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L'uso del toro nella produzione di carne

L'uso del toro dal carne si fa con quelle vacche che vengono scartate. L'obiettivo è dalla rimonta economico. Tra una vacca da latte e un toro da latte, un maschio figlio viene usato per la carne nonostante la selezione sia per il latte. È un animale un po' spogliato dalla carne perché non serve per fare latte. Il potenziale di questo animale è minimo e il valore economico è basso.

Un vitello di 59Kg di razza frisona portiamo a casa 80 euro, vengono usati per la carne bianca o carne di vitello. Allevamento con ciclo breve per 6 mesi. Lo scenario in termini di vitello cambia quando uso un blu belga come toro maschio. Il meticcio ha geni paterni per il 50% e quindi ha un'attitudine miogenetica superiore. Ha un valore economico 1,7 di quello prima.

Incrocio industriale

L'incrocio industriale si fa anche nella stalla di Agripolis. L'obiettivo è aumentare il valore economico dei vitelli che siano maschi o femmine. Lo vendo a 3 giorni. Il valore economico di un pezzato rosso vale molto di più perché ha una genetica di duplice attitudine. Quando otteniamo un animale con blu belga, il prezzo sale di 200 euro, arrivo a 450-500 euro. Alla fine dell'anno ci si porta a casa una bella somma.

Nell'eseguire l'incrocio industriale è importante scegliere bene la razza del toro da carne. Uno dei rischi è di ottenere dei vitelli molto pesanti. Avere una frisona o una manza che si ritrova a dover partorire un vitello di 60Kg può dare problemi per espulsione e quindi delle distocie o difficoltà di parto con necessità di intervenire con un cesareo. Se devo chiamare il veterinario, il vantaggio che ho ottenuto lo do al veterinario che interviene per il cesareo. Nella pratica sulle manze si usa il limousine, e nelle vacche il blu belga.

Strategie del nord Europa

Un'altra strategia viene dal nord Europa ed è finalizzata a correggere problemi di ipo fertilità. Perché la fertilità è stata penalizzata sulla frisona? Una causa è quella genetica: sulla popolazione frisona usiamo pochi tori e quindi aumenta il grado di consanguineità. La seconda causa è una causa produttiva: produzione e fertilità non vanno a braccetto. L'energia è destinata alla mammella più che ad altri comparti come per esempio la sfera riproduttiva.

In nord Europa si è proposto un'alternativa rispetto alla selezione in purezza: l'incrocio inter raziale. Prevede l'accoppiamento di individui di razze diverse con la finalità non di vendere ma di incrociarla ulteriormente con un'altra razza e ripetere questo schema. Si sfrutta eterosi, si riduce la consanguineità e si limitano i problemi di fertilità.

Quello che si propone è un accoppiamento con la frisona con la rossa svedese e poi l'F1 si incrocia con un toro di una linea della pezzata rossa e l'F2 torna sulla frisona. La percentuale di sangue delle frisone è costante ma non al 100%. Ci sono delle aziende anche in Italia che hanno impiegato questa tecnica (cross breeding). In Emilia si è fatto questa tecnica, attualmente ci sono 1253 vacche, ci sono delle F1 e delle F2, già la longevità dei due incroci ha beneficiato dell'incrocio, altri dati che ci fanno capire l'efficacia di questo metodo è il numero di servizi cioè le fecondazioni che si sono ridotte. Anche l'intervallo parto concepimento si è ridotto.

La frisona mantiene il vantaggio sulle altre due in termine di produzione di latte ma quando vado ad incrociare i dati con la longevità, quelle due tipologie recuperano il gap di latte che lasciano alla frisona con una durata maggiore della carriera produttiva. Un altro dato a favore di questo riguarda l'eliminazione: le vacche riformate in un anno erano del 31%, i valori di frisone riformate erano più alta, erano del 34,6% rispetto all'F1 e F2. La longevità e la robustezza frutto della vigoria dell'eterosi gioca a favore anche della longevità e di altri caratteri.

Cause di eliminazione in questa stalla erano complicazioni post-parto, problemi di fertilità, clostridi (problemi apparato gastro intestinale), incidenti o morte improvvisa.

Asciutta e pre-parto

Ho fecondato la bovina, la bovina è rimasta gravida. La cosa più importante è segnare sul calendario la data in cui è avvenuto il concepimento e proiettare con 283 giorni la data presunta del parto. Ho fecondato il 1 aprile, devo aggiungere 9 mesi e 1 giorno e ho la data di quella vacca, cioè 12 gennaio. È importante avere la data perché poi io faccio un passo indietro, vado a sottrarre 60 giorni per fissare una data che è la messa in asciutta.

