Servizio sociale e politiche sociali
Dettagli del corso
Martedì 7 febbraio 2023 - Prof.ssa Maria Patrizia Favali - Codice classroom: hy4uzrz - Esame orale
Contenuto del corso
- Il rapporto tra la professione e le politiche sociali
- Nascita, sviluppo e crisi dei welfare states europei
- I diversi modelli di welfare
- Politiche socio-assistenziali e servizi sociali
- Il welfare italiano: modifica della Costituzione e ruolo delle Regioni
- L'Europa e il coordinamento delle politiche sociali
- Approfondimento di tematiche specifiche
- Le teorie di giustizia sociale e l'approccio delle capacità
- Il capitale sociale
- L'influenza degli assistenti sociali sulle politiche sociali
- La discrezionalità degli operatori sociali
- L'assistente sociale: sperimentazione e importanza della ricerca
Testi d'esame obbligatori
- M. Ferrera, a cura (2019 – Terza edizione), Le politiche sociali, Il Mulino, Bologna, II edizione, capitolo I e V. [12 pagine]
- M. Nussbaum (2012), Creare capacità, Il Mulino, Bologna, escluso cap. IV, VI, VII
- C. Saraceno, Il welfare, Il Mulino, Bologna, 2021 [26 pagine]
Testo a scelta tra i seguenti
- C. Gori (2020) Combattere la povertà, Laterza, Bari
- M. Sanfelici et al, Il Servizio Sociale nell'emergenza Covid-19, Franco Angeli, Milano CAP I, II, III, IV e 2 capitoli a scelta tra V, VI, VII, VIII, IX
- A. Rosina (2021) Crisi demografica politiche per un paese che ha smesso di crescere, Vita e pensiero, Milano
- C. Gori (a cura di) (2022) Le politiche del welfare sociale, Mondatori, Milano, alcuni capitoli
- U. Carlone (2021) Diritti sociali europei. Un nuovo welfare per l’UE, Morlacchi editore, Perugia
- C. Giorgi (a cura di) (2022) Welfare. Attualità e prospettive, Carocci, Roma, cap. 4, 6, 10, 14, 15, 16, 17
Articolo a scelta tra i seguenti
- M. Accorinti e E. Spinelli, L'attività degli operatori sociali tra aiuto e controllo nel quadro del nuovo sistema di accoglienza, la Rivista delle Politiche Sociali / Italian Journal of Social Policy, 2/2019
- E. Barberis, R. Paraciani, T. Saruis, Nota introduttiva al focus, Politiche Sociali (ISSN 2284-2098) Fascicolo 3, settembre-dicembre 2019
- R. Guidi R., Oltre l’implementazione. L’agire politico dei social workers in Italia e Spagna in tempi di crisi, Politiche Sociali (ISSN 2284-2098) Fascicolo 2, maggio-agosto 2020
- D. Leonardi, Etichettare, valutare, scegliere. Spazi discrezionali in un disegno di intervento istituzionale, Autonomie locali e servizi sociali (ISSN 0392-2278) Fascicolo 2, agosto 2019
- M. Naldini, Gli insegnamenti dell’emergenza. Ripensare i tempi del lavoro e della cura, fuori e dentro la famiglia, il Mulino (ISSN 0027-3120) Fascicolo 1, gennaio-marzo 2021
- F. Piselli, Capitale sociale e società civile nei nuovi modelli di governance locale, Stato e mercato (ISSN 0392-9701) Fascicolo 3, dicembre 2005
- F. Viganò, C. Lallo, Il paradosso del non uso delle misure di conciliazione famiglia-lavoro. Uno studio empirico italiano, Polis (ISSN 1120-9488) Fascicolo 2, agosto 2020
I capisaldi
I riconoscimenti ufficiali della professione di assistente sociale: La prima definizione ufficiale dell’assistente sociale viene fatta nel 1982 dal Ministero dell’Interno e viene da una Commissione di studio dei profili degli operatori sociali.
- DPR 14/87 - Valore abilitante del diploma di assistente sociale, mette ordine nel sistema di formazione
- Legge 84/93 Ordinamento della professione e Istituzione dell’albo professionale
- DPR 328/2001 → definisce le attività dell’assistente sociale di sezione A e di sezione B
Avere una professione regolamentata perché si lavora con le persone, è a difesa del cittadino. Il D.P.R. 328/01 disciplina le cosiddette professioni ordinate.
