NAFLD
La NAFLD (Non-Alcoholic Fatty Liver Disease) ha un decorso simile, ma è non-alcolica, ed è dovuta a steatosi
e steatoepatite non dovute ad alcol. Per valutare, da un punto di vista istologico, se il fegato grasso è dovuto
ad alcol o meno va valutata solo la quantità di alcol nel paziente. La NAFLD è legata alla sindrome metabolica
(quindi ipertensione, obesità, diabete: tutti fattori di rischio). NAFLD è molto diffusa, si calcola che nella
popolazione generale è di circa il 25%, con tassi superiori al 50% in popolazioni a rischio quali soggetti obesi
e/o diabetici.
Perché interessarsi della NAFLD? 1) è molto comune 2) può contribuire allo sviluppo dell’insulino-resistenza,
del diabete mellito tipo 2 e della sindrome metabolica, 3) può progredire verso forme avanzate di malattia
epatica, quali la cirrosi ed il cancro del fegato. La NAFLD comprende una
vasta gamma di patologie
che vanno dal semplice
fegato grasso fino alla
cirrosi e all’HCC. Mentre
fino alla NASH (non-
alcoholic steato hepatitis)
il fenomeno è reversibile,
così come quindi il fegato grasso è reversibile (variando la dieta, con maggiore attività fisica). Il fegato grasso
(steatosi) non è altro che accumulo di grasso e può determinare anche una infiammazione del fegato, ma se
prosegue verso la NASH, questa è caratterizzata da fibrosi, necrosi, infiammazione e fegato grasso, ed
evoluzione a cirrosi.
Si parla di NAFLD quando il paziente consuma alcol <20-30gr (20 gr nelle donne e 30 gr negli uomini:
corrispondono a 2-3 bicchieri di vino al giorno).
Da un punto di vista istologico lo vediamo
nell’immagine a destra, vediamo un
fegato pieno di gocce lipidiche nella
steatosi, nella steatoepatite invece vi è
anche infiammazione e necrosi, mentre
nella cirrosi osserviamo la comparsa di
questi noduli che sono il tentativo della
rigenerazione del fegato. 18
La NAFLD può essere SECONDARIA, infatti può essere associata ad alcune condizioni quali l’ipotiroidismo, e
può essere secondaria, come abbiamo già detto, all’epatite C, a farmaci e ad altre patologie infiammatorie
intestinali. Quindi la NAFLD va da semplice NAFL (Non-
Alcoholic Fatty Liver) alla NASH (Non-
Alcoholic SteatoHepatitis). Quindi per NAFLD
si intendono TUTTE le patologie, cioè può
essere o un semplice fegato grasso o
addirittura una steatoepatite con fibrosi,
cirrosi e necrosi.
Per parlare di steatosi la percentuale di epatociti con gocce lipidiche deve
essere ≥ 5%, indistinguibile dal fegato grasso alcolico. Va fatta quindi
un’analisi del paziente per scoprirne le cause.
Nella NASH abbiamo steatosi, infiammazione e danno agli
epatociti: come abbiamo detto per l’epatite alcolica abbiamo la
presenza del ballooning e dei Corpi di Mallory.
Da cosa è provocata la NAFLD? Sicuramente un’alimentazione ipercalorica rappresenta la prima causa.
Quando i grassi in circolo sono in eccesso, il fegato non riesce a metabolizzarli tutti e quindi si accumulano
sottoforma di trigliceridi nel tessuto dell’organo. Aumenta anche la β-ossidazione e la liberazione delle VLDL,
ma vi è anche un aumento degli acidi grassi provenienti dal tessuto adiposo a causa dell’insulino-resistenza.
Si ha inoltre un aumento della lipogenesi epatica de novo per l’insulinemia. C’è quindi nella steatosi uno
sbilanciamento tra sintesi e accumulo, e escrezione dei grassi.
Oltre ad una dieta ricca di grassi è molto pericoloso il FRUTTOSIO, in quanto
provoca la lipogenesi de novo negli epatociti. 19 Quindi gli acidi grassi derivano
da 1) un’alterata inibizione della
glicolisi a livello del tessuto
adiposo, a causa della insulino-
resistenza, 2) l’aumentato
afflusso di acidi grassi per
eccessivo apporto dietetico, 3)
esterificazione a trigliceridi, 4)
aumento della lipogenesi
epatica de novo per
iperinsulinemia (anche
fruttosio) e grasso alimentare.
Quando parliamo di NAFLD
parliamo di una patologia che
avviene tramite interazione
anche con altri tessuti e organi. Si
parla proprio della MULTI-HIT
HYPOTHESIS, in cui si ha
l’intervento di tessuti, come il
tessuto adiposo e l’intestino, che
contribuisce a generare segnali,
come la produzione di citochine
infiammatorie, che determinano
l’infiammazione del fegato e
successiva fibrosi e cirrosi.
Sicuramente contribuiscono il
diabete, l’obesità, l’accumulo di
grasso e dieta ad alto contenuto di grassi, ma anche la sedentarietà, in quanto c’è un minor utilizzo di glucosio
muscolare e la diminuzione della adiponectina fa sì che il tessuto adiposo liberi acidi grassi. Quindi si ha tutta
una interazione anche con altri tessuti.
Infatti vari organi sono coinvolti, e
vediamo il tessuto adiposo e l’intestino
con il microbiota intestinale, che
provoca l’aumento della produzione di
acidi grassi a catena corta. Quindi tutto
questo crea un ambiente favorevole
allo sviluppo della NAFLD.