Cos'è l'asciutta e perché lo faccio? La curva di lattazione di una certa vacca, dopo il parto fa latte, c'è un picco e poi decresce progressivamente. A un certo punto la produzione decresce. È chiaro che diventerà importante e interessante se devo interrompere interrompo in una fase avanzata. In una prima fase, circa 170 giorni è la fase più profittevole, paga più dei suoi costi, poi ho una fase che equilibra i costi di gestione ed è neutra. Oltre i 250 giorni il costo di allevamento è maggiore del reddito del latte che ottengo.

La motivazione trainante che ci porta ad asciugare le vacche è fisiologico gestionale, cioè fornire bloccando la mammella un periodo di riposo necessario per ricostruire il tessuto secernente per la nuova lattazione quando avverrà il nuovo parto. La mammella è data da 4 ghiandole mammarie, ciascuna è organizzata in una struttura che vede un capezzolo, un dotto, una cisterna del latte e dalla cisterna del latte si dipartono dei canali, dei dotti dall'unità secernente che sono i globuli dove ci sono alveoli mammari. L'alveolo è l'unità secernente, è come un acino di uva e nella parete ci sono le cellule secernenti che hanno la caratteristica cioè la presenza di un capillare arterioso e uno venoso. Quello arterioso porta i nutrienti, quello venoso rimuove i prodotti di scarto dei costituenti. Le cellule hanno un loro turnover durante una lattazione che dura mesi, il turnover tende a vedere una sostituzione non completa di tutte le cellule. Nella fase avanzata noi avvertiamo la tendenza a una diminuzione delle cellule secernenti, nel latte troviamo le cellule. La sostituzione delle cellule non è così rapida ed immediata, ci troviamo di fronte alla perdita di una certa quota, nel momento in cui diamo asciutta diamo tempo di ricostruire il tessuto secernente mammario così da riprendere con un tessuto in ottima forma.

La durata del periodo di asciutta è di 60 giorni, perché? Il vantaggio produttivo nella lattazione successiva, animali che hanno periodo di asciutta breve vedono penalizzata la produzione di latte nella successiva lattazione. La massima produttività si manifesta quando la durata dell'asciutta è tra 50 e 70 giorni, 60 sono la media che consente al tessuto di ricostituirsi e di darci una vacca al meglio della sua produttività per l'organo funzionale. Intervallo di due mesi consente un ottimale rinnovo ma l'asciutta non ha solo questa finalità.

Un'altra finalità è che nel momento in cui metto la bovina in asciutta cambio la sua alimentazione, da un regime per la produzione del latte a un'alimentazione che sarà finalizzata alla copertura del mantenimento e della gestazione. Da una dieta più ricca di concentrati diamo alla bovina una dieta con più foraggi e riduciamo la quota dei concentrati, ed ha un beneficio con il rumine anche. Tacitando la mammella e riducendo a due sink metabolici il mantenimento e la gestazione i punti che chiedono energia, vado a favorire una maggiore crescita al feto che negli ultimi due mesi della gravidanza diventa importante. Se fino al 6 mese il peso è di 4,5Kg, è negli ultimi due mesi che arriva al peso di nascita che è di 30-35-40Kg.

Andiamo a favorire una veicolazione dell'energia al sostegno della crescita. Devo mettere in asciutta una bovina, cosa devo fare? Devo separarla fisicamente dal box di lattazione perché se la messa in asciutta si realizza con una variazione del regime alimentare, se io voglio cambiare la dieta a una vacca devo spostarla in uno spazio con una nuova dieta. Cambio di dieta, la tolgo dal box di lattazione e la metto nel box messa in asciutta per un paio di giorni, ha una dieta molto povera con l'obiettivo di creare uno shock alimentare che deve ridurre la disponibilità energetica per la bovina e penalizzare l'energia per la mammella. La sposto in un ricovero separato, la dieta è fibrosa, paglia e acqua, fieno grossolano e acqua. Qui fa 10Kg di latte e domani 5Kg. Scende la quota di latte, riduco le mungiture e poi basta.

