LEZIONE 1/04 – SECONDO MODULO
ANATOMIA GENERALE del SISTEMA NERVOSO
Il SN è organizzato lungo un asse, in passato chiamato anche neuroasse,
particolarmente evidente nei vertebrati a 4 zampe. Nel ratto si vede molto bene che il
SN è elongato lungo un’asse principale e le direzioni lungo cui ci possiamo muovere
sono: rostro-caudale (verso il muso e verso la coda), in direzione dorso-ventrale (verso
il dorso e verso la pancia) e in direzione mediale-laterale all’interno di una struttura.
Il SN dell’UOMO l’organizzazione lungo un asse è più difficile da visualizzare. Il
midollo spinale è una struttura allungata, vagamente simile a un tubo, simile al SN
nelle prime fasi dello sviluppo. Nel midollo spinale vi è una direzione rostro-caudale e
una dorso- ventrale immediate da comprendere. Man mano che ci spostiamo lungo
l’asse rostro- caudale verso le strutture più rostrali (anteriori) l’asse del SN ruota,
curva, ed arriva ad una situazione in cui nell’encefalo è come se l’asse fosse ruotato e
quindi rostrale in realtà è verso l’osso frontale, caudale è verso l’osso occipitale,
dorsale è verso l’osso parietale e ventrale è verso il mento. Questo perché l’asse del
SN piega nel momento in cui si passa dal midollo spinale alle strutture encefaliche.
Quando osserviamo il SN molto spesso lo guardiamo in SEZIONE: visualizzazione
lungo un piano che taglia la struttura nervosa secondo una ben precisa direzione.
Essendo una struttura 3diminsionale ci sono 3 piani di sezione:
1 - Sezione coronale, con cui intendiamo una sezione che è
perpendicolare all’asse rostro-caudale. I piani rappresentano dunque aree diverse
se presi nel midollo spinali o nell’encefalo. Immagine B1 La linea mediana divide
la parte sinistra dalla parte destra dell’emisfero la sostanza grigia è all’esterno e la
sostanza bianca all’interno con dei nuclei di sostanza grigia all’interno
dell’encefalo.
Una sezione coronale può dunque essere fatta in diversi punti lungo l’asse rostro-
caudale, ed è individuata da una coordinata che ci dice a che punto si è dell’asse
rostro- caudale, e poi nel piano della sezione coronale abbiamo due assi: mediale-
laterale e ventrale-dorsale.
2 - Sezione sagittale: usata soprattutto per l’encefalo è parallela al
piano che divide i due emisferi, ma più laterale. È dunque fatta a diverse posizioni
lungo l’asse medio- laterale.
In una sezione sagittale si vede un solo emisfero e gli assi rimanenti nella sezione
sagittale sono rostro-caudale e dorso-ventrale.
3 - Sezione orizzontale: perpendicolare al piano che divide gli
emisferi. Si può fare a diversi livelli dell’asse dorso-ventrale e nel piano della
sezione orizzontale si vedono tutti e due gli emisferi e gli assi che rimangono sono
rostro-caudale e medio-laterale.
Per una ricostruzione tridimensionale completa sono necessarie tutte e tre le sezioni,
in genere però nei libri di testo se ne vede solo una, e la più utilizzata è la sezione
coronale.
Il SNC può essere diviso in SEZIONI e come macrosezioni possiamo individuarne
grossomodo 7:
1 - MIDOLLO SPINALE: è la componente più caudale del SNC a sua volta
suddivisibile in sezioni, corrispondenti ai nomi che diamo alle vertebre che contengono il
canale midollare. Partendo dalla sezione più rostrale abbiamo la sezione cervicale,
toracica, lombare e sacrale del MS. Nella sezione coronale ha la sostanza grigia al
centro e la sostanza bianca all’esterno ed ha un organizzione abbastanza facile:
- la parte ventrale è sostanzialmente dedicata al movimento, contiene i
corpi cellulari dei motoneuroni, l’assone esce dalle radici ventrali e va a formare un
nervo spinale innervando i muscoli corrispondenti e determinando la contrazione dei
medesimi con il rilascio di Ach. Vi troviamo corpi cellulari dei motoneuroni spinali e
interneuroni che mediano i riflessi spinali;
- la parte dorsale è dedicata invece all’ingresso sensoriale. Dalle radici
dorsali entrano gli assoni dei neuroni sensoriali (es. tattili o propriocettivi). La parte
dorsale del MS è sensoriale ed anche qui troviamo interneuroni per i riflessi spinali.
Il midollo spinale è principalmente dedicato ai riflessi ed è coinvolto nel movimento e nella sensazione
somatica.
