TUTELA DEL CONSUMATORE
LEZIONE 1 – 28/09 →
1. Le Origini del Consumerismo il contrario di consumismo (propensione di un consumo irrazionale e
compulsivo). È un vocabolo di origine anglosassone che definisce un modello di consumo più razionale e
sostenibile. Concetto che racchiude la tutela del consumatore.
2. La consumer policy dell’unione europea
→
3. La tutela del consumatore in Italia anche qui è cresciuta consapevolezza sulla necessità di regole che
disciplinassero i rapporti tra imprese e consumatori
4. Il codice del consumo e i diritti fondamentali dei consumatori
I PRIMI PASSI DELLA TUTELA DEI CONSUMATORI NEGLI USA
Le radici economico-sociali della consumer policy negli USA:
Negli Stati Uniti si è sviluppata l’economia di mercato ed è stata un modello che l’Europa ha seguito in gran parte il
secolo scorso. Si sono posti il problema di introdurre delle regole per disciplinare il mercato.
- 1890: primi interventi contro monopoli e oligopoli (Sherman Act). Non sono vietati, ma distorcono il mercato. Il
governo americano ne ha limitato il più possibile i poteri per favorire la nascita di mercati concorrenziali. Se non
c’è concorrenza, il monopolista detta le sue regole danneggiando mercato economia e consumatori.
- Inizi 900: periodo in cui nascono norme contro le frodi alimentari e farmaceutiche, ossia prodotti che hanno
direttamente a che fare con la salute del consumatore.
- 1914: nasce la FTC (Federal trade commission) prima autorità che si preoccupava di tutelare i consuamtori nei
vari settori del mercato. →
- 1928: nasce la Consumer Union prima associazione di consumatori che pubblica i primi test comparativi sui
prodotti.
- XX secolo: fino al boom economico (metà ‘900), si verifica una profonda trasformazione dell’economia. Si passa
da un’economia del piccolo produttore a quella dei grandi produttori, sempre più industrializzata. Il progresso
tecnologico stimola la produzione in serie e nasce il fenomeno del consumo di massa, del mktg e della pubblicità
→ profonda trasformazione di economia e società in cui nasce l’esigenza di TUTELARE IL CONSUMATORE. Non
vi è più un rapporto diretto col produttore e, anche il venditore, è una grande impresa.
→
ECONOMIA DI MERCATO DAL MODELLO LIBERISTA ALLA NECESSITÀ DI “REGOLAZIONE”
Nasce la necessità di regolazione del mercato. →
1. Adam Smith (La ricchezza delle nazioni, 1776) crisi della teoria classica liberista della «mano invisibile» di:
lentamente superata e accantonata, secondo il quale il sistema economico non necessita di intervento esterno
e di un governo che la regolamenti.
2. Vance Packard (I persuasori occulti, 1965): sostiene che siamo tutti manipolati dalla pubblicità, la nostra
esistenza quotidiana è sottoposta a continue manipolazioni di cui non ci rendiamo conto, per cui le aziende
inducono il popolo americano a svuotare il mercato
3. Ralph Nader (Unsafe at any speed, 1965): anche lui un leader del consumerismo americano quando a inizio
anni ‘60 mette sotto accusa l’industria automobilistica americana. Mette sotto accusa le auto, le quali sono
→
difettose e pericolose come tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, così sono uguali di fronte al
mercato
➔ Studiosi che criticano il modello economico, non per abbatterlo, ma per renderlo più consumer-friendly.
LA NASCITA DELLA “CONSUMER POLICY” IN USA
→
15.03.1962 DISCORSO DI KENNEDY – Special message to the Congress on Protecting the Consumer Interest in cui
afferma i 4 diritti fondamentali dei consumatori:
1. SICUREZZA: protezione dal commercio di prodotti pericolosi per la salute e la vita (farmaci, alimenti, trasporti,
cosmetici, etc.); 1
2. INFORMAZIONE: protezione da informazioni e pubblicità ingannevole, etichette scorrette, garantire una scelta
informata
3. SCELTA: accesso ad una varietà di prodotti e servizi, di qualità soddisfacente e a prezzi competitivi, promozione
della concorrenza e divieto dei monopoli. Lotta ai monopoli, accesso a una varietà di prodotti e servizi in
competizione. No ai monopoli e dove non vi è concorrenza, essa va introdotta.
4. RAPPRESENTANZA: diritto dei consumatori di essere ascoltati, voce che andava presa in considerazione nelle
decisioni che il governo prende. Diritto di interloquire ed esprimere il proprio punto di vista (diritto più politico
e premessa per tutte le future riforme che toccheranno interessi e diritti dei consumatori).
