6-POLIMERI
6.1-DESCRIZIONE DEI MATERIALI POLIMERICI
CARATTERISTICHE PRINCIPALI
I materiali polimerici, conosciu anche come Materiali Plas ci, sono riscontrabili in diversi
ambi (automobilis co, ele ronico,…)
La cara eris ca principale consiste nel fa o che i polimeri sono materiali leggeri
(bassissima densità) e isolan .
La leggerezza comporta riduzione di peso e riduzione dei consumi da parte dell’autove ura
(una macchina più leggera consuma di meno).
I materiali polimerici sono materiali altamente du li e malleabili, per questo mo vo si
riesce ad imprimere una maggiore deformazione prima di arrivare a ro ura. E’ quindi
possibile effe uare la lavorazione in un solo step dato che il campo di deformazione è
maggiore e il materiale ha bisogno di poche sollecitazioni per deformarsi (maggiore
facilità di lavorazione). E’ possibile, quindi, imprimere ai materiali polimerici forme molto
complesse.
Di contro, però, i materiali polimerici risultano essere meno resisten rispe o ai metalli e
ciò comporta un materiale con un modulo di Young più basso ed una tensione a ro ura
più bassa (il materiale si rompe prima).
↓ ↓
à ↑ ↓
à
ℎ ℎ
à ( )
I polimeri in sé sono economici ma il grosso vantaggio che consente di acquistare un
materiale polimerico a poco prezzo è l’alta produ vità (hanno la capacità di essere lavora
velocemente con una grande produ vità).
COME SI OTTENGONO I MATERIALI POLIMERICI E RICHIAMI SUI LEGAMI CHIMICI
I materiali polimerici si o engono principalmente dal petrolio, che è un combus bile fossile
(ma anche dal metano si possono o enere). Dal petrolio portato ad alte temperature si
estrae la componente na a, che viene lavorata chimicamente per o enere prodo chimici
che in ambito commerciale prendono proprio il nome di Polimeri.
In breve, la sequenza di vita di un polimero è la seguente: si prende il petrolio (o il metano),
lo si va a frazionare o enendo degli elemen che reagiscono con vapore ad alta
temperatura, si va a rompere alcune catene di carbonio creando la catena polimerica
formata da tan atomi di carbonio, a seconda della pologia di catena polimerica si o ene
un diverso polimero (in par colare granuli polimerici) che sarà sogge o ad una certa
lavorazione.
Dai legami chimici si ha la mo vazione dei diversi comportamen che manifestano le varie
categorie di materiali polimerici.
I Legami Chimici perme ono la formazione delle molecole e si dividono in:
Legame Ionico
Si ha il trasferimento di ele roni tra due o più atomi
Legame Covalente
Si ha la messa in compartecipazione di ele roni tra due o più atomi
Legame Polare
Un esempio è il Legame a Idrogeno, si ha un polo nega vo e un polo posi vo che si
legano.
Forze di Van der Waals
Si tra a di forze a ra ve, inversamente proporzionali alla distanza: tanto più gli
atomi sono vicini e tanto più le forze sono elevate.
Legame Ionico e Legame Covalente sono legami for , cioè una volta che il legame si è
creato questo è molto resistente. Creare una stru ura molecolare formata da legami di
questo po significa creare una stru ura molto forte e resistente.
Considerando ora il Legame Polare, rispe o al caso precedente si o ene una stru ura
meno forte, ci vuole meno energia per rompere il legame (legame medio)
Il Legame rela vo alle Forze di Van der Waals è un legame debole, che può essere distru o
facilmente, basta pochissima energia.
Il po di legame influenza la lavorazione, in quanto:
Un materiale cos tuito da legami for è un materiale difficile da lavorare
Un materiale cos tuito da legami deboli è un materiale facile da lavorare
ANALISI SPECIFICA DI UN POLIMERO
Un Polimero è un insieme di Catene Polimeriche, a loro volta formate da unità ripe ve più
piccole de e Monomeri.
Un Materiale Polimerico è un composto chimico (o una miscela di compos ) formato/i
dalla polimerizzazione di stru ure ripe ve più semplici che cos tuiscono tante catene
polimeriche.
La dimensione di un monomero è confrontabile con quella atomica, inferiore al nanometro
(cioè La catena polimerica è cos tuita da legami for (covalen e ionici).
10 ).
