SISTEMI DISPERSI “dispersioni colloidi”
I o sono costituite da 2 fasi non
una delle due fasi finemente dispersa nell’altra
miscibili tra loro e ; in particolare si ha:
disperdente
Una fase (o esterna o continua)
dispersa
Una fase (o interna o discontinua)
L’intervallo dimensionale va da 1 a 500 nm (dimensioni sub-micrometriche) e si ha
che: Sotto al nm si chiamano DISPERSIONI MOLECOLARI.
Dimensioni micrometriche: DISPERSIONI GROSSOLANE
visibili
(particelle disperse
ad occhio nudo microscopio ottico)
o al
A seconda della fase dispersa e disperdente possiamo avere diversi sistemi dispersi:
gas
Se la fase disperdente è un e la fase dispersa è:
(o nebbia): liquido disperso finemente in
- liquida si parla di AEROSOL LIQUIDO
un gas
- un gas si parla di AEROSOL SOLIDO (o fumi)
fase liquida
Se la fase disperdente è una e la fase dispersa è:
- Un gas si parla di SCHIUMA
- Un liquido immiscibile con il 1° si parla di EMULSIONE
(insolubile nel liquido)
- Un solido si parla di SOSPENSIONE
solido
Se la fase disperdente è un e la fase dispersa è:
- Un gas si parla di SCHIUME SOLIDE
- Un liquido si parla di EMULSIONE SOLIDA
- Un solido si parla di SOSPENSIONE SOLIDA
Le particelle di dimensioni colloidali presentano un’elevata ASS a cui si devono molte
proprietà come anche il fenomeno dell’adsorbimento per cui una sostanza si accumula
sulla superficie di un liquido o di un solido con il quale è a contatto e la zona di
contatto tra le fase è chiamata interfaccia.
1. EMULSIONI
L’emulsione è un sistema disperso costituita da 2 fasi liquide non miscibili tra loro di
cui una è finemente dispersa nell’altra. Le due fasi sono una polare ed una apolare e
nel caso delle forme farmaceutiche la fase polare è sempre l’acqua. Possiamo avere
emulsioni:
OLIO IN ACQUA (O/A): olio disperso nell’acqua. Es: il latte ove la parte grassa del
latte è dispersa nell’acqua
ACQUA IN OLIO (A/O): l’H O dispersa nell’ olio.
Es: burro ove la frazione acquosa
2
del latte è dispersa nella matrice grassa
I test che si eseguono per valutare se si tratti di un emulsione O/A o A/O sono :
1. Il “METODO DI DILUIZIONE DELLA GOCCIA ”: se un’ emulsione si diluisce per
aggiunta di acqua vuol dire che la fase esterna è affine all’acqua (fase esterna simile
e quindi si tratta di un’ emulsione O/A; al contrario non
a quella che si è aggiunto)
succede nulla e quindi la fase interna dell’emulsione è l’acqua.
2. Il “TEST DELLA CONDUCIBILITA’ ELETTRICA”: la fase acquosa ha una
conducibilità elettrica maggiore rispetto alla fase oleosa; perciò un’emulsione O/A
(acqua è la fase esterna) avrà una conducibilità elettrica maggiore di quella A/O
3. L“AGGIUNTA DI SOSTANZE COLORATE O FLUORESCENTI”: se si aggiunge un
colorante idrofilo ad un’emulsione e si ha la distribuzione omogenea del colorante
all’interno dell’emulsione allora la fase esterna è l’acqua perché il colorante si è
solubilizzato nella fase esterna; viceversa se aggiungiamo un colorante lipofilo e si
vedono delle macchie di colore si ha che la fase interna è l’olio.
