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L’ è la realizzazione del ciò che avviene nell’embrione è una

istologia disegno embriologico:

moltiplicazione di cellule inizialmente tutte uguali tra loro che poi iniziano a diversificarsi e a dare origine a

tutti i tessuti dell’organismo, si calcolano 250 tipi di cellule diverse nel nostro organismo; si parte nello zigote

da una cellula indifferenziata e a poco a poco alcune cellule assumono caratteri diversi e si raggruppano nei

tessuti.

Queste due materie vanno viste in maniera strettamente integrata perché i tessuti non sono statici, ovvero

una volta compiuto lo standard differenziativo non rimangono uguali a se stessi, all’interno di ogni tessuto

anche nei più immobili, come l’osseo, c’è un continuo rimodellamento; ciò che si studia nell’embriologia si

rivede nel differenziamento e anche quando i tessuti si rimodellano rivediamo questo meccanismo di

proliferazione attuato nello sviluppo embrionale, e anche nella rigenerazione dei tessuti sia in casi fisiologici

che patologici es. tessuti oggetto di lesione devono essere ricostituiti e l’organismo attua meccanismi che

aveva sfruttato nello sviluppo embrionale.

I tessuti sono costituiti da cellule accumunate da caratteristiche simili morfologiche o funzionali,

tessuto epiteliale tessuto connettivo

es. è formato da cellule a mutuo contatto tra di loro, nel le cellule sono

matrice intracellulare,

inframezzate con altri costituenti, non ci sono solo cellule ma c’è una poi nel tessuto

sangue tessuto osseo

connettivo ci sono varie specializzazioni: nel la matrice è liquida, nel la matrice è

mineralizzata;

tessuto muscolare scheletrico muscolo cardiaco, muscolo liscio

nel (muscolo che è volontario, nelle pareti

tessuto nervoso

degli organi cavi) tutti questi tessuti sono accomunati dalla capacità contrattile, il è

composto da cellule che hanno una spiccata capacità di diventare sede di segnali elettrici e di comunicare

mediante le sinapsi trasmettendo il segnale ad altre cellule nervose o di altra natura.

tessuti organi sitemi apparati.

I si organizzano a formare—> gli che costituiscono—> o

tessuto connettivo, tessuto ghiandolare, tessuto

L’apparato tegumentario: l’epitelio è l’epidermide, poi c’è il il

nervoso..

L’apparato cardiovascolare: vari tessuti cooperano per formare questo apparato

MICROSCOPI:

(Micron= 1000esima parte di 1 mm)

— potere risolutivo: distanza minima alla quale due punti devono trovarsi per essere percepiti come distinti

— potere di ingrandimento

— contrasto: le diverse parti osservate hanno differenze di assorbimento

convenzionale

-“Microscopio ottico”: è un sistema di lenti, dalla sorgente luminosa (lampadina) proviene il

fascio luminoso che tramite un sistema di specchi e lenti è convogliato sul preparato; quando i raggi luminosi

attraversano il campione si forma l’immagine. L’immagine è raccolta dall’obiettivo dove si trova una lente

che ingrandisce, poi l’immagine è convogliata all’oculare (dove poggiamo gli occhi) e l’immagine è quindi

ingrandita due volte, una volta dalla lente dell’obiettivo e una seconda dalla lente dell’oculare.

Può arrivare a 1200 ingrandimenti: si moltiplica il potere di ingrandimento della lente dell’obiettivo che può

arrivare al massimo a 100, per il potere di ingrandimento della lente dell’oculare, che al massimo può

arrivare a 12x.

Microscopio

-“Il elettronico”: si entra nell’ultra struttura, esso non utilizza un fascio di raggi luminosi ma di

elettroni, si tratta di un filamento (anodo) di tungsteno da cui partono questi elettroni che vengono diffusi in

una colonna, che è sotto vuoto di 10-5 atm, e questo fascio è convogliato mediante un condensatore, che è

un campo elettromagnetico, verso il preparato, una sezione di dimensioni di 10-20 nm (1000esima parte di 1

micron). A seconda della densità delle strutture il fascio è trattenuto o lasciato passare e il fascio che esce

dal preparato passa attraverso l’obiettivo, che non è una lente ottica, ma un campo elettromagnetico, e

