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Istituto Pascale – corso di laurea in infermieristica

Docenti e teorie

Aurelio Arigò

Docente: Dr.ssa Virginia Rossi – il nursing moderno.

Florence Nightingale

(Firenze, 12 maggio 1820 – Londra, 13 agosto 1910)

1. Florence Nightingale, Reading, 1 settembre 1909 - California, 17 marzo 1999 – il nursing psicodinamico.

Teoriche del nursing

2. Hildegard E. Peplau – definizione di nursing.

3. Virginia Henderson, Kansas City, 30 novembre 1897 - Connecticut, 19 marzo 1996 – esseri umani come entità globali.

Marta E. Rogers – (Dallas, 12 maggio 1914 - 13 marzo 1994) – modello di prospettiva di vita.

4. Joyce J. Fitzpatrick – teoria dell’adeguata cura di sé.

5. Dorothea E. Orem, Baltimora, 1914 – 22 giugno 2007 – il modello del sistema comportamentale.

(Dorothy E. Johnson, Georgia, 21 agosto 1919 - 1999) – il modello di adattamento.

(Los Angeles, Suor Callista Roy, 14 ottobre 1939) – modelli funzionali della salute.

6. Marjory Gordon (1974-1994) – teoria della diversità e della universalità dell’assistenza culturale.

Madeleine Leininger (Sutton, USA, 13 luglio 1925) – il modello della prestazione infermieristica.

7. Marisa Cantarelli – il nursing come stimolo di armonia-salute.

8. Renzo Zanotti (Foggia, 22 ottobre 1973) – Uomo-Vita-Salute.

9. Rosemarie Rizzo Parse - Teoria olistico-antropologica.

10. Marie-Francoise Collière (6 aprile 1930 ad Oran, in Algeria - Lione il 27 gennaio 2005) – il modello bifocale dell’assistenza.

11. Lynda Juall Carpenito: Virginia Henderson “Definizione di nursing”.

Definizione di nursing di Virginia Henderson

"La peculiare funzione dell'infermiere è quella di assistere l'individuo malato o sano in tutti quegli atti che tendono al mantenimento della salute (prevenzione), alla guarigione o che conducono ad una morte serena, atti che l’individuo potrebbe compiere da solo, se possedesse la forza, la volontà o la conoscenza necessarie, in modo tale da aiutarlo a raggiungere l'indipendenza il più rapidamente possibile".

“Là dove il dubbio muore e la certezza prevale, là è la vostra morte e di coloro che assistete” (Virginia Henderson).

Florence Nightingale e la nascita del nursing moderno

La Nightingale, per formulare la propria teoria, si avvalse del rapporto con numerosi medici ed altri membri influenti della società di allora per poter dare alla sua teoria quel carattere di importanza sociale tale da venire presa nella giusta considerazione. Un aspetto interessante del suo operato fu quello di addurre prove empiriche come giustificazione dei propri interventi e, ovviamente, come riscontro di risultati evidenti. Si occupò, dunque, di statistica, utilizzando informazioni raccolte attentamente durante il suo operato nella guerra di Crimea. La descrizione dei suoi dati fu fonte di una accesa disputa con la Commissione della Sanità Pubblica Britannica poiché essa mise in evidenza come per ogni uomo ucciso in guerra sette morivano di malattia; persino in tempo di pace il tasso di mortalità in caserma era il doppio che tra la popolazione civile! (Notes on Matter Affecting the Health, Efficiency and Hospital Administration of the British Army).

Centro della teoria

  • L’abilità della Nightingale fu quella di saper prendere nota, saper comunicare, analizzare, ordinare, classificare, concettualizzare, generalizzare e sintetizzare nell’ambito della propria attività di ricerca.
  • La grande teoria della Nightingale aveva al suo centro l’ambiente, il quale era in grado di prevenire, eliminare, o contribuire allo sviluppo della malattia, degli accidenti o della morte.
  • Sebbene questa teorica diede delle definizioni chiare ed esplicative non fraintendibili, non specificò mai a quale delle tre dimensionalità dell’ambiente (fisico, psicologico e sociale) si riferì poiché riteneva che erano parte di un unico concetto inscindibile.

La prima definizione che diede di ambiente fu la seguente: L'ambiente è l’insieme di tutte quelle condizioni ed influenze esterne che agiscono sulla vita e sullo sviluppo di un organismo, capaci di prevenire, guarire oppure contribuire alla malattia ed alla morte.

