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Se l'acqua non fa niente, si idrata e basta. Al3+ inizia ha una carica abbastanza elevata; più alta è la carica e più il catione si comporta da acido, più il pH della soluzione sarà acido.

Al2O3 è il triossido di alluminio. È un composto ionico formato da ioni Al3+ e O2-. Sia Al3+ che O2- sono acidi e non composti forti. Quindi disciolti, considerando la Ka e Kb, però questo ossido non è solubile in acqua, quindi il pH della soluzione non varia.

TITOLAZIONE

È un metodo mediante il quale si può determinare la quantità (incognita) di un acido (o di una base) presente in una soluzione aggiungendo una quantità equivalente di una base (o di un acido) a concentrazione nota (o titolo noto). La sostanza incognita è detta analita mentre quella a concentrazione nota è detto titolante.

Si può titolare una base con un acido e viceversa.

Una titolazione acido-base consiste nell’aggiungere progressivamente piccole quantità di un volume noto di una soluzione di una base o di un acido ad una soluzione e nel misurare il pH della soluzione dopo ogni aggiunta.

PUNTO EQUIVALENTE: È quel punto della titolazione in cui sono stati aggiunti un numero di moli di base (acido) pari al numero di moli di acido (base). Quindi il numero di equivalenti (Na·Va) dell’acido è uguale al numero di equivalenti di moli (Nb·Vb) della base. Il numero di moli infatti è uguale alla molarità o normalità per il volume.

Il punto equivalente è il più importante della titolazione ed è quello che permette di risalire, nota la concentrazione del titolante, a quella sconosciuta dell’analita. Nella titolazione acido-base, il punto equivalente, corrisponde al pH del punto equivalente, che varia a seconda della forza dell’acido e della base da titolare.

Il cloro non fa niente, si idrata e basta. Al3+ invece ha una carica elevata e

ze elevato; più alta è la carica e più il catione si comporta da acido, più

di la soluzione sarà acida.

Al2O3 è il triossido d'alluminio. É un composto ionico formato da

ioni Al+3 e O-2. sia Al+3 che O-2 sono acidi e leoni composti forti, quindi

inizialmente comportano le Ka e Kp Però questo ossido non è solubile in

acqua, quindi il pH della soluzione non varia.

TITOLAZIONE

È un metodo mediante il quale si può determinare la quantità (incogni

ta) di un acido (o di una base) presente in una soluzione AGGIUNGEN

DO una quantità equivalente di una base (o di un acido) a concen c

trizione nota (o titolo noto); questarno incognita è detto analita men

tre quello a concentrazione nota è detto titolante

tte vogli titolare una base usi un acido e viceversa.

Una titolazione acido-base consiste nell’aggiungere progressivamente pic

ole quantità di un volume noto di una soluzione di una base o di un a

cido, ad una soluziona e nel misurare il pH della soluzione dopo ogni

aggiunta.

PUNTO EQUIVALENTE

è que punto della titolazione in cui sono stati ag-

giunti un numero di moli di base (acidò) pari al numero di moli di

acido (o base). Quindi il numero di equivalenti (NA·VA) dell’acido è ugua

le al numero di equivalenti o moli (NB·VB) della base. Il numero di

moli infatti è uguale alla molarità or normalità per il volume.

Il punto equivalente è il più importante della titolazione ed è quel

lo che li permette di risolvere nota la concentrazione del titolante, a quella

sconosciuta dell’analita. Nella titolazione acido-base, il punto equivalente

corrisponde al pH del punto equivalente, le varia a seconda della forza

dell’acido e della base di a titola.

Come trovare la normalità:

  • HCl 1M, ovvero prendo 1 mole di HCl e la sciolgo in 1L di soluzione (che normalità ha la soluzione? cioè, quanto moli di H+ ci sono?
  • 1N perché faccio cloridrico che è un acido monoprotico, la molarità coincide con la normalità
  • H2SO4 1M, se voglio la normalità devo fare 2 per molarità quindi 1M = 2N perché ci sono 2H+
  • H3PO4 1M, la sua normalità è 3, 1M=3N. Quindi:

N = M . n° di protoni dissociati

Se pH al punto equivalente così:

  • se l'acido e la base sono forti il punto equivalente ha pH 7
  • se l'acido è debole e la base è forte il pH sarà maggiore di 7 perché sarà quello della base forte
  • se invece la titolazione avviene tra una base debole e un acido forte, il pH sarà <7 perché sarà quello dell'acido forte

Quindi la titolazione dovrà essere interrotta quando gli ioni OH sono uguali agli ioni H+.

È possibile costruire un grafico dove si impone riportati il pH e l'aggiunta del volume. Si ottiene così una curva detta di titolazione. Si possono osservare tre zone di differenza per la pendenza della curva. Nella prima zona il pH varia lentamente all'aggiunta della base. Questa è infatti la zona tampone. Nella seconda zona la curva ha una pendenza elevatissima perché c'è la zona del salto del pH. Nella terza zona c'è di nuovo un effetto tampone dovuto alla coppia coniugata acido-base H2O/OH.

Il punto in cui la curva ha valore massimo = il punto equivalente. Quindi possiamo dire di piccole variazioni di volume in cui si era in effetto tampone, il pH varia poco, ma non appena questo effetto tampone, c'è una grande variazione del pH è questo avviene intorno al punto equivalente.

SISTEMI DISPERSI

Le dispersioni sono sistemi intermedi fra le soluzioni (omogenee) e le sospensioni (eterogenee). Nella dispersione le particelle hanno dimensioni dell’ordine 1-100 nm. La fase disperdente (solvente) e dispersa (soluto) possono essere gassosa, liquida e solida. Una volta venivano chiamate dispersioni colloidali, e in questa categoria rientravano le nanoparticelle. Le troviamo quindi in una situazione intermedia tra le soluzioni e le sospensioni. Alcune dispersioni sono:

FASE DISPERDENTEFASE DISPERSADESCRIZIONEESEMPIGASSOSALIQUIDANEBBIENEBBIAGASSOSASOLIDAAEROSOLFUMO SIGARETTALIQUIDAGASSOSASCHIUMESCHIUMA SAPONELIQUIDALIQUIDAEMULSIONILATTE, LATTICELIQUIDASOLIDASOLUZIONI COLLOIDALIGELATINE, AGAR-AGARSOLIDAGASSOSASCHIUME SOLIDEPIETRA POMICESOLIDASOLIDASOL SOLIDIVETRO COLORATO

La nebbia è una classica dispersione, infatti è formata da piccole gocce di acqua che si disperdono nell'aria. Le particelle incombuste, come il carbonio, fluttuano nell’aria e formano gli aerosol. Se latte non è una soluzione, perché in realtà c’è una dispersione disomogenea nel gruppo delle emulsioni colloidali: stanno le nanoparticelle. Vetro colorato: vetro si mescolano con il settore dei pigmenti degli ossidi metallici.

TENSIOATTIVI: gli tensioattivi rappresentano i saponi. Un sapone è fatto in questo modo: È una molecola lunga e lineare. Ha un residuo estremato.

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Scienze chimiche CHIM/03 Chimica generale e inorganica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eli_marini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Chimica generale e inorganica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Micheloni Mauro.
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