LEZIONE 11/5
TERZO MODULO
- INTRODUZIONE SISTEMA MOTORIO – SCHEMA –
Il sistema motorio non è il servo sciocco del sistema cognitivo. È un sistema estremamente
complesso e in molti casi possiamo dire che muoversi è “conoscere”.
Alcuni aspetti del sistema motorio (SM) sono assolutamente assimilabili a processi
cognitivi: in alcuni casi in maniera evidente (es. neuroni specchio), ma anche in aspetti
meno eclatanti.
Il SM è un sistema estremamente evoluto, organizzato in maniera gerarchica: possiamo dire
che i motoneuroni spinali sono i veri “Gaston”, eseguono il comando loro inviato; sono
quelli che Sherrington ha chiamato la VIA FINALE COMUNE: sono l’uscita di qualunque
processo e comando voglia provocare un movimento. Non c’è uscita diversa dai
motoneuroni spinali. Se questi non funzionano, non c’è movimento (es. lesione spinale).
I motoneuroni proiettano ai muscoli, ne determinano la contrazione e, a seconda di quanti e
quali sono, è possibile avere un movimento molto semplice, complesso, di forza, di
pressione.
L’attività dei motoneuroni è controllata a diversi livelli:
1 - il primo è a livello del midollo spinale (MS) stesso – sono i riflessi
spinali – v. diapositiva: vi è una via finale comune, sono i motoneuroni, distinti per
bersaglio:
- muscoli assiali – del tronco
- muscoli distali – es. mano o piede
- e nel mezzo vi sono i muscoli prossimali
- i motoneuroni proiettano alla periferia muscolare, li posso distinguere in
base a dove proiettano ovvero se è muscolatura assiale, prossimale, distale;
- ricevono un primo livello di controllo al livello dei RIFLESSI SPINALI;
- i motoneuroni ricevono ingresso sinaptico dai NEURONI SENSORIALI che
fanno parte del sistema somatosensoriale; oltre alla parte propriocettiva, il neurone
sensoriale emette infatti delle COLLATERALI per i riflessi spinali – e che si trovano nel
MS e fanno parte di circuiti semplici chiamati CIRCUITI RIFLESSI – mediano azioni
motorie stereotipate (= sempre uguali a sé stesse) – è il circuito di comando motorio
più semplice, media reazioni rapide, ma poco differenziate.
2 – il secondo livello di controllo è costituito dal TRONCO dell’ENCEFALO, il
quale si situa rostralmente al MS e invia proiezioni al MS stesso;
3 - a sua volta, il tronco dell’encefalo è controllato dalla CORTECCIA
MOTORIA PRIMARIA e da altre aree corticali;
4 – la corteccia motoria primaria è a sua volta controllata da altre aree corticali.
N.B. a questi controlli aggiungiamo quelli effettuati da 2 strutture cruciali per la funzione
motoria, che sono:
- il CERVELLETTO
- i NUCLEI DELLA BASE
SCHEMA:
motoneuroni spinali – via finale comune – il loro corpo cellulare è nelle corna ventrali –
proiettano ai muscoli, che è la periferia del sistema motorio;
1° livello di controllo – riflessi spinali;
2° livello di controllo – tronco dell’encefalo – non esiste una via tronco-encefalica spinale,
ma esistono numerose vie che dal tronco dell’encefalo vanno al MS. Cosa significa? Che ci
sono neuroni che si trovano nel tronco dell’encefalo e che proiettano al MS, che però danno
origine a vie di proiezione con significato funzionale diverso. Ne distingueremo in modo
grossolano 2 di queste:
- le VIE LATERALI – proiettano ai motoneuroni che innervano i muscoli distali
- le VIE MEDIALI – proiettano principalmente ai motoneuroni che innervano
i muscoli assiali
- quando effettuiamo un movimento con le dita, volontario (quindi corteccia
motoria), come sottosistema di controllo useremo le vie tronco encefaliche laterali;
- se invece vi state preparando ad andare a prendere un oggetto, nel
momento in cui iniziate il movimento e vi sbilanciate, - quindi il baricentro cade fuori
dall’appoggio – il tono posturale viene modificato in modo da evitare di cadere in
avanti; abbiamo mandato un comando alla muscolatura distale, ma anche a quella
assiale per mantenere un assetto. E queste sono le vie mediali
3° livello di controllo – corteccia motoria, ha:
- sia una proiezione diretta al MS;
- sia una proiezione al tronco dell’encefalo
La corteccia motoria può dunque controllare l’attività dei circuiti spinali
- sia direttamente, con una proiezione cortico-spinale – i neuroni della CM
(corteccia motoria) che inviano il loro assone fino al MS; l’assone forma una sinapsi sui
motoneuroni o sugli interneuroni spinali – e quindi è un controllo diretto;
- oppure la CM può controllare il secondo livello di controllo ovvero il
tronco dell’encefalo; sarà dunque un via cortico-troncoencefalica, dopodiché il
tronco dell’encefalo proietta al MS, e questo è un controllo indiretto.