→ Vedi testo integrale del discorso di Kennedy che dice:
Siamo tutti i consumatori e tutelare i consumatori significa tutelare tutti e rafforzare l’economia, stimolare le
stesse imprese a migliorare la qualità dei prodotti ed essere più trasparenti, per migliorare il sistema economico
in generale.
LA CONSUMER POLICY DELL’UNIONE EUROPEA
La risoluzione del consiglio del 14.04.75 e i 5 diritti fondamentali dei consumatori – risoluzione figlia del discorso di
Kennedy di 10 anni prima:
1. SALUTE E SICUREZZA
2. TUTELA DEGLI INTERESSI ECONOMICI: rielaborazione del diritto alla scelta per poter entrare in un mercato
competitivo.
3. RISARCIMENTO DEI DANNI: diritto più europeo, significa riferirsi ai prodotti pericolosi e difettosi. Si passa
dal concetto per cui il produttore non risponde ai difetti di produzione (a meno che non si dimostri la
negligenza evidente del produttore per potergli attribuire la colpa) a un modello di responsabilità oggettiva.
Il rischio del danno da prodotto viene trasferito dal consumaotre al produttore, il quale si deve assumere
tutti i relativi rischi.
4. INFORMAZIONE E EDUCAZIONE: mettere i consumatori nella condizione di fare scelte informate, no
pubblicità ingannevole, no etichette carenti, precauzione nell’uso dei prodotti, educazione al consumo.
5. RAPPRESENTANZA: dare un ruolo alle associazioni che rappresentano gli interessi dei consumatori al fine di
poter rappresentazione i diritti dei consumatori per poter dare a queste realtà la possibilità di essere
ascoltati.
➔ I trattati europei e le direttive di armonizzazione: una tutela elevata ai consumatori nell’ambito del mercato
unico, ossia anni in cui l’EU inizia a emanare direttive in tanti settori.
LA CONSUMER POLICY IN EU
SALUTE E SICUREZZA DEI CONSUMATORI:
1. Sicurezza generale dei prodotti (Direttiva n.59/1992 – Direttiva n.95/2001 – proposta di regolamento giugno
→
2021) = I prodotti pericolosi non possono circolare direttiva generale per tutti i prodotti. Riguarda gli obblighi
di produttori europei ed extra europei.
2. Sicurezza alimentare (Regolamento 178/2002) =
*direttiva: è uno strumento legislativo europeo tramite il quale vengono stabilite delle direttive ai paesi membri
EU di introdurre leggi conformi alla direttiva. È lasciato un certo margine – la direttiva non è legge.
Regolamento: è legge, strumento già vincolante in tutti gli stati membri e lo stato stesso non deve introdurre
regole per implementare un regolamento. Molto più penetranti in quanto leggi.
3. Norme tecnica di armonizzazione (Marchio CE…) = norme verticali che si applica a tutto circa gli standard tecnici
fissati a livello europeo e ai quali i vari prodotti si devono adeguare.
TUTELA DEGLI INTERESSI ECONOMICI DEI CONSUMATORI
o Pubblicità ingannevole (Direttiva n.450/1984)
o Vendite porta a porta (Direttiva n.577/1985)
o Pacchetti turistici (Direttiva n.314/1990 – Direttiva n. 2302/2015)
o Clausole vessatorie nei contratti (Direttiva n.13/1993): le clausole sono ciò che serve per rendere un contratto
sicuro, equilibrato o squilibrato 2
o Vendite a distanza (Direttiva n. 7/1997): si applica alle vendite online
o Garanzia di conformità negli acquisti (Direttiva n.44/1999): Direttiva sul venditore che può ribattere per difetti
di prodotto
o Pratiche commerciali scorrette (Direttiva n.29/2005): si intende che ci si riferisce un insieme di comportamenti
attraverso i quali l’impresa interagisce col consumatore fino alle pratiche messe in atto dopo la conclusione del
contratto
o Diritti dei consumatori (Direttiva n.83/2011): Direttiva che ha riformato alcune direttive precedenti
RISARCIMENTO DEI DANNI SUBITI DAI CONSUMATORI:
a) Responsabilità del produttore per danno da prodotto difettoso (Direttiva 374/1985) = riequilibrio tra produttore
→
e consumatore risarcimento che vuole un cambiamento di prospettiva, il rischio non è più tutto sulle spalle
del consumatore
b) Danni da violazione leggi Antitrust (Direttiva n. 104/2014): es. un cartello
c) Azioni rappresentative a tutela degli interessi collettivi dei consumatori – class action (Direttiva 1828/2020):
Direttiva sulle azioni collettive – class action (parola americana)
Servono a rendere concreta l’idea di mercato unico, l’abbattimento delle frontiere commerciali si necessita l’aumento
dell’armonizzazione delle regole.
