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L'infanzia nella prospettiva sociologica

La sociologia comincia ad occuparsi dell'infanzia quando questa comincia a essere sentita come categoria, cioè come componente permanente e strutturale della società. Gli studi più recenti sono stati caratterizzati in modo determinante dalla convinzione che i bambini siano soggetti a pieno titolo che agiscono e reagiscono, creando così i loro mondi sociali; non sono semplicemente fruitori passivi di ciò che viene proposto loro dagli adulti, ma sono capaci di muoversi e dare un senso alla realtà sociale in cui vivono.

Il riconoscimento dei diritti dei bambini

Si inizia a intuire che i bambini possano diventare oggetto diretto delle pubblicità, costringendo i genitori (gli adulti) a essere fruitori di beni dedicati all'infanzia. I bambini diventano un tramite per scopi economici. Un'importante svolta ci viene poi dal riconoscimento mondiale sui diritti dei bambini (1989). Tutta la seconda metà del secolo scorso è un laboratorio che a livello mondiale coinvolge paesi ricchi e meno ricchi in una consapevolezza circa i bambini e il loro trattamento, delineando quei diritti fondamentali a cui tutti i bambini devono essere sottoposti. Tre grandi mondi: gli esperti, i consumi e la difesa dei diritti. Questi mondi interagiscono tra di loro e la sociologia si rende conto che si può affrontare l'infanzia come una categoria sociale a sé.

Un problema definitorio: infanzia e pubertà

La nostra lingua e la nostra cultura, a differenza di altre (inglese, francese, tedesco), escludono dalla nozione di bambino e di infanzia i preadolescenti e gli adolescenti. In altre lingue i termini "enfant – enfance", "kind-kindheit", "child-childhood" coprono tutta l'area della minore età (Convenzione ONU). L'infanzia è un periodo della vita che al proprio interno è ulteriormente suddivisibile; quando parliamo di infanzia in italiano facciamo riferimento alla prima parte evolutiva, successivamente si definiscono come ragazzi, adolescenti.

Approcci sociologici allo studio dell’infanzia

Modelli presociologici

Il modello di Parsons prevedeva tre fasi di socializzazione: la socializzazione primaria, secondaria e terziaria; oggi questa distinzione ci sembra obsoleta perché questi stadi avvengono spesso in compresenza. Oggi un bambino molto precocemente viene inserito in una realtà educativa anche se i genitori rimangono l'ambiente affettivo rilevante e comunque anche nella scuola di gradi superiori, i genitori sono chiamati in causa in modo attivo nel processo educativo dei figli.

Modelli centrati sulla socializzazione

Al giorno d'oggi, nella società pluralista, le agenzie di socializzazione sono compresenti nella vita di un bambino ma non necessariamente condividono orientamenti, valori, norme e comportamenti, anzi presentano diversità sostanziali e per questo devono collaborare a partire da presupposti diversi. Nelle società precedenti invece, c'era una maggiore equità culturale e dunque era più semplice il processo di socializzazione (tutti gli attori sociali condividevano orientamenti, valori e comportamenti). I modelli centrati sulla socializzazione osservano il bambino come un soggetto che va socializzato, che viene considerato non ancora competente per stare nella società.

Modelli centrati sull’agency (bambini attori sociali)

I modelli basati sull'agency considerano i bambini come attori sociali che modificano i contesti. Ci sono modalità in cui il bambino si relaziona dentro le realtà organizzate (famiglia, scuola...) e molto precocemente non si limita soltanto a seguire ciò che gli adulti dicono ma rielabora ciò che dicono ed è in grado di produrre una conoscenza della realtà che non è solo quella che gli hanno proposto, perché la arricchisce, la modifica, la cambia producendo una nuova osservazione della realtà, modificando anche la visione degli adulti. I bambini sono in grado di trasformare la realtà in modo originale, tanto più se sono messi nelle condizioni di poterlo fare. Questi modelli tentano di rimuovere gli ostacoli che possono non incoraggiare il bambino ad agire, sperimentare e modificare l'osservazione sulla realtà.

