ECONOMIA DEL MERCATO MOBILIARE II
IL SISTEMA FINANZIARIO
Soggetti in surplus: sono soggetti che dispongono di potere d’acquisto in
eccesso, rispetto ai loro fabbisogni di spesa per beni e servizi, e che sono disposti a
scambiarlo con potere d’acquisto futuro. Il loro obiettivo è massimizzare il
rendimento del risparmio. Impiego delle proprie disponibilità finanziarie. Il
rendimento di questa forma di investimento e il rischio sono le due cose che vuole
capire. Da cosa sono influenzati:
Lo scambio di flussi avviene tramite un’attività finanziaria. Impiego come un consumo
differito nel tempo->soggetto in surplus.
Rischio di insolvenza: probabilità che il debitore non sia in grado di far fronte ai propri
impegni. Inflazione è un rischio nell’impiego di disponibilità finanziarie perché otterrò
un minore potere di acquisto in futuro, che è uno degli obiettivi proprio
dell’investimento. La liquidità è un rischio perché è la possibilità di trasferire ad altri
questo strumento finanziario, poter uscire prima della scadenza dall’investimento, più
questo è facile, più è basso il rischio di liquidità. Per essere compensati dal rischio si
chiede un maggiore rendimento, legame diretto tra i due.
Intermediario nei circuiti diretti ha un ruolo di consulente che aiuta lo scambio dei
flussi finanziari. Non è più colui che si frappone tra soggetto in surplus e deficit.
Soggetti in deficit: Sono soggetti che hanno una carenza di potere d’acquisto
che, attraverso contratti finanziari, può essere risolta utilizzando risorse altrui. Il loro
obbiettivo è massimizzare la ricchezza reale e\o sociale.
Decisioni di finanziamento sono influenzate dai fattori di costo e rischio.
Rischio di solvibilità: dal punto di vista di chi ha un debito, è il rischio di essere
esposto al fallimento, corrispettivo del rischio di insolvenza. Rischio di
instabilità delle fonti di finanziamento: fonti che scadono in breve tempo ad
esempio mi portano a doverle rinnovare sempre esponendomi ad altri rischi.
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ECONOMIA DEL MERCATO MOBILIARE II
Legame tra costo e rischio è indiretto-> costo di un soggetto in deficit è dato
dalla remunerazione che deve pagare. Minore è il rischio, maggiore è il costo.
FUNZIONE DI INTERMEDIAZIONE: ruolo svolto dagli intermediari che
favoriscono la circolazione e il trasferimento delle risorse finanziarie
al fine di soddisfare le esigenze e i bisogni finanziari di individui e
istituzioni. L’intermediario non si sostituisce alle decisioni di investimento e
finanziamento.
Intermediari possono essere di diverse tipologie:
dealer\broker
intermediari più di consulenza, come società di rating o investment
banking.
intermediario trasformatore, come banca o assicurazione.
Quello che permette il trasferimento è la stipula di un contratto finanziario,
che tipicamente prende il nome di attività finanziaria.
GLI STRUMENTI FINANZIARI
ATTIVITÀ FINANZIARIE: Le attività finanziare sono un rapporto contrattuale in
cui le parti fissano diritti e obblighi in relazione allo scambio di flussi di
cassa differiti nel tempo. Le attività sono rischiose perché lo scambio di
flussi finanziari non è contestuale. Un’attività finanziaria entra nel bilancio di un
operatore come passività finanziaria e nel bilancio di un altro come attività.
Utilizzo delle attività finanziarie per generare del valore anche attraverso l’uso
di attività reale, aumento della ricchezza. Di per sé l’attività finanziaria non
genera ricchezza, solo attraverso attività reale.
Nello scambio della attività reali generalmente si paga una prestazione o un
bene e si riceve immediatamente. Questa risorsa ha un valore intrinseco che è
il costo che si paga per ottenerlo. Esprimono un rapporto di proprietà ed
entrano nel bilancio del solo operatore che vanta di questo diritto.
Le attività finanziarie sono un rapporto contrattuale tramite il quale avvengono
gli scambi nel circuito diretto, ma noi analizzeremo solo gli strumenti finanziari.
STRUMENTO FINANZIARIO: attività finanziaria che può essere negoziata nel
mercato finanziario. Presentano la caratteristica della standardizzazione e
della trasferibilità.
