CLASSIFICAZIONE DELLE COLTURE
Le colture microbiche possono essere distinte innanzitutto in base alla consistenza del
colture solide colture
terreno di coltura utilizzato. Si può, infatti, parlare di e
in liquido.
*COLTURA SOLIDA
La coltura solida è ampiamente diffusa a livello laboratoriale, sia in provetta, sia in
piastra e il termine “solida” identifica l’impiego di terreno colturale addizionato di agar.
Anche in ambito industriale si ha questo tipo di coltura, ma in questo caso non si usa
l’agar per rendere solido il terreno dal momento che questo polisaccaride risulta
essere abbastanza costoso. A livello industriale si usano terreni come residui ligno-
cellulosici che sono già di per sé solidi.
*COLTURA LIQUIDA
In generale, in ambito industriale si preferisce ricorrere all’uso di colture in liquido (sia
per processi aerobi che per quelli anaerobi), che prevedono, cioè, l’uso di terreni
liquidi. Quando si ricorre all’utilizzo di un terreno liquido, la coltura può essere
sommersa , termine che identifica un processo condotto in condizioni di agitazione
e aerazione e viene impiegata per processi aerobi. In laboratorio, per allestire una
coltura di questo tipo si usano delle beute che, dopo inoculo, sono poste a incubare su
agitatori alternativi o rotativi. Per volumi superiori a 0,5-1L le colture sono allestite in
fermentatore dotato di sistema di aerazione e, generalmente, di agitazione.
condizioni stazionarie,
La coltura liquida viene impiegata anche in sia per
microrganismi anaerobi che per microrganismi aerobi. La coltura liquida stazionaria è
allestita sia in ambito laboratoriale (in provette o beute) e sia in ambito industriale (in
fermentatori). Ovviamente la beuta non viene connessa ad agitatori e anche nel
fermentatore manca l’agitazione, trattandosi di coltura stazionaria. Questo tipo di
in alto strato
coltura può essere (cioè il recipiente, beuta o fermentatore, viene
riempito per quasi tutto il suo volume; questo tipo di coltura viene condotta in
in basso strato
anaerobiosi); o può essere (cioè la beuta o il fermentatore viene
riempita con un volume minimo di coltura microbica, in modo da favorire l’aerazione;
questo tipo di coltura viene condotta, quindi, in aerobiosi). A livello di larga scala si
impiegano vassoi che possono avere anche grosse dimensioni (1 x 2 m), contenenti
terreno in basso strato (15-25 cm di terreno). Nel caso di colture stazionarie in basso
strato avverrà lo sviluppo delle cellule microbiche solo in superficie. Pertanto si può
colture superficiali.
parlare anche di
Le colture possono essere distinte anche in base alla modalità con cui viene fornito il
nutrimento alle cellule. In questo caso si distinguono:
colture in batch
Le . La coltura in batch è un sistema chiuso, in quanto
all’inizio della coltura vengono forniti tutti i nutrienti necessari alla crescita
cellulare (detti nel loro complesso terreno di coltura) senza aggiunte successive.
La cinetica di crescita è caratterizzata da quattro fasi: fase di latenza, durante la
quale le cellule si adattano al terreno, perciò non si ha un incremento della
biomassa (massa complessiva delle cellule); fase di crescita esponenziale, nella
quale le cellule si dividono molto rapidamente, secondo appunto un andamento
x
esponenziale del tipo y= 2 , dove y è il numero di cellule e x il numero di
generazioni; fase stazionaria, durante la quale la crescita rallenta man mano
che i nutrienti scarseggiano, fino ad arrestarsi; fase di letalità, nella quale la
scarsità di nutrienti è tale da causare la diminuzione della biomassa, poiché
muoiono più cellule di quelle che si generano, determinando la fine della
coltura. In questo tipo di coltura, quando lo sviluppo cessa, il terreno colturale
viene raccolto e trattato per il recupero del prodotto fermentativo. E' il sistema
usato per produrre antibiotici, aminoacidi, enzimi e altri prodotti.
colture in batch con riciclo di biomassa.