Modello relazionale

Prospettiva da affiancare al modello dell'Agency. L'Agency dei bambini non è mai autonoma; i bambini non hanno una piena possibilità di decidere circa la propria vita, sono sotto tutela dei genitori che rispondono per loro (il bambino commette un reato, il genitore viene chiamato in causa). Diventa interessante osservare che l'agency dei bambini è di tipo relazionale; i bambini sono in grado di essere attori sociali se sono in relazioni con adulti che si occupano di loro, altrimenti il rischio è che siano lasciati soli, rischio che è stato indirettamente prodotto dai modelli legati alla convenzione ONU.

Modelli dei diritti (Convenzione ONU)

La convenzione ONU afferma dei diritti che i bambini possono ottenere solo attraverso degli adulti. I bambini sono detentori di diritti insieme ai genitori che gli stanno intorno. Questo aspetto introduce un aspetto importante: i bambini sono sempre figli, sono sempre figli di qualcuno e questo aspetto della figliolanza va tutelato.

L’infanzia come periodo del corso di vita

Questa interpretazione della nascita della prima infanzia come nuovo tipo di infanzia ha origine nell'Inghilterra del XIX secolo e mette in luce come il "tempo dell'infanzia" prenda forma in modo specifico in ogni società, in ogni congiuntura storica.

Limiti dei modelli di socializzazione

  • Deterministico: concentrarsi eccessivamente sugli esiti della socializzazione perdendo di vista la capacità del singolo di partecipare in modo attivo e innovativo al processo.
  • Costruttivista: l'interesse principale continua ad essere il punto di arrivo dello sviluppo, considerando i bambini per quello che ANCORA NON SONO, piuttosto che per quello che sono GIA'."

Critica del concetto di socializzazione (William Corsaro)

L'approccio basato sulla socializzazione assume erroneamente che:

  • Il bambino sia solo ricettivo (e non attivo);
  • La socializzazione sia un processo individuale (e non sociale);
  • Sminuisce l'importanza della cultura dei pari (peer culture);
  • Vede il bambino come funzionale al suo futuro (e non alla sua infanzia).

La socializzazione non è solo adattamento e interiorizzazione ma anche appropriamento, libera interpretazione e riproduzione. I bambini sentono, interiorizzano alcune cose e le confrontano con quel che vedono dai loro compagni e reciprocamente i compagni agiscono in relazione a ciò che hanno sentito dagli adulti di riferimento e dai loro pari. In questa relazione, il bambino si appropria dei contenuti, li interpreta e li riproduce.

L’Agency

Questo processo permette ai bambini di portare cambiamenti alla struttura sociale, incidendo sulle relazioni, sulle decisioni e sull'assetto sociale nel suo complesso. Questo è possibile se gli adulti si mettono in una posizione di attenzione osservativa circa il comportamento dei bambini. L'agency dei bambini è una delle principali acquisizioni della teorizzazione dell'infanzia contenuta nel nuovo paradigma. Ha origine negli anni Settanta quando bambini cominciano a essere visti come attori che hanno il diritto di essere considerati per quello che sono... ossia attori sociali dotati di agency… ai quali occorre riconoscere competenze e capacità di agire creativamente e di apportare cambiamenti alla società (struttura sociale).

La riproduzione interpretativa

I bambini si appropriano della cultura sociale in modo da rispondere alle problematiche delle loro vite in modo innovativo e creativo. Così riproducono il mondo degli adulti attivamente e non lo interiorizzano. Riproduzione interpretativa, che avviene nell’interazione sociale con adulti e pari. Sono parte allo stesso tempo di due culture: quella degli adulti e quella dei pari.

La riproduzione interpretativa prevede tre tipi di azioni collettive:

  • Appropriazione creativa di informazioni e conoscenze provenienti dal mondo adulto da parte dei bambini;
  • Produzione e partecipazione dei bambini ad una serie di culture dei pari;
  • Riproduzione e estensione della cultura adulta attraverso il contributo dei bambini.

Si sviluppano in sequenza e in integrazione. In questo senso i bambini sono attori sociali, svolgono un'azione di Agency contribuendo in modo significativo allo sviluppo del mondo e al suo cambiamento.

