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Hanno portato il bambino a concentrarsi su altro e a fargli provare altre esperienze ma che l’hanno
lasciato da solo ad affrontare i propri traumi. I bambini hanno bisogno di una mente adulta con capacità
di astrazione che sia in grado di sostenerli.
Transfert ha a che fare con i traumi dell’educazione. Nella vita del bambino apparentemente non è
accaduto nulla di così grave da provocare traumi. Ma a volte sono gli stili educativi che alimentano il
senso di colpa e li fanno sentire inadeguati. Questi dopo creano un’esperienza che potremmo definire
sia di distruzione dell’autostima sia di disconferma.
É l’educazione stessa che alimenta il malessere dell’infanzia e quando si superare una soglia si può
parlare di traumi sottili dell’educazione.
Un tempo gli stili educativi erano violenti e facevamo ricorso a punizioni estreme e quindi i traumi
dell’educazione non erano sottili (pedagogia nera)
Quindi sarebbero potute essere esperienze traumatiche palesi e manifeste perché i bambini venivano
malmenati e percossi, ma non lo erano perché i comportamenti educativi venivano giustificati come
comportamenti necessari compiuti nel bene del bambino.
I comportamenti venivano codificati anche come comportamenti protettivi e amorevoli per il bambino
stesso.
Quella che oggi sarebbe una violenza, in realtà veniva interiorizzata come un comportamento
amorevole. Perché si sosteneva che l’infanzia fosse cattiva, volubile in quanto non ancora educata.
L’infanzia era esposta con comportamenti non accettabili che rischiavano di monopolizzare l’adulto e
volerlo piegare alle proprie richieste. Studi di schultzer e …
Erano misure criminali che non tenevano conto del bisogno di autoregolazione del bambino.
Veicolavano traumi dell’esperienza educativa.
Non era necessario in passato che ci fossero esperienze traumatiche che provocassero un trauma nel
bambino perché era l’educazione stessa che era il peggiore dei mali.
TOPICA DELLA PERSONALITA’:
ES= istinto
L’istinto l’abbiamo ereditato per via filogenetica (filogenesi fa riferimento a processo di evoluzione di tutta
la genesi e ortogenesi sintetizza il processo di evoluzione filogenetica e riguarda l'evoluzione del
singolo).
Istinto é elemento e ha una sua saggezza.
Istinto e innanzitutto un istinto di sopravvivenza. Tende a mirare comportamenti minati alla
sopravvivenza della specie.
Istinto é saggio, ma limitato (come è stato verificato da studi sull’imprinting).
Istinto di sopravvivenza si attiva sotto forma di comportamenti settoriali e circoscritti (istinto del
nutrimento/alimentare; allevamento; riproduzione ossia istinto sessuale; la percezione del pericolo= la
paura é un’emozione primaria verso la sopravvivenza della specie, se non la proviamo siamo incapaci di
riconoscere i pericoli; territoriale e al controllo del territorio medesimo). ->Attivo comportamenti
strettamente necessari alla sopravvivenza.
L’istinto tende al principio di piacere che suggerisce comportamenti tesi alla gratificazione di bisogni
situali. (Abbiamo sete ci comportiamo in modo da soddisfare questa necessità).
I bisogni possono essere riconosciuti e accettati da tutte le culture, anche se nella realtà non è così.
->Freud elabora questa teoria in un contesto che era quello della società Vittoriana, la cultur era rigida,
perbenista e fortemente modellante nei confronti della mente e del comportamento.
SUPER IO= legge, morale, ragione, educazione, norme
Siamo in presenza di un cuore dominante che lascia pochissimi margini di autoregolazione nel processo
di crescita.
Si teorizzava di raggiungere la capacità di autocontrollo entro il primo anno di vita. Il bambino che a
fatica viene riconosciuto nei suoi bisogni di base, perché i comportamenti alimentari erano regolati da
orari rigidi e comportamenti disciplinati. (->Bambino mangiava in cucina con balia fino a quando non
aveva assunto comportamenti che lo rendevano socialmente presentabile).
Cultura che nega la fondatezza stessa dell’istinto.
L’istinto sessuale veniva colpevolizzato e considerato come peccato.
Il comportamento (autoritario) che schiaccia l'autonomia del comportamento istintuale che non dà
possibilità di gratificare il soggetto attraverso il soddisfacimento del principio di piacere. É normale che
non si possa sempre soddisfare il principio di piacere. Non si cresce se il principio di piacere non si
trasforma in principio di realtà. Il bambino ad un certo punto riceve dei no.