La struttura immediatamente rostrale al MS prende il nome di
TRONCO DELL’ENCEFALO suddivisibile in 3 strutture:
2 - BULBO o midollo allungato che è la sezione a contatto col midollo
spinale, che prosegue nel
3 – MESENCEFALO
4 – PONTE in stretta comunicazione con il
5 – CERVELLETTO (a volte considerato nel tronco dell’encefalo, altre volte
no, v. ns. libro).
Funzione del tronco dell’encefalo: nella suddivisione dei tre tipi cerebrali (rettili,
mammiferi, primati), corrisponde al cervello dei rettili: è dunque una struttura che nel corso
dell’evoluzione ha perso progressivamente il ruolo di struttura principale di ricezione delle
info sensoriali, (ruolo ora svolto dalla corteccia) anche se contiene però dei nuclei sensoriali.
Nel nostro sistema nervoso il tronco dell’encefalo:
- controlla alcuni riflessi,
- fornisce un controllo abbastanza importante per i tono posturale,
- contiene nuclei dei nervi cranici,
- contiene nuclei che controllano la respirazione, il battito cardiaco e la
pressione arteriosa sotto il controllo dell’ipotalamo e
- contiene una varietà di nuclei come i sistemi a proiezione diffusa (sistema
colinergico, serotninergico, dopamaminergico e noradrenergico).
5 - Il CERVELLETTO è una struttura complessa collegata principalmente
con il movimento ma non solo, ha anche alcuni ruoli cognitivi di recente scoperta.
Esercita il suo controllo motorio sia attraverso proiezioni al tronco dell’encefalo, sia
attraverso proiezioni alla corteccia motoria.
6 - DIENCEFALO, struttura profonda del cervello, situata sopra il tronco
dell’encefalo. In dettaglio esamineremo due delle sue componenti: talamo e
ipotalamo.
Ipotalamo - connesso con il controllo di una serie di variabili importanti per la
sopravvivenza come la temperatura corporea, il battito cardiaco e la pressione
arteriosa, l’assunzione di cibo, il bilancio di liquidi e di soluti, ma anche con alcuni aspetti
del comportamento motivazionale ed emozionale.
Talamo - è composto da moltissimi nuclei, detti “nuclei talamici” che hanno la funzione di
fare da centro di ritrasmissione per l’informazione che proviene dalla periferia e che è
diretta alla corteccia.
Le varie informazioni sensoriali arrivano prima qui e poi da qui sono proiettate alla
corteccia. Anche il cervelletto, se vuole mandare informazioni alla corteccia motoria, deve
passare per i nuclei motori talamici. Il talamo è sostanzialmente la “porta” della corteccia.
Tutta l’informazione che arriva alla corteccia cerebrale è passata da un nucleo talamico
apposito. Se questa porta non funziona o si chiude l’info non arriva a livello cerebrale e
quindi sparisce la consapevolezza cosciente della presenza di stimolazioni esterne in quanto
la percezione cosciente è legata all’attività corticale.
7 - EMISFERI CEREBRALI che comprendono
- tutta la corteccia cerebrale sia la neo corteccia che le cortecce
filogeneticamente più antiche
- alcune strutture sottocorticali, che sono l’amigdala e
i nuclei della base (nucleo caudato e globus ….)
La corteccia cerebrale è suddivisibile in lobi. Ogni emisfero ne contiene 4, il più caudale è il
LOBO OCCIPITALE – in corrispondenza dell’osso occipitale; il lobo più rostrale è il
LOBO FRONTALE – si trova in corrispondenza dell’osso frontale, lascia poi il posto al
LOBO PARIETALE – separato da quello frontale dal solco centrale, si sovrappone
parzialmente al
LOBO TEMPORALE – separato da quello parietale del solco di Silvio o scissura di Silvio.
Questi 4 lobi hanno funzioni diverse che faremo man mano con lo studio dei diversi sistemi.
Lo schema tipico per il flusso di info nei vari sistemi sensoriali è così schematizzato:
- prima cosa che deve accadere è un processo di Trasduzione, in cui si
ha la trasformazione dell’energia dello stimolo - luce – onde elettromagnetiche
suono – onde di pressione, quindi meccaniche
sistema somatosensoriale – energie diverse
- meccanica –
tatto - chimica o termica
in segnale nervoso, altrimenti non è possibile elaborare l’info. Il processo di trasduzione è
operato
- da cellule specializzate che si chiamano cellule recettoriali, o recettori.
