La repubblica democratica
È caratterizzata dalla sovranità popolare, ovvero il corpo elettorale, formato dal popolo (persone con cittadinanza), ha la possibilità di decidere direttamente su alcune questioni politiche. Avere la cittadinanza porta infatti ad avere un vero e proprio status giuridico, ovvero una somma tra diritti e doveri. Ciò va contro la sovranità nazionale che era presente nello stato liberale, dove solo i borghesi votavano in quanto unici rappresentanti della volontà nazionale.
Nella democrazia, lo Stato è uno strumento di questa volontà popolare, dato che demos significa popolo e cratos governo; la democrazia è un principio non revisionabile che nasce ad Atene, dove gli uomini si riunivano in assemblee per votare militari, giudici, ecc.
Partecipazione alla democrazia
Nella Costituzione sono incorporate due modalità di esercizio alla partecipazione:
Democrazia indiretta (o rappresentativa)
Formata da un corpo elettorale che elegge dei rappresentanti che andranno a costituire il Parlamento, il Presidente della Repubblica e così via. Dopo i 40 anni una persona può candidarsi per essere senatore, dopo i 25 per essere deputato. L'elezione può essere comunale, regionale (Presidenti delle regioni e consiglieri regionali), nazionale (deputati e senatori) o europea (rappresentanti del Parlamento Europeo).
Democrazia diretta
Il popolo, ovvero il corpo elettorale, vota senza la mediazione di rappresentanti, attraverso 3 strumenti:
- Referendum: possono essere costituzionali, per confermare una riforma, promossi entro 3 mesi dalla pubblicazione di una legge costituzionale. Ci sono i titolari che lo richiedono (500 mila elettori, 5 consigli regionali e 1/5 di camera e senato), poi l'Ufficio centrale che ne decide la legittimità e poi il Presidente della Repubblica che sceglie una data. Qua non è previsto un quorum strutturale (si prende solo una decisione e non si incide su una norma già in vigore).
- Referendum abrogativi (Art.75): per abrogare totalmente o parzialmente una legge o un atto avente forza di legge. È un referendum legislativo, ovvero ha valore politico poiché è stato creato al fine di evitare che il Parlamento diventasse l'unico organo sovrano; quindi è giuridicamente vincolante ed ha un quorum previsto. In realtà ci sono altri tipi di referendum che non sono però disciplinati nella Costituzione, ad esempio: quello di Indirizzo, utilizzato nel 1992 previsto dagli statuti regionali, o ad esempio quello Consultivo dove si dà un giudizio su quella scelta politica e si appoggia o no la volontà della maggioranza; quindi non è giuridicamente vincolante (temporale).
- Iniziativa legislativa popolare: il popolo può proporre la legge (50 mila elettori). Dopo di che procede con le firme e la legge verrà inviata al Parlamento. L'iniziativa popolare non è mai però diventata una legge a causa del disinteresse del Parlamento; era entrata infatti in vigore una legge che obbligava la presa in considerazione di questa proposta legislativa con un certo quorum, che poi è stata abolita.
- Petizione (Art.50): consente ai cittadini di inviare al Parlamento delle istanze (richieste).
Il referendum abrogativo
Consiste in una votazione sulla base di un quesito sottoposto alla valutazione del corpo elettorale. A richiederlo stavolta possono essere solo 500 mila elettori e i 5 consigli regionali. Nel 1974 ci fu il primo referendum sul divorzio; la legge non fu abrogata e ciò ha contribuito in parte all'atteggiamento laico; infatti la nostra Costituzione accetta tutte le forme di religione. In quegli anni, il Cristianesimo era insegnato a scuola, c'erano rappresentanti negli eserciti e i sacerdoti erano pagati dallo Stato. Dal 1984 la situazione è cambiata in quanto non c'era più il Vaticano contro il divorzio.
Nel 1990 ci furono referendum sulla legge elettorale in quanto il Parlamento non riusciva a riformarsi; il popolo ebbe successo. I referendum proposti furono uscire dal nucleare (dopo Chernobyl) e votarono sì, e poi far ripartire le centrali nucleari (dopo Fukushima) e votarono no. Il problema dei referendum è che se vengono usati male possono diventare strumenti contro l'opinione pubblica. Il referendum abrogativo è una fonte del diritto in quanto abroga un'altra fonte del diritto. Abrogare significa infatti circoscrivere e limitare gli effetti futuri di una norma.
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