Il principio di realtà é presupposto dell’educazione (?).
Principio di realtà fa parte di quel processo di adattamento sociale che consente al soggetto di imparare
a mediare tra i propri bisogni primari e il contesto ambientale, per questo si può legare all’io e va inserito
nell’io.
Principio di realtà si trova nell’istinto e si apprende in maniera filogenetica. Non è solo propriamente
umano o proveniente da un’esperienza educativa, il principio di realtà. E’ alla base del processo di
crescita che se sano ed equilibrato insegna a equilibrare tra istinto e componente ambientale.
Il principio di realtà non è sufficiente a definire i problemi e i compiti dell’espressionismo educativo della
specie umana.
L’educazione “educa” la specie, non si tratta di allevamento. Il principio di realtà non consente la nascita,
non è in grado di compiere un salto evolutivo che consenta di emanciparsi dalle logiche di istintualità e
conquistare grandi vette dell’arte, linguaggio, scienze, astrazione. Serve qualcosa di più che faccia
riferimento al comportamento di sublimazione (tendere alle dimensioni del sublime, significa smarcarsi
dalle proprie esperienze primarie, fuori uscire dal contesto in cui si è sempre vissuto per conoscerne
altri, ambire a gratificazioni più potenti).
Con il principio di realtà ricerca del principio di piacere viene differita e non rimessa in discussione.
Il principio di realtà impone un’esperienza di gratificazione. Non la rende realizzata nell’immediato, ma
serve tempo e istruisce ad attendere.
Il principio imponeva un tempo d’attesa prima che la gratificazione fosse possibile. Bambino deve
aspettare 3 ore (tempo d’attesa) prima di fare il bagno (gratificazione).
ex bambino che si mette a leggere mentre aspetta di fare il bagno e quando è passato il tempo dice che
non ha voglia di fare il bagno in quel momento perché vuole continuare a leggere.
C’è rinuncia a quel piano di gratificazione al piacere.
C’è rinuncia per sostituire il primo piano di esperienza con un altro piano di esperienza. Rinuncia a
quella gratificazione per fare qualcosa di più evoluto e difficile e complesso che permette gratificazione
di ordine superiore.
Quando Freud parla di sublimazione non parla di sublimazione funzionale, è normale che non comporti
grosse frustrazioni. Freud fa riferimento a superio castrante. Fa riferimento a sublimazione proveniente
da sofferenza dell’io che si sente maltrattato e tirato tra pretese assurde della società, cultura e dall’alta
parte c’è necessità di rilassarsi. Qui l’istinto cambia volto e smette di essere solo istinto e diventa
pulsione.
Pulsione é più ambivalente perché ci consente di dire che l'esperienza sessuale, che è fondamentale,
stimola alla ricerca del piacere, che aiuta a selezionare partner tra quelli con cui scatta l'alchimia e quelli
con cui invece c’è esperienza di perversione dell’esperienza sessuale stessa.
Istinto sessuale diventa sadico e masochista per imporre all’altro un’esperienza sofferente e godono nel
fare soffrire persone che non amano soffrire.
Quell’attività utile alla sopravvivenza della specie porta a istinti autodistruttivi.
Istinto è saggio, ma limitato perché costretto ad agire in funzione della sopravvivenza della specie.
La pulsione è radicalmente ambivalente.
Una specie evoluta deve essere in grado di proteggere tutti i suoi membri, cura dei più deboli, cuccioli e
anziani.
Nonostante l’istinto di sopravvivenza, può accadere che per qualcuno di noi la propria sopravvivenza
personale diventi più importante della sopravvivenza della specie. Nascono comportamenti distruttivi che
diffondo esperienze di forte malessere, diciamo che sono tentatrici di privilegiare la propria esperienza a
scapito della sopravvivenza degli altri, che quindi aumentano il livello di disagio degli altri.
Questo accade perché una cultura educativa fortemente castrante e colpevolizzante provoca bisogni
eccessivi e disfunzionali. Quell’istinto che chiedeva di essere accolto per i suoi bisogni primari disponibili
a confrontarsi con il principio di realtà diventa bisogno eccessivo.
ex continua legittimazione del comportamento sessuale e continua colpevolizzazione.
Questo fenomeno è molto marcato nell’educazione del sesso femminile, connotate come figure
angelicate prive di pulsioni e pure con bisogni sessuali elementari finalizzati alla procreazione.