Sono escluse tutte le attività finanziarie personalizzate (depositi, contratti di
finanziamento, mutui, ecc.), oltre i mezzi di pagamento e tutti i beni reali
(metalli preziosi, diamanti, ecc.).
CARATTERISTICHE, dei vari aspetti contrattuali. Per individuare una
classificazione delle possibili categorie di strumenti finanziari:
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Tipologia di rapporto contrattuale che si instaura tra debitore e creditore
(emittenti e investitori).
Struttura per scadenza.
Tipologia di emittente.
Priorità di rimborso.
TIPOLOGIA DEL RAPPORTO SOTTOSTANTE: è possibile distinguere gli strumenti
finanziari a seconda che la natura del rapporto tra emittente e investitore sia di
tipo: Debitorio: ad esempio obbligazioni, attività che danno al creditore un
diritto di credito.
Partecipativo: oltre al diritto di credito il possessore ha anche diritto di
partecipazione agli utili e di partecipazione alle assemblee. Questo è
importante perché posso partecipare alle decisioni societarie. Ad esempio
le azioni.
Ibrido o composto, dove ha sia la parte debitoria che partecipativa. Ad
esempio è un’obbligazione convertibile.
Derivato o indiretto: contratti finanziari che esistono perché esiste
qualcos’altro a cui fanno riferimento. Nel caso di questa tipologia non c’è
un legame diretto tra il trasferimento tra il soggetto in surplus e in deficit,
con ridistribuzione di flussi finanziari presenti nel mercato. Il valore e
l’esistenza di questo strumento esiste da qualcos’altro.
Tre tipologie di strumenti derivati:
Futures: è una standardizzazione della forma contrattuale, forma di
negoziazione a termine, lo scambio non avviene immediatamente, ma
avverrà nel futuro. Promessa totale da entrambi i soggetti. Ad esempio
tra tre mesi ci scambieremo un’attività finanziaria o reale con un prezzo
stabilito oggi. Le parti si obbligano ad effettuare una negoziazione in
futuro. Una si obbliga a vendere e una ad acquistare.
Opzioni: sono dei contratti a termine anche questo, la differenza è che
non c‘è l’obbligo di negoziazione, ma solo un diritto dato ad una delle due
parti di effettuare o non effettuare una prestazione (vendita o acquisto).
Comunque ad oggi stipulo la prestazione e il prezzo. Sono di due
tipologie: diritto all’acquirente di acquistare dal venditore che ha l’obbligo
di vendere ad un determinato prezzo-> opzione call; opzione data al
venditore che ha il diritto di vendere ad un prezzo stabilito oggi->
opzione put.
Swap: accordi tra le controparti che si impegnano a scambiarsi flussi
finanziari diverse per tipologia, ma di identico valore atteso.
STRUTTURA PER SCADENZA: un’altra clausola contrattuale, può essere:
A scadenza indeterminata: come l’azione o un’obbligazione perpetua.
A scadenza determinata: obbligazione.
A scadenza determinata con clausola di subordinazione,
conversione o rimborso anticipato: tipicamente le obbligazioni con
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clausole che possono cambiare la scadenza, e possono dare il diritto
all’acquirente o al venditore. Subordinazione se ha il diritto l’emittente
che può posticipare il rimborso, con alto livello di rischiosità. Diritto di
rimborso anticipato è tipicamente concesso all’emittente: titoli callable.
Oppure può essere conferito all’investitore e prende il nome di titoli
puttable.
TIPOLOGIA DELL’EMITTENTE: definiscono la rischiosità dello strumento
finanziario stesso. Tipologia di rischio implicito, non reale. Ad esempio in
ordine:
Stato e istituzioni sovrannazionali o organismi internazionali: più sicuri.
Enti pubblici.
Intermediari finanziari, hanno degli obblighi e regole di controllo.
Società private.
PRIORITÀ DI RIMBORSO, in ordine:
titoli obbligazionari garantiti (Secured Bond)
titoli obbligazionari ordinari (Senior Bond)
titoli obbligazionari subordinati (Junior Bond), maggiore è la
subordinazione, maggiore è la rischiosità, non soddisfando alcuni obblighi
obbligazionari.
titoli obbligazionari irredimibili / ibridi, possono avere la stessa
subordinazione delle azioni ordinarie.
azioni di risparmio
azioni privilegiate
azioni ordinarie.
Un soggetto fallisce quando non è in grado di far fronte ai propri obblighi,
emittente non fallisce per le azioni, ma solo per le obbligazioni.