Professione di assistente sociale
Al CAPO IV tratta della professione di ASSISTENTE SOCIALE:
- Sez. A) assistente sociale specialista;
- Sez. B) assistente sociale
Alcune delle attività professionali dell’assistente sociale specialista riguardano le politiche sociali, ovvero il campo delle politiche e dei servizi sociali:
- Elaborazione e direzione di programmi
- Pianificazione, organizzazione
- Direzione di servizi che gestiscono interventi complessi
- Analisi e valutazione della qualità degli interventi
Art. 21 del DPR 328/01
- Attività, con autonomia tecnico-professionale e di giudizio, in tutte le fasi dell'intervento sociale per la prevenzione, il sostegno e il recupero di persone, famiglie, gruppi e comunità in situazioni di bisogno e di disagio, anche promuovendo e gestendo la collaborazione con organizzazioni di volontariato e del terzo settore
- Attività di informazione e comunicazione nei servizi sociali e sui diritti degli utenti
- Attività didattico formativa connessa al servizio sociale e supervisione del tirocinio di studenti dei corsi di laurea della classe 6 - Scienze del servizio sociale
- Compiti di gestione, di collaborazione all'organizzazione e alla programmazione; coordinamento e direzione di interventi specifici nel campo delle politiche e dei servizi sociali
- Attività di raccolta ed elaborazione di dati sociali e psicosociali ai fini di ricerca
Il codice deontologico (2020)
Titolo V: Responsabilità dell’assistente sociale nei confronti della società
- L’assistente sociale contribuisce a promuovere, sviluppare e sostenere politiche sociali integrate, finalizzate al miglioramento del benessere sociale e della qualità di vita dei membri delle comunità, con particolare riferimento a coloro che sono maggiormente esposti a situazioni di fragilità, vulnerabilità o a rischio di emarginazione, tenuto conto del livello di responsabilità che egli ricopre e in funzione degli effetti che la propria attività può produrre.
- L’assistente sociale non può prescindere da una approfondita conoscenza della realtà territoriale in cui opera e da una adeguata considerazione del contesto storico e culturale e dei relativi valori. Ricerca la collaborazione dei soggetti attivi in campo sociale, socio-sanitario e sanitario per obiettivi e azioni comuni che rispondano in maniera integrata ai bisogni della comunità, orientando il lavoro a pratiche riflessive e sussidiarie.
- L’assistente sociale mette a disposizione delle autorità competenti la propria professionalità per programmi e interventi diretti al superamento dello stato di crisi in caso di catastrofi o di maxi emergenze. Nei diversi ambiti in cui opera, o come volontario adeguatamente formato all’interno delle organizzazioni di Protezione Civile, il professionista contribuisce al supporto di persone e comunità e al ripristino delle condizioni di normalità.
Lo stato moderno e la rivoluzione industriale
Lo stato moderno e la rivoluzione industriale accompagnano la nascita del welfare state e la conseguente concezione dell’uomo portatore di diritti verso la società. Il servizio sociale si professionalizza in questo momento con l’avvento delle società capitaliste. Si professionalizza su due aspetti: la protezione dei soggetti più deboli e la tutela della stabilità sociale. Studio dei fenomeni sociali → si attribuiscono i problemi alla società e non al singolo individuo.
Le politiche sociali
Le politiche pubbliche sono lo studio delle azioni dei diversi sistemi politici (in particolare i Governi) per risolvere problemi di rilevanza collettiva. Le politiche sociali, un sotto-insieme di politiche pubbliche, sono lo studio di come risolvere problemi e obiettivi di natura “sociale”, che hanno a che fare con il benessere dei cittadini. Le politiche sociali possono consistere in trasferimenti di reddito (come Italia) oppure di beni. Lo studio della politica sociale è lo studio “di ciò che lo Stato fa per il benessere dei cittadini” (M. Hill). Le politiche sociali incidono su tutti i gruppi della società. Le politiche sociali riguardano le condizioni di vita degli individui, risorse e opportunità a disposizione nelle varie fasi della loro esistenza, benessere. Le politiche sociali riguardano la distribuzione di risorse e opportunità, considerate meritevoli di essere “garantite”. Lo Stato influisce sulle condizioni di vita dei cittadini, disciplinando anche l’operato di soggetti non pubblici. Definiscono la protezione contro rischi e bisogni, ritenuti importanti in una determinata società.