IL POLIMERO PIU’ SEMPLICE IN ASSOLUTO: IL POLIETILENE
Il polimero più semplice è il Polie lene: è formato da tante catene polimeriche e il
monomero del polie lene prende il nome di E lene.
L’E lene è una molecola cos tuita da due atomi di carbonio (catena principale) e qua ro
atomi di idrogeno; si tra a di una molecola stabile (è già in equilibrio e non ha bisogno di
legarsi con altri atomi o molecole):
A raverso un’operazione di polimerizzazione, che causa la ro ura del doppio legame, il
monomero dell’e lene diventa rea vo (instabile) e cerca di legarsi con altri suoi simili (con
altri monomeri di e lene) formando la Catena Polimerica del Polie lene.
Ro ura del doppio legame
I legami che tengono uni gli atomi della catena principale sono legami covalen , mentre le
forze che uniscono la catena con la catena di so o o di sopra sono Forze di Van der Waals.
Tanto più le catene sono vicine e tanto più l’interazione tra catena e catena diventa forte e
viceversa se le catene sono lontane.
Questo ci fa già pensare ad una cosa… quando si va a lavorare un polimero e lo si riscalda
non si va ad intervenire sulla singola catena polimerica in se perché comunque questa
catena è formata da atomi tenu assieme da legami covalen che sono molto for e non
basta il calore per fare rompere ques legami. Riscaldando il polimero si vanno ad
allontanare le catene polimeriche tra di loro (si va a ridurre l’interazione tra le singole
catene) e il materiale diventa lavorabile.
IL POLIPROPILENE
Il polimero del Polipropilene ha come monomero il Propilene. Si o ene dall’e lene
andando a cambiare un radicale me endo al posto dell’idrogeno un gruppo :
CATENA POLIMERICA GENERALE
A seguito di ques due polimeri, capiamo che una generica catena polimerica è cos tuita
da un susseguirsi di atomi di carbonio circonda da radicali che li stabilizzano e che, di
conseguenza, rendono stabile la catena polimerica.
− − − − −
A seconda della pologia di radicali si o engono catene polimeriche differen .
CLASSIFICAZIONE DEI POLIMERI
CLASSIFICAZIONE IN BASE ALL’ORIGINE DELLE RISORSE UTILIZZATE
Polimeri Naturali
Sono o enu da fon naturali rinnovabili (esempio: cellulosa, proteine, gomma
naturale,…)
Polimeri Semisinte ci
Sono o enu da polimeri naturali che vengono modifica chimicamente
Polimeri Sinte ci/Ar ficiali
Sono crea interamente a raverso processi industriali a par re da monomeri
sinte ci, deriva principalmente dal petrolio (esempio: polie lene e polipropilene)
CLASSIFICAZIONE IN BASE ALLA TECNICA DI POLIMERIZZAZIONE
Polimeri o enu da poliaddizione
Dall’unione di più monomeri si o ene un polimero, senza alcuna pologia di scarto di
reazione (senza scar di atomi). Si addiziona tu o e non si perde nulla
Polimeri o enu da policondensazione
Dall’unione di più monomeri si o ene un polimero ed uno scarto di lavorazione, che
solitamente consiste in molecole d’acqua
CLASSIFICAZIONE IN BASE ALLA TECNICA DI POLIMERIZZAZIONE
Polimeri a catene lineari
La catena principale formata dagli atomi di carbonio sta lungo una linea, gli atomi di
carbonio stanno solo sulla catena principale e i radicali tu intorno alla catena.
Polimeri a catene ramificate
La catena principale ha catene lineari anche lungo alcuni rami. Le catene ramificate
sono più difficilmente compa abili e quindi le forze di Van der Waals che vanno ad
unire le diverse catene sono molto più deboli.
Polimeri a catene cross-linked (re colato)
Tali polimeri sono cos tui da catene legate tra di loro da legami for (covalen o
ionici): si hanno for legami tra gli atomi di ciascuna catena e tra le catene e quindi si
tra a di polimeri molto resisten . Tu avia si tra a di polimeri non riciclabili, non
possono essere rilavora : abbiamo, infa , legami for tra la catena di so o e quella
di sopra e quindi anche se si riscalda le catene non possono più allontanarsi.
CLASSIFICAZIONE IN BASE ALLE FORZE MOLECOLARI
Elastomeri/Gomme
L’elastomero (o gomma) è un materiale morbido, flessibile
Fibre
Si tra a di polimeri forma da catene lineari pure addensate, polimeri molto pregia
e costosi. Sono polimeri “davvero direziona ” e hanno quindi performance
meccaniche veramente notevoli: questo perché si ha molto ordine lungo la direzione,
ci sono for legami covalen e si ha un’al ssima compa azione.