In esse si opera un cambiamento del potenziale di membrana in risposta ad uno stimolo
ed inviano un messaggio che è nervoso. Le cellule recettoriali trasmettono il loro
segnale a cellule successive lungo le vie sensoriali in cui vi è trasmissione ed
elaborazione del segnale. Quando si arriva a livello corticale abbiamo la “percezione
cosciente”. Se c’è lesione corticale, non c’è percezione cosciente. Lo stimolo può dare
origine ad un riflesso, ma non dà origine ad un percetto di cui il sogg. è consapevole;
- dalle cellule recettoriali passiamo ai neuroni successivi che possiamo
chiamare di primo, secondo, terzo ordine, significando ad 1, 2 o 3 sinapsi di distanza
dal recettore, e così via. Ad un certo punto si passa dai
- neuroni sensoriali talamici è una via di passaggio obbligata, dopodiché
l’info viene mandata alla
- corteccia sensoriale primaria, prima area corticale che riceve quel tipo
di info sensoriale, che poi proietta a
- cortecce sensoriali successive chiamate aree associative unimodali e
infine queste proiettano a
- cortecce associative polimodali ossia aree che integrano modalità
diverse (es. visiva e uditiva).
Oltre al SNC abbiamo anche un SN che possiamo definire PERIFERICO, formato da 2
suddivisioni:
1 – gli assoni dei neuroni spinali, che sono fuori dal SNC e che
raggiungono il muscolo: il MS è SNC, il corpo cellulare di questi neuroni è nel MS e
dunque è nell’SNC, ma il loro assone esce dal SNC e per questo lo chiamiamo
periferico. Anche i neuroni sensoriali (tattili, termici, propriocetttivi) non sono nel SNC,
il corpo cellulare è fuori dal MS in una struttura che si chiama ganglio delle radici
dorsali; anche i neuroni sensoriali del MS in realtà sono del SN periferico, il loro assone
periferico innerva la cute oppure i visceri, mediano le sensazioni tattili, termiche,
dolorifiche. Con il loro assone centrale entrano nella radice dorsale del MS e diventa a
questo punto SNC. Quindi nella prima suddivisione troviamo:
- assoni dei motoneuroni spinali
- neuroni sensoriali dei gangli delle radici dorsali;
2 – il Sistema Nervoso Autonomo, suddiviso a sua volta in SIMPATICO e
PARASIMPATICO. Il SNA ha il seguente schema di organizzazione:
i corpi cellulari dei neuroni che chiamiamo pre-gangliari sono nel MS o cmq. nel SNC, es.
nel tronco dell’encefalo. Il loro assone esce dal SNC e va ad innervare cellule che si trovano
in gangli (ecco perché si chiamano neuroni pregangliari). L’assone del neurone pregangliare
termina nel ganglio prescelto, fa sinapsi su un neurone gangliare il quale va ad innervare un
bersaglio che può essere la muscolatura del cuore, delle ghiandole sudoripare, dei muscoli
lisci dell’intestino e che quindi controllano le funzioni viscerali.
Quindi c’è una componente pregangliare, il cui corpo cellulare è nel SNC; l’assone di
questo neurone innerva i neuroni nei gangli. L’assone dei neuroni gangliari innerva il
bersaglio. Questo era lo schema generale, ora vediamo:
SNA – SEZIONE SIMPATICA – è organizzata in due catene di gangli che sono parallele al
MS: sezione gangliare dx e sx rispetto al MS. il più rostrale è il ganglio cervicale e i più
caudali sono i gangli vicini alla sezione caudale del MS.
Come visto sopra: si hanno i neuroni pregangliari: il loro assone va ad innervare i neuroni
dei gangli i quali con i loro assoni formano i nervi simpatici che innervano strutture come
l’occhio, le ghiandole lacrimali e salivari, i bronchi e i bronchioli, il cuore, il fegato e gli
organi interni. Quale è la funzione principale del sistema simpatico? È
quella di promuovere un’attivazione. Quando c’è un aumento della funzionalità del
sistema simpatico, c’è un aumento della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa, del
metabolismo (causato questo anche da ormoni, quali i tiroidei), una maggiore irrorazione
sanguigna nei muscoli; in breve l’organismo si prepara a fronteggiare un’emergenza
(scappare, combattere, o, più semplicemente dare un’esame, fare una camminata in salita
ecc.).
Alcune fibre gangliari non terminano nei gangli, ma vanno direttamente in gangli spostati in
periferia che controllano i visceri e, in particolare, fra questi vi è la ghiandola midollare del
surrene che secerne l’ormone della adrenalina dietro comando nervoso, costituito dal
rilascio di NT delle fibre pregangliari di neuroni che sono nel SNC. Quindi, la midollare del
surrene è un ganglio simpatico che però, a differenza dei gangli simpatici, che contengono
neuroni il cui assone innerva il bersaglio, contiene cellule (che durante lo sviluppo erano
state brevemente dei neuroni, ma che ora non lo sono più) che rilasciano adrenalina nel
sangue.