TUF
Per "strumento finanziario" si intende qualsiasi strumento riportato nella
Sezione C dell'Allegato I, compresi gli strumenti emessi mediante tecnologia a
registro distribuito. Gli strumenti di pagamento non sono strumenti
finanziari-> ART. 1. L’attività sugli strumenti finanziari è riservata agli
intermediari finanziari che sono autorizzati-> fondamentale riconoscerli.
Elenco di ciò che è strumento finanziario:
1. Valori mobiliari: l’attività che ha istituito le SIM, per il legislatore
definisce le azioni e obbligazioni e qualsiasi altro titolo che porta al diritto
di acquisto su azioni e obbligazioni.
2. Strumenti del mercato monetario: strumenti negoziati sul mercato
monetario ossia mercato a breve termine. Strumenti come buoni del
Tesoro, certificati di deposito e le carte commerciali. Il mercato finanziario
può essere segmentato in sottoinsiemi, una di queste è il mercato
monetario, poi obbligazionario…
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3. Quote di un organismo di investimento collettivo: sono i fondi->
chiamato OICR: organismo istituito per la prestazione del servizio di
gestione collettiva del risparmio, non è un servizio di investimento, non
può essere prestata da tutti gli intermediari; questo perché è riservato
alle società di gestione del risparmio. Il patrimonio è raccolto tra una
pluralità di investitori mediante l’emissione e l’offerta di quote o azioni,
gestito in monte nell’interesse degli investitori e in autonomia dai
medesimi nonché investito in strumenti finanziari. Strumenti finanziari
di massa o non derivati fino a qua.
4. Strumenti derivati: hanno caratteristiche comune. Sono i contratti di
opzione, gli swap e i future. Possono essere regolate con consegna fisica
del sottostante o attraverso il pagamento di differenziali in contanti.
5. Strumenti derivati per il trasferimento del rischio di credito: CDS.
6. Contratti finanziari differenziali: CDF, con acquisto di esposizione su
un sottostante senza possederlo.
7. Quote di emissioni che consistono di qualsiasi unità riconosciuta
conforme ai requisiti della direttiva per lo scambio di emissioni.
Non si può far rientrare nella definizione altri strumenti che non siano in questo
elenco, considerato tassativo. L’elenco definito dal Testo Unico
dell’intermediazione Finanziaria è da considerarsi tassativo. Il legislatore ha
quindi attribuito una riserva per l’individuazione di nuove categorie di
strumenti finanziari. In base all’art. 18 comma 5 del TUF, il potere di individuare
nuovi servizi di investimento e nuovi strumenti finanziari è conferito al
Ministero del Tesoro sentite Banca d’Italia e Consob.
Lo strumento finanziario è un sottoinsieme della definizione di prodotto
finanziario, tutto ciò che è prodotto finanziario fa riferimento alla disciplina sul
pubblico risparmio.
Secondo il TUF sono prodotti finanziari sia gli strumenti finanziari sia ogni
altra forma di investimento di natura finanziaria. Non è considerato
investimento di natura finanziaria il puro e semplice impiego di mezzi di
pagamento. È definibile come investimento di natura finanziaria ogni
investimento che preveda la destinazione di un capitale finanziario, con
assunzione del relativo rischio, in attesa di una remunerazione, ad esempio un
prodotto assicurativo. Gli strumenti finanziari sono dunque un sottoinsieme dei
prodotti finanziari. TITOLI DI DEBITO
I titoli di debito sono strumenti finanziari caratterizzati da un orizzonte
temporale determinato (maturità dell’investimento) e da un insieme di
attribuzioni definite al momento dell’emissione che concorrono a
determinarne il relativo rischio e rendimento. L’investitore diviene
creditore dell’emittente e acquisisce il diritto al rimborso del capitale e al
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pagamento degli interessi.
ELEMENTI CARATTERIZZANTI:
- Natura dell’emittente: fondamentale per capire
- Valore nominale: il capitale di riferimento, ciò che l’emittente ci deve
restituire.
- Tasso cedolare: flusso che ottengo durante la vita del prestito.
- Modalità di rimborso: per epoche predeterminate (unica soluzione a
scadenza o per ammortamento del valore nominale), per esercizio della
clausola di rimborso anticipo.
- Prezzo di rimborso.
- Eventuali subordinazioni nel pagamento degli interessi e\o nel rimborso.
- Scadenza: più o meno determinata.
- Taglio minimo sottoscrivibile: dimensione minima di valore nominale che
posso acquistare o vendere.