➔ Le norme, che si riallacciano ai diritti fondamentali (vedi sopra). Per ogni diritto fondamentale, vediamo come
già venivano programmati gli interventi che negli anni successivi sarebbero diventate direttive.
LA TUTELA DEL CONSUMATORE IN ITALIA
A. La regolazione dei conflitti di interesse dal rapporto di lavoro al rapporto di consumo. L’Italia è un paese rimasto
in ritardo in materia, fino alla fine degli anni 90. L’interesse è cresciuto man mano che l’EU ha approvato le
direttive che l’Italia non poteva non attuare. Si dice che parte delle normative si erano concentrate
principalmente sul lavoro più che sul consumo.
B. l’attuazione delle Direttive Comunitarie: senza l’EU, i consumatori sarebbero messi male, la tutela esiste ora
grazie alle direttive comunitarie.
C. la “conflittualità” tra consumatori e aziende pubbliche e private – l’accesso dei consumatori alla giustizia
→
Forme di risoluzione delle controversie tra consuamtori e aziende come faccio a far rispettare i miei diritti?
Sensibilizzazione di certe aziende, pubbliche e private, che hanno molti clienti.
D. Gli scandali alimentari e finanziari: normative che traggono origini dopo grandi vicende scandalose che hanno
→
danneggiato e ucciso consumatori. cresce la sensibilità alle regole
E. la prima legge del 1998: riconosciuti nel 1998 e ora nel Codice del Consumo del 2005 (art.2)
Ai consumatori ed agli utenti sono riconosciuti come fondamentali i diritti:
- alla tutela della salute;
- alla sicurezza e alla qualità dei prodotti e dei servizi;
- ad una adeguata informazione e ad una corretta pubblicità;
- all'esercizio delle pratiche commerciali secondo principi di buona fede, correttezza e lealtà;
- all'educazione al consumo;
- alla correttezza, alla trasparenza ed all'equità nei rapporti contrattuali;
- alla promozione e allo sviluppo dell'associazionismo libero, volontario e democratico tra i consumatori
e gli utenti;
- all'erogazione di servizi pubblici secondo standard di qualità e di efficienza.
GLI ATTORI (STAKEHOLDERS) DELLA TUTELA DEL CONSUMATORE
• Unione Europea (Direttive, Regolamenti, Raccomandazioni)
• Istituzioni nazionali: Parlamento, Governo e Ministeri (Salute, Sviluppo economico …)
• Autorità indipendenti: AGCM, AGCOM, ARERA, BANKITALIA, IVASS…) = per noi l’autorità indipendente più
importante è l’AGCM, ha un ruolo centrale in materia di tutela del consumatore
3
• Istituzioni locali: Regioni, Camere di Commercio…
• Associazioni di consumatori
• Associazioni di imprese
➔ Stakeholders: coloro che hanno in mano il bastone in ambito di tutela
LA RAPPRESENTANZA DEI CONSUMATORI
• Il diritto fondamentale dei consumatori alla rappresentanza (diritto di essere ascoltati) = diritto preliminare,
anche se pare occulto dagli altri. Tutte le regole sostanziali che citeremo sono un po’ tutte frutto dalla
discussione degli interessi dei consumatori.
• Nella elaborazione delle decisioni che li riguardano i consumatori devono essere consultati ed ascoltati, in
particolare attraverso le associazioni interessate alla loro protezione e informazione (Risoluzione del Consiglio
14.04.1975)
• Principio della orizzontalità della politica dei consumatori (Trattato di Amsterdam): gli interessi dei
consumatori devono essere tenuti in considerazione come un principio orizzontale nella elaborazione di tutte le
politiche nazioni ed europee (industria e commercio, concorrenza, salute e sicurezza alimentare, energia,
telecomunicazioni, servizi finanziari, agricoltura, giustizia, ambiente…)
DEFINIZIONI DI CONSUMATORE – Stucchi
1. CONSUMATORE / UTENTE
CODICE DEL CONSUMO
Art. 3
Serve per limitare i conflitti tra un soggetto debole – il consumatore – e un soggetto forte – l’impresa.
Impara a memoria: “la persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale, artigianale eventualmente
svolta”.
2 caratteristiche: la prima è un elemento positivo, la persona fisica che elimina le associazioni giuridiche e impresariali
che sono escluse dall’attività di consumo. Il secondo aspetto, negativo, rende difficile la definizione di attività di
consumo. Nel momento in cui il soggetto fa un acquisto di consumo personale, il soggetto imprenditore, diventa
consumatore. Quindi, è una definizione mobile e non fissa e va capire quando il soggetto è definito come consumatore.