Nei suoi scritti, infatti, traspare la necessità di un ambiente sano e pulito per una adeguata cura infermieristica la quale, era considerata in modo del tutto innovativo. La pratica medica non veniva considerata come un processo curativo ma come una funzione che aiuta la natura; così anche la pratica infermieristica assolve il proprio compito nelle condizioni migliori affinché la natura possa agire (un ambiente sano atto a promuovere l’opera della natura e favorire il miglioramento).

Nel suo libro Notes of nursing la Nightingale identifica cinque regole di riferimento per orientare ogni pratica assistenziale:

  • Aria pulita
  • Luce
  • Pulizia
  • Un efficiente sistema fognario
  • Acqua pulita

Dettagli delle regole di riferimento

Aria pulita

L'aspetto che preoccupava maggiormente la Nightingale era fornire al paziente un'adeguata ventilazione poiché riteneva che un continuo ricambio d'aria, ponendo attenzione a non far raffreddare il paziente, fosse la base del nursing. Un atto infermieristico, infatti, non poteva prescindere dalla scala dei bisogni (Maslow) alla quale ogni fisicità faceva capo.

Luce

Il valore ambientale della luce era secondo solamente al bisogno di aria pulita poiché essa credeva fermamente nell'effetto benefico che la luce del sole apportava nel processo di guarigione che la natura svolgeva. La Nightingale arrivò persino a suggerire di studiare la disposizione dell’ambiente sanitario in base alle patologie e di ciò che un determinato ambiente poteva dare alla persona malata.

Pulizia

All’interno di questo concetto rientrarono anche quelli di pulizia delle acque e conseguente adeguato sistema fognario. Il bisogno di pulizia andava, difatti, esternato non solo all’ambiente ma anche all’infermiera ed al paziente: una stanza polverosa, una cute sporca, un bicchiere di acqua torbida erano ad unisono un'arma contro il processo di riparazione che la natura svolgeva nel corso di malattia. Lavare un pavimento come detergere la cute di un paziente erano processi integrati che favorivano non solo il processo di guarigione ma tanto più l'allontanamento di possibili complicanze.

Calore

  • Unitamente a queste regole per un giusto controllo ambientale, la teorica pose l'accento su tre fattori altrettanto importanti per un ambiente tranquillo e favorente:
  • È importantissimo non far disperdere il calore vitale di ogni individuo ed in caso sia già accaduto favorire un suo rapido ritorno con l’utilizzo di applicazioni calde e la somministrazione di cibo caldo.

Odore

Facendo capo al concetto di aria pulita, la Nightingale afferma che debbono essere eliminati odori sgradevoli e malsani che sarebbero nocivi per il recupero dell’integrità dell’individuo. A tal proposito, suggerisce di tenere lontani i presidi per i bisogni fisiologici del paziente, riponendoli dopo un'accurata pulizia in appositi scomparti lontani.

Rumori

Il valore di un ambiente tranquillo e privo di stimolazioni uditive forti è di fondamentale importanza per favorire il riposo del paziente. Un adeguato sonno-riposo corrisponde ad un'adeguata risposta fisiologica al processo di guarigione naturale.

Da questo quadro si evince come l’opera della Nightingale sia stata un'attenta analisi del fattore ambiente come punto cardine del processo di malattia e quindi di guarigione.

Ambiente

Oltre alla connotazione puramente fisica di cui si è già parlato, la Nightingale diede all’ambiente altre due dimensioni, quella psicologica e quella sociale.

Ambiente psicologico

Un ambiente negativo, secondo la Nightingale, poteva provocare uno stress fisico e di conseguenza influenzare la sfera emozionale del paziente; poter mantenere la propria mente attiva, infatti, avrebbe non solo attratto la persona verso qualcosa di positivo ma avrebbe evitato il sentimento più pericoloso nello stato di malattia: la noia. Questo stato emotivo era considerato non meno negativo del dolore e per tale motivo altrettanto importante. Per poter fronteggiare questo problema, la Nightingale suggerisce una comunicazione franca tra infermiera e paziente che deve vertere non solo ad identificare i problemi ma a non farne nascere altri. Non si deve, infatti, incoraggiare il malato con false speranze e notizie sulla sua malattia ma piuttosto farlo rendere partecipe di quel processo di aggiustamento che la natura svolge su di esso. Bisogna sedersi di fronte alla persona, sullo stesso piano in modo da non creare scale o distanze che inconsciamente possono creare uno stato di barriera tra le persone; bisogna avere un tono calmo e pacato ma non troppo basso per evitare rischi di fraintendimenti.