→
Plas che →
Quando si parla di polimeri termoplas ci o termoinduren si tra a di plas ca pura; la
plas ca può essere anche rinforzata con fibre di carbonio che influenzano le proprietà
dei componen plas ci e in tal caso non si parla più di plas ca pura.
La plas ca è un materiale più duro e resistente rispe o le gomme.
La classificazione in termoplas che e termoinduren è la classificazione più cara eris ca:
Polimeri Termoplas ci
Sono materiali riciclabili che si possono rilavorare. I materiali termoplas ci sono
quindi polimeri cos tui da catene lineari e ramificate (riciclabili, si possono
rilavorare).
Riciclare vuol dire lavorare volte. La lavorazione avviene facendo aumentare la
temperatura che provoca un aumento di volume: a livello microscopico si ha un
allontanamento delle catene polimeriche le une dalle altre.
Una maggiore distanza fra catene polimeriche comporta deboli forze di Van der Waals
che, a loro volta, rendono il materiale più du le e malleabile e di conseguenza
rendono possibile la lavorazione/modellazione del polimero.
Dopo aver modellato il polimero, lo si lascia raffreddare: raffreddandosi, le catene
polimeriche che prima si erano allontanate tendono a riavvicinarsi alla distanza
originaria. Questo procedimento può essere effe uato più volte (-volte)
Polimeri Termoinduren
Sono materiali non riciclabili che non si possono rilavorare. I materiali termoinduren
sono polimeri cos tui da catene cross-linked e quindi i legami fra le catene sono
for e non si prestano ad lavorazioni.
Le catene non possono allontanarsi tra di loro, il materiale è molto resistente. L’unico
modo per rompere le catene di un termoindurente è quello di degradare il materiale.
TEMPERATURA DI TRANSIZIONE RETROSA
Abbiamo visto che:
La gomma è un materiale morbido, flessibile
La plas ca è un materiale più duro e resistente
Per capire la differenza tra plas ca ed elastomero facciamo riferimento alla Temperatura di
Transizione Retrosa (dove sta per glass): tale temperatura è legata alla disposizione
delle catene polimeriche all’interno di un polimero.
Vale che:
Se le catene si dispongono in modo ordinato il polimero è de o cristallino
La maggior parte dei polimeri si ripiegano su loro stessi dopo essersi allunga per
brevi tra , originando una configurazione a lamella o a pacchi di lamelle:
Le fibre sono polimeri cristallini, stru ure perfe amente ordinate.
Se le catene si dispongono in modo disordinato il polimero è de o amorfo
I polimeri commerciali, come la plas ca, sono polimeri semicristallini, ovvero forma da
una zona amorfa in cui le catene si dispongono in modo non regolare e una zona cristallina
in cui le catene si dispongono in modo perfe amente ordinato.
La disposizione delle catene può avvenire anche a sferulite (quando la catena polimerica è
indecisa, una parte si trova nella lamella cristallina e una parte rimane all’esterno nella
regione amorfa). Nell’immagine di so o si mostra un esempio di sferulite di polimero
cristallino.
Possiamo quindi immaginare un polimero come una massa volumetrica formata da una
parte cristallina e una parte amorfa. La presenza di queste due zone che si combinano (si
combinano catene ordinate e disordinate) fa sì che all’interno del polimero vi siano due
temperature da considerare:
Temperatura di Fusione
Riguarda esclusivamente la parte cristallina del polimero (all’interno di un metallo è
presente solo tale temperatura)
Temperatura di Transizione Vetrosa
Riguarda esclusivamente la parte amorfa del polimero
Dobbiamo immaginare che quando riscaldiamo il materiale arriverà un certo punto in cui la
parte amorfa comincia a reagire (e non reagisce la parte cristallina): le catene amorfe
cominciano ad allontanarsi e quindi diminuiscono le Forze di Van der Waals per la parte
amorfa; la parte amorfa diventa movibile.
Si parte quindi dalla temperatura ambiente e si arriva ad una certa temperatura di
transizione vetrosa in cui non si ha un vero e proprio passaggio di stato (transizione del
secondo ordine), si passa ad una fase in cui la parte amorfa che era rigida inizia a diventare
movibile e “gommosa”. →
Aumentando ulteriormente la temperatura si arriverà alla temperatura di fusione e si avrà il
passaggio di stato (transizione di primo ordine, si ha il passaggio di stato da solido a liquido):
la parte amorfa e la parte cristallina fondono.