Una volta che la bovina è asciugata, la sposto nel box di asciutta dove raggiunge le altre bovine. Lo shock alimentare lo realizziamo dando foraggi, paglia e siloerba. Arriviamo a un amido di 2-3%, determina una notevole riduzione di energia per sostenere la produzione di latte e quindi un calo della produzione del latte stesso. Quando scende sotto i 5 chili posso decidere di asciugarla. Quando la asciugo è importante un aspetto: è un momento di grande rischio per le infezioni mammarie. Devo evitare che si manifestino mastiti. L'allevatore trattava la bovina dopo l'ultima mungitura a livello della mammella con delle iniezioni locali di una soluzione antibiotica con la finalità di cautelarsi da rischi.

Oggi questo trattamento a tappeto è criticato nell'ottica di quella che è la nuova filosofia dell'uso responsabile del farmaco. Oggi si cerca di fare questo trattamento solo su bovine a rischio. Il rischio lo misuriamo o prevediamo con la conta delle cellule somatiche. Le cellule somatiche sono sempre presenti nel latte ma quando aumentano la concentrazione al di sopra di valori soglia sono degli indicatori di rischio per quella ghiandola. A livello aziendale mensilmente controlliamo la conta di ciascuna delle bovine e quando la vacca per i 3 controlli prima dell'asciutta ha una conta al di sotto delle 200 mila non necessita di un trattamento antibiotico, si usa solo una soluzione sigillante ad evitare infiltrazioni batteriche.

L'allevatore se non la munge non la controlla sempre. Se invece una bovina negli ultimi tre mesi ha una conta superiore ai 200 mila, allora è necessario utilizzare un farmaco antibiotico cercando l'antibiotico più adatto. Una volta che non mungiamo più la bovina andiamo a sigillare. Dopo di che la sposto in un box alle vacche asciutte dove riceve per 40 giorni una dieta, cioè l'unifeed asciutta che ha un fabbisogno energetico minore del costo di mantenimento e di gestazione. Sono fabbisogni modesti. Al 9 mese è intorno al costo per sostenere la sintesi di 6 litri di latte. La dieta è in un contenuto elevato fibroso e proteico basso. L'amido è intorno al 10-11%.

Il momento critico è la fase del pre-parto, è una fase particolare, fase di lancio per prepararla al meglio al parto. Sono le ultime tre settimane, circa tre settimane prima noi cambiamo di nuovo la gestione. Cosa succede dal punto di vista fisiologico e metabolico? La bovina va incontro a un sconquasso dal punto di vista metabolico, da una parte quello che l'animale vede è un'impennata dei suoi fabbisogni, sia nella vacca che nella manza.

Man mano la bovina comincia ad avere un aumento dei fabbisogni. Le cause sono la crescita fetale ma soprattutto uno sviluppo del tessuto secernente mammario che permette alla bovina di prepararsi al nuovo parto e alla nuova lattazione. Aumenta di volume la mammella, improvvisamente mette giù la mammella. Il fabbisogno della bovina è più elevato nella manza che nella vacca, perché in questo caso nella manza non siamo di fronte a due fabbisogni: c'è anche il fabbisogno di accrescimento, andrà a partorire all'80% del suo sviluppo corporeo adulto.

Se da una parte i fabbisogni aumentano, la bovina risponde in modo contrario mangiando sempre meno. Monitorando il consumo alimentare della manza e della vacca, in entrambi i casi più si avvicinano e meno mangiano. La ragione è che c'è dell'ingombro fetale a scapito del rumine, toglie spazio al volume ruminale. Nella realtà, il rumine non perde volume man mano che ci avviciniamo, ma in realtà pur in assenza di ciò la vacca mangia meno.

La diminuzione di ingestione è il risultato di un specifico quadro endocrino, cioè il mutamento della bovina ormonale a cui l'animale va incontro nel momento in cui si avvicina al nuovo parto. Il calo dell'ingestione (dieta fibrosa di 14Kg di ss) è più o meno del 30%. Al parto arriva con 9Kg di ingestione. Se da una parte ha bisogno di più energia ma se mangia meno, l'unica strategia per riuscire a coprire il fabbisogno della bovina è un cambio alimentare perché se non cambiamo dieta va in carenza di energia.