N.B. nel primo caso i neuroni della CM direttamente agiscono a livello spinale; nel secondo
caso agiscono indirettamente, controllando le vie mediali e laterali del tronco dell’encefalo.
La CM ha una gerarchia:
- esiste la CM primaria – M1
- esiste una serie di aree motorie chiamate CORTECCIA PREMOTORIA
(anche se sono più di una)
- esiste un’area chiamata SUPPLEMENTARE MOTORIA – ASM
La CM PRIMARIA è quella in grado di organizzare movimenti semplici – sabrutim motorie
–
La C PREMOTORIA è già necessaria se volete fare un movimento un po’ più complesso
che richieda ad es. più atti motori in successione – es. sequenza motoria –
La C SUPPLEMENTARE MOTORIA è una collezione di aree motorie che interviene per
es. nei comportamenti bilaterali – quando devo coordinare le 2 aree insieme -.
La corteccia ha dunque una gerarchia di azioni:
- la corteccia premotoria può proiettare direttamente al tronco dell’encefalo
o al MS oppure può proiettare alla corteccia motoria primaria e sarà questa che proietta
al tronco dell’encefalo o al MS;
- la corteccia supplementare motoria invece è una corteccia che proietta
solo alle altre aree corticali, non ha una via di accesso diretta alla periferia.
Volendo completare il tutto, vediamo anche il CERVELLETTO e i NUCLEI DELLA
BASE: sono 2 strutture la cui funzione si complica man mano che aumentano le
conoscenze. Parleremo solo delle loro funzioni motorie, accennando anche i loro presunti
ruoli in altri aspetti, in particolare in quelli cognitivi.
CERVELLETTO – non ha un accesso diretto al MS. il suo controllo sul SM si esercita
attraverso proiezioni al tronco dell’encefalo, quindi al secondo livello di controllo, oppure
attraverso proiezioni alla corteccia motoria. In compenso, il cervelletto riceve info
direttamente dalla periferia in quanto una delle sue funzioni principali è quella di controllare
online che l’esecuzione corrisponda al progetto – volevo prendere la pallina, ho mancato il
colpo, lo riprovo, il cervelletto controlla che la mia mira si corregga per prendere la pallina,
fa sì che il piano motorio si corregga affinché diventi più bravo nel tennis -.
Riceve dunque info dalla periferia ma anche dalla corteccia – se devo acchiappare la pallina,
non mi bastano le info dei propriocettori del braccio, mi servono le info visive, quindi il
cervelletto riceve info sensoriali a largo raggio e riceve anche dalla corteccia motoria perché
ha bisogno del piano di azione:
- era stato mandato il seguente piano motorio in esecuzione; ciò ha
comportato un clamoroso fallimento, allora correggiamo il piano motorio – riceve una
copia del piano motorio inviato o al tronco dell’encefalo o al MS, monitorizza il risultato
del movimento, attraverso la propriocezione e attraverso la visione, e corregge il piano
motorio. Anche i NUCLEI DELLA BASE – non proiettano né al tronco dell’encefalo né al
MS, ma ricevono e proiettano alle aree corticali; quindi partecipano al controllo motorio
attraverso interazioni con la CM principalmente, ma ricevono anche da altre strutture
corticali – per es. strutture visive -.
Questo è uno schema molto semplificato del livello gerarchico di organizzazione del SM
– dà un’idea di quali sono i segnali che arriveranno poi al livello della via finale comune,
quindi dei motoneuroni, provenendo dai diversi livelli di controllo del SM, quindi tronco
dell’encefalo ed aree corticali motorie, ma anche da strutture al di fuori della catena diretta
CORTECCIA MOTORIA – TRONCO dell’ENCEFALO – MS come il cervelletto e i nuclei
della base.
LEZIONE 14/05 - RIFLESSI SPINALI – ATTI MOTORI -
Lo schema visto nella lezione precedente è un po’ semplificato perché manca una struttura
ovvero il TALAMO – dallo schema sembra che il cervelletto proietti direttamente alla
corteccia motoria, così come i nuclei della base -. Sappiamo invece che la corteccia ha un
filtro, una porta di accesso che è costituita dai NUCLEI TALAMICI. In realtà dunque, la
situazione è questa:
- il MS – dove trovate i corpi cellulari dei motoneuroni, nonché i circuiti
spinali di controllo che proiettano ai muscoli;
- a loro volta i muscoli proiettano un feedback al MS e sono le info propriocettive;
- dal MS passiamo al primo livello di controllo, ovvero al
- TRONCO DELL’ENCEFALO che proietta ai circuiti spinali, ma riceve anche info dal MS;
- e qui vedete come sia il CERVELLETTO che i NUCLEI DELLA BASE
proiettino in realtà al TALAMO;
- ed è il TALAMO che proietta poi alla CORTECCIA MOTORIA;
- anche le info propriocettive arrivano alla CM (corteccia motoria)
attraverso il talamo, quindi NON direttamente.