Bisogno: carenza, un bene mancante (bisogno sanitario – deficit di salute – assistenza medica)
Rischio: esposizione ad eventualità che possono produrre bisogni
Secondo Ferrera, le politiche sociali più importanti → che promuovono lo sviluppo sociale:
- Le politiche pensionistiche: i rischi di vecchiaia, invalidità o perdita del coniuge; bisogno di sicurezza economica
- Le politiche sanitarie: i rischi di malattie; i bisogni sanitari ad esse connessi
- Le politiche del lavoro: i rischi di disoccupazione; i bisogni di sostentamento economico
- Le politiche di assistenza sociale: un ventaglio più sfumato di rischi e bisogni; promuovono l'inclusione sociale
Ci sono anche:
- Politiche per le famiglie (bisogni di cura in età anziana: diritto a ricevere e dare cura; diritto al tempo di cura: i congedi di maternità e genitoriali; politiche di conciliazione di responsabilità familiari e lavorative)
- Politiche della casa
- Politiche di sostegno al reddito
- Diritto all’istruzione e politiche educative
- Politiche ambientali (per il loro impatto sulla qualità della vita)
- Politiche fiscali (per il loro impatto redistributivo)
Il welfare
Il welfare state è un insieme di interventi pubblici connessi al processo di “modernizzazione, i quali forniscono protezione contro rischi e bisogni prestabiliti sotto forma di assistenza, assicurazione e sicurezza sociale, introducendo fra l'altro specifici diritti sociali nel caso di eventi prestabiliti nonché specifici doveri di contribuzione finanziaria” (Ferrera). Il welfare nasce storicamente con la regolazione dei rapporti lavorativi nell’industria. Secondo alcuni è la conseguenza logica dell’industrializzazione nei sistemi capitalistici democratici.
Altre fonti di benessere e regolazione dei processi produttivi e redistributivi delle risorse che interagiscono con lo Stato sono: la famiglia, le associazioni, il mercato. In questo caso si parla di sistema di welfare → diamante del welfare. I bordi del diamante (Stato, Famiglia, Mercato e Associazioni intermedie che confluiscono nel benessere) rappresentano i confini territoriali del sistema di welfare di un dato Paese e sono filtro per i non cittadini.
Per i Paesi UE vige libertà di movimento nei Paesi membri: si ha accesso alla protezione sociale. Per i cittadini extra UE sono i Governi nazionali a decidere chi può accedere, cioè chi ha diritto ai diritti. I Paesi dell'area OCSE (57 Stati del Nord America, dell’Europa e dell’Asia) trovano nelle politiche sociali dirette e indirette un'ancora che rende le condizioni di vita più stabili, prevedibili, sicure.
La definizione è basata sui seguenti elementi:
- Carattere storicamente dinamico: politiche poggiate sull'autorità dello Stato e legate a dinamiche storiche (il processo di modernizzazione) che configurano rischi e bisogni che necessitano di sempre nuove distribuzioni di risorse e opportunità
- Tre modalità idealtipiche di fornire protezione: assistenza - assicurazione - sicurezza sociale
- Diritti sociali e doveri di contribuzione economica
Tre modalità idealtipiche di fornire protezione
- Assicurazione sociale: intervento che si basa sull’erogazione di prestazioni semi-standardizzate in forma automatica e imparziale, sulla base di diritti/doveri individuali, secondo modalità istituzionali centralizzate – come il pagamento di contributi
- Sicurezza sociale: schema di protezione caratterizzato da copertura universale e prestazioni uguali per tutti
- Assistenza (pubblica o sociale): interventi volti a rispondere in modo mirato a specifici bisogni individuali, con accertamento della condizione di bisogno e dell’assenza di risorse → forma selettiva e residuale
Le politiche sociali definiscono norme, standard e regole, incorporate nella nozione di cittadinanza sociale (Marshall, 1950).
