La macchina del tempo
Quando l'Europa ha iniziato a scrivere la storia del mondo – Serge Gruzinski
Parte 1 – La caduta delle memorie
La lunga avanzata della storia europea – gli europei nel 1500 si recano in Africa, Cina, India e Americhe, territori remoti abitati da civiltà sorprendenti su cui scrissero racconti; volevano assicurarsi l'espansione commerciale e l'autorità coloniale e religiosa.
Nelle isole dei Caraibi le memorie si sono estinte rapidamente a causa di malattie, massacri e sfruttamento; inoltre, la memoria storica non era ancorata alla scrittura ma ai canti.
In Messico nel 1517 la popolazione era numerosa, insediata in città e si praticava già il commercio ad ampio raggio. Moctezuma legittima la presenza spagnola e devolve a Carlo V le sue terre secondo il racconto di Hernan Cortés.
Dopo la Conquista nasce il Consiglio delle Indie, che amministra le nuove terre mentre i francescani cercano di evangelizzare il continente. Grande confusione. Nel 1530 Madrid ordina di mantenere usi e costumi dei nativi (purché in linea con il cristianesimo). Il francescano Andrés di Olmas è incaricato di scrivere sul passato degli amerindi per conservare la memoria e rigettare ciò che è negativo – conservare e selezionare.
La volontà di conoscere il passato della nuova Spagna nasce dalla necessità di controllare meglio le popolazioni; in particolare, si mira a capire:
- Meccanismi di tributo
- Diritti di nobiltà
- Status e origini degli schiavi
Tutti i coloni cercano di proiettare le categorie della storia europea sui popoli che volevano controllare e cercano di conoscere meglio società, leggi, lingue, religione (specialmente gli inglesi in India). Sono stati istituiti collegi a Maras e Calcutta per formare gli amministratori europei ed ammettere le élite indigene, stampare dizionari e grammatiche.
A fine '700 nasce l'idea che indiani ed inglesi condividano radici indoeuropee e linguistiche (dravidiche).
In Cina e Giappone la storia europea non è stata portata dagli invasori ma è stata adottata spontaneamente: in Giappone durante il regime Meiji (1868-1912) e l'ascesa del nazionalismo moderno, in Cina attraverso la mediazione di storici giapponesi le idee si confrontano con la tradizione (confronto tra moderno e antico).
Lo storicismo europeo considera un tempo unico e lineare, la diffusione di questi modelli storici europei li ha resi un punto di riferimento obbligatorio.
Servirsi della tradizione per creare qualcosa di nuovo – il frate francescano Motolinía scrive per la prima volta la storia del continente americano.
Arriva nel 1524 in Messico e sostiene il partito di Cortés, inizia la sua indagine raccogliendo informazioni dagli indigeni. Nel 1536 viene aperto il Collegio Santa Cruz a Santiago Tlatelolco, che doveva formare le élite indigene, insegnando il latino, il collegio è costruito su una precedente istituzione dove venivano educati i rampolli della società – continuo con l'epoca precedente.
Motolinía attrae informazioni dai notabili più anziani cercando di capire come venivano interpretate le domande e le intenzioni del francescano; inizialmente dovette dotarsi di aiutanti. Motolinía parte da zero, ha solo alcuni schemi e schede di Andrés de Olmos, deve mettere a punto calendari genealogie, ecc., diventando auctoritas (punto di riferimento).
La Bibbia rappresenta un grande esempio di modalità di narrazione, così come la storia ecclesiastica di Eusebio di Cesarea, che privilegia le testimonianze dirette (influenza che si vede nei capitoli sulla dissoluzione della società mexica). Motolinía trova in ogni avvenimento il sigillo della volontà divina e vuole far conoscere l'evangelizzazione del Nuovo Mondo.
La storia di Motolinía deriva dalle esperienze di cristianità latina esportate del '300 in cui:
- Francesco d'Assisi predica nelle terre islamiche
- Missionari nelle terre di Gengis Khan -> molti hanno narrato l'esperienza in terra mongola
Le relazioni dei missionari del Nuovo Mondo si scontrano con la tradizione classica e sovvertono l'idea della dimensione del mondo e della diffusione del cristianesimo. Motolinía si appoggia anche all'opera di Isidoro da Siviglia in cui espone il sapere antico con citazioni ed etimologie “Etymologiae”; altri testi e storiografie di riferimento sono:
- L'Imago mundi di Onorio che raccoglie informazioni sulla storia universale, grande circolazione nel medioevo
- Cronographiae di Sesto Giulio Africano, cronologia del popolo ebraico e greco, ha fornito un quadro di riferimento cronologico universale
- La cronologia francescana, che poneva la salvezza al centro della storia
- Summa universalis di Sant'Antonio di Firenze divideva la storia in 6 età e la successione di 4 imperi
Motolinía non applica metodi storici ma tiene a mente i modelli biblici, della storia ecclesiastica e della tradizione francescana.
