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3 - diritto privato, matrimonio, riforme di Augusto, tutela, curatela, capacità giuridica, testamento e legatario Appunti scolastici Premium

Appunti di Elementi di diritto romano pubblico e privato su diritto privato, matrimonio, riforme di Augusto, tutela, curatela, capacità giuridica, testamento e legatario basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Cuneo dell’università degli Studi di Milano - Unimi, facoltà di Giurisprudenza, Corso di laurea in scienze dei servizi giuridici. Scarica... Vedi di più

Esame di Elementi di diritto romano pubblico e privato docente Prof. P. Cuneo

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-Nomina per ragioni di inimicizia.

-Aver subito dal padre del figlio una controversia.

-Avere la dimora lontana.

-Lite con il pupillo.

B) Per ragioni di ordine privato poco:

-Avere tre figli a Roma, quattro in Italia e cinque nelle province.

-Avere già altre te le tutele.

C) Per ragioni di ordine pubblico:

-assenza per causa pubblica fino ad un anno dalla cessazione.

-Ricoprire una magistratura municipale.

-Essere membri del consilium principis.

D) -Essere veterani.

-Essere atleti coronati.

-Essere grammatici, retori, filosofi, medici.

Si presentava un’istanza al magistrato entro 50 giorni dalla

conoscenza della nomina del tutore; Si era respinta il tutore

poteva procedere con l’appello.

La tutela per le donne avveniva in modo simile: c’erano sempre

quei tre tipi di tutela (testamentaria, legittima e atiliana) ma il

tutore non doveva amministrare il suo patrimonio.

Augusto tolse il tutore alla donna con 3,4 figli; Claudio invece

tolse solo la tutela legittima, che era però quella non facoltativa;

Costantino infine toglierà anche le altre facoltative.

La Curatela.

Il curatore era nominato per casi particolari e era affidato al:

-FURIOSUS: pazzo.

-PRODIGO: chi sperpera il patrimonio.

-MINORE DI 25 ANNI: viene approvata una LEX PRETORIA ovvero

il tutore richiede un curatore che assista al contratto svolto tra lui

e il minore per essere tutelato in caso di accusa di truffa.

La capacità giuridica.

I libri erano divisi in ingenui (liberi dalla nascita) e liberti (schiavi

poi liberati).

Gli schiavi venivano liberati attraverso:

-Il testamento.

-La Vindicta ovvero un processo al quale partecipavano padrone

schiavo e un’altra persona che dichiarava la libertà dello schiavo

toccandolo con una bacchetta; questo processo venne definito

MANUMISSIONE.

-Il censu: Dove il padrone davanti al censore dichiarava lo

schiavo un uomo libero.

Questi tre metodi di liberazione dello schiavo erano previsti dal

diritto civile.

Ma altri tre erano usati consuetudinalmente:

-INTER AMICOS: il padrone presentava davanti agli amici lo

schiavo libero.

-PER MENSAM: il padrone dichiarava lo schiavo libero durante la

cena.

-PER LITTERA: il padrone scriveva lo schiavo la sua intenzione di

farlo diventare libero.

Questi processi invece vengono definiti MANUMISSIONI

PRETORIE, perché tutelate dal pretore.

TIPI DI DECLASSAMENTO:

Ci poteva essere un declassamento: Capitis Deminutio.

Esso poteva essere:

-Massimo: si perdeva tutti e tre gli status.

-Medio: si rimaneva solo liberi.

-Minimo: si perdeva solo L indipendenza.

Schiavi si diventata per nascita perché figli di una madre schiava o

tutti e due genitori schiavi oppure perché fatti prigionieri o per

debiti.

Quando moriva un pater familias che non aveva fatto testamento:

per il diritto civile potevano ereditare Sui heredes (figli) se no gli

adgnati (parenti per linea maschile: zio dalla parte paterna) o i

gentiles (appartenenti alle stesse gens: questa però si toglie dopo L

era arcaica) = SUCCESSIONE AB TESTATIO.