Cominciamo dal primo livello di analisi che è quello della VIA FINALE COMUNE – è
l’esecutore finale di un movimento, - il muscolo -, ma chi lo comanda, l’esecutore finale del
comando motorio sono i MOTONEURONI. Ogni motoneurone (MN) innerva più di una
fibra muscolare.
Definiamo UNITA’ MOTRICE l’insieme di un motoneurone e di tutti i suoi bersagli
sinaptici – quindi di tutte le fibre muscolari innervate da quel motoneurone -.
L’unità motrice può avere dimensioni molto diverse – se prendete i muscoli extraoculari,
che controllano i movimenti oculari, un motoneurone innerva 10 fibre muscolari; se
prendete un muscolo della mano, il flessore del pollice, un motoneurone innerva 100 fibre
muscolari; se prendete il gastrocnemio, che è il muscolo del polpaccio, un motoneurone
innerva 2.000 fibre muscolari. La differenza è:
- innanzitutto nella forza sviluppata – maggiore con l’aumentare delle
fibre muscolari innervate;
- è anche ovvio che i muscoli extraoculari non devono muovere un carico
pesante, devono essere rapidi, veloci, mentre il gastrocnemio può dover muovere un
carico pesante come il peso della persona, magari con del carico addosso.
L’unità motrice quindi, con le sue dimensioni, dice subito se state guardando un’uscita di
forza oppure una uscita di destrezza e di rapidità.
È poi chiaro che più un’unità motrice è piccola, più ne potete combinare graduando la forza
del muscolo e quindi introducendo un altro livello di modificabilità.
I motoneuroni hanno un primissimo livello di controllo che è un classico a FEEDBACK
NEGATIVO:
- qui abbiamo il MS, in particolare il corno ventrale, questo è il corpo
cellulare del motoneurone, questo è l’assone che uscirà dal MS andando ad innervare le
fibre muscolari;
- una COLLATERALE dell’assone rimane nel MS e contatta un
INTERNEURONE INIBITORIO;
- questa sinapsi è eccitatoria, quindi l’attività del MN determina un aumento
dell’attività di questo interneurone inibitorio il quale fa sinapsi sullo stesso MN da cui
riceve ingresso sinaptico; è un classico circuito che ritorna sul neurone di partenza e
tiene sotto controllo l'attività del MN, impedendo quindi che l’attività del MN raggiunga
livelli eccessivi. È un circuito molto semplice: più il MN è attivo, più cresce l’inibizione
che il MN riceve.
Queste cellule si chiamano CELLULE DI RENSHAW e sono il bersaglio della tossina
tetanica la quale produce gli effetti ben noti dell’intossicazione da clostridio di tetano, in
quanto la tossina tetanica impedisce il rilascio del NT dei neuroni di Renshaw; i MN,
deprivati del loro normale ingresso inibitorio di controllo, hanno un’attività parossistica che
corrisponde alla manifestazione comportamentale della malattia. Quindi questa è l’unità
motrice ed è il primissimo circuito di controllo, molto semplice, ed è sui MN.
Questa è una sezione del MS – vedete la sostanza grigia al centro, la sostanza bianca
esterna, questo è il CORNO VENTRALE, qui ci sono i corpi cellulari dei MN.
Distinguiamo 2 tipi di MN a seconda delle loro dimensioni:
- i MN alfa son più grandi;
- i MN gamma sono più piccoli.
Entrambi proiettano ai muscoli, con significato funzionale diverso.
Nel corno ventrale è possibile distinguere una SOMATOTOPIA grossolana ed, in particolare:
- i MN il cui corpo cellulare è nella parte MEDIALE del corno ventrale
proiettano ai muscoli assiali;
- i MN il cui corpo cellulare è nella parte INTERMEDIA del corno ventrale
proiettano ai muscoli prossimali;
- i MN il cui corpo cell. è nella parte LATERALE del corno ventrale
proiettano alla muscolatura distale.
Quindi se distinguete per ogni segmento corporeo la parte distale della muscolatura, la parte
prossimale e quella assiale, i corpi cellulari dei MN che innervano i muscoli distali
– prossimali – assiali li trovate in sequenza laterale – intermedia – mediale del corno ventrale.