Se cala l'ingestione ma i suoi fabbisogni non sono coperti, per coprire il decifit energetico l'animale mobilizza le proprie riserve corporee, aumentano gli acidi grassi non esterificati cioè quelli che la bovina mobilizza dalle proprie riserve per fornire quell'energia insufficiente nella dieta. In questa situazione la bovina entra in una fase di bilancio energetico negativo. La finalità è quella di far sì che i trigliceridi liberano quegli acidi grassi, arrivano al fegato e dopo dovrebbero essere smontati con un processo catabolico che prevederebbe che dagli acidi grassi venga rimossi i corpi con 2 o 4 atomi di carbonio che in condizioni normali dovrebbero entrare nel ciclo di Krebs per dare energia.

Questa situazione potrebbe avere dei problemi nella fase del pre-parto. Nel momento in cui un animale non vede aumentare la concentrazione energetica, il rischio è quello di una dismetabolia, cioè che l'animale entri in chetosi. La chetosi è l'acetone, è una situazione metabolica che segue a un problema infettivo o virale o di natura microbica. Accade anche nei bambini.

Comincia a lipomobilizzare, quegli acidi grassi arrivano al fegato ma nel fegato c'è carenza di glucosio utile a far l'entrata di acetil-CoA nel ciclo di Krebs. Allora le molecole non entrano nel ciclo di Krebs, diventano corpi chetonici e sono tossici sia per il bambino che per la vacca. La vacca rifiuta alimento in quanto nausea, in quanto intossicata dai corpi chetonici. Come si supera? Nei bambini una soluzione è la coca cola e in questo modo gli zuccheri arrivano a livello epatico e interrompono il ciclo vizioso in cui l'acetil-coenzima A fa entrare il carbonio nel ciclo di Krebs.

Nella vacca devo lavorare in prevenzione ma nel caso si manifesti in una forma clinica, una vacca in chetosi è una vacca molto magra. Se faccio un prelievo lo sento anche dall'alito che sa di aceto. È una situazione metabolica che si autoalimenta. L'animale può anche morire. Il quadro metabolico è che a livello di un prelievo il glucosio è bassissimo e i corpi chetonici sono molto alti, c'è un alto livello di NEFA. A livello del fegato non c'è glicogeno e i lipidi cominciano ad accumularsi. Il fegato grasso perde la sua funzione. Noi non vogliamo tutto questo. La chetosi si presenta molto più frequentemente di quello che si pensa, l'animale sembra intontito, l'incidenza va dal 20 al 60%. Anche per il post-parto. Le ricadute sono una perdita di latte, molte vacche possono andare incontro a problemi post-parto cioè essere eliminate, aumenta il rischio di fertilità, rischio per la ripresa dell'attività ciclica ovarica, si allontanerà la nuova data di parto.

Allevamento manze da rimonta

L'allevamento della manza è sempre un investimento, ad alto rischio. Quello che posso fare è solo sbagliare se non lavoro bene, sto lavorando sul materiale che diventerà futuro protagonista della parte produttiva della stalla. A prima vista è semplice, ma quando vado a verificare la modalità di gestione trovo cose orribili. Un errore sui giovani animali me lo ritrovo sugli animali in produzione.

Cosa significa allevare la manza? Significa portare a termine la fase di crescita e sviluppo dell'animale, crescita che deve dare il massimo sviluppo muscolare e scheletrico per creare strutture forti e corrette per garantire un animale produttivo e longevo, ma anche condizioni per cui alcuni apparati trovino un corretto sviluppo per garantire quel calendario di crescita che deve definire specifiche fasi particolari momenti per gli aspetti produttivi.

Quando il programma è sviluppato correttamente, ci troviamo con un animale gravido con morfologia adeguata al futuro produttivo che sarà in grado di portare avanti gravidanza, ma anche di accumulare riserve per la prima lattazione. Dal punto di vista nutrizionale, la fase di crescita della manza continua a vedere lo sviluppo dei prestomaci che si consolida fino al primo parto con un rapporto volumetrico tra i prestomaci e lo stomaco vero che ribalta la situazione di partenza.

È molto importante lavorare a una capacità di ingestione, che è la base per un'elevata capacità di produzione. Questo obiettivo non lo ottengo con la massima velocità di crescita perché è molto importante fornire alla giovane bovina una razione bilanciata dove la componente fibrosa deve garantire un lavoro fisico, di ingombro, che agevola l'ottenimento di una capacità di ingestione. Dobbiamo avere un accrescimento medio di 8 etti al giorno, è la migliore media. Ho l'obiettivo di arrivare...

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Scienze agrarie e veterinarie AGR/18 Nutrizione e alimentazione animale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher camilla9843 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecniche di allevamento dei bovini e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Cozzi Giulio.
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