Art. 5
“si intende per consumatore o utente anche la persona fisica alla quale sono dirette le informazioni commerciali”.
Definizione volta a colmare le asimmetrie informati e il consumatore deve essere in grado di svolgere una scelta
consapevole e deve essere tutelato maggiormente anche quando si parla di informazione.
Esistono dei casi in cui l’acquisto avviene per uno scopo misto, ossia per la vita professionale e per la vita privata.
→
Qualificare o meno l’acquisto, non sempre è facile. Criterio della prevalenza: in ogni acquisto, va valutata qual è la
prevalenza dell’acquisto. →
Es. taxista con la macchina usata per lavoro e per la famiglia. non è sempre facile qualificare lo scopo dell’acquisto
Se nelle operazioni di acquisto il soggetto richiede l’emissione di una fattura, allora si tratta di uno scopo professionale,
altrimenti si tratta di uno scopo di tipo personale.
Come qualificare il tipo di operazione di acquisto?
Criterio restrittivo: quando all’interno dell’operazione d’acquisto vi è una minima parte legata all’attività professionale
del soggetto, si esclude in toto l’applicazione del codice di consumo.
Criterio estensivo: se un bene è acquistato per una minima parte per uno scopo del soggetto, allora si applica tutta la
disciplina del codice del consumo anche se lo stesso bene è usato anche a scopi personali. Es. taxista
Criterio fiscale: richiesta di una fattura. Ad esempio, nell’acquisto di un telefono se si richiede l’emissione della fattura,
la garanzia del telefono si riduce se si richiede la fattura e si mostra che l’acquisto ha fini commerciali.
2. CONSUMATORE NELLE PRATICHE COMMERCIALI E NELLA PUBBLICITA’
4
→
Art. 18 Definizione di microimprese
“qualsiasi persona fisica che, nelle pratiche commerciali oggetto del presente titolo, agisce ai fini che non rientrano nel
quadro della sua attività commerciale, industriale, artigianale o professionale”.
Introduzione e definizione di microimprese, ossia imprese strutturare che esercitano un’attività economica con
→
dipendenti non superiori a 10 e fatturato non superiore a 2 mln. microimprese sono tutelate nelle pratiche
commerciali scorrette, nei confronti delle macro imprese e grandi multinazionali, soprattutto nella fissazione di prezzi
applicati da multinazionali.
→
Art. 20 Consumatore Medio
→
Il consumatore medio con riferimento alle pratiche commerciali, rivolte a un dato gruppo di consumatori. Normative
volte a valutare la correttezza o meno della pratica. Soggetto normalmente informato. Si valuta l’attitudine di una pratica
commerciale a ledere in modo apprezzabile la pratica del consumatore.
3. TURISTA
Art 33 – Codice del Turismo
“l’acquirente, il cessionario di un pacchetto turistico o qualunque persona anche da nominare, purché soddisfi tutte le
condizioni richieste per la fruizione del servizio, per conto della quale il contraente principale si impregna ad acquistare
senza remunerazione un pacchetto turistico”.
Il codice del turismo è un codice separato dal codice del consumo che prevede una ventina di articoli circa i diritti e gli
obblighi del turista. In origini, furono inclusi nel codice del consumo e poi trasposti nel codice del turista.
A volte il pacchetto no è acquistato direttamente, ma indirettamente per essere ceduti all’acquirente che svolgerà la
vacanza.
4. PROFESSIONISTA →
Controparte del consumatore “comprende la persona fisica o giuridica che agisce nell’esercizio della propria attività
imprenditoriale, commerciale, artigianale p professionale, ovvero un suo intermediario”.
Qualunque soggetto che vende un prodotto all’interno della propria attività e agisce nei suoi interessi.
5. ORGANIZZATORE DI VIAGGI
“il soggetto che si obbliga, in nome proprio e verso corrispettivo forfetario, a procurare a terzi pacchetti turistici,
realizzando la combinazione degli elementi di cui all’articolo 34, o offrendo al turista, anche tramite un sistema di
comunicazione a distanza, la possibilità di realizzare autonomamente ed acquistare tale combinazione”.
Controparte del viaggiatore, ossia l’intermediario (agenzia di viaggio).
6. PRODUTTORE
Il fabbricante del bene o il fornitore del servizio, o un suo intermediario, nonché l’importatore del bene o del servizio
all’interno dell’UE, oppure qualsiasi
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Tutela del consumatore - Appunti
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