LEZIONE 4 IL CONTRATTO DI LAVORO SUBORDINATO
Il diritto del lavoro si dichiara speciale autonomo dal diritto privato. La sua specialità
risiede nel fatto che l'obbligazione lavorativa non è separabile dalla persona che la
esegue. Infatti, quando si parla di lavoro subordinato ci si riferisce ad un particolare
contratto che coinvolge a pieno titolo la persona: é un contratto attraverso il
quale il lavoratore si obbliga a porre in essere un'attività lavorativa che lo
coinvolge personalmente, nell'interesse del datore di lavoro. Il coinvolgimento
della persona è una peculiarità di questo contratto rispetto agli altri (EX. privato)
perché ha determinato la nascita del diritto del lavoro. In questo senso, un famoso
la funzione del diritto del lavoro è evitare che l'uomo
autore Sinzheimer disse <<
venga trattato allo stesso modo delle cose>>. In seguito, prevalse anche l'idea di
le energie lavorative non
Ludovico Barassi, padre del diritto del lavoro, secondo cui <<
possono essere separate dalla persona che le presta >> ed è questo che rende
necessario trattare il contratto di lavoro come un contratto diverso da qualsiasi altro
contratto, dunque il concetto alla base è che il lavoro è inseparabile dalla
persona. Il lavoro subordinato viene definito nel Codice Civile, libro V (redatto in
art 2094 prestatore di lavoro subordinato colui che
pieno periodo corporativo), :
si obbliga mediante retribuzione a prestare il proprio lavoro manuale o
intellettuale alle dipendenze e sotto la direzione dell'imprenditore . Il
lavoratore è identificato dal tipo di relazione contrattuale che intrattiene con il
soggetto che gli chiede lavoro, e conseguentemente dal modo in cui presta tale
attività di lavoro. Il modello fordista è il riferimento del Codice Civile, il cui obbiettivo di
fondo era dare una configurazione giuridica ad un modo di lavorare che si era
affermato nella prassi. La configurazione giuridica prevede:
l'elemento della collaborazione > il lavoratore subordinato è anzitutto un
collaboratore dell'imprenditore, secondo l'idea corporativa, in cui non esisteva il
concetto di conflitto bensì di collaborazione tra classi produttive nell'interesse
superiore dell'economia nazionale;
prestando il proprio lavoro manuale o intellettuale > l'oggetto dell'obbligazione
può essere indifferentemente di natura manuale o intellettuale;
alle dipendenze
criterio > intesa dalla giurisprudenza come il fatto che il
lavoratore si mette a disposizione durante l'arco temporale lavorativo e
all'interno del luogo lavorativo;
sotto la direzione >
criterio il lavoratore dà al datore di lavoro per
contratto (quindi per volontà del lav) il potere di dare determinati
ordini, nei limiti temporali e di mansioni affini ai compiti.
Nel contratto di lavoro subordinato si ha che le parti scelgono se concludere o no il
contratto ma il suo contenuto è eteroderminato dal legislatore. Nonostante il Codice
Civile sia del 1942, il concetto di lavoro subordinato di adatta all'era odierna digitale.
La storia del tipo contrattuale di lavoro subordinato è quella di una mutua convivenza:
del lavoratore, a veder riconosciuta dal diritto la propria posizione economico sociale,
e a beneficiare, a partire da tale riconoscimento, delle contromisure delegate ai
pubblici poteri e ai sindacati; e dell'imprenditore, a consolidare la propria supremazia
nell'impresa, in vista del perseguimento dell'interesse economico di questa.
SUBORDINATO AUTONOMO
DISTINZIONE FRA LAVORO E
EX. Invece, col Food Delivery Rider sorgono molti problemi:
1) il fattorino non presenta un ufficio, perché lavora in strada
2) il Rider non è obbligato formalmente ad accettare la chiamata di lavoro, quindi
viene a mancare il criterio della dipendenza.
Le piattaforme digitali hanno messo in crisi la questione della subordinazione perché
non hanno bisogno che un lavoratore si obblighi perché, se non c'è lui, c'è un altro in
questo senso le piattaforme digitali scommettono che qualcuno sarà disponibile a
compiere quel lavoro per cui non hanno bisogno di assicurarsi per contratto la
disponibilità del lavoratore a lavorare quando richiesto.
Il lavoro autonomo prevede il cd contratto d'opera che è collocato nel Codice Civile,
art 2222 quando una persona si obbliga a compiere verso un
libro V, :
corrispettivo un'opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e
senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente, si applicano
le norme di questo capo .
