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Lo Statuto funge quindi da limite sia per le leggi ordinarie dello Stato, sia per le leggi regionali.

2. LEGGI REGIONALI

La legge regionale è una legge ordinaria formale ed ha la sua stessa posizione nella gerarchia delle fonti del diritto.

La collocazione tra le fonti primarie è giustificata sia perché la competenza della legge regionale è garantita dalla

stessa Costituzione, sia perché la Costituzione la pone su un piano di concorrenza e di separazione di competenza

con la legge statale (X.2.3.), sia infine perché è parificata alla legge statale per quanto riguarda il controllo di

legittimità, riservato alla Corte costituzionale (XII.3.1).

Alle leggi regionali sono tutto e per tutto equiparate le leggi provinciali emanate dalle Province di Trento e Bolzano,

per la particolare autonomia loro riconosciuta dallo Statuto della Regione Trentino-Alto Adige.

Procedimento

Il procedimento di formazione della legge regionale è disciplinato in minima parte dalla Costituzione, in parte dallo

Statuto (soprattutto per quanto riguarda l’iniziativa e la promulgazione) e per il resto (essenzialmente per quanto

riguarda i lavori nella fase deliberativa) dal regolamento del Consiglio regionale.

Il procedimento si svolge in queste fasi essenziali:

- Iniziativa: oltre alla Giunta e ai consiglieri regionali, l’iniziativa spetta agli altri soggetti individuati dagli statuti (i

quali, in genere, la estendono al corpo elettorale e agli enti locali);

- Approvazione in Consiglio regionale: è generalmente previsto il ruolo delle commissioni consiliari in sede referente,

ma alcuni statuti prevedono anche la commissione redigente; comunque in assemblea sono previste le classiche 3

letture (IX.3.3). La legge è approvata a maggioranza relativa, ma gli Statuti possono prevedere maggioranze

rinforzate.

- Promulgazione: da parte del Presidente della Regione e successivamente viene pubblicata sul BUR (bollettino

ufficiale regionale).

Allo Stato è consentito soltanto di impugnare le leggi regionali successivamente alla loro pubblicazione, cioè quando

esse già sono in vigore, senza poter esercitare un veto preventivo. Solo in Sicilia (e in Trentino-Alto Adige) le

procedure si svolgono diversamente: infatti è sopravvissuta (come ha confermato la Corte costituzionale nella sent.

314/2003) la peculiare forma di controllo preventivo sulle leggi regionali esercitata entro un termine molto breve dal

Commissario del Governo, scaduto il quale la legge può essere promulgata anche se la Corte costituzionale non si è

ancora pronunciata.

L’estensione della potestà legislativa regionale

La nuova formulazione dell’art. 117 ribalta completamente l’impostazione precedente, secondo cui erano indicate

tassativamente le materie nelle quali le Regioni potevano legiferare. Ora, invece, il nuovo art. 117 stabilisce:

a) un elenco di “materie” su cui c’è la potestà legislativa esclusiva dello Stato (per esempio, affari esteri,

immigrazione, ordine pubblico, difesa, cittadinanza, giurisdizione, moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari:

art. 117.2);

b) un elenco di “materie” su cui le Regioni hanno potestà legislativa concorrente (per esempio, tutela e sicurezza sul

lavoro, professioni, tutela della salute, protezione civile: art. 117.3). La “concorrenza” consisteste sostanzialmente in

questo: la legislazione dello Stato determina “i principi fondamentali della materia”, mentre il resto della disciplina

compete alle Regioni che, ovviamente, devono rispettare i “principi” fissati dallo Stato;

c) una clausola residuale per cui tutte le materie non comprese nei due elenchi precedenti, spetta alle Regioni la

potestà legislativa (potestà legislativa residuale delle Regioni).

Questo è lo schema generale, ma bisogna tenere presenti alcuni fattori:

1. Gli obblighi internazionali: in precedenza era solo la legislazione regionale ad essere tenuta al rispetto degli

obblighi internazionali contratti dallo stato, sia nel senso del divieto di assumere impegni giuridici con ordinamenti

internazionali (il c.d. potere estero), sia nel senso del divieto di legiferare in contrasto con gli impegni assunti dallo

Stato in sede internazionale. 2


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Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nicoladigrazia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico e costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Seconda Università di Napoli SUN - Unina2 o del prof Patroni Griffi Andrea.

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