.

Nel 1990 ci furono referendum sulla legge elettorale

in quanto il Parlamento non riusciva a riformarsi; il

popolo ebbe successo. I referendum proposti furono

uscire dal nucleare (dopo Chernobyl) e votarono si, e

poi far ripartire le centrali nucleari (dopo fukushima)

e votarono no.

Il problema dei referendum è che se vengono usati

male possono diventare strumenti contro l’opinione

pubblica.

Il referendum abrogativo è una fonte del diritto in

quanto abroga un’altra fonte del diritto. Abrogare

significa infatti circoscrivere e limitare gli effetti

futuri di una norma (≠incostituzionalità che invece

ha effetti retroattivi, futuri e presenti). Ad esempio

nell’80 è stato votato si per l’Equo canone (affitto

stabilito in base a parametri di legge), nel 90 questa

legge è stata abrogata per l’uso residenziale e gli

affitti sono saliti.

Il referendum abrogativo ha bisogno di una legge

attuativa in quanto è appunto di difficile attuazione,

ovvero di un procedimento prestabilito: il comitato

promotore (di almeno 15 persone) deve registrare il

quesito e quale legge si vuole abrogare; poi possono

partire le firme, raccolte entro un tempo prestabilito;

infine il plico delle firme è riportato alla Corte di

Cassazione che controlla che le firme ci siano e che

siano originali. Nel frattempo si controlla che il

Parlamento non abbia emanato una legge che

annulli quel referendum; se infatti c’è stata una

modifica non cambia la sostanza ma il referendum si

tiene su un altro testo. Così la Corte di cassazione

invia il tutto alla Corte Costituzionale che giudica

l’ammissibilità del referendum relativa ad:

- alcune materie, ovvero in materia di bilancio,

tributaria, di amnistia e indulto (se ho la fedina

sporca non posso tornare indietro) e internazionali

(perché ci siamo coinvolti)

-alcuni quesiti referenziali, (solo però dal 1978)

ovvero l’omogeneità (il cittadino ha un voto quindi

può rispondere solo ad una domanda) e la chiarezza

(il quesito deve essere compreso).

Infine il Governo e il Pres. Della Repubblica scelgono

la data del referendum che è valido solo se vengono

soddisfatti i due quorum ovvero Strutturale (50%+1

degli elettori della Camera) e Deliberativo

(maggioranza dei voti validamente espressi).

Il referendum deve essere autoapplicativo ovvero

abroga parti ma deve consentire ugualmente di

andare a votare e ci deve essere una legge subito

pronta per essere utilizzata (intervento

manipolativo).

Gli unici vincoli del referendum sono la legislazione

in corso (vincolo giuridico) e la votazione negativa

poiché il quesito non può più essere riproposto per 5

anni (vincolo politico).

I PARTITI POLITICI:

Essi sono associazioni private di cittadini che

perseguono interessi parziali, ovvero linee politiche


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei servizi giuridici
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jessica.paradiso di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Furlan Federico.

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