attraverso un sistema di proiezioni, campi elettromagnetici, si ha l’ingrandimento dell’immagine che poi è

proiettata su uno schermo digitale. Sono visibili strutture subcellulari come membrane, citoscheletro e

organuli. (200mila ingrandimenti)

elettronico

-“Microscopio a trasmissione”: permette di osservare internamente il campione, fornisce

informazioni sulla struttura interna della cellula

elettronico

-“Microscopio a scansione”: il fascio di elettroni non attraversa il preparato ma lo va a colpire, il

elettroni

preparato è ricoperto con materiale conduttivo (particelle di oro, platino, carbone), quando gli

primari (del elettroni

fascio emesso dal catodo) raggiungono questa superficie resa conduttiva, sono emessi

secondari che formano dei segnali che dipendono dalla superficie del campione e vengono captati da un

rilevatore di elettroni, che trasmette un segnale elettrico, che diviene digitale ed è riportato su schermo.

Ci rivela come sono fatte le superfici degli organi e delle cellule. 1

-“Microscopio confocale laser”, riesco a vedere se su una membrana di una cellula c’è la molecola x e

quanto è estesa la sua distribuzione.

Il raggio laser è la sorgente luminosa ma posso variare la lunghezza d’onda di emissione con cui viene

colpito il preparato—> vantaggio: posso mettere a fuoco uno strato molto sottile del preparato, posso fare un

sezionamento digitale, strato per strato e dire dove si trova la positività, vado a localizzare la presenza della

sostanza x in maniera molto più perfezionata.

Basofilia/Acidofilia :

Per analizzare un tessuto bisogna bloccare i meccanismi biologici, il tessuto deve offrire una resistenza alla

lama che lo taglia—> acetico) formalina..

1) si fa una fissazione tramite liquidi come acidi (acido o con la il tessuto è bloccato, reso

immortale; paraffina

2) per renderlo solido e sezionabile si fa la inclusione in un mezzo solido, solitamente in oppure in

paraffina

altri mezzi come in resine. Poi il campione va disidratato perchè la è una soluzione organica che

paraffina

messa nell’acqua non si mescola, quindi si toglie l’acqua al preparato e al suo posto si fa entrare la

e si fa solidificare il tutto.

microtomi,

3) Ci sono strumenti che attuano sezioni di pochi microns, e si ottiene una sezione di paraffina e

si mette sul vetrino. Ora però il tessuto sezionato non offre contrasto, è difficile distinguere la paraffina dal

campione—>

4) processo di colorazione: i coloranti sono di varie tipologie, alcuni vitali per essere usati su cellule vive,

generalmente si usano coloranti acidi (l’eosina) o basici (l’ematossilina). Questi coloranti vanno a legarsi ai

costituenti delle cellule dei tessuti: nel nucleo il componente maggiore è il DNA=acido desossiribonucleico,

nella parete del mitocondrio ci sono proteine enzimatiche, e anche nei lisosomi, nei ribosomi c’è l’acido

ribonucleico, nel liquido citoplasmatico è più difficile individuare i costituenti. Quindi i costituenti principali

sono acido nucleico e proteine, se uso coloranti acidi o basici ciascun gruppo va a legarsi a costituenti che

hanno reazione reciproca: i coloranti acidi si legano ai costituenti basici della cellula es. proteine, i coloranti

basici si legano ai costituenti acidi della cellula es. acido nucleico.

Ci sono cellule cromofobe e cromofile, tra quest’ultime si distingue tra basofile o acidofile:

Basofilia= affinità per i coloranti basici (ematossilina) , zone con abbondanza di contenuti acidi: il nucleo,

per il citoplasma delle cellule con abbondanza di ribosomi

Acidofilia= zone che si legano al colorante acido, all’eosina, sono

zone dove prevalgono le proteine enzimatiche, citoscheletro, mitocondri e lisosomi

Immunoistochimica: questa metodica serve per riconoscere molecole specifiche in un tessuto o cellula o

su membrana della cellula, e si basa sulle proprietà del sistema immunitario. Nel nostro organismo delle

cellule possono riconoscere ciò che appartiene all’organismo, il self, e ciò che non gli appartiene, il not self.