Per gli uomini era diverso, erano spesso fuori casa e avevano incarichi e ampie possibilità di costruirsi
una vita parallela. Per gli uomini era più semplice compensare tra esperienze sessuali familiari e esterne
alla famiglia, considerate esperienze trasgressive e non moralmente accettate e se scoperti sarebbero
stati condannati al pubblico ludibrio.
Quando si è in presenza di un cultura che colpevolizza e demonizza l’istinto e che lo trasforma in
pulsioni che nel loro lato positivo contribuiscono all’evoluzione della specie, ma nel loro lato negativo
vanno rimosse.
->SUBLIMAZIONE è pedagogicamente funzionale al processo di crescita e di evoluzione della civiltà.
Freud dice che c’è un conflitto tra pulsioni e morale che si scarica sull’io. E’ come se l’io fosse lacerato e
viva la sofferenza di rinunciare a bisogni importanti per adattarsi ai bisogni di una cultura che però
comporta dei costi troppo elevati e trasmette nevrosi universale comune a tutti gli oggetti.
Qui l’istinto si trasforma in pulsione e diventa ambivalente. Se i bisogni istintuali venissero accettati e
approvati non ci sarebbero traumi dell’educazione.
Il problema reale è la natura del super-io.
FORMAZIONE REATTIVA: a partire da pulsione di conflittualità (con sofferenze radicali), si sviluppano
comportamenti di cura verso figli, allievi e soggetti marginali che corrispondono a bisogni più
dell’educatore che dell’educando. Si tratta di comportamenti di accanimento terapeutico che non
rispettano bisogni evolutivi e di autonomia del soggetto di cui si prendono cura, imprigionano invece i
soggetti senza concedergli autonomia.
La SUBLIMAZIONE in Freud è prodotta da esperienze così sofferenti da formare i grandi della
letteratura e della scienza. Ma sono situazioni marginali, ma noi dobbiamo prevenire situazioni del
genere.
Le pulsioni sadiche sono necessarie per impedire al soggetto di compiere determinate cose (?).
Entro certi limiti quella pulsione originaria è funzionale, se perde la funzionalità diventa distruttiva.
Oggi super-io non é più castrante e perbenista come nel contesto di Freud.
Non esprime più colpevolizzazione verso la sessualità. Oggi la società consumistica esalta principio di
piacere. Oggi c'è interesse economico che il consumismo sostiene. Norma e diffonde socialmente il
consumismo, lo impone.
Il principio di piacere che si eredita per via filogenetica. Il piacere è importante negli istinti perché se
mangiare fosse frustrante non ci sarebbe sopravvivenza della specie.
Poi deve funzionare il rapporto dialogico tra le esperienze di realtà (?) e con il piacere. E si deve
veicolare il principio di piacere (?).
Se il principio di piacere viene richiesto ed è oggetto di pressione, si incorre in ingiunzioni paradossali
(“tu devi godere!”).
Prima c’era molta distanza tra super-io ed es.
C’era io conflittuale che aveva un certo spazio di manovra perché super-io e es erano lontani. Ma il
principio di realtà (?) oggi si avvicina sempre più al super-io, e utilizza ingiunzioni.
L’ io viene schiacciato e fa fatica a muoversi, e ha uno spazio più ristretto.
Io es e super-io sono dimensioni autonome della personalità che favoriscono (?)
L’esperienza trasgressiva è necessaria.
Società, cultura, stile di vita, educazione (tendono ad assorbire le tendenze del contesto) vengono
assorbite dall’io.
Oggi abbiamo un problema nell’esperienza educativa: un eccesso delle gratificazioni, che sono
disfunzionali, che tengono adolescente e bambino in posizione di dipendenza.
La soluzione è la clinica dei legami(?).
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Il contesto culturale molto importante per definire il processo di crescita dell’individuo.
L'inconscio non dipende solo da esperienze familiari, ma in quella che misuro è condizionato dalle
esperienze educative che chiamano in causa persone esterne alla famiglia che giocano un ruolo nella
vita del bambino o nel bene o nel male, in passato più nel male.
I maggiori effetti di efficacia formativa li conseguivano attraverso stili educativi e traumatici. La
sublimazione in Freud fa riferimento a una sublimazione che si impone per vie traumatiche e faticose,
sotto effetto di condizionamenti pesanti. Freud si riferisce alla sofferenza provocata dall'educazione.
Esperienza educativa deve sostenere e agevolare.