Diritti / Doveri
I diritti sono esigibili. Considerato “orizzontalmente”, il cittadino è membro di una comunità (dalla quale sono esclusi gli stranieri) ed è beneficiario di uno status che comporta sia diritti che doveri:
- Doveri, quali prestazioni patrimoniali o personali
- Diritti politici, civili e sociali
→ Diritti sociali e doveri di contribuzione economica
- Diritti politici (diritto di voto, ecc)
- Diritti civili (l’abolizione delle discriminazioni formali)
- Diritti sociali: diritto a risorse, ad esempio le pensioni oppure diritto ad opportunità, ad esempio l’accesso alla scuola pubblica
Elementi su cui si basa la definizione di welfare state
| Assistenza sociale | Assicurazione sociale | Sicurezza sociale |
|---|---|---|
| Copertura Universale | Occupazionale | Universale |
| Condizioni di accesso Stato di bisogno | Storia contributiva | Cittadinanza / residenza |
| Prestazioni Ad hoc | Contributive / retributive | Omogenee / in modo fisso |
| Finanziamento Fiscale | Contributivo | Fiscale |
| Modalità di intervento = assistenza sociale o pubblica | Assicurazione sociale | Sicurezza sociale |
Politiche
- Pensionistiche
- Sanitarie
- Del lavoro
- Di assistenza sociale
Le fasi del welfare state
L'instaurazione
Il welfare state nasce insieme allo stato moderno alla fine del XIX secolo a partire da forme di associazionismo privato (mutuo soccorso) che sfociarono nell’introduzione dell'assicurazione obbligatoria. Si ribalta la logica delle “elargizioni” dei secoli precedenti: prestazioni standardizzate, precisi diritti individuali, su modalità spesso nazionali. La Germania di Bismarck è il primo Paese che introduce il welfare state nel 1883. Bismarck fa parte di un regime non democratico. Seguirono molti altri Paesi. L'Italia introduce il primo nel 1898, contro gli infortuni. Perché si inizia ad avere l’idea di fare il welfare? Erano cambiati alcuni elementi: è iniziato lo sviluppo capitalistico-industriale che aveva comportato la rottura della rete di solidarietà e vengono prodotti valori e risorse economiche che consentono di avere risorse amministrative che razionalizzano gli apparati statali. All’interno dello sviluppo capitalistico esistono due forze antagoniste: lavoratori e capitalisti. La rivoluzione industriale scardina le relazioni sociali preindustriali e la famiglia, ci sono nuove forme di produzione imperniate sulle macchine, tutto si basa sullo scambio domanda-offerta di merci compresa la manodopera + contromovimento contro eccessi di mercificazioni e sue conseguenze + nascono i movimenti operai. “La molla” è la mobilitazione operaia che spinge a mettere in atto misure di supporto per far fronte alle condizioni operaie. I regimi di welfare hanno una funzione di controllo sociale, vengono messi in piedi per contrastare la mobilitazione operaia. I regimi monarchico-autoritari hanno un’immediata concessione a fini di controllo sociale. I regimi parlamentari lo attuano successivamente, essendo necessaria l’inclusione nel programma operaio e essendoci consistenza parlamentare sufficiente.
Il consolidamento
Si colloca tra le due guerre mondiali, si passa dall’assicurazione dei lavoratori all'assicurazione sociale e c’è estensione di rischi e benefici e nasce l’idea di protezione minima.
L'espansione: "Il trentennio glorioso"
Tra il 1945 e il 1975 c’è il periodo di sviluppo impetuoso e generalizzato, si pensa che la disoccupazione ci sarà solo per chi non vuole lavorare. Avviene un’estensione e un miglioramento della protezione sociale. Si contrappongono:
- Modello universalistico o beveridgiano, nei Paesi anglo-scandinavi = la prova dei mezzi viene abolita e la copertura viene estesa a tutta la popolazione: uguale protezione di rischi o bisogni
- Modello occupazionale o bismarckiano, in Europa Continentale = le prestazioni vengono differenziate e finanziate prevalentemente tramite contributi: principio contributivo-assicurativo
Cresce la spesa sociale (c’era l’idea che l’economia sarebbe andata avanti, non sostenibilità economica). Nuovi schemi non assicurativi. Sistemi sanitari pubblici articolati e complessi.
La crisi
Vecchie premesse Trasformazioni Sfide:
- Economia in rapida crescita Sviluppo lento o nullo Contenimento costi
- Società industriale Società postindustriale Ammortizzatori sociali, flessibilità ecc
- Stabilità familiare e divisione di Ridefinizione dei rapporti di Conciliazione tra vita professionale e genere del lavoro genere riproduzione sociale
- Strutture demografiche in Invecchiamento della Contenimento costi pensionistici e relativo equilibrio popolazione e nuove migrazioni sanitari, ammortizzatori sociali, immigrati
- Aspettative morigerate e stabili Aspettative crescenti Ridefinizione standard, prestazioni
- Solidità e centralità dello Internazionalizzazione Adattamento alle nuove condizioni di Stato-nazione economica, globalizzazione, apertura integrazione europea
Si evidenzia la necessità di un riadattamento istituzionale.
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Storia del servizio sociale
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Appunti di Organizzazione del Servizio Sociale
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