Interviene poi il pretore perché per lui queste categorie non sono

sufficienti a rappresentare i gradi di successione senza testamento;

egli dice, correggendo e adattando il diritto civile al caso concreto

ovvero alla situazione del popolo che è cambiata, che devono

ereditare per primi i liberi(figli), se no i legittimi (eredi secondo il

diritto civile che potevano essere gli adgnati), infine i cognati

(parentela per linea di sangue).

Se non ci sono neanche i cognati, ereditano i Vir et Uxor ( coniuge

superstite) : BONORUM POSSESSIUM (il pretore da il possesso di

beni a queste categorie).

Quando venivano assegnati i beni, ripartiva la successione ab

intestatio ma non c’erano poi più beni perché ormai erano diventati

possesso di chi li aveva ereditato quindi non poteva esserci

concorrenza di beni

Forme di testamento.

CALATIS COMITIIS: due volte all anno si riunivano per il

 testamento.

TESTAMENTO IN PROCINTU: colui che doveva fare testamento

 oralmente doveva indicare quali erano i suoi eredi davanti

all’esercito schierato, prima di entrare in guerra (era quindi un

soldato che prima di andare in guerra faceva testamento).

Ma nelle urgenze di morte o malattia si utilizzava una prassi

 (non testamento) detta MANCIPATIO FAMILIAE (familiae =

patrimonio): era un modo di acquisto della proprietà: l’uomo

davanti a 5 testimoni e accanto a uno con una bilancia di

bronzo (che indicava la vendita dei beni, bilancia peso e

bronzo moneta), vendeva i beni all’uomo di fiducia e

attraverso una fase orale detta NUNCUPATIO dava istruzioni a

questo uomo di fiducia ovvero gli diceva a chi doveva dare i

beni alla sua morte.

Da questa prassi nasce fino all’epoca classica un altro testamento

detto TESTAMENTO PER AES ET LIBRAM (bronzo e bilancia): si hanno

anche qui i 5 testimoni e l’uomo con la bilancia. Però ora usa una

Nuncupatio diversa: si istituisce direttamente l’erede, lo dice

direttamente. Con il tempo questo testamento si farà su tavolette

cerate e non più oralmente. La parte orale verrà fatta dopo le

tavolette dove tizio dirà: si rinvia quello scritto sulle tavolette.

Molti pensarono che questo testamento fosse poco formale ma il

pretore intervenne dicendo che era importante la volontà del

testatore: quindi il testamento se era firmato da 7 testimoni valeva.

Il testamento del militare : ( che non era quello in procintu) era un

privilegio concesso ai militari che sacrificavano la propria vita; il

privilegio era fare un testamento come volevano e scegliere un

qualsiasi erede: questo perché negli anni il soldato poteva aver

avuto una compagna straniera che non poteva sposare, o un

soldato amico caro. Se il soldato invece non moriva, nel momento

del congedo il testamento vecchio non contava più e doveva farne

uno nelle forme previste dal diritto civile. Se il congedo era

oronevole, poteva aspettare 1 anno, se no doveva subito

provvedere.

Cosa contiene il testamento:

L’istituzione di erede,che doveva essere collocata all’iniziò del

 testamento. Poi c’erano le altre clausole o disposizioni.

Gaio infatti dice: tuttavia perché un testamento sia valido per il

diritto civile non basta che siano osservate le regole sopra

esposte (testamento per libram) ma innanzitutto bisogna

accettare se l’istituzione di erede sia fatta in modo solenne

perché se fatta diversamente a nulla giova vendere il

patrimonio del testatore ad operare i testimoni o fare la

muncupatio nel modo che sopra si è letto. L’istituzione solenne

è disposta con la formula: tizio sia il mio erede ma anche la

formula: ordino che tizio sia il mio erede, può ormai definirsi

approvata. Non è invece approvata la formula : voglio che tizio

sia il mio erede e così pure sono disapprovate faccio e

istituisco egli come erede”

L’istituzione d’erede doveva essere in forma imperativa e in

lingua latina; poteva riguardare anche più persone.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei servizi giuridici
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jessica.paradiso di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Elementi di diritto romano pubblico e privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Cuneo Paola Ombretta.

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