Questa è la grande bipartizione del mondo del lavoro; il libro V continente anche la
definizione di altri due importanti attori: art 2082 - imprenditore; art 2083 - piccolo
imprenditore; società di persone e per azioni.
Secondo Ludovico Barassi, il contratto di lavoro è un concetto generalissimo che si
distingue in due principali sotto specie:
locatio operarum
- la (lavoro subordinato)
locatio operis
- la (lavoro autonomo)
La differenza risiede nel soggetto al quale è affidata la gestione, la
direzione, la trasformazione di una certa quantità di energie lavorative nel
locatio operarum;
risultato atteso: il datore di lavoro nella il prestatore d'opera nella
locatio operis. La differenza fra lavoro subordinato e lavoro autonomo va ravvisata
nella eterodirezione che caratterizza il primo e non il secondo.
LA SUBORDINAZIONE COME FATTISPECIE SBILANCIATA
Intorno al contratto di lavoro subordinato è stata costruita una protezione: il contratto
di lavoro subordinato è il più flessibile, perché il datore di lavoro acquista per contratto
(per volontà del lav) il potere di dirigere giorno per giorno il lavoratore. Tuttavia, nel XX
secolo ci si è resi conto che il lavoratore opera in una condizione di squilibrio di
poteri sia all'interno del mercato del lavoro per via dell'asimmetria fra domanda offerta
e l’asimmetria informativa sia per il fatto che il lavoratore non è nella posizione di
concordare il compenso e le condizioni ragione per cui nascono i sindacati, sia nel
rapporto di lavoro per via della insicurezza lavorativa, della condizione tecnica di
subordinazione e per il fatto che il lavoro implica il coinvolgimento della persona. Negli
anni '60 e '70, sono state costruite leggi (tutela eteronoma che si manifesta
soprattutto attraverso norme imperative) che, insieme alla CC (tutela autonoma),
tutelano la persona del lavoratore cercando di riequilibrare le due posizioni: Statuto
dei lavoratori (l. n 300/1970) che definisce diritti fondamentali, individuali e
collettivi, all'interno dei luoghi di lavoro; tutele limitative del licenziamento;
divieto di intermediazione nei rapporti di lavoro; prime discipline limitative
dell'uso del lavoro a tempo determinato. In seguito, si è arrivati a dire il contrario
ovvero che i lavoratori hanno troppi diritti e l'imprenditore non riesce più a licenziare
nessuno per cui la legislazione ha realizzato una maggiore flessibilità nell'esercizio di
tutele, come il Decreto Biagi e il Jobs Act del 2015.
QUALIFICAZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO
La qualificazione come lavoratore subordinato è molto importante perché, nel
momento in cui viene qualificato come tale, ha accesso ad un ampio ventaglio di
protezioni: tutela della retribuzione minima; tutela contro il licenziamento; tutela della
malattia; tutela del reddito (cassa integrazione ordinaria e straordinaria); tutela
pensionistica. Infatti, il lavoro subordinato è flessibile ma è caro per l’azienda: in 1 ora,
la retribuzione lorda è di 11€ mentre il costo di insieme che sostiene l'azienda è di 18€
con un cuneo fiscale di 7€ comprendente le rate di tredicesima e quattordicesima,
TFR, contributi previdenziali, tutela della malattia ecc.
Se il lavoratore viene qualificato come autonomo, parasubordinato e CoCoCo ha
accesso a poco. Questo dipende dal fatto che economicamente il lavoratore autonomo
si assume un rischio che il lavoratore subordinato non si assume.
Ci sono molte cause sul problema della qualificazione del rapporto di lavoro perché le
imprese, nei casi dubbi, preferiscono qualificare il lavoratore come autonomo piuttosto
che subordinato per evidenti ragioni di costo. Per questo può essere di interesse da
parte del lavoratore di riqualificare il rapporto di lavoro nel caso in cui chieda le ferie,
rispetta un orario di lavoro, retribuzione fissa ecc. La qualificazione è
un'operazione che compie il giudice consistente nel definire, classificare,
ricondurre a una certa situazione di fatto ad una fattispecie normativa
astratta, sulla base delle testimonianze e prove documentali. Gli indici giuridici
sono la eterodirezione (esercizio puntuale e costante del potere direttivo) e la
dipendenza (messa disposizione permanente del lavoratore). Se il giudice concede la
riqualificazione, in qualità di lavoratore subordinato, riconosce al lavoratore il diritto a
ricevere le mancate differenze retributive e contributive maturate. La stessa INPS ha
interesse a fare causa alle aziende che non riconoscono i propri lavoratori come
subordinati per evasione contributiva. Nel diritto del lavoro, la sostanza prevale
sulla forma: qualsiasi tipo di contratto tu abbia firmato per me giudice è
cartastraccia, perché, se nei fatti, io ricostruirò la sussistenza della dipendenza del
rapporto di natura subordinata io riqualificherò il contratto come contratto di lavoro
subordinato.
