Trasgressione
La possibilità che il diritto sia violato è il modo più diretto per riconoscerlo. Invocare un diritto, chiederne tutela, sono azioni conseguenti alla possibilità che il diritto sia violato. La violenza va a scombinare l’ordine sociale, cioè sono presenti comportamenti non conformi al diritto; esso tramite sua forza ripristina gli schemi iniziali di ordine. È a partire dalla sua trasgressione che il diritto trova occasione di esistere.
Riferimento alla violazione
Il riferimento a violazione opera su duplice piano:
- Diritto è conseguenza necessaria della violenza
- Diritto è rimedio violento per riportare ordine
Come può accadere che la forza serva alla giustizia quando il suo compito è quello di respingere un'altra forza che impedisce l’attuarsi della giustizia? Può parlare di un doppio uso della forza:
- Uso legittimo = forza usata per far rispettare diritto violato
- Uso illegittimo = forza usata per violare diritto
Non possiamo pensare alla trasgressione se non presupponiamo l’esistenza di una regola: una norma è tale se sancisce un divieto e la norma si può percepire solo quando essa stessa è negata (cioè quando il divieto è violato). Per esserci rivendicazione deve esserci stata una precedente violazione.
Violenza e diritto
Possiamo definire allora il termine violenza opposto a diritto, però la violenza lo fonda anche perché solo nell’atto della violenza può manifestarsi il diritto. Non dobbiamo cercare il fondamento del diritto nell’irrazionalità ma bisogna trasformare la violenza in forma giuridica. Il diritto rappresenta un limite entro cui una violenza può essere esercitata e ammessa. La questione del limite: ogni volta che si individua un limite e si determina la sua posizione. Il limite separa ma in questa separazione viene comunicato un’unitarietà.
In questi termini si capisce la dimensione arbitraria del diritto: la pretesa del diritto è di realizzarsi come esclusione dell’arbitrio ma questa pretesa è immaginaria, perché diritto è una forma di arbitrio che accettiamo. Il problema è identificare le forme di violenza qualificabili come diritto; per farlo usiamo il principio di legittimità.