In base alle dimensioni delle goccioline di fase dispersa, possiamo distinguere le
emulsioni in: Macro-emulsioni, Mini-emulsioni (la maggior parte), micro-emulsioni e
nano-emulsioni INSTABILITA’ FISICA
Le emulsioni hanno la caratteristica di essere SISTEMI TERMODINAMICAMENTE
INSTABILI perché è ELEVATO CONTRIBUITO DELLA TENSIONE INTERFACCIALE e
quindi è elevato il contributo legato all’energia libera di superficie (energia necessaria
2
ad incrementare la superficie di 1 m ), in particolare la riduzione delle dimensioni delle
particelle produce un aumento dell’AS e quindi un aumento dell’energia libera di
superficie che tende a rendere il sistema termodinamicamente instabile. Le particelle
tenderanno ad aggregarsi per diminuire l’ASS e quindi diminuire l’energia libera di
E=ls A ls
superfice. Secondo la relazione (ove è la tensione interfacciale tra il
mezzo liquido e le particelle solide). Affinché il contributo energetico si abbassi,
S
mantenendo invariato (incremento della superficie), bisogna abbassare la
tensione interfacciale olio acqua e per fare ciò aggiungiamo i tensioattivi
Un altro parametro che contribuisce all’instabilità fisica delle emulsioni è la VELOCITA’
DI SEDIMENTAZIONE, ovvero la velocità con cui si muovono le gocce di fase dispersa
all’interno della fase disperdente, ed è descritta dalla LEGGE DI STOCKES:
La velocità di sedimentazione è
direttamente proporzionale: al diametro delle particelle (goccioline di
fase dispersa), all’accelerazione di gravità , alla differenza di densità tra
la fase interna e quella esterna
inversamente proporzionale alla viscosità della fase disperdente
(esterna) ovvero del mezzo disperdente
Per effetto della tendenza a sedimentare o ad affiorare, si possono avere i fenomeni di:
SEDIMENTAZIONE: deposizione delle goccioline di fase dispesa sul fondo
dell’emulsione. Avviene quando la densità della fase interna è > di quella esterna
le goccioline disperse sedimentano sul fondo dell’emulsione e si parla di velocità di
sedimentazione
CREAMING: affioramento delle goccioline di fase dispersa sulla superficie
dell’emulsione. Avviene quando la densità della fase interna è inferiore a quella
della fase esterna. In tal caso invece che di velocità di sedimentazione si parla di
velocità di affioramento
FLOCCULAZIONE (o aggregazione): le goccioline di fase dispersa si avvicinano tra
loro formando goccioline di dimensioni maggiori (flocculi) tenuti insieme da deboli
forze attrattive
fenomeni reversibili
Sono tutti e tre poiché agitando l’emulsione, ovvero fornendo di
nuovo energia, possiamo tornare alla condizione iniziale, ovvero di dispersione
omogenea di una fase nell’altra.
La COALESCENZA è un fenomeno irreversibile (non si torna alla condizione iniziale
per semplice agitazione) ed è il momento che precede la rottura dell’emulsione
( ovvero la separazione della fase dispersa dalla disperdente) dovuto al fatto che le
goccioline di fase dispersa si uniscono tra di loro formando degli aggregati di
dimensioni sempre maggiori con conseguente aumento delle forze di interinazioni che
le tengono insieme.
Per diminuire l’instabilità dell’emulsione si possono aggiungere sostanze che
aumentano la viscosità, in maniera tale da ridurre la velocità di sedimentazione e
rallentare il movimento delle goccioline di fase dispersa ovvero diminuire la possibilità
che si uniscano tra loro e si separino dalla fase disperdente; perciò nelle emulsioni si
aggiungono degli agenti ispessenti (o viscosizzanti) che nell’emulsione :
O/A sono dei colloidi idrofili: es: gomme (aumentano la viscosità della fase
acquosa)
A/O si aggiunge la vaselina filante: aumenta a viscosità della fase oleosa.
I criteri che fanno formare un tipo di emulsione (O/A o A/O) piuttosto che un’altra sono
tre:
Il CRITERIO DEL VOLUME DI FASE: la fase presente con volume maggiore
1. diventa la fase esterna dell’emulsione.
Il CRITERIO DELLA VISCOSITA’ DI FASE: la fase con viscosità maggiore diventa
2. la fase esterna dell’emulsion
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