I metodi di qualificazione del rapporto di lavoro:
- metodo restrittivo/sussuntivo: si fonda su di un giudizio di identità fra caso
concreto e fattispecie astratta. Nel caso di specie devono ricorrere tutti gli elementi
caratterizzanti il tipo della subordinazione. Privilegia la certezza del diritto.
- metodo estensivo/tipologico: si fonda su un giudizio di approssimazione fra caso
concreto e fattispecie astratta. Non occorre che nel caso concreto ricorrano tutti gli
elementi caratterizzanti il tipo.si guarda al risultato complessivo. Privilegia esigenze di
equità e giustizia sociale rispetto alla certezza del diritto.
CASE STUDY: PONY EXPRESS
I giuslavoristi hanno ritenuto che il caso dei Riders del 2020 fosse molto simile al caso
del Pony Express del 1986: un Pony Express (Sign Tombolini), studente universitario,
che lavorava soprattutto nel fine settimana per questa società per cui distribuiva
lettere in motorino. Si fece male, allora l'azienda decise di recedere dal contratto e di
risolvere il rapporto con lui, a fronte di ciò il Sign Tombolini decide di fare causa alla
società portando al giudice la richiesta di riqualificazione del rapporto di lavoro. La
Pretura di Milano (1* grado) avvalla la tesi del Sign Tombolini per cui ritenne che il
rapporto di lavoro era subordinato mentre la Corte d'Appello e la Cassazione no, per
cui perse.
La Pretura, in particolare il giudice Ianniello, afferma che l'art 2094 è una definizione
generale, è un contenitore e va riempito e adattata alla realtà economica sottostante,
che cambia. In alcuni casi si dovranno adottare criteri e canoni diversi per stabile la
subordinazione e l'autonomia di un rapporto perché la realtà sottostante cambia. Nei
casi dubbi, potrò operare la riqualificazione cercando ci avvalermi di canoni diversi che
valorizzino la condizione di soggezione economica di una parte nei confronti dell'altra.
Questo ragionamento è stato cassato dai gradi successivi (Corte d'Appello e
Cassazione) perché da un lato, bisogna che il diritto riesca a perseguire obbiettivi di
giustizia sociale ma, dall'altro lato, bisogna assicurare la certezza del diritto e spesso
queste 2 finalità collidono poiché da un lato si privilegia la giustizia sociale,
manipolando la norma, per perseguire una finalità che a me pare giusta e, dall'altro
lato, si rischia, operando in questo modo, di creare incertezza nel diritto e di pensarla
in base alla discrezionalità del giudice. Dunque, il giudice ha applicato il metodo
tipologico mentre Corte d'Appello e Cassazione il metodo tipologico.
In questa causa, ci sono altri elementi interessanti come l'inserimento all'interno di un
dipendenza
organizzazione produttiva cioè il concetto di possa essere inteso come non
solo essere a disposizione di ma anche, nel tuo operare, essere di fatto inserito
all'interno di un'organizzazione produttiva altrui (anche se non si ha un luogo di lavoro
fisico).
LEZIONE 5
20 GENNAIO
IL PRINCIPIO DELL'INDISPONIBILITÁ DEL TIPO AFFERMATO
DALLA CORTE COSTITUZIONALE
Nel giudizio di qualificazione del rapporto di lavoro (subordinato o autonomo) > il
nomen iuris (il nome che le parti hanno dato al contratto) non ha mai un rilievo
decisivo
Primo perché il giudice darà rilievo alle concrete modalità di svolgimento del
rapporto quindi il rapporto di lavoro è caratterizzato dalla soggezione economica e
giuridica del lavoratore in virtù del fatto che la sostanza deve prevalere sulla forma.
Per cui il nomen iuris sarà disdetto dal giudice ogni qual volta nei fatti ritroverà le
caratteristiche tipiche del rapporto subordinato a dispetto del nomen iuris utilizzato
dalle parti.
Secondo le tutele che si collegano alla subordinazione hanno carattere imperativo,
ovvero che si applicano quale che sia il giudizio delle parti.