I vaccini si basano sul prevenire una malattia introducendo un patogeno o parti del patogeno così che il

sistema immunitario riconosca il not self e si armi degli anticorpi. A scopo di ricerca si può sfruttare questa

proprietà del sistema immunitario producendo gli anticorpi contro una precisa molecola; gli anticorpi sono

specifici, selettivi, un anticorpo riconosce solo la sostanza x—> se prendo la sostanza x e la inietto in un

organismo, l’organismo produce anticorpi anti-x, allora, isolando gli anticorpi ho a disposizione un sistema di

riconoscimento della sostanza x. Tuttavia preso l’anticorpo, non è evidente il suo legame con la sostanza di

studio, il legame deve essere messo in evidenza: si utilizza un sistema di rivelazione, i sistemi più utilizzati:

un marcatore, un qualcosa legato all’anticorpo per vedere dove va a posizionarsi l’anticorpo. I più comuni

marcatori fluorescenti,

sono i i fluorocromi. I colori dipendono dalle radiazioni che emettono i fluorocromi una

volta colpiti dai raggi ultravioletti. Si utilizza il microscopio confocale laser per evidenziare questa

fluorescenza.

Di solito il tracciante non è posizionato sull’anticorpo (metodo diretto) ma, per amplificare il segnale, si usa il

primario anticorpo secondario

metodo indiretto: si utilizza l’anticorpo è diretto contro la sostanza x e in più un

primario secondario.

diretto sull’anticorpo e il tracciante si trova sul (Posso, infatti, generare anticorpi contro

anticorpi, iniettando anticorpo umano in organismo di coniglio e si sviluppano anticorpi contro i primi).

policlonali

Gli anticorpi fino a qualche decennio fa erano solo ma ad oggi nel mondo terapeutico e

monoclonali;

biotecnologico si possono usare i

policlonali=

anticorpi la sostanza x ha varie sfaccettature, è scomponibile in tanti antigeni x1,x2,x3,x4…xn,

ciascun gruppo (clone) di linfociti riconoscerà uno di questi antigeni x1,x2,x3, quando vado a prendere il pool

di anticorpi contro la sostanza x, ho anticorpi tutti contro sostanza x ma di cui ognuno riconosce una diversa

sfaccettatura. 2

monoclonali=

anticorpi posso prendere il clone che produce anticorpi contro x1, clone contro x2, clone contro

x3 e tramite amplificazione creo anticorpi contro un singolo determinante antigenico (x1, x2, x3); E’

importante perchè nel mondo della terapia si fa utilizzo di anticorpi monoclonali contro una singola cellula

cancerogena, permettono di portare l’anticorpo alla cellula specifica risparmiando tutte le altre cellule, quindi

posso avere un’azione mirata diretta alla sola cellula da distruggere.

EPITELI DI RIVESTIMENTO (anche ghiandolari e sensoriali)

- Cellule a mutuo contatto (giunzioni di Adesione con caderine), distanziate da pochi nm

- Adesione alla membrana basale (emidesmosomi)

- Forma e polarità, hanno dominio basale, apicale e laterale

- Non devono essere direttamente vascolarizzate, ricevono nutrimento dal connettivo

sottostante

Citoscheletro e giunzioni sono organizzati per sviluppare differenze cellulari presenti nei diversi

tessuti epiteliali

- i filamenti intermedi=tonofilamenti nei tessuti epiteliali, perchè danno tono alle cellule stesse

- Strutture stabili

- Nei diversi tipi cellulari trovo cheratine diverse per l’assemblaggio in tetrameri di

monomeri diversi

- Sostengono l’architettura della cellula

- Connessione ala membrana basale (emidesmosomi)

- Connessione alle cellule adiacenti (desmosomi)

RICONOSCIMENTO:

- Nucleo appiattito=pavimentoso semplice (=monostrato)

- Nucleo rotondeggiante=pavimentoso cubico semplice

- Nucleo ovalare con asse maggiore perpendicolare alla base d’impianto=cilindrico semplice

- Nucleo ovalare su più strati= cilindrico composto, appare come lo pseudostratificato

In base al numero di strati:

1. Epitelio semplice= monostratificato, è situato in sedi protette del nostro corpo=>

sottigliezza ottima per scambi gassosi es. alveoli polmonari

2. Epitelio composto= pluristratificato, solo lo

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Scienze biologiche BIO/06 Anatomia comparata e citologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher g.4e di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Citologia, embriologia e istologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Bernardini Nunzia.
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