L'educazione non deve essere dominata dal principio di piacere e di realtà.
Esperienza della sublimazione rimane dominante ed è rispettosa (?).Aiuta soggetto a sostituire
gratificazioni elementari con… Che lo aiutava a sviluppare interesse e desiderio di conoscenza della
realtà.
Freud quando parla del transfert si riferisce a emozioni inconsce. Ma il transfert non è provocato solo da
emozioni inconsce, ci sono altri livelli. Le dimensioni congenite e o para cognitive che permeano la
nostra personalità. Che entrano nella nostra personalità più o meno cosciente e poi diventano oggetto di
proiezione.
Jung attraverso il concetto di inconscio collettivo ci aiuta ad andare verso psicoanalisi perché se no essa
non ne parla molto.
Egli racconta il modo che Freud aveva di interpretare i sogni. (Si analizzavano gli psicoterapeuti
reciprocamente.) Riteneva che alcune interpretazioni fossero troppo meccanicistiche.
Riferisce a un sogno con cui era entrato in conflitto interpretativo con Freud.
Ex: sogno->ambientazione quasi rococò del piano primo e ambientazione medievale al piano terra e poi
scende nelle cantine e vede un’ambientazione con tratti quasi archeologici, con vestigia della civiltà
classica, con marmi, poi c’è botola. Jung apre la botola e scende in caverna piena di teschi.
Questo sogno, dice Jung, non ha a che fare con solo le esperienze psichiche personali, ma richiama il
rapporto tra psiche individuale e universi culturali di ogni civiltà.
Ossia mutano di identità e creano modelli di umanità differenti rispetto a quelli che c’erano prima, ma
quelli che c’erano prima non scompaiono e continuano ad esistere e agire nella mente collettiva e
individuale.
Jung parla di archetipi (modelli ossia la prima manifestazione più antica e la prima).
Si tratta di un passaggio interessante perché chiama in causa non solo le dimensioni inconsce della
realtà e quelle legate alle esperienze, ma chiama in causa dimensioni collettive. In queste ci sono
dimensioni inconsce e consce.
-> vedi più avanti
COME FUNZIONANO GLI ARCHETIPI?
Abbiamo alle spalle dei modelli di femminilità diversi da quelli che ci hanno trasmesso attraverso la
memoria culturale più recente.
Questi modelli recenti fanno parte dell’educazione che abbiamo ricevuto, ma i modelli sono in continua
modificazione. Non è del tutto attuale. Farà parte della memoria culturale (femminilità…).
Ci sono elementi che provengono dall’alba delle origini e hanno sempre agito sulla psiche delle donne e
degli uomini, che hanno sempre agito e avuto un’influenza.
-> ex streghe venivano bruciate perché davano voce a modello di donna differente da quello in vigore
La civiltà di cui facciamo parte è patriarcale mette al centro/accento su figura del padre.Questa civiltà
consente all’uomo l’esperienza della genitorialità e paternità.
Una volta capita dinamica concepimento diventa possibile per uomo affermare rapporto diretto,
ereditario, di consanguineità tra padre e figlio.
Un tempo si riteneva necessario chiudere le donne nella famiglia in una dimensione di grande
marginalità, al punto che erano gli schiavi a istruire i figli e non le madri.
Questo succedeva fino al medioevo, quando diventano centro della famiglia perché c'è stato
distanziamento da quell’idea di donna inquietante e divergente.
L’ARCHETIPO fa leva su condizionamenti del passato non sulle esperienze personali intime e familiari,
ma attingono a dimensioni di profondità culturale che agiscono nella psiche individuale e collettiva.
Il rapporto con questi condizionamenti originari e primari cambia da persona a persona.
La mitologia condiziona la nostra mente e si è sedimentata,è conflittuale e ha dormito per secoli.
Siamo dentro civiltà che si sta trasformando e si sta allontanando da valori della società cristiana. Dove il
femminile si sta trasformando e le differenze tra donne e uomo si affievolano.
-> Non è irrilevante se siano culturalmente e socialmente visibili o dal fatto che siano marginalizzate
Inconscio, preconscio e conscio non sono dimensioni rigide. Non é un trauma che è difficile da
recuperare e estinguere.
Tutto il resto appare come forme della mente
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Fisica generale - secondo modulo
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Economia Aziendale e Ragioneria - Secondo modulo
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Organizzazione aziendale - Secondo modulo
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Secondo modulo lezioni demografia