Nel rapporto di lavoro si suole dire: le parti hanno la libertà di contrarre (volontà o
meno di concludere) ma non di contrattare (definire il contenuto, perché sono
eterodeterminate dalla legge e dalla CC).
L'indisponibilità del tipo è stata affermata in senso più ampio da una Sentenza
115/1994 della Corte Costituzionale: il caso di partenza è quello di una legge con cui
un ente locale aveva deciso di qualificare tutti i suoi lavoratori come autonomi, per cui
quest'ultimi non avevano accesso a tutte le tutele perché era la legge stessa a
qualificarli come lavoratori autonomi. La legge fu portata dinnanzi alla Corte
Costituzionale considerata da questa incostituzionale per violazione dell'indisponibilità
del tipo affermato, cioè nè le parti nè il legislatore può qualificare come autonomi
rapporti di lavoro che nel concreto abbiano le caratteristiche di subordinazione. Questa
sentenza ha dato vita ad un ampio dibattito: da un lato, si riteneva che un legislatore
non potesse utilizzare il potere legislativo per giudicare autonomi i lavoratori per non
pagarne i contenuti, dall'altro in linea teorica non esiste una nozione di subordinazione
nella Costituzione. Per contro, esiste un concetto di subordinazione nel Codice Civile,
libro V, art 2094 ma quest'ultimo non ha una posizione gerarchica superiore rispetto
alle altre e dunque non è chiaro il perché il legislatore non possa modificare una norma
del Codice Civile.
Ciò che è indisponibile è l'applicazione di un corredo di tutele che hanno valore
costituzionale: art 36 - retribuzione e ferie; art 37 -maternità e tutela delle donne; art
ma
38 - previdenza e assistenza. Queste tutele devono essere applicate ai lavoratori
di quale tipo? La quasi totalità della giurisprudenza ritiene che le tutele, secondo i
principi di proporzionalità e sufficienza, si applichino solo ai lav subordinati, però di
fatto non c'è una specificazione. Tuttavia, è vero che si parla di retribuzione e non di
compenso.
SUBORDINAZIONE ATTENUATA
Cosa vuol dire essere sotto la direzione? La giurisprudenza tradizionale ha sempre
ritenuto che il requisito dell'eterodirezione sussiste quando il datore di lavoro da ordini
precisi e puntuali al lavoratore; tuttavia, sorge un problema nei casi in cui ci siano
attività lavorative con mansioni talmente semplici o, per contro, talmente difficili in cui
il datore di lavoro non dà degli ordini costanti. In questo senso, si parla di
subordinazione attenuata ovvero vi è subordinazione anche quando
l'eterodirezione non si manifesta in una direzione capillare, costante e
puntuale piuttosto in una programmazione più generale.
COLLABORAZIONI COORDINATE E CONTINUATIVE (CoCoCo): QUALI TUTELE?
Nel 1973 con la Riforma del processo del lavoro vengono introdotte le collaborazioni
CoCoCo Art 409
coordinate e continuative cd > n 3 del Codice di Procedura
il processo del lavoro, avente una maggiore velocità
Civile "lavoro parasubordinato":
dei tempi, si applica anche ai rapporti di lavoro autonomo che si concretizzano in una
prestazione d'opera coordinata, continuativa e a carattere prevalentemente
personale. Il lavoro resta autonomo anche quando emergano i 3 requisiti: il
coordinamento (attività di lavoro sia coordinata dal committente), la continuità
(durata)e la natura personale (no impresa, si persona). Le poche tutele presenti sono:
~ Processo del lavoro
~ Contribuzione previdenziale alla cosiddetta gestione separata INPS in misura
inferiore al lav subordinato è ripartita tra committente 2/3 e collaboratore 1/3
~ Sostegno minimo alla maternità e alla malattia
~ Indennità di disoccupazione
<<dualismo del mercato del lavoro>>
Le collaborazioni coordinate e continuative hanno alimentato il problema del
dualismo perché hanno finito per distinguere il lavoro subordinato dal lavoro
autonomo sulla base della scivolosa distinzione fra eterodirezione (potere che il
datore di lavoro di dirigere il lav subordinato - condizione per cui accedi al mondo del
lavoro subordinato) e coordinamento (potere che ha il committente di coordinare
l'attività del lav autonomo). Dunque, la selezione delle tutele della subordinazione o
del lavoro autonomo coordinato è affidata a questa distinzione molto difficile da
ricono
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