Storia degli umanisti
La storiografia del rinascimento volge lo sguardo agli antichi greci e romani studiati grazie all'archeologia ed ai testi esumati dalle biblioteche dei monasteri. Leonardo Bruni (che scrive la storia di Firenze) aprirà la strada a Machiavelli e Guicciardini. Con Petrarca inizia l'idea di passato come tempo diverso (accezione di Motolinía con il passato indigeno), si impone una nuova periodizzazione in cui le epoche si susseguono e traggono la loro fisionomia dagli avvenimenti precedenti.
Gli umanisti cercano di riavvicinarsi all'universo antico, lontano a causa delle tenebre medievali.
Machiavelli -> si può vivere all'ombra dei romani
Guicciardini -> romani impossibili da imitare
In America tutto è contemporaneo e non si conosce alcuna antichità. In Europa le notizie dal nuovo mondo sono attese dal pubblico e grazie alla stampa a caratteri mobili vengono pubblicate lettere, racconti, relazioni e descrizioni scritti da esploratori. Marco Polo aveva svolto il ruolo di pioniere nel descrivere terre mai viste, la maggior parte delle volte le popolazioni sono esterne dalla scrittura della storia perché sconfitte, misconosciute o decimate.
Lo spagnolo López de Gómara si interessava alle conquiste di Cortés e alla sua avanzata, mentre Oviedo studiava il rapporto americani/passato prestando attenzione a canti, danze e musica.
Scrivere la storia degli amerindi
Motolinía era convinto che gli indigeni avessero la loro stessa concezione di storia, libri e storici (liblistas) capaci di trasmettere la memoria americana così come gli spagnoli studiavano la Bibbia (fonte per accostarsi a passato, presente e futuro). Bernardino de Shagún, circa 20 anni dopo, riconoscerà che tutte le storie degli antenati erano rappresentate da immagini. Nel XIX secolo molti credono che gli hindu siano indifferenti alla storia, le cronache persiane e mughal sono ritenute prive di riflessioni sul piano storico.
In Messico, invece, gli storici danno importanza a pittura e parola, una chiave di accesso al sapere e alla memoria. I nativi offrono a Motolinía date e periodizzazioni, il francescano deve capire il calcolo degli anni, mesi, settimane e deve familiarizzare con una terminologia nuova.
Biblistas: élite locali che collaborano con i nuovi poteri spagnoli, frapposti tra missionari e popolazione. All'inizio degli anni '40 del XVI secolo la situazione è problematica perché difficilmente si trova qualcuno che possa parlare del passato, alcuni gruppi raccontano memorie per avere l'appoggio dei monaci e dell'amministrazione contro i clan rivali, preparando la loro versione da raccontare. In Messico, India e Perù l'affidabilità degli informatori è una questione centrale ed occorre individuare chi è effettivamente a conoscenza delle informazioni richieste, il monaco deve farsi capire e a questo proposito:
- Andrés de Olmas lavorava per l'inquisizione nella caccia alle streghe, è uno dei primi conoscitori della lingua indigena e sa come scegliere le domande, capire le confessioni ed esercitare pressioni
- I francescani erano formati dal rito della confessione, sanno come porre domande e stanare il non detto
L'informatore ideale è l'indigeno sinceramente convertito che sa prendere le distanze da riti e credenze passate, riducendole a caricature. I francescani interrogano gli amerindi nei chiostri dei conventi in cui soggiornano. L'insegnamento del latino aiuta a familiarizzare gli indigeni con la modalità di pensiero dei frati.
Motolinía vuole conoscere la storia prima della conquista ma ha molte idee preconcette, il passato deve essere concluso e non deve contaminare il presente. Per scrivere la storia amerindiana nei canoni francescani occorre periodizzare il tempo preispanico, per farlo è utile costruire le genealogie reali (definizione di parentele ecc.). Le élite si conservano liste di sovrani – modello di successione verticale – scandito da ritmi.
Acamapichtli, primo re mexica, incontra Ioas (personaggio antico testamento) per una convergenza di destini. In questo modo il passato indigeno ed il passato biblico si incontrano.
A partire dal V secolo a.C. in Grecia si iniziano a stabilire sincronie tra avvenimenti e persone. Nel 1500 il principio di tempo universale è imposto dalla cristianità e scandisce il ritmo della storia iniziata con la Bibbia e continuata con la storia ecclesiastica.
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