Ambiente sociale

L’analisi dell’ambiente sociale del paziente è essenziale per la prevenzione delle malattie, poiché come sosteneva la teorica, l’ambiente sociale è la principale fonte di infezioni ed esercita la propria azione sugli ambienti specifici! I principi, o meglio, regole di prevenzione restano comunque le stesse per cui si deve anche in tal senso provvedere ad un adeguato ricambio d’aria, d’acqua ecc.

Assunti di riferimento

  • Persona: intesa come ogni singolo membro della società il quale, può andare incontro ad un processo di malattia per cui subire passivamente l’effetto che in tale processo hanno l’infermiere e l’ambiente.
  • Malattia: un processo riparativo che la natura istituisce perché nello stato di salute c’è bisogno di qualche ulteriore attenzione.
  • Salute: lo star bene di ogni singolo individuo in relazione alle proprie potenzialità. Un pieno stato di salute permette ad ogni singolo uomo di poter sfruttare tutte le forze al massimo grado.
  • Nursing: quella pratica umanitaria atta a porre la persona nel migliore dei modi affinché la natura possa agire su di essa con il processo di malattia: processo di prevenzione della malattia attraverso controllo di fattori ambientali.

Nursing sanitario

Considerazioni sulla teoria ambientale della Nightingale

La Nightingale si servì per la formulazione della sua teoria di un ragionamento di tipo induttivo per estrapolare dalle proprie esperienze, leggi ed assunti per la pratica infermieristica. Questa forma induttiva diede al suo pensiero caratteri di semplicità ed universalità che fornirono alla teoria facile campo di applicazione nella pratica. Ancora oggi, infatti, le cinque regole di riferimento più i tre assunti consequenziali possono dirsi fondamento della pratica infermieristica e sarebbe oggi più che mai utile riesaminare il pensiero di questa donna alla luce delle nuove acquisizioni nella scienza del nursing. Il suo spirito innovativo diede, per l’epoca in cui operò, una spinta al miglioramento non solo della ricerca infermieristica ma soprattutto delle condizioni di vita. Si deve a lei, infatti, l’introduzione in ambito sanitario di concetti quali educazione sanitaria e prevenzione; fu oltretutto lei la fautrice di un approccio scientifico alla ricerca infermieristica con l’utilizzo di dati statistici. Questo prendere visione di concetti così importanti significò dare alla professione infermieristica quei giusti riconoscimenti allora impensabili. Da questo primo tentativo di modello concettuale, inoltre, si dipartirono teorie le più svariate che parallelamente contribuirono allo sviluppo del nursing stesso. Unica critica che paradossalmente si potrebbe muovere alla teoria di Florence Nightingale risiede forse nel suo carattere di semplicità che ben osservata scompare. La semplicità di tale teoria, che per i nostri giorni potrebbe essere scandalosa, va infatti ricollocata nell’ambito storico in cui la teoria nacque e si sviluppò. Ecco dunque, che la situazione vede capovolgersi e si apprezza la genialità della idea che mosse il pensiero della teorica. La Nightingale salvò moltissime vite destinate altrimenti a morte certa e lo fece con una professionalità che ancor oggi fa della professione infermieristica una missione. A conferma di tutto ciò, si narra un aneddoto curioso che vede la giovane Florence, instancabile, vigilare sulla vita dei suoi soldati girando anche di notte con una piccola lanternina tra i letti degli ospedali da campo: da qui il nome di Signora della lampada.