Le In questo caso si
recupera la biomassa separandola dal prodotto. La biomassa verrà usata per
una successiva coltura in batch. In questo modo si avrà un aumento di
biomassa nella seconda coltura in batch rispetto alla prima e si avrà, di
conseguenza, anche un incremento nella produzione di metabolita.
colture in continuo.
Le La coltura in continuo è invece un sistema
aperto, in cui nuovo terreno di coltura è immesso costantemente, mentre quello
che si è esaurito è eliminato, generalmente attraverso due pompe. Dato che si
ha una continua immissione di substrato e un continuo prelievo di prodotto, il
volume rimane costante e si genera una condizione di steady state (stato
stazionario). Prevede tre fasi: la prima è una fase in batch, con entrambe le
pompe non funzionanti, necessaria per raggiungere un’adeguata biomassa. Al
termine della crescita esponenziale, comincia la fase di start-up, in cui le
cellule vengono alimentate e si assiste ad un ulteriore aumento della biomassa.
L’ultima è invece la fase stazionaria, nella quale la biomassa resta costante e i
flussi in entrata e in uscita non cambiano. Lo svantaggio principale di questo
tipo di coltura è la delicatezza del sistema, visto che la media-lunga durata del
processo può portare a contaminazione, così come le numerose e ripetute
divisioni cellulari possono portare all’accumulo di mutazioni nelle cellule, fattore
non irrilevante trattandosi di organismi selezionati. Rispetto alle colture in
batch, le colture in continuo non prevedono tempi morti (quali svuotamento del
fermentatore, pulizia del fermentatore e sterilizzazione dello stesso e
riempimento del fermentatore). Le colture in continuo sono meno costose dal
momento che richiedono meno personale perché le colture così allestite
vengono controllate da sistemi computerizzati. Le colture in continuo vengono
utilizzate per la produzione di aceto, etanolo, birra, per il trattamento dei rifiuti
ecc.
colture in fed batch.
Le Si tratta di un sistema semi-aperto, in quanto è
aperto solo in entrata, ma non in uscita, perciò è anche detto a volume
variabile. Il terreno fresco viene aggiunto fino a quando non si raggiunge un
volume prestabilito. Anche questo tipo di coltura è diviso in più fasi: inizialmente
si ha una fase in batch, poi, una volta raggiunta un’adeguata biomassa, inizia il
processo fed-batch. La biomassa aumenta in proporzione ai nutrienti forniti, fino
a che non sono altri fattori a causare un rallentamento della crescita, come ad
esempio la scarsità di ossigeno; a questo punto è conveniente rallentare il
flusso di nutriente fino ad arrestare il sistema. La coltura in fed-batch, sebbene
di breve durata (alcune decine di ore), previene problemi di inibizione da
prodotti del metabolismo cellulare tossici e l’accumulo di mutazioni, oltre a
diminuire la possibilità di contaminazione; inoltre, consente di recuperare la
biomassa per iniziare un nuovo processo. Con la fed-batch si producono lieviti
per la panificazione, penicillina G, cefalosporine, amminoacidi ecc. Tutti questi
prodotti vengono sintetizzati dai microrganismi durante la biofase (o fase
stazionaria). E’ quindi importante mantenere la coltura cellulare in questa fase
con una continua addizione di nutrienti.
colture extende batch
Le . Si tratta di colture in cui si aggiunge terreno
di coltura sterile e si toglie lo stesso volume di brodo colturale a intervalli di
tempo prefissati.
Quando possibile sarebbe più vantaggioso operare con processi continui perché
presentano costi di produzione minori a seguito della riduzione dei tempi morti. La
coltura batch presenta, infatti, tempi morti, in cui non si ha formazione di prodotto e
consumo di substrato. I sistemi in continuo, inoltre, forniscono una maggiore
produttività, una migliore adattabilità ai sistemi di controllo e infine prevedono