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UNIVERSITA’ STATALE DEGLI STUDI DI MILANO

L’arricchimento con beta-palmitato contribuisce ad aumentare

l’assorbimento del calcio

Progetto di studio di intervento per Health Claims (EFSA)

Studenti: Matilde Mannis, Filippo Rodini

Corso: Alimentazione e Promozione della Salute

Docenti:

Prof. Del Bò

Prof. Marino

Anno Accademico 2025-2026

Claim: L’arricchimento con beta-palmitato contribuisce ad aumentare l’assorbimento del calcio

Nutriente: beta-palmitato

Relazione con la salute dichiarata: il beta-palmitato contribuisce all’incremento dell’assorbimento di calcio

in neonati riceventi una formula arricchita con questa fonte lipidica

Verbalizzazione claim: l’arricchimento con beta-palmitato contribuisce all’incremento dell’assorbimento di

calcio

Tipo di claim: Art.14.1b, non autorizzato

Popolazione target: neonati dalla nascita fino a 12 mesi, ad eccezione dei neonati sani alimentati con

formule per lattanti, come definite nelle direttive 91/321/CE e 2006/141/CE. Per queste formule, infatti, le

indicazioni e le condizioni d’uso autorizzate sono già stabilite nell’allegato IV delle stesse direttive.

Formule a cui applicare il claim: formule aventi una concentrazione minima di beta-palmitato pari al 35%

dell’acido palmitico totale.

Richiedente: IDACE, Rue de l'Association, 50 1000 – Bruxelles, Belgio

Riferimento parere EFSA: Q-2008-172

1. Motivazione della scelta del claim

Abbiamo scelto di analizzare il claim relativo al miglioramento dell’assorbimento del calcio perché il calcio

rappresenta un nutriente cruciale nei primi mesi di vita. Durante il primo anno, infatti, il bambino attraversa

una fase di crescita estremamente rapida (anche oltre 20 cm nel primo anno) in cui l’accumulo minerale è

determinante per la formazione di uno scheletro solido e per la futura salute ossea. Un adeguato

assorbimento di calcio contribuisce non solo al normale sviluppo osseo nei primi mesi, ma anche al

raggiungimento di un corretto picco di massa minerale ossea in età evolutiva, considerato un fattore

protettivo fondamentale contro l’osteoporosi e le fratture in età adulta.

Il calcio, inoltre, non svolge solo una funzione strutturale: è coinvolto in numerosi processi fisiologici

essenziali, tra cui la contrazione muscolare, la trasmissione dell’impulso nervoso, la coagulazione del sangue

e l’attività di molti enzimi. Per questo motivo, interventi nutrizionali che migliorano la sua biodisponibilità,

come l’arricchimento in β-palmitato che favorisce la formazione di saponi di calcio meno insolubili e quindi

un assorbimento più efficiente, hanno una rilevanza clinica e nutrizionale particolarmente significativa nei

lattanti alimentati con latti formulati.

2. Motivazione per la quale EFSA ha respinto il claim

Limitazioni degli studi presentati

Il richiedente ha fornito una serie di studi:

 Su modelli animali (ratto e suinetto): non sono stati considerati rilevanti per la valutazione

dell’effetto sul target umano (neonati) e per tale ragione non forniscono evidenze utili;

 Su umani: dei dieci studi presentati, di cui sei non valutavano direttamente l’assorbimento di calcio a

livello intestinale, oppure trattavano altri esiti (es. consistenza delle feci e lipidi sierici); non è

possibile quindi, trarre conclusioni a supporto del claim da questi studi

Dei dieci studi di intervento umano specifici, i restanti quattro fornivano evidenze limitate, in quanto:

 Lo studio di Carnielli et al., 1996, ha mostrato un aumento significativo dell’assorbimento intestinale

di grasso nei neonati alimentati con la formulazione di latte ad alto beta-palmitato, ma non forniva

misure dirette dell’assorbimento intestinale di calcio;

 Gli studi di Carnielli et al., 1995 e Lucas et al., 1997, hanno mostrato una riduzione dell’escrezione

fecale di calcio sotto forma di saponi di calcio, ma senza dimostrare un aumento statisticamente

significativo dell’assorbimento del calcio intestinale; la riduzione delle perdite fecali, infatti, non

equivale automaticamente a dimostrare un aumento dell’assorbimento intestinale, soprattutto quando

l’assorbimento non è misurato direttamente (es. isotopi) e non si osservano differenze significative

nell’assorbimento percentuale.

 Lo studio di Kennedy et al., 1999, pur mostrando differenze nella densità minerale ossea

(BMD/BMC), non può essere utilizzato come prova dell’assorbimento

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Scienze mediche MED/49 Scienze tecniche dietetiche applicate

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher filirodi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Alimentazione e promozione della salute e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Del Bo' Cristian.
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