N.B. un muscolo NON è innervato da un solo MN; noi definiamo POOL
MOTONEURONALE l’insieme di MN che proietta allo stesso muscolo, che da quindi
origine ad un NERVO che proietta ad es. al flessore del braccio, piuttosto che all’estensore
del braccio.
Ogni pool moto neuronale contiene numerosi MN che sono posti in COLONNE nel
CORNO VENTRALE.
Quindi, questa è una sezione del MS, e, un gruppo di MN che proietta allo stesso muscolo si
dispone in colonna, sempre con la stessa regola: più laterali siete, più distale è il muscolo a
cui quel gruppo di MN proietta. E ciò vale sia per i MN gamma che per i MN alfa.
C’è un’altra regola: all’interno di un pool moto neuronale, i MN che proiettano ai flessori
tendono ad accumulare le loro fibre più dorsalmente, e i MN che proiettano agli estensori
tendono ad accumulare le loro fibre più ventralmente nel nervo spinale che esce da ciascuna
RADICE VENTRALE.
Una volta vista l’organizzazione dei MN, possiamo passare a guardare un gruppo di cellule,
i PROPRIOCETTORI MUSCOLARI: abbiamo già detto che hanno una funzione
sensoriale: ci consentono un aspetto della percezione che è quello della percezione del
corpo, della posizione delle varie componenti del corpo nello spazio, e le une rispetto alle
altre.
L’altro ruolo dei propriocettori è quello di FORNIRE UN INGRESSO AI CIRCUITI
SPINALI, che sono il primo livello di controllo dell’attività dei MN.
Chi sono i propriocettori da un punto di vista morfologico? Ci sono 2 tipi di propriocettori:
1 – i propriocettori dei FUSI NEUROMUSCOLARI
2 – i propriocettori dei CORPI
TENDINEI DEL GOLGI 1 - PROPRIOCETTORI DEI
FUSI NEUROMUSCOLARI
Questi recettori innervano (loro corpo è nei GdRD – sono recettori somatosensoriali) il
muscolo con il loro terminale periferico ed in particolare innervano una struttura
specializzata presente nei muscoli che si chiama FUSO NEUROMUSCOLARE. L’assone
periferico di questi neuroni entra nei muscoli ma NON innerva le fibre correnti del muscolo,
quelle che quando si contraggono determinano il movimento rispetto all’articolazione, ma
innervano delle strutture che hanno un RUOLO SENSORIALE che sono appunto i FUSI
NM. Questi sono composti da fibre muscolari modificate: quando parliamo di fibre
muscolari presenti in un muscolo noi abbiamo 2 tipi di fibre muscolari:
- le fibre muscolari extrafusali che non sono nei fusi nm, sono quelle che si
agganciano al tendine e con la loro contrazione esercitano quindi una forza sul tendine
stesso; se è un muscolo connesso ad un tendine articolare, questo corrisponde ad un
movimento rispetto all’articolazione; se invece è un muscolo posturale può invece
corrispondere ad un tono dei muscoli dorsali più elevato senza che ci sia un movimento
particolarmente evidente;
- le fibre muscolari intrafusali sono quelle che costituiscono i fusi nm, e
NON sono agganciate al tendine. Sono fibre molto corte che si trovano all’interno dei
fusi – v. slide di fuso ingrandito -. Il motivo per cui sono stati chiamati FNM (fusi nm) è
dovuto alla forma dell’organo che effettivamente è un fuso.
All’interno di un FNM trovate dunque fibre muscolari intrafusali che sono modificate in che
modo? Quale è il ruolo di una fibra muscolare? È quello di potersi contrarre. Le fibre
muscolari intrafusali sono CONTRATTILI, ma la parte contrattile è spostata ai poli della
fibra per cui la parte centrale NON è contrattile. Cosa succede quando la parte contrattile
della fibra intrafusale si contrae? La parte centrale della fibra si allunga. La fibra muscolare
intrafusale è particolare in quanto non essendo contrattile per tutta la sua lunghezza,
differisce dalla fibra muscolare che si contrae e si accorcia; la fibra muscolare intrafusale si
accorcia nelle 2 parti contrattili, alle 2 estremità, ma la parte centrale che non è contrattile si
allunga perché viene stirata da entrambe le parti.
Intorno alla parte centrale delle fibre muscolari intrafusali si avvolge la terminazione dei
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
1° Modulo esame "Fondamenti anatomo-fisiologici dei processi psichici"
-
2° Modulo esame "Fondamenti anatomo-fisiologici dei processi psichici"
-
Fondamenti anatomo-fisiologici dei processi psichici, psicologia
-
Fondamenti anatomo-fisiologici dell'attività psichica - modulo 1