Sottoscrizione: compro dall’emittente, prezzo di acquisto: operazione di
mercato secondario.
I titoli di debito sono quotati in termini percentuali rispetto al valore nominale.
Una quotazione uguale a 100 è detta ‘‘alla pari’’, una inferiore è detta ‘‘sotto
la pari’’ mentre una superiore è detta ‘‘sopra la pari’’. Valgono tutti 100,
perché il rendimento è una percentuale del valore nominale, prezzo eguaglia il
valore nominale. ZCB vale meno di 100.
I titoli di debito sono quotati al corso secco: considera solo il prezzo
dell’obbligazione stessa, senza eventuali flussi cedolari, se compro il titolo in
emissione non ho problemi, ma se lo compro dopo t\2, e il titolo paga la cedola
tra t-> incasso la cedola io, ma qualcuno ha posseduto il titolo prima-> i t\2
precedenti devono essere remunerati al tasso-> rateo cedolare. Il rateo
cedolare rappresenta la porzione di cedola già maturata al momento
dell’acquisto:
dove: �� = giorni trascorsi dallo stacco dell′ultima cedola. Corso tel quel =
corso secco + rateo cedolare.
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Quotazione dei titoli avviene sempre al corso secco, senza tenere conto del
rateo cedolare per evitare oscillazioni di prezzo. Il rateo cedolare spetta a chi
ha detenuto il titolo prima. Sono negoziati al corso tel quel. Quando compro un
titolo devo pagare anche il rateo cedolare. Non si acquistano e vendono per
numero, le obbligazioni si acquistano per controvalore che è la dimensione del
prestito, quindi il valore nominale-> quotano in percentuale sul valore
nominale. -> convertibili o con warrant.
Titoli obbligazionari, sono a reddito fissi: strumenti obbligazionari con
redditività predeterminata, non variabile, per distinguerla dalla redditività
variabile dei titoli di partecipazioni. Generalmente a elementi fissi. Alcuni
elementi non sono definiti nell’atto dell’emissione, ma sono variabili, solo una
formula per poterli determinare.
I principali elementi di variabilità sono dati da indicizzazione:
Indicizzazione del capitale: del valore rimborsato alla scadenza non è
determinato-> magari non il 100%.
Indicizzazione delle cedole: parametrate a qualche altro valore.
Indicizzazione del capitale e delle cedole: variabilità molto alta->
varia il processo di remunerazione.
Strutture tipiche di strumenti a elementi variabili-> ma ci sono altri elementi di
variabilità:
Titolo con scadenza non è definita, come titoli perpetui, oppure con
clausola di rimborso anticipata-> titoli callable e puttable. Il rimborso non
dipende da un parametro, ma dalla volontà o di emittente o
sottoscrittore.
Strutture obbligazionarie con rimborso legato a un legame di
patrimonializzazione-> rimborso del capitale rimborso posticipato perché
il parametro non ne ammette il rimborso.
È fondamentale che nell’atto dell’emissione tutte queste caratteristiche devono
essere molto chiare, senza incertezza.
Parametro che varia al variare di un determinato indicatore, che può essere di
varie tipologie:
Monetario: una cedola legata a questo parametro si dice che è un titolo
variabile. Un parametro monetario è un indicatore del tasso monetario di
breve termine. Ad esempio è così il mutuo, legato all’Euribor + lo
spread (confronto tra un emittente rischioso con un altro meno rischioso).
Lo spread è importante perché viene incorporata la rischiosità implicita di
due strumenti finanziari.
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ECONOMIA DEL MERCATO MOBILIARE II
Finanziari: legato ad un indice di borsa, ad un paniere di strumenti
finanziari. Il paniere può essere chiuso o aperto, il primo con indicatori di
titoli definiti e immutabili, se aperto l’opposto. Conosco la regola che mi
permette di considerare alcuni titoli e quali no. Variabilità si trasferisce in
modo 1 a 1, quindi totale, oppure variabilità limitata che pone un
massimo o un minimo.
Valutari: mi espongo su una determinata valuta.
Reali: si intende un parametro che fa riferimento all’inflazione.
Importante perché si toglie il rischio di inflazione, non ho un rendimento
nominale che è al lordo dell’inflazione.
Misti: più varabili che vengono usate insieme.
Parametri:
A campione-> chiuso o aperto.
A variabilità-> totale o vincolata.
Rischi (di subire una perdita):
Rischio di liquidità: mancanza di un mercato secondario efficiente.