Bambini come figli al centro di una trama di relazioni

Se proviamo a identificare i bambini come figli al centro di una trama di relazioni, possiamo rileggere i contributi di carattere teorico che si sono affermati nel corso del tempo, secondo una cornice più adeguata e più coerente. L'immagine dei bambini con diritti perde di vista le relazioni con le famiglie; pensarli invece come figli significa pensarli dentro una relazione significativa con i genitori, i nonni, i bisnonni, gli zii... ma anche in relazione con il contesto sociale che offre spazi, luoghi e modi affini alla socializzazione e all'integrazione sociale; si deduce allora come il riferimento alla propria rete di appartenenza è fondamentale per i bambini.

La percezione dell'essere dei diritti dei bambini passa anche attraverso il clima sociale che si vive in un determinato contesto e la collocazione che il bambino ha all'interno della famiglia; essere primogenito, fratello minore o maggiore... sono tutte condizioni che modificano la percezione dell'infanzia che ciascuno vive. Le caratteristiche del contesto familiare, sociale e culturale influenzano le esperienze infantili. L'infanzia diventa un fenomeno sociale importante ma che riguarda una fetta sempre più piccola di popolazione (più anziani che bambini) anche perché questi bambini è vero che sono pochi ma la qualità di crescita, delle pratiche è di maggior qualità. Altre caratteristiche che influenzano l'infanzia e che derivano dal numero decrescente di nascite è il fatto di avere meno coetanei, pochi compagni e quindi meno esperienze relazionali... o ancora instabilità coniugale, separazioni e divorzi (numero sempre più elevato di minori) portano con sé fenomeni che hanno conseguenze sull'infanzia (instabilità del luogo in cui si vive), avere a che fare con contesti diversi, relazioni diverse; inoltre la frammentazione genitoriale induce i più giovani ad una precoce adultizzazione e una difficoltà di accedere alle generazioni ascendenti, ai nonni.

Un'altra condizione che riguarda un numero sempre maggiore di bambini è quella delle famiglie ricostituite (portarsi dietro un figlio avuto da precedenti unioni), si trovano ad abitare sotto lo stesso tetto bambini che hanno genitori diversi, i nuovi coniugi possono essere una risorsa certamente per il bambino ma a patto che il papà biologico o la mamma biologica del bambino rimanga nel suo ruolo di genitore. Altro elemento che differenzia l'infanzia oggi, è avere due genitori con origini culturali e geografiche diverse, questa può essere una grande ricchezza in termini di cultura (più lingue, visione più ampia...) ma dietro questi aspetti di ricchezza, c'è sempre uno sperimentare la propria esperienza di vita infantile divisa tra due mondi, dove c'è una richiesta di essere adeguati dentro e fuori dalla famiglia in modo differente.

Un altro problema dell'infanzia straniera è l'emarginazione perché gli altri coetanei percepiscono la diversità e la maltrattano. Questo problema riguarda non solo l'essere straniero ma tutte quelle situazioni problematiche in cui alcuni bambini diventano carnefici, vittime. È importante essere attenti ad alcuni aspetti, poiché questi episodi di bullismo non avvengono in presenza degli adulti o degli educatori... e perciò è necessaria una sensibilità attenta ad alcuni comportamenti o atteggiamenti. Non pretendere subito dopo un litigio, andare più a fondo, piuttosto cercare di far smettere il litigio, capirne le ragioni. Il ruolo che i bambini hanno di essere protagonisti non può essere stratto, non possiamo pensare i bambini come monadi in grado di gestire la scena; ciascuno di loro si porta dietro un contesto di appartenenza che può contenere aspetti di vantaggio, di svantaggio... i bambini sono capaci di prendere il meglio che ci può essere se gli diamo l'opportunità perché sono dei grandi esperti di relazioni, sono particolarmente abili nelle relazioni con gli altri, agiscono in maniera positiva in particolare con i coetanei, ma con chiunque si metta in relazione positivamente con loro. Il bambino è un esperto nella trama di relazioni e da tutte le relazioni che intercettano in modo precoce, portano a casa qualcosa di buono. La trama di relazioni oggi è una trama che può essere particolarmente ricca e che è quindi importante da sostenere attraverso la legislazione.

La figura dei nonni è una figura importante non solo quando fanno le veci dei genitori in termini di assistenza e cura ma in quanto relazione affettuosa diversa dai genitori; grazie ai nonni, le competenze relazionali dei bambini si affinano, i nonni possono essere più consentivi rispetto ai genitori e possono raccontare una storia passata (sia a parole, sia evocandola nel modo di vivere).