Oltretutto gli acidi grassi liberi
promuovono l’infiammazione in
quanto stimolano i macrofagi del
tessuto adiposo a produrre citochine
infiammatorie che provocano appunto
infiammazione nel fegato. 20
Un altro fattore di rischio è quello delle mutazioni genetiche, che sono state riconosciute nei pazienti che
sono più propensi a sviluppare NAFLD, che sono PNPLA3 (lipasi: se è difettivo e la lipasi non è prodotta, si
accumula più grasso), TM6SFE (responsabile della liberazione delle VLDL, quindi una sua mutazione crea una
diminuzione delle VLDL in circolo) e HSD17B13 (importante nel metabolismo dei lipidi).
Quindi la maggior parte degli acidi grassi vengono accumulati come trigliceridi e tutti questi eventi portano
ad una serie di processi responsabili alla infiammazione, comprese alle citochine che vengono liberate, e
stimolano la fibrogenesi epatica.
INSULINO-
RESISTENZA:
l’insulino-
resistenza si
crea perché
quando gli acidi
grassi vengono
esterificati a
trigliceridi la
ceramide e il
diacilglicerolo
(DAG) che si
liberano in
questa
reazione, vanno
ad inibire il signalling insulinico. Quindi l’insulina c’è in circolo, ma non può più agire all’interno delle cellule.
L’insulina resistenza è anche indotta dall’aumento della β-ossidazione mitocondriale perché si producono
ROS che portano ad una diminuzione del signalling dell’insulina. Ecco quindi che i lipidi inducono
insulino-resistenza e infiammazione,
proprio per il fatto che il DAG e la
ceramide vanno a diminuire
l’efficienza del signalling
dell’insulina.
Quindi acidi grassi liberi, predisposizione genetica e altri fattori quali farmaci e tossici, provocano un
accumulo di grasso che, insieme al danno diretto degli acidi grassi liberi, allo stress ossidativo e alle anomalie
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mitocondriali, porta a danno cellulare e
quindi steatoepatite, con cambiamento
della struttura del fegato,
infiammazione e fibrosi e cirrosi. L’insulino resistenza è alla base della sindrome
metabolica e è un fattore di rischio per la NAFLD, e
allo stesso tempo la NAFLD provoca insulino-
resistenza. Ma quest’ultima ha effetti anche sulla
pressione (infatti provoca ipertensione e anche
malattie cardiovascolari) e obesità, che alimenta la
NAFLD.
Quindi i fattori di rischio
sono il diabete, l’età
avanzata e l’obesità.
Proseguendo versa la
NASH tra i fattori di
rischio troviamo anche i
polimorfismi genetici, la
menopausa e
l’ipertensione: tutti
fattori che aiutano la
progressione dalla
NAFLD alla NASH. E si
può avere poi cirrosi e
infine HCC.
Gli stati della fibrosi vengono indicati con F, da F1 a F3: quindi a seconda dello stato della fibrosi si può
dedurre l’avanzamento della malattia. La NASH come vediamo può avere:
- Early Fibrosis: F0/F1
- Fibrosi: da F2 a F3
- Cirrosi: F4 22
Chiaramente per la diagnosi definitiva della NASH occorre una biopsia epatica, perché rivela chiaramente la
presenza dei ballooning e dei Corpi di Mallory, che tramite ecografia con Fibroscan si può determinare il
grado di fibrosi, ma non può rivelare se il paziente è già in stato di NASH.
Quindi le complicanze epatiche della NAFLD quali sono?
❖ Scompenso epatico
❖ Epatocarcinoma
I fattori come l’età avanzata, l’obesità, la severa fibrosi, il diabete e i polimorfismi accelerano il processo di
steatoepatite. Ma le complicanze extraepatiche vanno dal diabete, come abbiamo visto, l’ipertensione
arteriosa, l’insufficienza renale cronica, la sindrome da apnee notturne, malattie autoimmuni, neoplasie
extra-epatiche, e soprattutto le malattie cardiovascolari. Quindi un soggetto iperteso e diabetico e obeso è
molto a rischio di sviluppo della NASH. Le condizioni accertate a maggior rischio di NAFLD sono:
- Obesità
- diabete di tipo 2
- dislipidemia pro-aterogena (ipertrigliceridemia, basse HDL)
- sindrome metabolica In questa tabella sono riportati i fattori di
rischio con i vari valori (la prof ha letto i valori).
alterazioni di laboratorio
Le sono:
• Aumento transaminasi persistente con anamnesi negativa per iperconsumo alcolico e marcatori virali
negativi
• Aumento γ-GT e ferritina
• Indice che può essere di aiuto per discriminare tra epatopatia alcolica e non alcolica è il rapporto tra
aspartato aminotransferasi (AST)/alanina aminotransferasi (ALT): nella steatoepatite non alcolica
(NASH) è solitamente < 1.
Comunque la biopsia epatica rimane lo standard di riferimento per la NASH.
È stato valutato che in età pediatrica la NAFLD è molto diffusa, va dal 2% al 20, fino al 50% nei bambini obesi.
La steatosi in età pediatrica si associa ad aumentato rischio cardiovascolare e mortalità come nell’adulto. La
NASH in età pediatrica si associa a evoluzione in cirrosi come nell’adulto.
Per l’istologia abbiamo visto che il gold standard è la biopsia. Le caratteristiche sono la steatosi,
l’infiammazione, necrosi, corpi di Mallory e fibrosi. 23
Non ci sono terapie per la NASH, sono tutte sperimentali, come l’utilizzo della vitamina E e l’acido
obeticolico. Sono in fase di sperimentazione nei trial clinici, ma l’unico consiglio che viene dato ai pazienti
che sono a rischio, è quello di cambiare la loro alimentazione e essere meno sedentari come stile di vita.
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TERAPIE RIGENERATIVE NELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI ED EPATICHE
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