Rischio di interesse: possibilità che il prezzo del titolo diminuisca in
seguito all’aumento dei tassi. Se cambia la struttura dei tassi, se
aumentano sono meno soddisfatto, se avessi sottoscritto un tasso e poi
questi scendessero, sarei contento di detenere il tasso più alto.
Indicizzando il tasso, saremo sempre allineati con le condizioni di
mercato.
Rischio di cambio: se si investe in titoli denominati in variabilità del
rapporto di cambio.
Rischio di credito\emittente: possibilità che l’emittente sia
inadempiente, remunerato dallo spread. Questo è molto importante
perché si dà fiducia ad un altro soggetto, devo valutare la sua capacità di
far fronte ai propri impegni finanziari-> devo fare un’analisi del bilancio
del soggetto e delle sue capacità reddituali-> analisi della capacità di
credito, di generare flussi finanziari per rimborsare il debito. Analisi di
bilancio, ma raramente abbiamo accesso ai dati del debitore. Società di
rating nate apposta per il ruolo di valutazione dettagliata della capacità
del debitore di mantenere o meno le proprie promesse di pagamento dei
flussi cedolari e di rimborso del capitale, valutazione di merito di credito
(non della bontà dell’investimento).
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ECONOMIA DEL MERCATO MOBILIARE II
insieme a Moody’s.
Probabilità di default, quando non è in grado di pagare il flusso cedolare e il
capitale. Le società di rating sono relativamente giovani, si sono sviluppate
all’inizio del ‘900. Ruolo riconosciuto dai regolatori. Spesso sono le società
private che chiedono la valutazione del proprio rischio e il rischio delle singole
emissioni-> valutazione a pagamento. Valutazione unsolicited di emittenti
come gli Stati. Italia è BBB-> ci sono condizioni che mettono in discussione la
capacità di pagare interessi e rimborsare capitale. BBB sono ancora
nell’investment grade-> si possono inserire in tutti i portafogli, livello minimo
richiesto per portare a sconto i titoli alla Bce. Se non ci si trova nella tabella, si
entra nella seconda categoria, titoli non investibili con high yield-> titoli
spazzatura con emittenti più rischiosi. Non tutti i soggetti possono acquistarli,
come investitori retail, in quanto troppo rischiosi. Titoli da BBB+ a BB sono titoli
crossover, che possono passare da una categoria all’altra.
VALUTAZIONE DEI TITOLI DI DEBITO
Regime di capitalizzazione:
Il capitale deve essere remunerato in proporzione al tempo per cui è stato
prestato. L’elemento principale da considerare nella valutazione di un titolo
è il rischio di credito. Partendo dal tasso risk free, correggo il tasso per
determinare il tasso di remunerazione che voglio ottenere con un
determinato investimento.
Valutazione:
-zcb
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-titoli con cedola:
Cedole annuali o semestrali. In genere cedole e altri valori espressi
annualmente.
TASSO DI RENDIMENTO IMMEDIATO
N=numero di cedole in 1 anno.
Limiti del TRI: la sua valutazione prescinde da qualsiasi implicazione temporale
e dall’analisi della struttura del titolo. Non considera nessuna variazione di
prezzo e fornisce semplicemente un rapporto tra componente di reddito in
maturazione con un orizzonte temporale breve.
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ECONOMIA DEL MERCATO MOBILIARE II
TASSO DI RENDIMENTO EFFETTIVO A SCADENZA
Tasso di sconto che rende uguale la sommatoria dei flussi di cassa futuri attesi
attualizzati al valore di mercato del titolo.
LIMITI DEL TRES:
- Possesso del titolo fino a scadenza;
- Reinvestimento costante nel tempo;
- Reinvestimento indipendente della durata del reimpiego di ogni flusso.
Con un titolo alla pari che paga una cedola del 2,5%, allora il TRES che mi
posso aspettare di ottenere un rendimento del 2,5 esattamente.
- TRES= tasso cedolare se è alla pari.
- Se è quotato sopra la pari TRES<cedola.
- Se è quotato sotto la pari TRES>cedola.
Relazione di tipo inversa tra tasso e prezzo. df è il fattore di sconto. PV=cfxdf
In modo oggettivo, per
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Riassunto esame Economia del Mercato Mobiliare, prof. Venturelli, libro consigliato Economia del Mercato Mobiliare,…
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Seconda parte
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Seconda parte Electricity Market