→ →
Possiamo quindi comprendere quella che è la differenza tra una plas ca e una gomma.
La Temperatura è la temperatura che va a segnare il passaggio tra una plas ca rigida e
una plas ca gommosa.
La gomma non è sempre gomma, la plas ca rigida non è plas ca rigida… dipende dalla
temperatura di esercizio cioè la temperatura in cui si trova il polimero. Quindi:
Il polimero si comporta da gomma se perché le catene della parte amorfa
>
cominciano ad essere movibili
Il polimero si comporta da plas ca se perché le catene sono rigide
<
Analogamente, per dis nguere plas ca da gomma possiamo confrontare con la
temperatura ambientale:
Gomma → <
Plas ca → >
ESEMPIO
Nel grafico volume specifico-temperatura sono rappresenta i comportamen di tre
differen materiali:
Il materiale C è un materiale esclusivamente cristallino e infa il passaggio da non
influenza il suo comportamento. Quindi un materiale cristallino puro è influenzato
solamente da
Il materiale è un materiale semicristallino: al passaggio da la parte amorfa
diventa da rigida a movibile. Da in poi subisce un passaggio di stato e passa da
solido a liquido. Quindi un materiale semicristallino è influenzato sia da (per la
parte amorfa), sia da (rela vamente alla parte cristallina)
Il materiale A è un materiale completamente amorfo. Un materiale amorfo puro è
influenzato solamente da
Quindi la temperatura è molto importante: se si sta costruendo qualcosa con un
polimero e si va a superare quella che è la sua , la parte amorfa perde la sua resistenza
meccanica, la sua rigidezza e quindi diminuisce il Modulo di Young: il polimero collassa e
perde le sue performance meccaniche.
ESEMPIO
Nel grafico Modulo di Young-Temperatura sono rappresenta il comportamento di un
polimero semicristallino A e di un materiale amorfo B (ricordiamo che il Modulo di Young è
legato alla rigidezza (se diminuisce, diminuisce anche la rigidezza).
Osserviamo che la rigidezza del materiale semicristallino è solo leggermente influenzata da
(man ene la sua rigidezza grazie alla stru ura cristallina) mentre decade bruscamente
solo al passaggio a che segna il passaggio di stato da solido a liquido.
Queste differenze vanno tenute in considerazione per la lavorazione:
Per un materiale amorfo basta raggiungere in modo tale da rendere il materiale
meno resistente e poterlo deformare (lasciando il materiale allo stato solido, non c’è
bisogno del passaggio di stato)
Per un materiale semicristallino bisogna necessariamente raggiungere la temperatura
di fusione per imprimere una deformazione. La plas ca si deve fondere per fare
decadere la sua rigidezza ed è dunque necessario un passaggio di stato da solido a
liquido (la plas ca viene lavorata allo stato liquido)
POLIMERI PURI E POLIMERI ARRICCHITI CON ADDITIVI
I materiali polimerici possono essere:
Omopolimeri: forma da un solo po di monomero
Copolimeri: forma da diversi pi di monomeri.
Possono esistere:
- Copolimeri Alterna
- Copolimeri a Blocchi
- Copolimeri Random (ordine causale)
- Copolimeri Ramifica
Un polimero puro ha determinate proprietà, un polimero arricchito con addi vi possiede
proprietà (este che e meccaniche) migliori rispe o al polimero puro.
Gli addi vi sono dunque componen che arricchiscono i polimeri e ne migliorano le
proprietà. Ques , una volta aggiun , si vanno ad inserire tra le catene polimeriche, ma non
all’interno della singola catena, non tra i monomeri.
Un esempio di addi vo è il colorante: la plas ca, da sola, è trasparente mentre con il
colorante si può o enere un colore differente.
Tra gli altri pi di addi vi: an ossidan , lubrifican , stabilizzan .
E’ formato dall’unione di più monomeri dispos in un certo
COPOLIMERO modo e ciascun monomero partecipa alla costruzione della
catena polimerica
L’addi vo non partecipa alla costruzione della catena polimerica
POLIMERO CON ma si inserisce tra le catene polimeriche, agisce sullo spazio tra
ADDITIVO le catene
Polimero con Addi v
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