Biografia di Florence Nightingale

Florence Nightingale nacque a Firenze, da cui il nome, nel 1820 da una famiglia molto ricca. Suo padre, William Edward Nightingale, (il quale era nato con il cognome Shore, ma lo aveva cambiato in Nightingale ereditato da un ricco parente, Peter Nightingale di Lea, vicino a Matlock, Derbyshire), era un proprietario terriero estremamente facoltoso; sua madre Frances Smith e la sorella maggiore, che era nata a Napoli l'anno prima, a cui hanno dato il nome greco per la città, che era Partenope. La famiglia era introdotta negli ambienti più elevati della società inglese. A quei tempi le donne, appartenenti a tale classe sociale, non frequentavano l’Università e non intraprendevano carriere professionali; il loro scopo nella vita era sposarsi e far figli. Florence fu fortunata poiché ricevette dal padre stesso un’istruzione; egli le insegnò italiano, latino, greco, storia e filosofia e, cosa del tutto eccezionale per le donne, anche matematica e scrittura. Florence compì molti viaggi e, in quanto appartenente all’alta società inglese, avrà per tutta la vita contatti con il mondo della politica. Educata a vivere nell’ozio, come tutte le ragazze del suo ceto, ella comincia presto a considerare inutile quel tempo di esistenza e progetta di uscirne. Animata da una profonda fede religiosa, vuole rendersi utile per il prossimo; finisce per orientarsi verso il lavoro in ospedale, e così poco dopo i vent’anni esprime da subito il desiderio di fare l’infermiera. Ella vide però la sua missione nella prospettiva più ampia di servire l’umanità attraverso la prevenzione di malattie e decessi evitabili. Nonostante la sua fosse una famiglia “illuminata”, tali propositi incontrano la più decisa opposizione dei familiari. Il motivo di tale contrarietà non è difficile da immaginare: consiste nella cattiva reputazione delle infermiere del tempo, a causa della quale tale mestiere non è ritenuto adatto per signorine di buona famiglia. Il padre prese la cosa abbastanza sul serio da interpellare dei medici circa l’opportunità di una tale aspirazione. La decisione di fare l’infermiera parve a tutti sconveniente. Per William Nightingale non era tanto “la parte fisicamente rivoltante di un ospedale” a colpire quanto quelle che sembravano prove schiaccianti delle abitudini dissolute delle infermiere; a quei tempi infatti le infermiere non avevano alcuna preparazione specifica; si trattava frequentemente di donne rozze e ignoranti dedite alla promiscuità e all’ubriachezza. La stessa Florence raccontò a suo padre che la capo infermiera di un ospedale londinese le aveva confidato di “non aver mai conosciuto un’infermiera che non fosse ubriaca” e che la maggior parte di loro teneva una condotta immorale con i pazienti nelle corsie. Non sorprende quindi che i genitori sperassero che la figlia rinunciasse alla sua insolita ambizione, si sposasse e si acquietasse. Florence era sotto ogni aspetto una giovane attraente e non era certo per mancanza di occasioni che rifiutava il matrimonio. Una volta, in effetti, fu tentata di accettare un corteggiatore, ma dopo un lungo fidanzamento concluse con riluttanza che avrebbe tradito la sua natura “morale” e “attiva” se “avesse trascorso una vita con lui occupandosi di intrattenimenti e di problemi domestici”. Il matrimonio convenzionale, scrisse nel suo diario, significava “essere costretta a prolungare e a portare all’esasperazione la vita che stava conducendo”, prospettiva che sembrava simile al “suicidio”. Dio aveva preso in considerazione per lei un destino diverso. Era una di quelle donne per le quali Dio aveva stabilito chiaramente qualcosa di unico. Florence non si scoraggia e non rinuncia alle proprie idee; lesse voracemente libri di medicina e sull’assistenza sanitaria, dedicò qualche tempo alla visita degli ospedali a Londra e lavorò in forma privata, assistendo i bambini degli slums, che amava definire “i suoi Ladruncoli di Westminster”. Ciò nonostante si sentiva frustrata. Nel 1851 riesce ad andare per qualche tempo (circa 3 mesi) a Kaiserswerth vicino Düsseldorf in Germania, presso il locale Istituto dell’ordine protestante delle diaconesse, le quali si dedicano, tra l’altro, all’assistenza in ospedale. Ella ammira la loro abnegazione, ma non impara molto sul piano professionale, poiché le diaconesse non risultano preparate come lei riterrebbe necessario. In seguito, malgrado il dissenso continuo della famiglia, fece il proprio tirocinio presso un altro ospedale diretto dalle Sorelle della Misericordia a St. Germain vicino Parigi. Di ritorno a Londra intorno al 1853, ottenne presto il suo primo “impiego” (non retribuito) come sovrintendente di un istituto per signore malate. Il suo compito consisteva nel sorvegliare le infermiere, nel vigilare sul funzionamento delle apparecchiature e nel garantire la purezza dei medicinali. I suoi massimi contributi vanno individuati senza dubbio negli sforzi da lei compiuti per riformare il sistema dell’assistenza sanitaria britannica e per fare dell’attività infermieristica, attraverso l’istituzione di programmi di addestramento ufficiali, la definizione di sicure norme professionali, una professione rispettata. Pur non riuscendo a creare un’istituzione modello rispetto ai livelli del tempo, aperta a pazienti di tutte le classi e di tutte le religioni, fu delusa per il fatto di non poter compiere quel che da tempo considerava il suo obiettivo primario: la fondazione di una scuola per la formazione delle infermiere. Dopo varie vicende la vita di Florence subisce una svolta con lo scoppio della guerra di Crimea (1853/1856). Si tratta di un conflitto tra le potenze che si battono per decidere le sorti di alcune regioni dell’Europa centrale.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ElNurse di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorici del nursing e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi della Campania "Luigi Vanvitelli" o del prof Handerson Virginia.
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