Il tema della socializzazione all’infanzia

Accennando a nuove teorizzazioni della nuova sociologia dell'infanzia, la socializzazione è un processo che avviene dalla nascita fino alla fine della vita oggi. In passato si riteneva che fosse un processo che riguardasse l'età evolutiva, vista come se finiva con l'ingresso all'età adulta. Oggi, questo inserimento nella vita sociale è messo in discussione e alla prova in quanto la società è in trasformazione rapidissima. Oggi il processo di socializzazione è un processo che accompagna tutto il corso di vita. È un processo che è finalizzato all'inserimento nella vita sociale, comporta livelli differenti di capacità di stare bene, fanno riferimento a dimensioni di carattere rituale, riti non quelli religiosi ma quelli per cui si veste, viene accompagnato, ecc... Giornata scandita da momenti che acquistano, hanno caratteristiche di ripetizione che ha parte funzionale e di rassicurazione: ciascuno di noi tende a perpetuare riti appresi nella fase vitale via via fino a quando è autonomo e più grande.

Queste ritualità sono condizionate dal contesto sociale e cambiano, possono essere: contesti lontani e non: stili specifici di ogni famiglia. La socializzazione = interiorizzazione di queste pratiche che sono l'aspetto più evidente quando incontriamo qualcuno che ha pratiche diverse, concrete, tempi, modi, ecc. Pratiche, comportamenti, che stanno collegati ma non solo (comportamento = come si sta seduti in banco scuola, contesto ricreativo, come ci si comporta quando incontriamo qualcuno che non conosciamo = sono comportamenti sociali: modi di comportarsi che riteniamo giusti ma se vivessimo in un'altra società apprenderemmo modi diversi, ma anche variabilità di questi modi è un apprendimento culturale: siamo socializzati in culture rigide, ripetitive, tradizionali o in cui sono fluide (liquide), c'è differenza se sei socializzato in un contesto piuttosto che in un altro. Il processo di socializzazione deve fornire capacità di adattamento a situazioni e imitare ciò che sta fuori. In una società liquida in trasformazione non disorientarmi ma tollerare sorta di disordine, vengono privilegiati comportamenti creativi e non come quelli che fanno tutti.

Comportamenti, pratiche, regole: altro contenuto della socializzazione sono le regole ossia ciò che devo imparare a rispettare a fare e tutte quelle regole non scritte, quindi non regole sanzionate da sistema pubblico, ma quelle micro-regole che governano la vita di ciascuno che sono molto specifiche dei contesti sociali e specifiche della stratificazione sociale, cioè dove sto vivendo in classe sociale medio bassa, di ceto medio o molto elevata? Sono legate a reddito o ad accesso di beni e servizi. Valori di riferimento, la socializzazione: processo porta a interiorizzazione di valori, rispetto all'altro, valore della riconoscenza dire grazie, prego, per favore, valore del rispetto delle differenze. Far capire che bisogna comportarsi verso l'altro in certo modo: rispetto dell'altro e delle differenze e motivare al perché, perché si deve fare così piuttosto che in altro modo: ambiti di riferimento, della socializzazione.

Ambiti in cui soggetti sono guidati in modo intenzionale

  • Famiglia: luogo in cui si realizza la socio educazione
  • Scuola/formazione
  • Nuovi media
  • Gruppo dei pari
  • Ambiti associativi/tempo libero
  • Contesto lavorativo

Sono le principali agenzie di socializzazione, agenzia legata a media es. può essere disarticolata al suo interno perché troviamo ciò che è libero e gira in rete vuol dire ottenere da rete ciò che fa parte di comportamenti, rituali, valori, e trovare realtà precostituite, attività, formazione, aggiornamento, svago, tempo libero: elementi che combinano offerte libere es. playlist di musica che gli piace e podcast in cui viene informato di cosa succede adesso. I modelli nascono all'interno dei paradigmi sociologici e ci aiutano a comprendere a che tipo di modelli possono sottostare? Come modelli più tradizionali che afferiscono al secolo scorso: integrazionista e conflittualista, due modelli del '900, hanno elementi in comune, denominati modelli.

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher NENE_99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della famiglia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Bramante Riccardo.
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