Il meccanismo è lo stesso:
- i neuroni pregangliari innervano la struttura gangliare, in questo caso
della ghiandola midollare, però le cellule della midollare rilasciano l’adrenalina nel
sangue, non c’è assone che rilascia adrenalina sinapticamente, qui lo chiamiamo
ormone e non NT. L’adrenalina produce gli aumenti di pressione arteriosa, battito
cardiaco e mobilitazione delle riserve dell’organismo.
Vi segnalo innervazione dell’occhio: si dirige sia sulle ghiandole lacrimali che sul muscolo
dell’iride. Lo stato di contrazione del muscolo dell’iride determina il diametro della pupilla.
Quando un sogg. è attivato (attivazione simpatica è in relazione con l’arousal), ossia quando
è attento e coinvolto, a parità di luce ambientale, il diametro della pupilla è leggermente più
grande rispetto a quando il sogg. è distratto o assopito. Se sottoponiamo una serie di foto
con pupilla più piccola e più grande, il giudizio di piacevolezza aumenta di fronte a quelle in
cui la pupilla è più grande, probabilmente perché nella realtà ciò corrisponde al fatto che noi
percepiamo che il ns. interlocutore è attento e coinvolto nella relazione con noi (le donne
dell’antichità usavano il farmaco della belladonna che mettevano sull’occhio e provocava
una dilatazione delle pupille per apparire più attraenti; la belladonna blocca la trasmissione
sinaptica tra le fibre parasimpatiche che provocano l’effetto opposto, ossia la contrazione
della pupilla, e dunque la pupilla si dilata; la sostanza è l’apropina ed è tossica).
SNA – SEZIONE PARASIMPATICA – la sua organizzazione è sostanzialmente la stessa. I
neuroni pregangliari del SNC con il loro assone praticamente raggiungono l’organo
bersaglio perché il ganglio del sistema (para)simpatico è sull’organo, non c’è una catena
parasimpatica come quella simpatica. Il cuore dunque è innervato da fibre simpatiche che
provengono dai gangli cervicali e da fibre parasimpatiche che provengono da un ganglio che
è praticamente nel cuore, innervato da una fibra pregangliare che in questo caso è il 10°
nervo cranico, ossia il nervo vago.
Quale è la funzione del sistema parasimpatico? Quella opposta a quella del simpatico,
quindi riduzione del battito cardiaco, della pressione arteriosa, della frequenza di
respirazione, costrizione delle pupille, provoca vaso-dilatazione periferica.
Nel SNC i neuroni pregangliari del sistema parasimpatico sono rostrali, nel tronco
dell’encefalo, oppure molto caudali (sezione caudale del MS). I neuroni pregangliari del
simpatico sono invece nella sezione centrale dell’asse neurale, nel MS, e innervano la catena
simpatica con l’eccezione di quelli che vanno direttamente ai gangli spostati in periferia, tra
cui la midollare del surrene.
Grazie alle tecniche di neuroimaging possiamo fare delle sezioni virtuali del cervello (al
contrario degli anatomici dell’800 che le potevano fare solo su persone decedute) – v. slides
sulle varie sezioni, parte che va da 37 min. a 45.30 min.
Sezione coronale ingrandita in cui si vedono le cellule colorate con sostanze apposite, ogni cell. è un
pallino perché sostanzialmente è marcato solo il corpo cellulare.
Neocorteccia – quella filogeneticamente più nuova; ogni area corticale è suddivisibile in 6 strati:
- il 1° è quello più dorsale – superficie della corteccia
- il 6° è quello più profondo – più ventrale
Tutte le 4 aree corticali sono suddivise in 6 strati, che però non hanno lo stesso spessore in
tutte. Anche le dimensioni dei corpi cellulari che si trovano in questi strati sono diverse.
Spessori e dimensioni cellulari sono i criteri utilizzati da Brodman per suddividere la
corteccia in aree (criteri citoarchitettonici), con i quali aveva individuato 52 aree diversi a
cui poi sono corrisposte altrettante funzioni diverse. Vediamo perché con i ss. Es.:
CORTECCIA VISIVA PRIMARIA – quale è lo scopo principale di quest’area? Ricevere
info dal nucleo talamico visivo, elaborarle e trasmetterle ad altre strutture. Dei 6 strati
corticali, il 4° è quello che riceve info dal talamo. Nella CVP lo strato 4 è ben sviluppato; è
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1° Modulo esame "Fondamenti anatomo-fisiologici dei processi psichici"
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3° Modulo "Fondamenti anatomo-fisiologici dei processi psichici"
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Fondamenti anatomo-fisiologici dei processi psichici, psicologia
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Riassunto esame Fondamenti anatomo-fisiologici, prof. Guariglia, libro consigliato Fondamenti anatomo-fisiologici